Gli chef diventano brand e i loro prodotti ormai sono un must (anche per il fatturato)
Il ristorante non basta più, i clienti vogliono portare lo stile dello chef - da Cannavacciolo a Cracco, ai Cerea - nella propria vita quotidiana, gustando le loro specialità anche a casa o facendo dei regali speciali
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Se gli chef stellati ormai sono dei veri e propri brand, i loro prodotti a marchio vanno a ruba. Oggi la “cena al ristorante” non basta più e i clienti vogliono portare lo stile dello chef nella propria vita quotidiana, gustando le specialità anche a casa. Inutile dire che i lievitati - panettone in primis - guidano le vendite totali: è nei momenti di festa, infatti, cuore della convivialità all’italiana, che il panettone dello chef stellato fa capolino sulla tavola per stupire gli ospiti. I prodotti a marchio degli chef diventano sempre più spesso anche un regalo d’eccezione: il food, infatti, sta diventando un gift molto apprezzato, sostituendo fiori e altri oggetti più durevoli.
Insomma, se lo chef stellato è ormai un brand – riconosciuto e amplificato anche dai media e dai programmi televisivi – il food diventa un vero e proprio linguaggio di lifestyle, capace di entrare nella quotidianità e ridefinire le abitudini di consumo. Non ultimo, il brand diventa garanzia di qualità, perché è lo chef in persona a supervisionare la produzione, sia quando il prodotto è home made, sia quando è commissionato ad un altro produttore di fiducia.
La distribuzione può avvenire attraverso un punto vendita fisico (il ristorante, il negozio mono o multi marca, il concept store) oppure attraverso gli shop online, ma con un comun denominatore: l’advertising e la comunicazione sempre più veicolata dai social media, dove gli chef sono voci autorevoli, con numeri ed engagement che spesso superano quelli degli influencer “di professione”.
La Selection (con Paccheri) della famiglia Cerea
Un Gruppo sempre più solido, una famiglia unita che ha fatto del concetto di Made in Italy il suo vessillo. E, non è un caso che il Pacchero alla Vittorio sia ormai probabilmente la pasta al pomodoro più conosciuta al mondo, apprezzata da star del cinema, capi di Stato, artisti e influencer. Se il ristorante tre stelle Michelin è l’apice della piramide del lusso dei Cerea - il “vero luxury food” dove si esprime la creatività massima e il servizio sartoriale - ci sono altre formule che funzionano bene, veicolando gli stessi valori con un approccio più easy gourmet. Ne è un esempio il DaV, che funziona da bistrot casual dining, pizzeria gourmet e spazio per aperitivi con cocktail bar. Fiore all’occhiello la ristorazione esterna che vale tra il 30 e il 40% del fatturato.
I prodotti a marchio sono raccolti sotto l’ombrello “Da Vittorio Selection” che nasce con l’obiettivo di portare nelle case delle persone una parte dell’esperienza vissuta nel ristorante-ammiraglia. «L’idea è quella di creare o selezionare prodotti di altissima qualità, realizzati con ingredienti eccellenti e con la stessa attenzione che mettiamo nei nostri ristoranti - spiega Rossella Cerea, general manager del Gruppo Da Vittorio e responsabile dell’accoglienza -. La box “Ricetta Paccheri alla Vittorio”, nasce proprio da questo spirito: racchiudere in un unico prodotto uno dei piatti simbolo della famiglia Cerea, permettendo a chiunque di replicare a casa un’esperienza gastronomica semplice ma autentica. È una box pensata per unire qualità, praticità e racconto del nostro modo di intendere la cucina. L’arma in più di questo prodotto è la sua dimensione esperienziale. Chi riceve la box non deve semplicemente aprire qualcosa e consumarlo: ha a disposizione tutti gli ingredienti e una video-ricetta con cui cimentarsi in cucina per realizzare uno dei piatti iconici di Da Vittorio. A completare l’esperienza c’è anche la bavaglia “Oggi sono goloso”, un elemento simbolico e divertente che fa parte dell’esperienza vissuta al ristorante»












