Turmso e food

Come si mangia in crociera? Ecco tutti i segreti della ristorazione di bordo

La scelta di una crociera passa anche dalla ricchezza dell’offerta gastronomica: siamo stati nelle cucine grandi come un campo da calcio e nei 13 ristoranti di una nave Msc per vedere in che modo la compagnia di navigazione vuole «trasformare la ristorazione in un elemento identitario dell’esperienza di bordo»

di Maria Teresa Manuelli

MSC World Europa, La Foglia Restaurant

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Le crociere navigano a tutta forza. Secondo le stime di Clia-Cruise Lines International Association, i passeggeri erano 31,7 milioni nel 2023, sono diventati 35,7 milioni nel 2024 e nel 2027 raggiungeranno quota 39,4 milioni. Un’escalation che non accenna a fermarsi, trainata da un’offerta in continua espansione e da una domanda sempre più sofisticata. Soprattutto quando si parla di food. In Italia nel 2025 hanno transitato 15,3 milioni di crocieristi, e circa la metà di loro - con punte del 66% tra i millennial - si era dichiarata disposta a pagare di più per un’esperienza gastronomica di qualità, a bordo come a terra.

Per Msc Crociere, divisione crocieristica del Gruppo Msc-Mediterranean Shipping Company, il punto passa proprio da qui: distinguersi «alzando l’asticella del servizio e trasformare la ristorazione in un elemento identitario dell’esperienza di bordo». Per vedere come funziona siamo saliti a bordo della Msc World Europa, la prima nave della classe World della compagnia - dotata di ben 13 ristoranti, tra cui 6 ristoranti tematici, e 20 bar e lounge – e siamo scesi nella cucina di questa ammiraglia che ogni giorno produce 25mila pasti.

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Benvenuti in galley («galera»)

Intanto partiamo dalla terminologia: la cucina di bordo non si chiama cucina, si chiama “galley”, in italiano “galera”. Lo spiega Cesare Trani, sous chef di Msc Crociere: «Sulle navi le cucine non hanno finestre, come nelle galere romane, dove i prigionieri remavano sotto il livello del mare e l’unica luce entrava dai fori dei remi». Qui, però, nessuna prigionia: «Ci pagano bene, devo dire, e abbiamo dei turni ben calibrati», ci tiene a specificare.

La galley della Msc World Europa occupa oltre 2.500 metri quadri, «grande quasi come un campo di calcio», dice Trani, ed è l’unica cucina principale della nave (i ristoranti tematici hanno, invece, cucine proprie). Qui lavorano 290 chef, distribuiti su turni. Ai passeggeri - 6.762 a piena capacità secondo i dati ufficiali Msc Crociere - si aggiungono 2.100 persone di equipaggio, di 57 nazionalità diverse, ciascuna con abitudini alimentari proprie. «Il cuoco dell’equipaggio ha un lavoro più duro del mio - ammette Trani -, perché oltre alle lingue diverse, hanno anche tutte abitudini alimentari diverse che rispettiamo».

Il pane 9 volte al giorno

La galley è suddivisa in reparti che lavorano in parallelo. L’area del freddo - dedicata a frutta, formaggi, insalate, tartine e antipasti - impiega 27 persone su turni. La panetteria, collegata alla pasticceria, sforna pane nove volte al giorno: «Non si può fare una volta sola - spiega Trani - l’aria condizionata ha un effetto terribile sui prodotti da forno». A piena capacità servono almeno 1.000 chili di farina al giorno solo per il pane, più altri 400 per le pizze. In panetteria lavorano 62 persone. Tutto il pane e tutti i dolci della nave - compresi quelli dei ristoranti tematici - escono da qui.

Per non sprecare, la galley si affida a un sistema digitale chiamato “crunch time meal count”: i camerieri inseriscono gli ordini su tablet collegati a monitor distribuiti nelle varie sezioni. Il sistema aggiorna in tempo reale le quantità richieste - bistecche, aragoste, primi - permettendo di calibrare la produzione ed evitare gli avanzi. A questo si aggiunge un controllo sistematico degli scarti: bilance con telecamera integrata misurano in tempo reale quanto materiale viene scartato in ogni sezione. «Non dobbiamo andare oltre una tonnellata per sezione», spiega Trani. Anche i rifiuti organici seguono una raccolta differenziata rigorosa: ossa, gusci di uova e scarti vegetali non possono essere smaltiti insieme, perché i trituratori di bordo non tollerano certi materiali e vanno protetti.

La logistica degli approvvigionamenti

Essere in mare non significa, però, essere scollegati dalla filiera. Lo spiega Luca Cesarini, corporate executive chef Speciality Restaurant di Msc Crociere: la flotta viene rifornita due volte a settimana. Il fresco - verdura e frutta - arriva da Barcellona; il secco e il congelato vengono caricati a Genova. Carni e pesci viaggiano per lo più congelati. Gli ordini devono essere trasmessi con almeno tre settimane di anticipo, e ogni fornitore deve essere preventivamente approvato e certificato. «Non puoi dire “mi manca la farina, la vado a comprare da un altro” - dice Cesarini -. C’è un lavoro attento di selezione e certificazione dietro ogni nostro partner».

Su scala di flotta, i numeri danno la misura dell’operazione: le 23 navi Msc vengono rifornite ogni anno con circa 5.500 diversi articoli di cibo e bevande. In totale vengono caricati 32 milioni di uova, 6 milioni di litri di latte, 170mila ostriche, 2 milioni di pomodori, 900mila chili di mele e 800mila chili di limoni all’anno. Il menu cambia due volte l’anno - winter da novembre ad aprile, summer da aprile a ottobre - e si adatta alle rotte: nel Mediterraneo prevalgono influenze francesi, spagnole e italiane; ai Caraibi si vira verso la cucina sudamericana.

Ampia scelta e ristoranti tematici

Il fatto che Msc Crociere punti sulla ristorazione come elemento distintivo è confermato anche dalla cura e dalla varietà dei sei ristoranti tematici che si aggiungono ai sei ristoranti della nave e al buffet. Lo conferma Emma Di Nicuolo, responsabile della comunicazione della compagnia: in tutta la flotta sono attivi oggi circa ottanta ristoranti tematici, con format che spaziano dalla steakhouse Butcher’s Cut al giapponese Kaito, dal messicano Hola! Tacos & Cantina al teppanyaki, fino a concept più recenti come La Pescaderia - ristorante di pesce mediterraneo in stile mercato - e lo Chef’s Garden Kitchen sulla Msc World Europa, primo orto idroponico in mare, sviluppato con lo chef svedese stellato Niklas Ekstedt sulla filosofia “dalla fattoria all’oceano”.

Il microbirrificio Masters of the Sea produce a bordo le birre artigianali Msc Signature con acqua di mare desalinizzata, in collaborazione con Teo Musso, fondatore del birrificio piemontese Baladin. Mentre il piccolo caseificio produce mozzarelle fresche (circa 300 kg).

Sulla Msc World America, entrata in flotta nel 2025, è presente, invece, l’unico ristorante Eataly a bordo di una nave. Sulla futura Msc World Asia - il cui varo è previsto per novembre 2026 - debutterà il ristorante Italy, format Made in Italy già presente sulla World America e che riscuote particolare successo sul mercato statunitense, insieme a un nuovo concept pan-asiatico. Il piano industriale di Msc Crociere prevede di accrescere la flotta a 35 navi nel 2035, per un investimento complessivo di 10,5 miliardi di euro sulle sole navi della classe World attualmente in costruzione.

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