Inquinamento, perché in India gli esperimenti di cloud seeding non funzionano
Nuova Delhi, archiviate le festività, è in una coltre di polveri sottili. E la «semina delle nuvole» promossa dal Governo Modi non sta dando risultati
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Dal nostro corrispondente
NEW DELHI - A voler vedere il bicchiere mezzo pieno si potrebbe dire che a Delhi mai come in queste settimane è difficile procurarsi una scottatura, anche stando all’aria aperta tutto il giorno. Nonostante in cielo non ci sia una nuvola, il sole non è che un cerchio pallido, una timida lampadina sfocata la cui luce obliqua e malaticcia accarezza la pelle senza mai bruciarla.
Anche quest’anno, come ogni anno dopo la festival season autunnale, la capitale indiana si ritrova alle prese con livelli incredibilmente alti di inquinamento. A prestar fede alla politica, questa volta qualcosa sarebbe dovuto cambiare. Per anni, il Bharatiya Janata Party (Bjp) di Narendra Modi - oggi al governo non solo a livello nazionale, ma anche a Delhi - ha sostenuto che la catastrofica situazione ambientale della città era colpa dell’inettitudine dei suoi amministratori, da qualche mese all’opposizione. Novizi della politica, incapaci di pensare in grande e senza fiducia nel progresso.
La soluzione, ci è stato detto, sarebbe stato il cloud seeding, ovvero la creazione di pioggia a comando, così da abbattere le polveri sottili e restituire agli abitanti di Delhi il privilegio di poter camminare o fare yoga nei parchi la mattina presto, sapendo che in questo modo non accorceranno la propria aspettativa di vita.
Invece il cloud seeding è fallito. Dopo numerosi rinvii, gli esperimenti di pioggia a chiamata non hanno portato a nulla perché senza un certo tasso di umidità in quota, non c’è possibilità che la dispersione di particelle di ioduro d’argento e cloruro di sodio nell’atmosfera porti a delle precipitazioni. Non solo servono nuvole, che negli inverni freschi e secchi di Delhi sono rare, ma servono anche nuvole a bassa quota perché i piccoli aerei da turismo impiegati nel cloud seeding al di sopra di certe altitudini non si possono spingere.








