Foto d’archivio - Donald Trump nella Situation Room della Casa Bianca il 21 giugno 2025.   EPA/WHITE HOUSE EPA

29 maggio 2026

Guerra ultime notizie. Trump rimanda la decisione: nulla di fatto dopo due ore di Situation Room

Il presidente americano, Donald Trump, non ha ancora preso una decisione definitiva sul possibile accordo con l’Iran, nonostante una lunga riunione durata circa due ore nella Situation Room della Casa Bianca. Lo ha riferito al New York Times un alto funzionario dell’amministrazione Usa

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29 maggio 2026Aggiornamento fissato

Trump per due ore nella Situation Room ma nessuna decisione

Il presidente americano, Donald Trump, non ha ancora preso una decisione definitiva sul possibile accordo con l’Iran, nonostante una lunga riunione durata circa due ore nella Situation Room della Casa Bianca. Lo ha riferito al New York Times un alto funzionario dell’amministrazione Usa, parlando a condizione di anonimato.
Secondo la fonte, l’amministrazione ritiene che unintesa con Teheran sia vicina, ma rimangano ancora alcune questioni delicate da risolvere prima del via libera finale del presidente.
Tra i principali punti ancora oggetto di discussione ci sarebbe lo sblocco dei fondi iraniani congelati all’estero, tema considerato cruciale da Teheran.

Trump non ha eventi pubblici in programma per venerdì 29 maggio. Ha dimostrato una certa propensione a lanciare attacchi militari e altri annunci significativi dopo la chiusura dei mercati statunitensi e nei fine settimana. Questa settimana gran parte del Medio Oriente ha celebrato la festività dell’Eid.

29 maggio 2026

Fmi, Bm e Iea: carburanti a rischio in estate se non riapre Hormuz

Fmi, Banca mondiale (Bm) e Agenzia Internazionale dell’Energia (Iea) mettono in guardia dai rischi per la sicurezza degli approvvigionamenti di carburanti nei mesi estivi di picco della domanda se il trasporto di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz non tornasse alla normalità. “Le scorte globali di petrolio si stanno riducendo a un ritmo record in risposta alla grave perdita di forniture attraverso lo Stretto di Hormuz”, hanno affermato i vertici delle tre istituzioni in una nota congiunta.

29 maggio 2026

Media: Usa e Iran mai così vicini ad accordo, fra i nodi i fondi in Qatar

Gli Stati Uniti e Iran non sono mai stati più vicini alla finalizzazione di un memorandum of understanding. Lo riporta il New York Post citando alcune fonti dell’amministrazione, secondo le quali non è chiaro quanto l’accordo sarà finalizzato. I fondi iraniani congelati in Qatar sono fra gli ultimi nodi irrisolti.

29 maggio 2026

Bessent: Usa hanno sequestrato un miliardo di crypto valute iraniane

Gli Stati Uniti hanno sequestrato un miliardo di crypto valute iraniane. Lo ha detto il segretario al Tesoro Scott Bessent.

29 maggio 2026

Iran prepara grande funerale per Ali Khamenei

Le autorità iraniane stanno gettando le basi per un funerale “sontuoso” per la Guida suprema “assassinata”, l’ayatollah Ali Khamenei, secondo quanto riportato oggi dai media ufficiali, dopo un lungo rinvio dovuto alla guerra della Repubblica Islamica contro Stati Uniti e Israele. Sebbene la data sia ancora incerta, “è stato istituito un quartier generale speciale per preparare la cerimonia funebre e diverse agenzie stanno attualmente pianificando e organizzando tutto”, ha riferito la televisione di Stato.

29 maggio 2026

Grossi (Aiea): Kazakistan disposto a farsi carico uranio arricchito

Il Kazakistan si è detto disponibile a farsi carico delle scorte di uranio iraniano arricchito vicino alla soglia necessaria per uso militare, nel caso in cui Stati Uniti e Iran raggiungano un accordo. Lo ha indicato al Financial Times il direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea),
Secondo le stime, le scorte iraniane si troverebbero attualmente nei siti nucleari di Natanz, Fordo e Isfahan, colpiti dai bombardamenti americani durante la guerra dei 12 giorni tra Israele e Iran dello scorso giugno.
Oltre a circa 440 chilogrammi di uranio arricchito al 60%, l’Iran possiede anche oltre 9mila chilogrammi di uranio arricchito a livelli inferiori. Washington starebbe inoltre spingendo per imporre a Teheran una moratoria di 20 anni sulle attività di arricchimento.

29 maggio 2026

Libano, morti 8 cittadini siriani in attacco israeliano nel sud

Almeno otto persone, tutte di nazionalità siriana, sono morte nell’attacco aereo lanciato oggi dalle forze israeliane alle porte della città di Adloun, nel sud del Libano. Lo riporta l’agenzia di stampa libanese Nna.

29 maggio 2026

Media: in azione difesa aerea vicino all’isola di Qeshm. Abbattuto drone israelo-Usa

L’agenzia di stampa iraniana Mehh ha riferito di “attività di difesa aerea vicino all’isola di Qeshm, nel sud dell’Iran”, al largo di Bandar Abbas.

L’esercito iraniano ha intercettato e abbattuto un piccolo drone “israelo-americano” che volava nei pressi dell’isola di Qeshm, nello Stretto di Hormuz. Lo riferiscono i media della Repubblica islamica.

29 maggio 2026

Ue adotta nuove sanzioni contro Hamas e Jihad islamica

“L’Unione Europea ha deciso di ampliare la portata delle misure restrittive nei confronti di Hamas e della Jihad islamica palestinese, prendendo di mira anche i membri del Politburo di Hamas che promuovono, difendono e giustificano azioni violente. L’Ue ha inoltre inserito nella lista 10 membri del Politburo”: è quanto si legge in un comunicato diffuso dal Consiglio Europeo, ricordando che la decisione fa seguito all’accordo politico raggiunto dai ministri degli esteri dell’Ue lo scorso 11 maggio.

Nel comunicato si precisa che la decisione riguarda “dieci individui, membri del Politburo di Hamas” che, “in quanto responsabili delle decisioni all’interno dell’organizzazione, sono a conoscenza della pianificazione, della preparazione e dell’esecuzione di azioni violente da parte di Hamas”.

29 maggio 2026

Media: attivata difesa aerea intorno isola in Stretto di Hormuz

E’ stata attivata la difesa aerea intorno all’isola di Qeshm, nello Stretto di Hormuz. Lo ha riferito l’agenzia di stampa Mehr, senza aggiungere per il momento dettagli.

29 maggio 2026

Petrolio: prezzi in calo spinti da dichiarazioni Trump

Prezzi del petrolio ancora in calo, spinti dalle dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump che lasciano presagire che un accordo con l’Iran possa finalmente arrivare. Il brent sta registrando il più forte calo mensile da marzo 2020. A Londra il Brent è sotto i 92 dollari a 91,20 dlr (-1,62%) mentre a New York il West Texas Intermediate (Wti) è in calo dell’1,9% a 87,20 dollari.

29 maggio 2026

Almeno 4 morti in due attacchi israeliani a Gaza City

Almeno quattro persone sono rimaste uccise in due attacchi messi a segno oggi dalle forze israeliane a Gaza City. Lo riporta l’agenzia di stampa Wafa.

29 maggio 2026

Rubio ringrazia Pakistan per ruolo mediazione costruttivo

Il segretario di Stato americano, Marco Rubio, ha ringraziato il Pakistan per il “ruolo costruttivo” svolto nella mediazione con l’Iran e negli sforzi per la stabilità in Medio Oriente. Lo ha riferito il Dipartimento di Stato americano dopo l’incontro a Washington con il ministro degli Esteri pakistano, Ishaq Dar.

Secondo il portavoce del Dipartimento di Stato, Tommy Pigott, Rubio ha espresso apprezzamento per il contributo di Islamabad nel sostenere “la visione del presidente Donald Trump per la pace in Medio Oriente” e per gli sforzi diplomatici condotti con Teheran. Anche il ministero degli Esteri pakistano ha sottolineato che Rubio ha riconosciuto gli “sforzi sinceri di mediazione e diplomazia” del Pakistan per promuovere pace e stabilità nella regione e oltre.

29 maggio 2026

Wsj: Emirati hanno lanciato decine di attacchi durante guerra

Gli Emirati Arabi Uniti hanno lanciato decine di raid aerei contro l’Iran a partire dai primi giorni della guerra e fino al giorno successivo all’annuncio del cessate il fuoco. Lo riporta oggi il Wall Street Journal, citando fonti a conoscenza della questione, secondo cui gli attacchi sono stati condotti in coordinamento con Stati Uniti e Israele, che hanno fornito informazioni di intelligence. Tra gli obiettivi colpiti figurano le isole di Qeshm e Abu Musa nello Stretto di Hormuz, Bandar Abbas, la raffineria di petrolio sull’isola di Lavan nel Golfo Persico e il complesso petrolchimico di Asaluyeh. Alcuni di questi attacchi hanno preso di mira infrastrutture energetiche in risposta agli attacchi di Teheran contro infrastrutture petrolifere e del gas degli Emirati. Secondo il Wsj, l’attacco all’impianto di Asaluyeh, condotto in collaborazione con Israele, ha suscitato una forte reazione internazionale e ha indotto gli Stati Uniti a chiedere a Israele di mettere fine agli attacchi agli impianti energetici.

29 maggio 2026

Iran, fonte ad Al Jazeera: Teheran ha chiesto annuncio Trump su blocco

“Una fonte ben informata” ha detto al giornalista di Al Jazeera Ali Hashem che la dichiarazione del presidente Donald Trump sulla revoca del blocco navale americano all’Iran “era, di fatto, la prima condizione per procedere alle fasi successive dell’intesa”. “Secondo la fonte, la parte iraniana ha insistito per avere prima un annuncio pubblico formale - ha scritto Hashem su X - Trump sembra averlo presentato come una questione secondaria, mentre Teheran la considera una misura essenziale per rafforzare la fiducia prima di affrontare questioni più delicate”. La stessa fonte ha precisato che “finora non c’è stata alcuna discussione diretta sul dossier nucleare” e che “è previsto anche un annuncio di cessate il fuoco tra Hezbollah e Israele come parte del quadro più ampio che si sta delineando”.

29 maggio 2026

Media Teheran, “al momento non è stato raggiunto alcun accordo con Usa”

“Al momento non è stato raggiunto alcun accordo definitivo tra Iran e Stati Uniti”. Lo riferisce l’agenzia iraniana Tasnim, secondo cui le dichiarazioni del presidente americano Donald Trump sulla revoca del blocco navale contro Teheran vanno accolte “con scetticismo” e si inseriscono nel suo “consueto schema di annunci unilaterali e autocelebrativi”. Secondo la Tasnim, un’eventuale revoca del blocco rappresenterebbe soltanto “la fine di una delle numerose violazioni del cessate il fuoco”, dal momento che tali misure “non avrebbero mai dovuto essere imposte”. L’agenzia iraniana sostiene inoltre che le affermazioni di Trump e dei media statunitensi sul dossier nucleare siano “infondate”, precisando che al momento non sarebbero in corso discussioni dettagliate sulla questione. Tasnim aggiunge che l’insistenza americana nel non sbloccare i fondi iraniani congelati alimenta i dubbi di Teheran sulla reale volontà negoziale di Washington. La Repubblica islamica, conclude l’agenzia, ha più volte ribadito che la questione degli asset bloccati dovrà essere risolta prima di qualsiasi accordo preliminare.

29 maggio 2026

Aiea, Kazakistan pronto a conservare l’uranio iraniano in caso d’accordo

Il Kazakistan ha segnalato la propria disponibilità ad accettare le scorte di uranio arricchito a livelli prossimi a quelli necessari per la produzione di armi nucleari, qualora gli Stati Uniti raggiungessero un accordo con l’Iran sul suo programma nucleare. Lo ha riferito il capo dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea). al Financial Times Lo Stato centroasiatico ha espresso la propria apertura a conservare le scorte durante l’incontro tra il presidente kazako Kassym-Jomart Tokayev e il direttore generale dell’Aiea, Rafael Grossi, ad Astana questa settimana, come riportato da Grossi in un’intervista pubblicata dal quotidiano. Il Kazakistan ospita un deposito di uranio a basso arricchimento, controllato a livello internazionale, per garantire l’approvvigionamento di combustibile alle centrali elettriche degli Stati membri dell’AIEA e prevenire la proliferazione nucleare. Il deposito è stato inaugurato nel 2017 in collaborazione con l’AIEA.

29 maggio 2026

Teheran smentisce Trump, “falsa apertura Hormuz senza pedaggi”

Secondo quanto riferito dall’agenzia iraniana Fars citando “fonti informate”, le ultime dichiarazioni del presidente americano Donald Trump rappresenterebbero «un misto di verità e menzogne». Nel mirino ci sono in particolare due punti attribuiti da Trump ai negoziati in corso: l’apertura dello Stretto di Hormuz senza pedaggi e la distruzione del materiale nucleare iraniano. Entrambe le affermazioni sarebbero «false». Le stesse fonti sostengono che il memorandum d’intesa negoziato tra Washington e Teheran si fondi sul principio «impegno per impegno» e accusano il presidente americano di aver omesso alcuni aspetti ritenuti centrali dall’Iran. Per Teheran, infatti, «la parte più importante dell’accordo, alla quale Trump non ha fatto alcun riferimento, è il pagamento immediato di 12 miliardi di dollari dai beni congelati dell’Iran» e «un cessate il fuoco completo in Libano». «Solo dopo la risoluzione di questi punti, l’Iran accetterà di negoziare sulla revoca delle sanzioni e sul nucleare», concludono le fonti.

29 maggio 2026

Iran, fonti a Fars: post di Trump “un misto di verità e bugie”

“Fonti informate” hanno descritto il post pubblicato su Truth dal presidente americano Donald Trump su un possibile accordo con l’Iran come “un misto di verità e menzogne”. Lo riporta l’agenzia di stampa Fars. Stando alle fonti, le dichiarazioni di Trump sull’apertura senza pedaggi dello Stretto di Hormuz e sulla distruzione del materiale nucleare da parte dell’Iran sarebbero “false”. Inoltre, hanno aggiunto, il memorandum di intesa negoziato dalle due parti si basa sul principio “impegno per impegno”. E per Teheran, “la parte più importante dell’accordo, alla quale Trump non ha fatto alcun riferimento, è il pagamento immediato di 12 miliardi di dollari dai beni congelati dell’Iran” e “un cessate il fuoco completo in Libano”. “Solo dopo la risoluzione di questi punti, l’Iran accetterà di negoziare sulla revoca delle sanzioni e sul nucleare”, hanno aggiunto le fonti.

29 maggio 2026

Trump, il nostro blocco sarà revocato, navi ferme si preparino a tornare a casa

Le navi rimaste bloccate nello Stretto di Hormuz a “causa del nostro straordinario e senza precedenti blocco navale - che ora verrà revocato - possono avviare la procedura per fare ritorno a casa. Salutate da parte mia le vostre mogli, i vostri mariti, i vostri genitori e le vostre famiglie: il vostro Presidente preferito!”. Lo afferma Donald Trump sul suo social Trump.

29 maggio 2026

Soldati Idf sparano su aereo civile scambiandolo per un drone

Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno affermato che indagheranno su un incidente avvenuto la scorsa notte sopra la Cisgiordania, nel corso del quale le truppe israeliane avrebbero sparato contro un aereo civile scambiandolo per un drone. L’incidente - spiega il Times of Israel - è accaduto dopo che i residenti dell’insediamento di Beit El avevano segnalato diversi droni non identificati sopra la zona. Le truppe dell’Idf erano state inviate a perlustrare l’area e un contingente, credendo di aver individuato un drone, ha aperto il fuoco. In seguito è emerso che la rotta di volo degli aerei in arrivo all’aeroporto Ben Gurion era stata spostata verso est, causando un volo relativamente basso sopra l’area di Beit El, il che potrebbe aver innescato le segnalazioni di droni. L’Idf sta anche verificando la possibilità che un drone della polizia abbia sorvolato la zona in quel momento, provocando le segnalazioni. Non ci sono notizie di danni o feriti nell’incidente, che l’esercito ha ribadito sarà oggetto di indagine.

29 maggio 2026

Trump, riunione nella Situation Room per decidere sull’Iran

Donald Trump nella Situation Room per “prendere una decisione definitiva” sull’Iran. Lo afferma il presidente sul suo social Truth. “Mi riunirò ora, nella Situation Room, per prendere una decisione definitiva”, ha scritto.

In un lungo post, Trump ha ribadito che “l’Iran deve impegnarsi a non possedere mai un’arma nucleare o una bomba atomica” e che “lo Stretto di Hormuz deve essere immediatamente aperto, senza pedaggi, per il libero traffico marittimo in entrambe le direzioni”.

“Tutte le mine, se presenti, saranno neutralizzate (abbiamo già rimosso, tramite detonazione, numerose mine di questo tipo con i nostri potenti dragamine sottomarini. L’Iran completerà l’immediata rimozione e/o detonazione di tutte le mine rimanenti, che non saranno molte!)”, ha aggiunto il presidente americano.

“Le navi bloccate nello Stretto a causa del nostro straordinario e senza precedenti blocco navale, che ora verrà revocato, potranno iniziare il processo di ’ritorno a casa!’. Salutate le vostre mogli, i vostri mariti, i vostri genitori e le vostre famiglie da parte mia, il vostro Presidente preferito!”, ha scritto Trump.

“Il materiale arricchito, talvolta chiamato ’polvere nucleare’, sepolto in profondità sotto terra, ricoperto da montagne virtualmente crollate a causa del nostro potente attacco con i bombardieri B2 di 11 mesi fa, verrà riportato alla luce dagli Stati Uniti (che, come concordato, sono l’unico Paese, insieme alla Cina, ad avere la capacità meccanica per farlo!), in stretto coordinamento e collaborazione con la Repubblica Islamica dell’Iran e l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, e DISTRUTTO. Non ci sarà alcuno scambio di denaro, fino a nuovo avviso. Su altri punti, di ben minore importanza, è già stato raggiunto un accordo”, ha concluso il presidente americano.

FOTO D'ARCHIVIO: Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump parla accanto al segretario alla Difesa Pete Hegseth durante una riunione di gabinetto nella Sala del Gabinetto alla Casa Bianca, a Washington, D.C., Stati Uniti, il 27 maggio 2026. REUTERS/Evan Vucci/Foto d'archivio

29 maggio 2026

Netanyahu: «Truppe Idf oltre il fiume Litani, conquistate le alture»

“Ci sono risultati molto impressionanti, le nostre truppe hanno attraversato il fiume Litani, hanno conquistato le alture dominanti. Operiamo anche a Beirut, nella Beqaa, lungo tutto il fronte, e stiamo infliggendo duri colpi a Hezbollah”. Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu in visita alla Divisione 36 dell’Idf al confine settentrionale insieme al ministro della Difesa Israel Katz e al vice capo di stato maggiore Tamir Yadai. Lo riferisce l’Ufficio del primo ministro.

29 maggio 2026

Nyt, “sull’Iran Trump spiazza gli alleati, il suo approccio crea confusione”

L’approccio di Donald Trump all’Iran sta spiazzando alleati. Fra bombe, affari e spavalderia, le posizioni del presidente sono oscillate nel corso delle settimane creando confusione fra gli alleati in casa e all’estero. Lo riporta il New York Times sottolineando come l’approccio del presidente sembra più dettato dal suo umore che da una strategia chiara, e riflette il braccio di ferro politico fra i falchi che vorrebbero l’attacco definitivo contro Teheran e i non interventisti che chiedono di fermare la guerra.

29 maggio 2026

Media Libano: “Raid israeliani nel distretto di Sidone, tre morti”

Tre persone sono state uccise dai raid israeliani lanciati sul villaggio di Khrayeb, nel distretto di Sidone, situato nella parte meridionale del Libano. Lo riporta l’Orient-Le Jour. Diversi attacchi sono stati inoltre lanciati anche sui villaggi di Sarafand, vicino a un ospedale governativo, e Baissariyeh, situati all’interno del medesimo distretto.

29 maggio 2026

Consigliere Khamenei, “attaccheremo gli Usa se il blocco navale dovesse protrarsi”

Mohsen Rezaei, consigliare militare della Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei, ha affermato che Teheran attaccherà gli Stati Uniti se il blocco Usa dovesse protrarsi oltre un certo periodo di tempo. Lo riporta Iran International. “Washington si avvicina a noi nell’oscurità, mentre noi monitoriamo ogni loro mossa”, ha concluso l’ex comandante delle Guardie Rivoluzionarie.

29 maggio 2026

Ghalibaf: “Non ci fidiamo di garanzie o parole, solo i fatti contano”

Teheran “non si fida di garanzie o parole” e “solo i fatti contano”. Lo ha dichiarato in un post su X il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, dopo la notizia che Iran e Stati Uniti avrebbero raggiunto un accordo preliminare per una proroga del cessate il fuoco di 60 giorni, che resta in attesa del via libera del presidente americano, Donald Trump. “Non otteniamo concessioni con il dialogo, ma con i missili. Nei negoziati, ci limitiamo a far capire”, ha proseguito Ghalibaf, secondo cui la Repubblica islamica “non intraprenderà alcuna azione prima che l’altra parte agisca”. Per il presidente del Parlamento, “il vincitore di qualsiasi accordo è colui che è meglio preparato alla guerra fin dal giorno successivo”.

29 maggio 2026

Albanese: 4mila desaparecidos tra i palestinesi

“C’è un altro dato scioccante, un crimine che non era ancora stato documentato in Palestina da parte di Israele, che sono le sparizioni forzate: ci sono 4.000 desaparecidos, persone che sono state arrestate e non si sa che fine abbiano fatto”. Lo ha affermato, dopo aver letto alcune testimonianze dirette delle torture, la relatrice speciale dell’Onu sui territori palestinesi Francesca Albanese, presentando al Senato l’ultima inchiesta che ha condotto sull’uso della tortura da parte di Israele nei territori palestinesi occupati.

29 maggio 2026

Ghalibaf: “non otteniamo concessioni col dialogo, ma con i missili”

Il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha affermato in un post su X che Teheran “non ottiene concessioni con il dialogo, ma tramite i missili”, in riferimento ai colloqui con Washington per porre fine alla guerra. Il capo delegazione della Repubblica Islamica per i negoziati ha inoltre dichiarato che l’Iran “non si fida di garanzie o parole, perché contano solo i fatti”, annunciando che “non sarà intrapresa alcuna azione prima che gli Stati Uniti agiscano”. Secondo Ghalibaf, infine, “il vincitore di qualsiasi trattativa è colui che è meglio preparato alla guerra fin dal giorno successivo all’accordo”.

29 maggio 2026

Capo Idf, “le truppe stanno avanzando in Libano”

“La manovra (in Libano) verso nuove aree, continua a respingere il nemico, distruggendone le capacità e colpendolo sistematicamente, anche in questo momento le truppe stanno avanzando. Ogni colpo contro Hezbollah è anche un colpo contro l’asse iraniano e contro l’investimento iraniano nella regione. Siamo pronti a qualsiasi sviluppo e manteniamo un alto livello di preparazione anche nei confronti dell’Iran”. Lo ha detto in visita alla truppe il capo di stato maggiore dell’Idf Eyal Zamir. “Oltre 7.500 miliziani sono stati eliminati dall’inizio della guerra, di cui 2.500 dall’inizio dell’operazione ’Ruggito del Leone’. Continueremo a colpire il nemico”, ha aggiunto. “La minaccia dei droni rappresenta una sfida, ma la supereremo”, ha detto.

29 maggio 2026

Iran, Trump condivide bozza accordo con Israele e altri alleati

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha fatto circolare la bozza di accordo di pace per la guerra con l’Iran tra gli alleati, tra cui Israele, mentre sono in corso tentativi per impedire che nuove violazioni del cessate il fuoco degenerino e facciano fallire qualsiasi accordo. Intanto, con l’intento di accelerare i negoziati, il ministro degli Esteri pachistano, Mohammad Ishaq Dar, sarà oggi a Washington per incontrare il suo omologo statunitense, Marco Rubio.

Ieri Teheran ha preso di mira una base aerea statunitense in Kuwait dopo che Washington ha colpito quella che ha definito un’operazione di droni iraniani vicino allo Stretto di Hormuz, evidenziando la fragilità della situazione, dato che entrambe le parti negoziali si rifiutano di cedere sugli ultimi punti di disaccordo. Mercoledì era previsto che il gabinetto di Trump discutesse dell’accordo, ma Axios - che ha riportato le condizioni dell’intesa raggiunta - ha riferito che il presidente statunitense aveva bisogno di qualche giorno in più per riflettere sull’eventuale via libera.

La bozza condivisa da Trump non è molto diversa da quella che circola in Medio Oriente da giorni, secondo la quale lo Stretto di Hormuz verrebbe riaperto alla navigazione commerciale, il blocco statunitense dei porti iraniani verrebbe revocato e all’Iran verrebbe concesso l’accesso a circa 12 miliardi di dollari (9 miliardi di sterline) di beni congelati.

L’obiettivo sarebbe quello di riportare il traffico commerciale nello Stretto ai livelli prebellici entro 30 giorni e di avviare negoziati, che si prevede dureranno fino a 60 giorni, sul futuro del programma nucleare iraniano. Questi includerebbero discussioni sulle scorte di uranio altamente arricchito, una sospensione temporanea dell’ulteriore arricchimento e la supervisione da parte dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA), l’organismo di controllo nucleare delle Nazioni Unite. L’Iran rinuncerebbe all’uso di armi nucleari.

Il vicepresidente americano JD Vance ha dichiarato ieri che entrambe le parti erano vicine a un accordo, ma che persistevano un paio di punti critici nei colloqui con Teheran riguardanti le scorte di uranio arricchito e la questione dell’arricchimento. “È difficile dire con esattezza quando, o se, il presidente firmerà” il memorandum d’intesa. “Stiamo ancora discutendo su un paio di punti relativi alla formulazione”, ha affermato Vance.

La Cina sta esercitando pressioni sul Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite affinché ratifichi qualsiasi accordo. L’attuale portata dell’intesa sarebbe profondamente inaccettabile per Israele, perché rimanda qualsiasi impegno nucleare definitivo da parte dell’Iran e richiede un cessate il fuoco permanente che includa il Libano, secondo quanto riportato dal Guardian.

29 maggio 2026

Al via oggi al Pentagono negoziati militari diretti tra Israele e Libano

Si apre oggi al Pentagono il primo incontro diretto tra delegazioni militari libanese e israeliana nell’ambito del negoziato promosso dagli Stati Uniti dopo la tregua entrata, almeno sulla carta, in vigore a metà aprile. Il colloquio avviene mentre Israele intensifica raid e bombardamenti in Libano, inclusa la periferia sud di Beirut. Lo Stato ebraico ha diffuso diversi ordini di sfollamento forzato ai civili israeliani di Nabatiye e Tiro, le due principali città libanesi nel sud del paese. Le forze armate di Beirut arrivano al tavolo con una posizione definita dal presidente Joseph Aoun, considerato vicino agli Stati Uniti: cessate il fuoco completo, fine delle operazioni israeliane, ritiro dalle aree occupate nel sud e rafforzamento del dispiegamento dell’esercito lungo il confine. Beirut chiede inoltre il rilascio dei prigionieri libanesi, il ritorno degli sfollati e sostegno internazionale alla ricostruzione. L’incontro segue due precedenti sessioni negoziali svoltesi a Washington il 14 e 15 maggio, che hanno portato alla proroga della “tregua” per 45 giorni. Gli Stati Uniti, impegnati nel negoziato su larga scala con l’Iran, sostenitore di Hezbollah, puntano a rafforzare il coordinamento militare diretto tra le due parti. In questo senso, il 2 e 3 giugno prossimi è previsto un nuovo round politico al Dipartimento di Stato. Sul tavolo resta però il nodo più delicato: Israele rivendica il diritto di condurre operazioni preventive contro minacce considerate imminenti, una formula contestata da Beirut e al centro delle tensioni interne libanesi. Parallelamente Washington continua a esercitare pressioni sul dossier del disarmo degli Hezbollah, mentre il movimento sciita ribadisce il proprio rifiuto dei negoziati diretti e prosegue le operazioni contro le forze di occupazione israeliane nel sud del Libano. Secondo dati raccolti da fonti libanesi, dall’avvio della “tregua” di metà aprile sono state registrate oltre 4.500 violazioni israeliane, più di 5.500 abitazioni distrutte e il controllo militare israeliano diretto o indiretto su oltre 65 località del Libano meridionale.

29 maggio 2026

Emiro Qatar sente Trump, «priorità a soluzioni politiche e diplomatiche»

L’emiro del Qatar, Tamim bin Hamad Al Thani, ha chiesto al presidente degli Stati Uniti Donald Trump di “dare priorità alle soluzioni politiche e diplomatiche” in Medio Oriente, nel contesto delle negoziazioni tra Washington e Teheran per un possibile accordo. La richiesta è arrivata nel corso di una telefonata tra i due leader, durante la quale sono stati affrontati gli sforzi internazionali per ridurre le tensioni nella regione. Lo riferisce l’agenzia statale qatariota Qna. Al Thani ha sottolineato “la necessità di dare priorità alle soluzioni politiche e diplomatiche, così come al dialogo tra tutte le parti, per consolidare la sicurezza e la stabilità regionale ed evitare ulteriori tensioni ed escalation”. Washington ha intanto confermato un principio di accordo con l’Iran per estendere la tregua di 60 giorni e garantire la navigazione nello Stretto di Hormuz, ma l’intesa resta in attesa dell’approvazione di Trump e non è stata ancora confermata da Teheran.

29 maggio 2026

Teheran, «Cina può essere garante intesa con Usa»

La Cina “potrebbe essere il garante di una possibile intesa” tra Teheran e Washington. Lo ha dichiarato Jalal Dehghani Firouzabadi, segretario del Consiglio strategico per le relazioni estere della Repubblica islamica, in un’intervista all’agenzia Isna, parlando dei negoziati in corso tra Iran e Stati Uniti sul dossier nucleare. Secondo l’esponente iraniano, il presidente americano Donald Trump “preferisce un’intesa rispetto a un’ulteriore escalation”, pur in un contesto di colloqui che ha definito “molto difficili” e caratterizzati da questioni “ampie e complesse”. Firouzabadi ha inoltre evidenziato che le condizioni attuali impongono all’Iran di “affermare la propria autorità sullo Stretto di Hormuz”, definendo il passaggio marittimo “un nuovo strumento strategico” e “uno degli elementi del potere dell’Iran”. L’alto funzionario ha aggiunto che Teheran deve “bilanciare la sicurezza nazionale con la libertà della navigazione internazionale nello Stretto di Hormuz” e che saranno Iran e Oman a determinarne “il futuro giuridico”.

29 maggio 2026

Trump, «finestra ristretta ma condizioni per accordo a favore Usa»

C’è ’’una finestra temporale ristretta’’ rispetto all’Iran, ma il presidente americano Donald Trump farà ’’ciò che è giusto’’ perché si sono le condizioni favorevoli perché un accordo sia a favore degli Stati Uniti. Lo ha dichiarato lo stesso presidente americano in una intervista a Fox News che sarà trasmessa integralmente sabato alle 21 ora di Washington. Gli iraniani sono “ottimi” negoziatori, ha aggiunto Trump secondo le anticipazioni, affermando però che l’esercito di Teheran è ’’decimato’’ e quetso offre agli Stati Uniti ’’una leva per ottenere le condizioni che preferiscono’’, prima fra tutte un Iran ’’disarmato dal punto di vista nucleare’’. Dunque, gli iraniani ’’sono astuti, ma alla fine abbiamo tutte le carte in regola perché li abbiamo sconfitti militarmente”, ha detto il presidente.

Guerra in Iran e Medio Oriente, 29 maggio

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29 maggio 2026

Il Dipartimento del Tesoro Usa annuncia nuove sanzioni contro l’Iran

Il Dipartimento del Tesoro Usa annuncia nuove sanzioni contro l’Iran e le sue vendite di petrolio, usate da Teheran per finanziare la ricostituzione delle forze armate e di continuare a rappresentare una minaccia per Stati Uniti e i suoi partner nella regione. “Continueremo ad accrescere la pressione per privare il regime e le sue forze armate delle risorse finanziarie necessarie a minacciare gli alleati e i partner Usa in Medio Oriente”, ha commentato il segretario al Tesoro Scott Bessent. “Non consentiremo a Teheran di incrementare le entrate petrolifere per ricostituire le proprie forze armate e capacità militari”, ha aggiunto.

29 maggio 2026

Media, «altre navi cinesi lasciano lo Stretto di Hormuz»

Secondo la rivista specializzata Lloyd’s List, una petroliera è l’ultima di oltre 10 navi cinesi che erano rimaste bloccate nello Stretto di Hormuz ad averne lasciato le acque. La Hua Lin Wan, una petroliera Aframax di medie dimensioni, di proprietà della compagnia di navigazione cinese Cosco, ha attraversato lo stretto mercoledì, sempre secondo Lloyd’s List. Il presidente di Cosco, Lin Ji, ha dichiarato a Lloyd’s che la sicurezza dell’equipaggio e della nave è la massima priorità nell’ambito delle operazioni di ritiro delle restanti imbarcazioni dal Golfo.

29 maggio 2026

Media, «droni Idf sul sud della Striscia di Gaza, 3 morti»

Tre persone sono state uccise e altre ferite in un attacco di droni israeliani contro un posto di blocco di sicurezza nella zona di al-Mawasi, vicino alla città di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza. Lo riporta Al Jazeera Arabic, citando una fonte dell’ospedale Nasser della città.

29 maggio 2026

Vance, «progressi su estensione tregua, ma Trump non pronto ad approvarlo»

Gli Usa e l’Iran hanno compiuto buoni progressi sull’estensione del cessate il fuoco, ma il presidente Donald Trump non è ancora pronto ad approvare l’accordo. Lo ha detto il vicepresidente JD Vance, secondo cui “ci stiamo confrontando su un paio di punti relativi alla formulazione del testo. Abbiamo fatto molti progressi in tal senso”. Parlando coi media poche ore dopo che fonti Usa hanno riferito che le due parti avrebbero raggiunto l’intesa, Vance ha espresso l’auspicio che si continui “a fare progressi” per mettere il tycoon “nella posizione di poter avallare l’accordo”. Anche se, “ovviamente, la questione è ancora da definire”.

29 maggio 2026

Centcom, «nessun velivolo Usa è stato abbattuto dall’Iran»

Il Comando centrale militare Usa (Centcom) ha contestato e definito “falso” quanto riportato dalla tv di Stato iraniana, secondo cui le forze di Teheran avrebbero abbattuto un velivolo americano nei pressi di Bushehr. In un post su X, il Centcom ha assicurato che “nessun velivolo statunitense è stato abbattuto. Tutti i mezzi aerei statunitensi risultano all’appello”.

29 maggio 2026

Trump: volutamente non abbiamo distrutto esercito di Teheran

Gli Stati uniti non hanno distrutto le forze armate iraniane per evitare di ripetere gli errori commessi in Iraq. Lo ha sostenuto il presidente statunitense Donald Trump in un’intervista a Fox News.

“Abbiamo in realtà lasciato stare il loro esercito. Le persone sarebbero sorprese nel sentirlo, perché sono stati commessi errori in guerre in cui si elimina tutti, e poi si ha un Paese che, sapete, per 40 anni non riesce più a ricostruirsi”, ha affermato Trump.

Il presidente statunitense ha citato l’Iraq come esempio, sostenendo che allora gli Stati uniti agirono “molto male”. “Guardate cosa è successo con l’Iraq. Abbiamo fatto così male, è stata una cosa così stupida. Quello che abbiamo fatto, prima di tutto, non avremmo dovuto essere lì. E non avremmo dovuto essere in Iran, ma l’Iran ha la capacità (nucleare)”, ha detto.

29 maggio 2026

Iran, presidente Pezeshkian: impegnati sulla diplomazia

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha ribadito l’impegno dell’Iran per la diplomazia e per l’espansione della cooperazione regionale, dopo colloqui con i premier di Malaysia e Pakistan in occasione degli auguri per l’Eid al-Adha.

“Nei miei colloqui con i primi ministri di Malaysia e Pakistan per rivolgere gli auguri di Eid al-Adha, ho sottolineato l’impegno dell’Iran per la diplomazia”, ha scritto Pezeshkian su X.

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