26 maggio 2026
Guerra, ultime notizie. Iran, Rubio: «Per accordo servono giorni». Media Israele: ucciso capo ala militare di Hamas
Raid Usa di «autodifesa» contro siti e navi iraniane. Non si sblocca lo stallo sull’Iran: Teheran parla di progressi ma avverte che l’intesa «non è imminente». Trump prende tempo: «L’accordo sarà grandioso oppure non ci sarà». Intanto Washington colpisce un sito per il lancio di missili e navi iraniane che cercavano di collocare mine nel sud dell’Iran
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Sintesi per punti
26 maggio 2026
Media Israele: il capo dell’ala militare di Hamas è stato ucciso
Muhammad Odeh, capo dell’ala militare di Hamas, è stato ucciso dall’Idf in un attacco a Gaza City. Lo riferisce Ynet citando fonti israeliane. Successivamente, nella Striscia c’è stato un altro attacco, ed entrambi i raid hanno causato almeno due morti e oltre dieci feriti.
26 maggio 2026
Trump attacca i media sull’Iran, «sono pazzi»
Donald Trump attacca i media per la copertura della guerra in Iran. «Anche se si arrendesse direbbero che ha riportato una vittoria schiacciante. Sono pazzi», ha detto il presidente sul suo social Truth puntando il dito contro il New York Times, il Wall Street Journal e Cnn. «Se l’Iran si arrendesse, ammettesse che la sua Marina è perduta e giace sul fondo del mare, e se l’intero esercito uscisse da Teheran, con le armi a terra e le mani alzate, gridando all’unisono ’mi arrendo, mi arrendo’, mentre sventola freneticamente la simbolica Bandiera Bianca, allora - afferma Trump - il ”Failing New York Times”, il “China Street Journal” (Wsj), la corrotta e irrilevante Cnn e tutte le altre fake news titolerebbero che l’Iran ha riportato una vittoria magistrale e brillante sugli Stati Uniti d’America, e che non c’è stata nemmeno partita. I democratici e i media hanno perso completamente la bussola. Sono diventati assolutamente pazzi».
26 maggio 2026
Il Papa: Flotilla? «Il popolo di Gaza soffre, bisogna aiutarlo»

«Siano rispettati i diritti di tutti». Uscendo da Villa Barberini a Castel Gandolfo per rientrare in Vaticano, Papa Leone XIV - interpellato dai giornalisti - interviene sulle violenze subite dagli attivisti della Flotilla: «Lì bisogna fare un nuovo appello per il rispetto dei diritti umani di tutti», ha detto. «Purtroppo il popolo di Gaza - ha aggiunto - non riceve ancora gli aiuti umanitari e questo sta provocando proteste, difficoltà e anche l’azione di quelli che hanno partecipato alla Flotilla, io vorrei rinnovare l’appello a tutte le autorità ad assistere e accompagnare, aiutare il popolo di Gaza che soffre tanto».
Il fumo dopo un raid a Nabatieh, Libano May 26, 2026. REUTERS/Stringer REUTERS
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26 maggio 2026
Hormuz, Pasdaran: 25 navi attraversano Stretto in 24 ore
I Pasdaran iraniani, hanno affermato che 25 navi, tra cui alcune petroliere, hanno attraversato lo Stretto di Hormuz nelle ultime 24 ore, dopo aver ricevuto l’autorizzazione e il coordinamento della sicurezza dalla propria marina. In una dichiarazione diffusa dall’agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Tasnim, la Marina Irgc ha affermato che le navi, tra cui delle portacontainer, hanno attraversato lo Stretto durante «l’ultimo giorno e la notte scorsa» con il coordinamento e la sicurezza forniti dalle sue forze.
26 maggio 2026
Iran, Axios: in corso telefonata tra Trump e Netanyahu
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è attualmente al telefono con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Lo riferisce il giornalista di Axios Barak Ravid, citando una fonte a conoscenza dei fatti.
26 maggio 2026
Iran, Rubio: serviranno ancora diversi giorni per un accordo
I colloqui tra Stati Uniti e Iran sull’estensione del cessate-il-fuoco e sulla riapertura dello Stretto di Hormuz richiederanno ancora diversi giorni. Lo ha affermato il Segretario di Stato americano Marco Rubio parlando sull’aereo che lo sta riportando negli States dopo la sua visita in India.
«Sono in corso molti scambi di opinioni su specifici punti del documento iniziale - ha spiegato Rubio, così come riportato dalla Associated Press -, quindi, ci vorranno alcuni giorni», ha aggiunto.
Rubio ha poi precisato che Trump non accetterà un cattivo accordo e ha sottolineato che il punto cruciale al momento è la riapertura dello Stretto di Hormuz senza che all’Iran sia consentito imporre un pedaggio per il transito delle navi. «Gli stretti devono essere aperti, senza ostacoli e senza pedaggi», ha sottolineato il segretario di Stato americano.
26 maggio 2026
Flotilla: appello per liberazione immediata attivisti fermati in Libia
I 10 attivisti del convoglio via terra della Global Sumud Flotilla sono ancora detenuti. Il profilo Instagram di Maghreb Sumud, che fornisce continui aggiornamenti sulla situazione dei volontari, ha pubblicato un video collage con i volti e le voci dei 10 attivisti, tra cui i due italiani - Domenico Centrione e Leonarda Alberizia - fermati a Sirte dai miliziani libici affiliati al generale Khalifa Haftar domenica mentre cercavano di negoziare un avanzamento del convoglio. Da lì sono stati trasferiti a Bengasi, in attesa di giudizio mentre sono stati considerati «potenziali clandestini».
«Da ogni angolo del mondo, e in molti lingue, sono arrivati con un cuore e un obiettivo: raggiungere Gaza con aiuto umanitario», scrive martedì Maghreb Sumud, ricordando che «oggi, sono detenuti, e stiamo ancora aspettando la loro liberazione e rassicurazioni sulla loro sicurezza». La delegazione dei 10 attivisti (oltre ai due italiani ci sono cittadini di Spagna, Polonia, Stati Uniti, Argentina, Uruguay e Tunisia), aveva tentato di negoziare a Sirte il passaggio del convoglio di aiuti umanitari diretto a Gaza.
Ai due italiani fermati, si aggiungono altri 7 connazionali che in Libia sarebbero stati sgomberati dall’accampamento dove si trovavano a Sirte e accompagnati a Misurata per essere rimpatriati; fonti della Global Sumud Flotilla riferiscono che ripartiranno da Tripoli via Istanbul, con arrivo all’aeroporto di Fiumicino domani alle 9,30. Fonti informate riferiscono che il console generale a Bengasi è in attesa di notizie per poter effettuare una visita consolare ai due militanti italiani arrestati.
26 maggio 2026
Il Papa: la Flotilla? «Bisogna aiutare il popolo di Gaza»
«Lì bisogna fare un nuovo appello per il rispetto dei diritti umani di tutti». Lo ha detto Papa Leone, rispondendo a una domanda dei giornalisti sulla Flotilla: «Purtroppo il popolo di Gaza - ha aggiunto - non riceve ancora gli aiuti umanitari e questo sta provocando proteste, difficoltà e anche l’azione di quelli che hanno partecipato alla Flotilla, io vorrei rinnovare l’appello a tutte le autorità ad assistere il popolo di Gaza».
26 maggio 2026
Raid israeliani in Libano, una densa colonna di fumo su Nabatieh
Una densa colonna di fumo si alza mentre i raid israeliani colpiscono Nabatieh, città del Libano meridionale, e le aree circostanti. Diversi attacchi hanno colpito la zona dopo un avviso di evacuazione senza precedenti emesso da Israele.
26 maggio 2026
Israele, il nuovo capo dell’ala militare di Hamas preso di mira in un raid a Gaza
Israele comunica di aver preso di mira a Gaza Muhammad Odeh, il nuovo leader dell’ala militare di Hamas. In una dichiarazione congiunta del primo ministro Benyamin Netanyahu e del ministro della Difesa Israel Katz, è stato affermato che Odeh è uno degli artefici del massacro del 7 ottobre: «Odeh era a capo del quartier generale dell’intelligence di Hamas al momento del massacro ed è stato nominato circa una settimana fa per sostituire Izz ad-Din Haddad, eliminato in un attacco dell’Idf nella Striscia di Gaza circa due settimane fa. Continueremo a dare la caccia a tutti coloro che hanno preso parte al massacro del 7 ottobre. Prima o poi, Israele li catturerà tutti».
26 maggio 2026
Hormuz, Rubio: va riaperto non appena si arriva ad accordo
Lo Stretto di Hormuz va riaperto totalmente, senza un sistema di pedaggi, non appena si arriva a un accordo. Lo ha affermato il segretario di Stato Usa Marco Rubio a bordo dell’aereo che o sta riportando negli Stati Uniti dopo la sua missione in India. “Non conosco nessun Paese al mondo che sia favorevole ad un sistema di pedaggio - ha detto Rubio in un frammento video trasmesso dalla Cnn -. I russi non sono favorevoli, i cinesi non sono favorevoli. E non c’è nessun Paese al mondo che sia favorevole a un sistema di pedaggio, tranne il regime in Iran. Quindi non è accettabile. Non può succedere”.
“Gli stretti devono essere aperti, senza ostacoli, senza pedaggi. E ovviamente, questo deve accadere immediatamente, non appena si raggiunge un accordo”, ha sottolineato Rubio.
26 maggio 2026
Media, «Israele approva estensione operazioni in Libano, esclusa Beirut»
Il governo israeliano ha approvato l’estensione delle operazioni in Libano oltre la ’linea gialla’ nel sud del Paese, con incursioni via terra e raid aerei nelle aree meridionali e nella valle della Beqa’a, e non potranno concentrarsi sull’area di Beirut. Lo riporta Channel 12, sottolineando che questa è la linea rossa posta dall’amministrazione Trump al premier Benyamin Netanyahu, mentre in parallelo sono in corso i negoziati per un’intesa con l’Iran.
26 maggio 2026
Iran: Comando Usa, non abbiamo ripreso a scortare navi attraverso Hormuz
Il Comando Centrale Usa smentisce le indiscrezioni del Wall Street Journal riguardo a una ripresa da parte della US Navy delle operazioni di scorta delle navi emrcantili attraverso lo Stretto di Hormuz. “Recenti notizie diffuse dai media sostengono che la Marina degli Stati Uniti abbia ripreso a scortare o assistere le navi commerciali durante i transiti attraverso lo Stretto di Hormuz. Falso. Il ’Project Freedom’ non è ripreso e le forze statunitensi non stanno attualmente scortando navi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz”, afferma il Centcom su X.
26 maggio 2026
Libano, operazioni via terra di Israele oltre la “linea gialla” della tregua: 28 morti

Soldati israeliani hanno iniziato a operare via terra in Libano oltre la “linea gialla” - la zona cuscinetto, a una decina di chilometri dal confine - stabilita dalla tregua armata di aprile. Lo riferisce Channel 12 citando report provenienti dal Libano secondo cui forze dell’Idf sarebbero state avvistate anche in zone non controllate dall’esercito. Per ora, l’Idf non ha commentato la notizia.
Le operazioni, spiegano i media israeliani, sono state avviate nell’ambito di uno sforzo volto a respingere i militanti di Hezbollah più a nord e a ridurre la minaccia di attacchi con droni esplosivi contro le comunità israeliane del nord. Secondo una fonte di sicurezza citata da Times of Israel, le truppe avrebbero condotto raid mirati, basati su informazioni di intelligence, sia oltre la linea difensiva avanzata che a nord del fiume Litani, concentrandosi sulle aree in cui Hezbollah mantiene infrastrutture e basi operative.
26 maggio 2026
Iran: Wsj, Marina Usa ha ripreso ad assistere le navi attraverso Hormuz
La US Navy ha ripreso ad assistere il transito delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo riporta il Wall Street Journal, citando funzionari militari statunitensi. Le fonti hanno dichiarato al Journal che una superpetroliera greca, carica di due milioni di barili di greggio, è stata scortata dalla Marina statunitense mentre attraversava il canale al largo delle coste dell’Oman. La nave era rimasta bloccata nel Golfo dai primi di marzo e ora è diretta in India per consegnare il suo carico.
26 maggio 2026
Iran, Trump riunisce governo domani a Camp David
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump convocherà i Ministri della sua Amministrazione nella residenza estiva di Camp David: è quanto riporta la Cnn, citando fonti della Casa Bianca. Si tratta della prima riunione del governo al completo dal 26 marzo scorso, la decima dall’inizio del secondo mandato di Trump; in agenda vi saranno soprattutto i negoziati di pace con l’Iran, giunti in una fase decisiva.
26 maggio 2026
Iran: vicepresidente Aref, riparte Internet dopo blackout di 88 giorni
«È stato compiuto il primo passo verso un accesso libero e regolamentato a Internet», ha ufficializzato il vicepresidente iraniano Mohammad Reza Aref in un post su X. Il ritorno dell’operatività arriva dopo un blackout delle comunicazioni online di quasi 3 mesi (88 giorni). Il governo iraniano aveva infatti interrotto l’accesso a Internet in seguito agli attacchi lanciati da Stati Uniti e Israele il 28 febbraio. Per le autorità di Teheran l’obiettivo era prevenire sorveglianza, spionaggio e attacchi informatici. Lo stop delle comunicazioni in rete è considerato il più lungo mai registrato per una nazione. Secondo il sito di monitoraggio Internet Netblocks, Internet è rimasto oscurato nel Paese per circa 2093 ore consecutive, mentre l’operatività nelle ultime ore - secondo i dati della stessa NetBlocks - si attesta intorno al 34% rispetto ai livelli precedenti al conflitto.
26 maggio 2026
Beirut, 28 persone uccise nei raid israeliani nelle ultime 24 ore
Il ministero della Salute libanese ha dichiarato che nelle ultime 24 ore 28 persone sono state uccise e 104 ferite negli attacchi israeliani avvenuti in tutto il Paese. Secondo i dati del ministero, 3.213 persone sono state uccise e 9.737 ferite negli attacchi israeliani da quando le ostilità sono riprese il 2 marzo.
26 maggio 2026
Media, Idf ha iniziato a operare via terra in Libano oltre la linea gialla
Soldati israeliani hanno iniziato a operare via terra in Libano oltre la ’linea gialla’ della tregua armata. Lo riferisce Channel 12.
26 maggio 2026
Uk: petroliera segnala esplosione al largo dell’Oman
Una petroliera ha segnalato un’esplosione esterna al largo di Muscat, in Oman, secondo quanto riferito dall’United Kingdom Maritime Trade Operations (Centro per le operazioni commerciali marittime del Regno Unito, Ukmto).
L’Ukmto ha dichiarato che l’incidente è avvenuto a 60 miglia nautiche da Muscat, con l’esplosione segnalata sul lato sinistro di poppa dell’imbarcazione, vicino alla linea di galleggiamento.
L’equipaggio e la nave sono al sicuro, ha dichiarato l’Ukmto, sebbene il comandante abbia segnalato una perdita di carburante in mare.
26 maggio 2026
Netanyahu a colloquio con ministro Katz e Idf su sicurezza
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha avuto una consultazione sulla sicurezza presso il quartier generale militare della Kirya a Tel Aviv, insieme al ministro della Difesa Israel Katz e al capo di stato maggiore delle Idf (Forze di Difesa israeliane) Eyal Zamir.
Lo ha riferito l’ufficio del premier dello stato ebraico in una dichiarazione.
Netanyahu ha lasciato anticipatamente oggi la sua testimonianza nel processo per corruzione che lo riguarda a causa di “obblighi diplomatici”.
26 maggio 2026
Libano, Hezbollah: scontri con soldati Idf che avanzano a nord Litani
Il gruppo libanese Hezbollah ha riferito di scontri a fuoco ravvicinati con soldati delle Forze di difesa israeliane (Idf) che stavano “avanzando verso Zawtar al-Sharqiyah”, località situata nel distretto di Nabatiyeh, a nord del fiume Litani, nel sud del Libano. In un comunicato riportato dal quotidiano L’Orient Le Jour, Hezbollah ha detto di aver usato missili, colpi di artiglieria e droni kamikaze contro una “forza composita” e di averla “ingaggiata direttamente in combattimento”. I miliziani hanno precisato che gli scontri sono avvenuti dopo che il villaggio era stato preso di mira con “intensi raid aerei e fuoco di artiglieria” da parte degli israeliani. Durante gli scontri, “ancora in corso”, un carro armato Merkava è stato “distrutto da un drone d’attacco Ababil”.
Guerra in Iran e Medio Oriente, 26 maggio
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26 maggio 2026
L’esperto: “Accordo a portata di mano, Washington ha più fretta di Teheran”
Washington, 26 mag. (Adnkronos) - L’accordo tra Stati Uniti e Iran è “a portata di mano”, anche se la questione del programma nucleare resta ancora da definire e verrà affrontata più avanti. Ne è convinto Mehrzad Boroujerdi, docente universitario irano-americano della Missouri University of Science and Technology e autore di ’Postrevolutionary Iran: A Political Handbook’, che in un’intervista all’Adnkronos evidenzia il ruolo della Cina nel conflitto, le conseguenze del blocco a Hormuz sul mercato petrolifero e sottolinea come gli Stati Uniti abbiano una fretta maggiore di chiudere un’intesa rispetto alla Repubblica islamica. “Credo che l’accordo sia ormai a portata di mano, anche se la soluzione finale sul dossier nucleare non è stata ancora raggiunta. Quella arriverà più avanti”, afferma il docente, secondo cui la chiusura dello Stretto di Hormuz ha avuto un impatto enorme sul mercato dell’energia mondiale, creando pressioni che l’Amministrazione americana non può più permettersi di ignorare. “I mercati hanno risentito enormemente della chiusura di Hormuz. Le conseguenti spinte inflazionistiche e le interruzioni delle catene di approvvigionamento non erano qualcosa che Trump potesse ignorare ancora per molto”, spiega. Teheran, prosegue, dal canto suo è abile ad usare il controllo sullo stretto come leva negoziale. “L’Iran riaprirà lo stretto soltanto quando gli verranno garantite concessioni importanti. E sa anche di poterlo chiudere in qualsiasi momento se gli sviluppi non andranno nella direzione desiderata”, dichiara Boroujerdi, secondo cui è Washington ora a mostrare maggiore urgenza nel raggiungere un’intesa. “A mio giudizio Washington è più ansiosa di raggiungere un accordo, mentre Teheran può permettersi di aspettare più a lungo perché vuole essere sicura che non si arrivi a un accordo inutile e che non venga poi nuovamente attaccata”.
26 maggio 2026
Conflitto Usa-Iran, Ue: “Tutte parti coinvolte facciano tacere armi”
“Tutte le parti” coinvolte nel conflitto iraniano dovrebbero “far tacere le armi” e “risolvere le divergenze pendenti con mezzi pacifici, in conformità con il diritto internazionale”. Lo dichiara Anouar El Anouni, portavoce della Commissione europea, nel corso del briefing giornaliero con la stampa, reiterando la posizione dell’Unione riguardo aver “costantemente sostenuto la diplomazia per fermare la guerra in tutto il Medio Oriente e per ripristinare la piena libertà di navigazione, con un passaggio sicuro, libero e senza alcun pedaggio nello Stretto di Hormuz, nell’interesse della regione e dell’economia globale”. Da parte sua, l’Ue “continuerà a mantenere i propri impegni diplomatici per affrontare l’intera gamma dei nostri interessi e preoccupazioni in coordinamento con i nostri partner”, conclude.
26 maggio 2026
Libano, Idf: colpiti 100 obiettivi Hezbollah nel sud nella notte
L’Idf ha annunciato di aver effettuato raid notturni contro oltre 100 siti e militanti di Hezbollah nella valle della Beqaa, nel Libano orientale, e in tutto il sud del Paese. Secondo l’esercito, i raid hanno preso di mira depositi di armi, centri di comando, posti di osservazione e altre infrastrutture utilizzate da Hezbollah per pianificare ed eseguire attacchi contro truppe e civili. In un raid nella zona di Mashghara, nella valle della Beqaa, l’esercito ha spiegato di aver colpito infrastrutture in cui erano stati identificati militanti di Hezbollah, uccidendoli in una serie di attacchi condotti a pochi secondi di distanza l’uno dall’altro.
26 maggio 2026
Ghalibaf, “visita in Qatar ha portato progressi”
Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha affermato che la sua visita in Qatar è stata “nel complesso positiva”, aggiungendo che ha portato a progressi nei colloqui tra l’Iran e gli Stati Uniti. Lo riporta Tasnim. Secondo Ghalibaf, la visita aveva lo scopo di raggiungere un accordo su come attuare le richieste dell’Iran riguardo ai fondi congelati. Sempre Tasnim riporta che un possibile memorandum d’intesa tra Iran e Usa richiederebbe lo sblocco di 24 miliardi di dollari di fondi iraniani congelati durante i negoziati.
26 maggio 2026
Negoziato Usa-Iran, Teheran chiede lo sblocco di 24 miliardi di dollari
Circa 24 miliardi di dollari di fondi iraniani congelati all’estero dovrebbero essere sbloccati in base a un memorandum d’intesa in fase di negoziazione con gli Stati Uniti. A dirlo è una fonte vicina al team negoziale di Teheran, secondo quanto riportato oggi dall’agenzia di stampa iraniana Tasnim. L’agenzia ha riferito che il capo negoziatore iraniano, Mohammad Baqr Qalibaf, si è recato in Qatar per raggiungere un accordo su un meccanismo per attuare questa richiesta.
26 maggio 2026
Media Israele, il capo dello Shin Ben ha incontrato Dahlan negli Emirati
Il capo dello Shin Bet (servizio di intelligence interna israeliano), David Zini, dopo l’annuncio del cessate il fuoco tra Usa e Iran si è recato negli Emirati Arabi Uniti e ha incontrato Mohammed Dahlan. Lo riporta Canale 11 citando fonti regionali e israeliane. Dahlan, storico rivale interno di Abu Mazen, in esilio negli Emirati dal 2011, è stato responsabile della sicurezza preventiva di Fatah nella Striscia di Gaza. Nel 2024 il suo nome è emerso come uno dei possibili candidati alla guida di Gaza in alternativa a Hamas.
26 maggio 2026
Libano, media: Israele ha iniziato a richiamare i riservisti
Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno iniziato a richiamare i riservisti dopo che il premier Benjamin Netanyahu ha annunciato che verranno intensificate le operazioni militari in Libano. Lo riporta l’emittente israeliana Kann, secondo cui ai soldati congedati di recente è stato ordinato di presentarsi immediatamente per il servizio di riserva. A sua volta l’emittente Channel 13 ha rivelato che negli ultimi giorni si sono intensificate le discussioni sull’estensione della campagna in Libano e il Capo di Stato Maggiore delle Idf, il generale Eyal Zamir, avrebbe dichiarato ai ministri, durante una riunione sulla sicurezza, che “gli edifici nel quartiere di Dahiyeh a Beirut dovrebbero essere demoliti” in risposta alla minaccia dei droni di Hezbollah. Ieri un funzionario americano ha detto al Times of Israel che gli Stati Uniti potrebbero dare il via libera a un’operazione israeliana su larga scala contro Hezbollah, a fronte del recente aumento degli attacchi con droni.
26 maggio 2026
Teheran giustizia un uomo accusato di spionaggio per Israele
L’Iran ha giustiziato un uomo con l’accusa di spionaggio a favore di Israele: lo riporta l’agenzia di stampa Tasnim, legata al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche. Secondo quanto riportato, la condanna di Gholamreza Khani Shekarab era stata confermata dalla Corte Suprema del Paese prima di essere eseguita
26 maggio 2026
Tajani: serve dialogo per riaprire Hormuz
“Purtroppo la situazione ha visto uno stop nella trattativa, con posizioni molto dure: questo non agevola, serve che si proceda nel dialogo e riaprire Hormuz”: lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, commentando lo stato dei negoziati fra Stati Uniti e Iran a margine dell’assemblea generale di Confindustria. “Se c’è una tregua deve essere rispettata: anche in Libano serve più prudenza da parte di tutti, Hezbollah non deve attaccare ma anche Israele deve rispettare la tregua che c’è”, ha concluso.
26 maggio 2026
Pechino, “Usa e Iran rispettino il cessate il fuoco”
La Cina ha chiesto alle “parti interessate” dal conflitto in Medio Oriente, Stati Uniti e Iran, di rispettare il cessate il fuoco. Lo ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri Mao Ning. Mao ha risposto in conferenza a una domanda sulla ripresa degli attacchi statunitensi contro i siti missilistici iraniani e imbarcazioni che tentavano di posare mine. “Esortiamo le parti interessate a rispettare i propri impegni di cessate il fuoco, a risolvere le controversie con mezzi pacifici”, ha affermato Mao invitando a “promuovere il rapido ripristino della pace”.
26 maggio 2026
Medio Oriente in fiamme
26 maggio 2026
Khamenei, paesi Medioriente non faranno più da scudo a basi Usa
“Il tempo non si fermerà e le nazioni e le terre della regione non faranno più da scudo delle basi americane. Non saranno più un rifugio sicuro per il male e a non potranno più ospitare basi militari nella regione”. È quanto ha affermato la Guida Suprema dell’Iran, l’Ayatolla Mojtaba Khamenei nel suo messaggio in occassione dell’Hajj. Lo riporta l’agenzia Irna.
26 maggio 2026
Esercito iraniano: “Nuova aggressione provocherà rappresaglia più ampia e violenta”
Qualsiasi nuova aggressione contro l’Iran riceverà una risposta “molto più severa” che si estenderà oltre la regione. Lo ha dichiarato il portavoce delle Forze Armate iraniane Abolfazl Shekarchi. Shekarchi - scrive l’agenzia di stampa iraniana Fars - ha aggiunto che, in caso di un nuovo conflitto, gli attacchi dell’Iran si estenderebbero oltre i confini della regione e sarebbero più intensi e violenti rispetto ai precedenti.
26 maggio 2026
Teheran, “nuovi attacchi avranno risposta durissima, oltre la regione”
Abolfazl Shekarchi, portavoce di alto livello delle Forze Armate iraniane, ha dichiarato che qualsiasi nuova aggressione contro l’Iran riceverà una risposta “molto più severa” che si estenderà oltre i confini della regione. Lo scrive Al-Jazeera. “Se verremo attaccati, i nostri attacchi saranno più duri, più intensi e più potenti. La nostra risposta andrà oltre la regione - la dichiarazione del militare, così come riportata su X - L’obiettivo è già stato individuato ed è pronto. La risposta a qualsiasi nuova aggressione sarà diversa. Se impediranno le nostre esportazioni, l’Iran impedirà al petrolio di lasciare la regione”.
26 maggio 2026
Iran, petrolio Brent sale +2,1% a 98,15 dollari al barile
Il prezzo del petrolio Brent, riferimento europeo, è salito del 2,1% a 98,15 dollari al barile. Il prezzo del petrolio Wti, riferimento Usa, è sceso del 4,94% a 91,66 dollari al barile.
26 maggio 2026
Schnabel, Bce dovrebbe alzare i tassi a giugno anche con l’accordo in Iran
La Bce dovrebbe aumentare i tassi d’interesse a giugno, anche se i colloqui di pace in corso con l’Iran dovessero portare a un accordo, poiché il conflitto è durato molto più del previsto e i prezzi elevati dell’energia si stanno trasferendo all’economia nel suo complesso, ha affermato Isabel Schnabel, membro del consiglio direttivo. «Data l’entità e la persistenza dello shock attuale, ignorarlo non è più un’opzione a mio avviso», ha detto Schnabel a Reuters in un’intervista. «Dalla prospettiva odierna, penso che un rialzo dei tassi a giugno sarà necessario». Sebbene gli Stati Uniti abbiano segnalato progressi nei colloqui di pace con l’Iran, per Schnabel «anche se la guerra finisse oggi, molti danni sono già stati fatti alle infrastrutture energetiche e alle catene di approvvigionamento globali». «Quindi, anche in quel caso, credo che sarebbe necessaria una reazione di politica monetaria». «Siamo ormai andati oltre lo scenario avverso - aggiunto - che presumeva una rapida normalizzazione dei prezzi del petrolio».
Isabel Schnabel, membro del comitato consultivo tedesco di esperti economici, partecipa al 29° Congresso Bancario Europeo (EBC) di Francoforte presso la Vecchia Opera di Francoforte, in Germania, il 22 novembre 2019. REUTERS/Ralph Orlowski/
«Stiamo vedendo crescenti segnali che lo shock si stia trasferendo ad altre parti del paniere dei consumi», ha detto poi Schnabel commentando gli ultimi dati macroeconomici e confermando che le ulteriori eventuali mosse di politica monetaria dipenderanno dai dati. «Data l’elevata persistenza dello shock, credo che anche l’impatto negativo sulla crescita economica sarà più forte», ha sottolineato Schnabel nell’intervista a Reuters. «Abbiamo visto un forte calo degli indicatori di fiducia, soprattutto tra i consumatori». «Tutti questi elementi implicano rischi al ribasso per la crescita economica e rischi al rialzo per l’inflazione», ha aggiunto. Riguardo al proprio futuro, Schnabel, il cui mandato alla Bce scade alla fine del 2027, ha detto che sarebbe pronta ad assumere la carica di presidente, se le venisse chiesto.
26 maggio 2026
Tv Iran, “uccidono 80mila persone e la chiamano autodifesa”
“Abbiamo appena scoperto che è possibile uccidere 80.000 persone, tra cui più di 10.000 bambini, sfollare 2 milioni di persone e chiamarlo legittima difesa”. Così su X la Tv di Stato iraniana Irib, commentando la notizia degli attacchi “in autodifesa” degli Stati Uniti.
26 maggio 2026
Islamabad, “adesione ad Accordi di Abramo non accettabile”
Il ministro della Difesa pakistano Khawaja Asif ha dichiarato di non ritenere che Islamabad debba aderire agli Accordi di Abramo, che normalizzano le relazioni con Israele, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa ANI. “Personalmente, non credo che dovremmo aderire ad alcun accordo che contrasti con le nostre ideologie fondamentali”, ha dichiarato Asif in un’intervista a Samaa TV, secondo quanto riportato da ANI. “Abbiamo una posizione molto chiara: questo per noi è inaccettabile”.
Per Approfondire
26 maggio 2026
Pezeshkian dispone ripristino connessione internet in Iran
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha disposto il ripristino della connessione a internet nel paese. Lo ha riferito l’agenzia Fars, citando il ministero delle Comunicazioni. “La risoluzione sul ripristino di internet è stata pubblicata dal presidente dell’Iran per il ministero delle Comunicazioni”, si legge nella comunicazione. La decisione arriva dopo mesi di restrizioni. Alla fine di dicembre 2025 in Iran erano esplose proteste legate alla svalutazione della moneta nazionale, poi degenerate in disordini e azioni contro le autorità. In quella fase la rete internet aveva smesso di funzionare.
26 maggio 2026
Pakistan: accordo Washington-Teheran vicino al completamento
Un accordo tra Stati uniti e Iran sarebbe “vicino al completamento”. Lo ha riferito il capo dell’esercito pakistano, feldmaresciallo Syed Asim Munir, durante un incontro a Pechino con il ministro degli Esteri cinese Wang Yi, secondo una sintesi diffusa dal governo cinese. Munir ha aggiornato Wang sullo stato della mediazione condotta dal Pakistan tra Washington e Teheran, affermando che Islamabad auspica anche un ulteriore ruolo della Cina nel processo.
26 maggio 2026
Rubio, lo Stretto di Hormuz riaprirà in un modo o nell’altro
Il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, ha detto che che lo Stretto di Hormuz riaprirà “in un modo o nell’altro”. Lo riportano i media internazionali. “Gli stretti devono essere aperti. Saranno aperti in un modo o nell’altro, quindi devono essere aperti”, ha affermato Rubio nella città indiana di Jaipur, dove si trova in visita ufficiale. “Quello che sta succedendo lì è illegale, è illecito, è insostenibile per il mondo, è inaccettabile”, ha aggiunto.
26 maggio 2026
Trump paragona la sua politica sull’Iran con quella di Obama, soldi contro missili
Donald Trump paragona la sua politica sull’Iran con quella di Barak Obama. In un’immagine postata sul suo social Truth contrappone i soldi concessi dall’ex presidente a Teheran alla sua politica di forza fatta di missili. Il commander-in-chief è stato criticato per l’accordo con l’Iran che molti valutano peggiore di quello del suo predecessore.

epa12993435 Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ispeziona le colonne del Portico Nord della Casa Bianca a Washington, DC, USA, il 25 maggio 2026. EPA/AARON SCHWARTZ / POOL
26 maggio 2026
Iran, raid di «autodifesa» delle Forze armate Usa contro siti di lancio
Le forze armate statunitensi hanno condotto diversi raid definiti “di autodifesa” nel sud dell’Iran contro siti di lancio missilistici e imbarcazioni iraniane che stavano - a dire degli americani - cercando di posare mine. Lo ha riferito il Comando centrale degli Stati uniti, spiegando che le operazioni sono state effettuate “per proteggere le nostre truppe dalle minacce poste dalle forze iraniane”.
Gli attacchi sono avvenuti mentre negoziatori iraniani erano in Qatar per colloqui sulla fine della guerra e rischiano di complicare un possibile accordo che il presidente Usa Donald Trump ha indicato come via per riaprire lo Stretto di Hormuz e attenuare la più grave interruzione energetica degli ultimi decenni.
“Il Comando centrale degli Stati uniti continua a difendere le nostre forze usando moderazione durante il cessate il fuoco in corso”, ha dichiarato il capitano di vascello Tim Hawkins, portavoce del Centcom. Hawkins non ha precisato quali navi siano state minacciate, dove si trovassero né il luogo esatto degli altri raid americani.
Un alto funzionario militare statunitense ha riferito che missili terra-aria iraniani hanno minacciato alcune delle quasi due dozzine di navi da guerra della Marina Usa, comprese due portaerei e le rispettive unità di scorta, dispiegate nel Golfo di Oman e nel Mar Arabico per far rispettare il blocco contro le imbarcazioni dirette verso i porti iraniani o in uscita da essi.
Secondo il funzionario, i raid americani hanno colpito nei pressi di Bandar Abbas, importante porto e base della Marina iraniana.
Le ultime azioni arrivano in una fase diplomatica delicata, mentre Washington e Teheran cercano una possibile intesa sul conflitto e sulla riapertura dello Stretto di Hormuz.
La minaccia rappresentata dalle batterie missilistiche iraniane non è stata considerata inattesa da funzionari americani, nonostante le ripetute affermazioni di Trump, del segretario alla Difesa Pete Hegseth e dei vertici militari secondo cui la campagna militare americano-israeliana di 38 giorni avrebbe gravemente indebolito o distrutto gran parte della capacità combattente dell’Iran.
Valutazioni riservate dell’intelligence Usa avrebbero indicato all’inizio del mese che l’Iran ha recuperato l’accesso alla maggior parte dei propri siti missilistici, lanciatori e strutture sotterranee. Mentre gli Stati uniti avrebbero affondato gran parte della Marina convenzionale iraniana, il Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche conserverebbe ancora centinaia di piccole imbarcazioni veloci utilizzabili per posare mine nello Stretto.
Tra gli elementi di maggiore preoccupazione figura il fatto che Teheran avrebbe ripristinato l’accesso operativo a 30 dei 33 siti missilistici lungo lo Stretto di Hormuz, potenzialmente in grado di minacciare navi da guerra americane e petroliere in transito.
Secondo le valutazioni, l’Iran conserva circa il 70 per cento dei propri lanciatori mobili e circa il 70 per cento dello stock missilistico prebellico, comprendente missili balistici e una quantità minore di missili da crociera.






