La strategia

Fincantieri crea polo subacquea con 8 aziende, 1,1 mld ricavi e 200 mln ebitda

Annunciate quattro acquisizioni (Next Geosolutions, WSense, Graal Tech e Defcomm). Il ceo Folgiero: «Così nasce un campione internazionale dell’underwater»

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Fincantieri punta a costituire un “campione internazionale” nel settore della subacquea e annuncia l’acquisizione di Next Geosolutions, WSense, Graal Tech e Defcomm). Con questa mossa il gruppo guidato da Pierroberto Folgiero dà così vita, dopo aver messo a segno nel recente passato le operazioni nel business dei sottomarini con Remazel, Wass e Ids, a un polo della subacquea con otto aziende, una presenza in Italia, Regno Unito, Paesi Bassi, Norvegia ed Emirati Arabi Uniti, 1500 professionisti e ricavi pro forma 2026 di 1,1 miliardi di euro, in grado di integrare tutte le tecnologie abilitanti e di presidiare l’intera catena del valore.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Folgiero: con operazione odierna creiamo campione internazionale dell’underwater

«L’operazione odierna - ha commentato il numero uno Folgiero - rappresenta una trasformazione industriale storica per Fincantieri che crea un campione internazionale dell’underwater, grazie alla completa integrazione lungo la catena del valore di tecnologie, competenze e capacità operative. Queste acquisizioni ci consentono inoltre di accelerare nell’attuazione del piano industriale, rafforzando in modo significativo la redditività e valorizzando un mercato in forte espansione, dove la componente dual-use è destinata a diventare sempre più rilevante. Abbiamo inoltre scelto di valorizzare la continuità industriale delle società acquisite, mantenendo i management team esistenti, perché riteniamo che competenze ed execution siano un elemento essenziale della crescita del gruppo».

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Un mercato in forte crescita

Le operazioni sono state annunciate lunedì mattina dal gruppo cantieristico che si rafforza ulteriormente nel segmento dell’underwater dove, lo scorso anno, sono stati registrati ricavi per 667 milioni di euro e che ha inciso per il 6,7% dei ricavi sul portafoglio del gruppo. Un mercato, quello della subacquea, previsto in forte crescita: secondo le stime in circolazione, nel periodo 2026-2030, è atteso raggiungere un valore cumulato pari a 155 miliardi di euro.

Il titolo vola a Piazza Affari

Insomma, il potenziale per una ulteriore crescita del gruppo c’è. Non a caso, dopo l’annuncio, il titolo Fincantieri è volato a Piazza Affari. Il titolo è balzato dell’8% a 11,8 euro. Il mercato ha, quindi, mostrato di apprezzare la strategia messa in campo dal top management che darà una notevole spinta al segmento. In base alle proiezioni diffuse dalla stessa Fincantieri il comparto è destinato a crescere «a ritmi significativi» con ricavi pro-forma, anche grazie alle acquisizioni, superiori a 1,1 miliardi di euro, ebitda per 220 milioni di euro, conseguendo con 4 anni di anticipo i target di crescita underwater previsti al 2030 nel piano industriale 2026 -2030 presentato a febbraio».

Nel 2030 ricavi per 1,8 miliardi nella subacquea

Le acquisizioni contribuiscono, poi, all’utile di gruppo pro-forma 2026 per oltre 60 milioni di euro aggiuntivi» e «sono altamente accrescitive per il gruppo con un aumento dell’utile per azione del 30% al 2028 e del 20% al 2030». Guardando poi ai prossimi anni, i ricavi della subacquea al 2028 raggiungeranno 1,4 miliardi per attestarsi a 1,8 miliardi di euro al 2030; il margine ebitda, pro-forma per le acquisizioni, cresce al 19,2% nel 2026, raggiungendo il 21% nel 2028 per arrivare al 23% nel 2030. Al 2030 il contributo delle acquisizioni all’utile netto del gruppo raggiunge circa 130 milioni di euro. Le acquisizioni consentiranno di accelerare il profilo di crescita del gruppo - sottolinea Fincantieri - con ricavi generati da servizi ad alto contenuto tecnologico, con prospettive di aumento dell’ebitda e dell’utile netto rispettivamente del 13% e del 40% rispetto agli obiettivi 2026 del piano al 2030.

Le tecnicalità delle quattro operazioni

Tecnicamente, esaminando le singole mosse, Fincantieri acquisirà il 52,60% di NextGeo e sono in fase avanzata accordi con i soci esponenti del top management a valle dei quali gli stessi avranno diritto a vendere una parte della propria partecipazione non superiore al 30% e si impegneranno a reinvestire le restanti partecipazioni nel capitale della società. All’atto dell’esecuzione del contratto Fincantieri promuoverà poi un’Opa sull’intero capitale. Sul fronte WSense, Fincantieri rileverà il 61,95% e a 24 mesi dalla data del closing salirà fino al 75% delle quote della società veicolo che sarà creata appositamente per portare a termine l’acquisizione. Quanto a Defcomm il gruppo di Folgiero acquisirà in prima battuta il 49% della società ed, entro al massimo due anni, potrà esercitare un’opzione call per acquisire un altro 2% e salire così al 51%. Decorsi tre anni dalla call, Fincantieri e l’altro socio (Fedcomm) potranno esercitare un’opzione put e call sul rimanente 49% dell’azienda. Infine, per Graal Tech l’operazione formalizzata recentemente prevede l’acquisizione del 51%, mentre il restante 49% sarà oggetto di opzioni put e call a un prezzo di esercizio che dipenderà dalle performance consuntivate dalla società negli anni 2026-2031.

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