Grecia e Danimarca rafforzano il sostegno Ue al piano marocchino per il Sahara Occidentale
I ministri degli Esteri di Atene e Copenaghen confermano l’appoggio alla proposta di Rabat, in linea con la Risoluzione Onu 2797, valorizzando anche le opportunità di cooperazione economica bilaterale
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La Grecia rafforza il proprio sostegno al Piano di autonomia proposto dal Marocco per il Sahara occidentale, definendolo un «contributo serio e credibile» al processo politico condotto sotto l’egida delle Nazioni Unite. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri ellenico, Giorgos Gerapetritis, al termine dell’incontro ad Atene con l’omologo marocchino Nasser Bourita, ministro degli Affari Esteri, della Cooperazione Africana e dei Marocchini residenti all’Estero, in visita di lavoro nel Paese. Gerapetritis ha precisato che, in linea con la posizione comune dell’Unione europea, Atene “sostiene pienamente gli sforzi” dell’Inviato personale del Segretario generale dell’Onu, Staffan de Mistura, impegnato a condurre i negoziati sulla base della proposta marocchina, con l’obiettivo di raggiungere un’intesa giusta, duratura e reciprocamente accettabile. Il ministro ha ricordato che la Grecia, membro non permanente del Consiglio di Sicurezza per il biennio 2025-2026, ha accolto con favore l’adozione della Risoluzione 2797, che pone il piano di autonomia alla base dei negoziati per una soluzione politica definitiva. «Riteniamo che la proposta di autonomia costituisca un contributo serio e credibile al processo delle Nazioni Unite in corso e potrebbe rappresentare la soluzione più realizzabile» ha affermato Gerapetritis, definendo inoltre il Marocco un “pilastro di stabilità” nella regione e un attore attivo nello sviluppo del continente africano.
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L’agenda economica bilaterale
Al centro dei colloqui tra Bourita e Gerapetritis non c’è stata solo la questione del Sahara. I due ministri hanno discusso il rafforzamento delle relazioni bilaterali, con particolare attenzione alla cooperazione economica e commerciale, alle infrastrutture, all’energia verde, alla gestione delle risorse idriche, ai porti e al trasporto marittimo, oltre che al settore agroalimentare. Atene guarda al Marocco come a una porta d’accesso strategica verso i mercati dell’Africa subsahariana e osserva con interesse le opportunità legate ai grandi progetti infrastrutturali connessi ai Mondiali di calcio FIFA 2030, che vedranno il Regno tra i Paesi organizzatori insieme a Spagna e Portogallo.
Copenaghen si allinea: piano credibile
Anche la Danimarca si aggiunge al fronte dei sostenitori. Il governo danese ha definito il piano marocchino di autonomia «una buona base per una soluzione concordata dalle parti» sulla questione del Sahara. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Lars Løkke Rasmussen in occasione della visita di lavoro di Bourita a Copenaghen, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa marocchina Map. Rasmussen ha affermato che «la Danimarca saluta, in conformità con la posizione dell’Unione europea, l’adozione della risoluzione 2797 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite», definendo la proposta marocchina «credibile» e un contributo «serio ed essenziale al processo onusiano in corso». Con questa presa di posizione, la Danimarca — anch’essa membro del Consiglio di Sicurezza dell’Onu — conferma il proprio allineamento alla dinamica internazionale di sostegno alla sovranità marocchina sul Sahara e al piano di autonomia promosso da Rabat sotto l’impulso di Re Mohammed VI.
Il quadro geopolitico che si consolida
Le prese di posizione di Atene e Copenaghen si inseriscono in una tendenza più ampia di convergenza europea attorno al processo negoziale fondato sulla proposta marocchina, dopo l’adozione della Risoluzione 2797 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, che ha formalmente collocato il piano di autonomia al centro dei negoziati per una soluzione politica definitiva della disputa che dura da decenni. Per il Marocco, il consenso crescente tra i partner europei rappresenta un tassello ulteriore nella strategia diplomatica volta a consolidare il riconoscimento internazionale della propria sovranità sul territorio, mentre le ricadute economiche — dagli accordi infrastrutturali alla cooperazione energetica e portuale — restano un capitolo parallelo e sempre più rilevante nei rapporti bilaterali con i Paesi europei.

