Dal bonus fiscale sugli interessi uno sconto medio di 295 euro
I beneficiari sono saliti da 3,9 a 4,5 milioni in cinque anni Più dati da inserire nel 730
di Cristiano Dell’Oste
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Nelle dichiarazioni dei redditi presentate l’anno scorso, il bonus sugli interessi del mutuo ha fatto risparmiare in media 295 euro a 4,5 milioni di contribuenti. Cinque anni prima valeva solo 200 euro. L’aumento – rilevato dalle statistiche delle Finanze – riflette l’impatto sulle famiglie dell’ultima ondata di rincari dei tassi d’interesse. La detrazione fiscale, infatti, vale sempre il 19%, calcolato su un massimo di 4mila euro: se il bonus cresce è perché sono aumentati gli interessi, in virtù dei tassi applicati dalle banche, al momento della sottoscrizione di nuovi prestiti o durante il finanziamento per i mutui variabili. Influisce anche, ma molto meno, l’aumento dell’importo preso in prestito per l’acquisto: secondo il Rapporto immobiliare Omi-Entrate, il capitale medio erogato è passato dai 132mila euro del 2020 ai 135mila del 2025, arrivando al massimo a 139mila nel 2022.
Guardando le ultime statistiche fiscali, si vede che il grosso dell’incremento è stato registrato nelle dichiarazioni dei redditi presentate nel 2024, riferite al 2023. È in quell’anno che il rincaro dei tassi si è fatto sentire di più. Sempre nel 2023, peraltro, è calato il capitale complessivo erogato per nuovi mutui, frutto di condizioni meno favorevoli per la stipula che hanno influito sul mercato immobiliare (le compravendite di abitazioni sono scese del 9,7% a quota 709mila).
La gestione della precompilata
L’ammontare degli interessi – comunicato dalle banche entro il 16 marzo – è uno dei dati che le Entrate inseriscono nella precompilata.
Oggi molti contribuenti hanno già potuto riscontrare le cifre nel rigo E7 modello 730 messo online giovedì scorso (il modello Redditi arriverà il 20 maggio). Se accetteranno il dato così com’è stato precaricato, beneficeranno dell’esonero dai controlli documentali. Il Fisco si riserva però la facoltà di eseguire controlli “sostanziali”, ad esempio sull’effettiva destinazione ad abitazione principale dell’immobile entro un anno dall’acquisto.
Quando invece il dato non è presente nella precompilata, ad esempio perché le Entrate hanno rilevato alcune incoerenze nelle informazioni o per qualche altro disguido, è possibile aggiungerlo, conservano la certificazione degli interessi 2025 inviata dalla banca o messa a disposizione nell’home banking. In caso di surroga del mutuo, con passaggio da un istituto all’altro, le certificazioni da conservare sono due e gli interessi si sommano, sempre entro il massimale. In caso di mutuo cointestato, il totale di 4mila si divide tra i contitolari.







