Guerra commerciale

Dazi sull’auto: Usa in pressing, corsa contro il tempo della Ue

L’ambasciatore americano presso la Ue Puzder avverte che Washington applicherà «relativamente presto» dazi del 25% su auto e camion provenienti dall’Unione europea, se questa non ratificherà rapidamente l’accordo commerciale. Parlamento e Consiglio restano divisi sulle salvaguardie da inserire nell’intesa

dal nostro corrispondente Beda Romano

Il commissario europeo per il Commercio e la sicurezza economica, Maros Sefcovic, tiene una conferenza stampa presso la Delegazione dell'Unione Europea negli Stati Uniti, a Washington, D.C., Stati Uniti, il 24 aprile 2026 REUTERS

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BRUXELLES – A quasi una settimana dal clamoroso annuncio di nuovi dazi americani sulle auto e sui camion importati dall’Unione europea, ancora oggi il rapporto tra Washington e Bruxelles appariva sul filo di lana. Da parte americana sono giunte nuove minacce commerciali, nonostante gli avvertimenti della Casa Bianca abbiano impresso una probabile accelerazione al negoziato tutto comunitario su due regolamenti che devono servire a mettere in pratica l’accordo dell’estate scorsa.

Ricordiamo brevemente gli antefatti. Nel luglio dell’anno scorso, Washington e Bruxelles hanno trovato una intesa per stabilizzare i loro rapporti commerciali. L’accordo prevede un dazio pressoché orizzontale del 15% da parte americana e una riduzione delle tariffe europee su molti prodotti industriali americani. Da settimane ormai Parlamento e Consiglio stanno negoziando un accordo sui due regolamenti che mettono in pratica l’intesa.

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Una riunione tra i negoziatori comunitari in serata

A meno di sorprese, molti diplomatici si aspettavano a ridosso dell’incontro che sarebbe stato necessario almeno un ulteriore round negoziale. C’è comunque l’obiettivo condiviso di accelerare l’iter decisionale - in un primo momento una ulteriore riunione tra i negoziatori era prevista il 10 giugno; circolava voce che potesse essere anticipata al 19 maggio (in assenza di accordo nella notte).

Prima della riunione si sono riuniti qui a Bruxelles i rappresentanti diplomatici dei paesi membri. Spiegava un diplomatico: «La discussione è stata molto consensuale. Non c’è alcuna intenzione di inserire nei testi misure che andrebbero contro l’accordo» dell’estate scorsa. Un altro diplomatico parlava di «discussione costruttiva». Alcuni paesi sono più combattivi di altri (la Francia, la Spagna), ma in generale i Ventisette vogliono per ora mandare un segnale distensivo a Washington.

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Il negoziato sui due regolamenti tra Parlamento e Consiglio non è facile

Mentre i Ventisette hanno accettato con cambiamenti minimi la proposta legislativa della Commissione, il Parlamento ha introdotto non poche salvaguardie, alcune delle quali sono molto controverse agli occhi del Consiglio. Inoltre, ci sono anche tensioni tra gli schieramenti politici. Il partito popolare preme per un accordo rapido, aggirando il trilogo e votando in plenaria su un testo preliminare già in maggio.

In questo contesto, l’amministrazione americana ha messo sotto pressione la parte europea. Ricordiamo che venerdì 1° maggio il presidente Donald Trump, lamentandosi delle lentezze dell’iter decisionale europeo, ha annunciato un aumento dei dazi sulle automobili europee, dal 15 al 25%. Ancora oggi pressioni, via Bloomberg Television, sono giunte dal Rappresentante al Commercio Jamieson Greer e dall’ambasciatore presso la Ue Andrew Puzder.

Il Rappresentante Greer ha avvertito che le salvaguardie volute dal Parlamento potrebbero, per parte americana, «limitare i benefici dell’intesa» raggiunta nell’estate scorsa. L’ambasciatore Puzder ha aggiunto che Washington applicherà «relativamente presto» dazi del 25% su auto e camion provenienti dall’Unione europea, se questa non ratificherà rapidamente l’accordo commerciale. Finora agli annunci del presidente Trump non sono seguiti i necessari dettagli giuridici.

Per ora e al di là delle schermaglie politiche, l’Unione europea sta affrontando il nuovo braccio di ferro con gli Stati Uniti in modo apparentemente più coeso e meno nervoso che in passato. Non che i dazi sulle auto non facciano paura al mondo economico. «Per noi - ha detto la ministra tedesca dell’Economia Katherina Reiche - il tema della produzione e delle esportazioni di auto è di fondamentale importanza e spero che riusciremo a superare questa sfida insieme nel modo migliore».

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