Il Segretario alla Difesa Usa Pete Hegseth  REUTERS

26 maggio 2026

Guerra ultime notizie. Attacchi americani «per autodifesa» nel sud dell’Iran. Il presidente Pezeshkian fa rimuovere il blocco a internet

Le operazioni militari sono state condotte «per proteggere le nostre truppe dalle minacce poste dalle forze iraniane», dicono gli Usa. La maggior parte degli iraniani è rimasta senza accesso ai siti esteri per 87 giorni. C’è attesa per l’accordo Usa-Iran, ma Teheran frena: non è imminente. Niente visto al ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi per partecipare alla riunione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu

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25 maggio 2026Aggiornamento fissato

Attesa per accordo Usa-Iran, ma Teheran frena: non è imminente

L’Iran sostiene che sono stati compiuti alcuni progressi nei colloqui con gli Stati Uniti, ma che un accordo «non è imminente». Le dichiarazioni del portavoce del Ministero degli Esteri, Esmail Baghaei, giungono dopo che il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha affermato che un accordo potrebbe essere raggiunto già oggi. «È corretto affermare che abbiamo raggiunto una conclusione su gran parte delle questioni in discussione», ha dichiarato il portavoce iraniano a Teheran. «Ma affermare che ciò significhi che la firma di un accordo sia imminente è un’affermazione che nessuno può fare».

Il memorandum d’intesa prevede, secondo quanto riportato, una proroga di 60 giorni del cessate il fuoco, la riapertura dello Stretto di Hormuz e un piano per ulteriori negoziati sul programma nucleare iraniano. A questo proposito Teheran avrebbe espresso la propria disponibilità a rimuovere l’uranio altamente arricchito dal proprio territorio a condizione che venga consegnato alla Cina. Nel fine settimana, il presidente Donald Trump aveva suggerito che le parti stessero per raggiungere un accordo, pur avendo successivamente affermato di aver incaricato i negoziatori di «non affrettare i tempi».

 Secondo i media statunitensi, l’accordo ipotizzato non sarebbe una soluzione definitiva, bensì lascerebbe aperte alcune delle questioni più spinose da negoziare in seguito, tra cui la portata e le tempistiche dell’allentamento delle sanzioni contro l’Iran, lo sblocco dei fondi iraniani congelati e le richieste di Washington affinché l’Iran limiti le sue ambizioni nucleari.

I termini conosciuti dell’accordo hanno diviso i repubblicani di Trump, con alcuni che sostengono pubblicamente che sia troppo indulgente nei confronti dell’Iran. Il senatore Ted Cruz ha affermato che sarebbe «un errore disastroso», mentre Roger Wicker, presidente della Commissione per le Forze Armate del Senato, ha dichiarato che un cessate il fuoco di 60 giorni significherebbe che «tutto ciò che è stato ottenuto con l’Operazione Epic Fury sarebbe stato vano!». Anche il senatore Lindsey Graham, stretto alleato di Trump, ha criticato qualsiasi accordo che lascerebbe l’Iran percepito come una forza dominante nella regione. «Viene da chiedersi perché la guerra sia iniziata», ha sottolineato.

Intanto, il principale negoziatore iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf e il ministro degli Esteri Abbas Araghchi si trovano a Doha per colloqui con il primo ministro del Qatar sul possibile accordo con gli Stati Uniti. I colloqui si sono concentrati principalmente sullo Stretto di Hormuz e sulle scorte iraniane di uranio altamente arricchito, ha riferito una fonte a Reuters. Il governatore della banca centrale iraniana fa inoltre parte della delegazione: con lui i negoziati si sono focalizzati sul possibile sblocco dei fondi iraniani congelati come parte di un accordo finale.

26 maggio 2026

Attacchi americani «per autodifesa» nel sud dell’Iran

L’esercito degli Stati Uniti ha annunciato di aver effettuato attacchi «per autodifesa» nel sud dell’Iran, inclusi raid contro siti di lancio di missili e imbarcazioni impegnate nel posizionamento di mine, mentre il presidente Donald Trump ha scritto sui social media che i negoziati «stanno procedendo bene». Gli attacchi sono stati condotti «per proteggere le nostre truppe dalle minacce poste dalle forze iraniane», ma l’esercito «sta agendo con moderazione durante il cessate il fuoco in corso», ha dichiarato il capitano Tim Hawkins, portavoce dello United States Central Command, in un comunicato.

25 maggio 2026

Nikkei, Hormuz sarà riaperto 30 giorni dopo l’accordo tra Usa e Iran

Lo Stretto di Hormuz potrebbe essere riaperto circa 30 giorni dopo il raggiungimento di un accordo di pace tra Stati Uniti e Iran. Lo riferisce il quotidiano finanziario giapponese Nikkei, che cita una fonte diplomatica mediorientale, ripreso dai media internazionali. Secondo Nikkei, in seguito a un’intesa fra Washington e Teheran, la Repubblica Islamica si impegnerebbe a bonificare l’area dalle mine. Successivamente, «le navi di tutti i Paesi potrebbero navigare liberamente e l’Iran smetterebbe di riscuotere i pedaggi nello Stretto», mentre gli Usa «revocherebbero le loro sanzioni» contro il regime e «i beni iraniani verrebbero sbloccati gradualmente». Infine, il cessate il fuoco inizialmente stabilito ad aprile, «verrebbe esteso di 60 giorni per consentire lo svolgimento di colloqui sul programma nucleare di Teheran».

25 maggio 2026

Iran rimuove blocco a internet dopo 3 mesi

È stato rimosso in Iran il blocco a internet in vigore da circa tre mesi. Secondo i media statali, il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, ha ordinato al ministero delle Comunicazioni di ripristinare l’accesso alla rete ai livelli precedenti allo scorso gennaio. Secondo fonti del ministero, verrebbe ripristinato il pieno accesso dei cittadini iraniani a internet, senza le restrizioni e i filtri che limitano la connessione a siti e piattaforme estere. Stando all’agenzia Fars, tuttavia, la decisione del presidente ha sollevato dubbi sulla sua reale competenza in materia, dal momento che le restrizioni alla rete sarebbero state decise dal Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale e potrebbero quindi essere modificate solo dallo stesso organismo.

Secondo il gruppo di monitoraggio di Internet NetBlocks, la maggior parte degli iraniani è rimasta senza accesso a Internet per 87 giorni. Solo pochi cittadini hanno accesso a VPN sofisticate e costose che consentono loro di aggirare le restrizioni.

25 maggio 2026

Media Teheran: falsa notizia su ok a trasferimento uranio in Cina

L’agenzia iraniana Tasnim ha smentito la notizia, riportata da al-Arabiya, su un presunto via libera di Teheran al trasferimento del suo uranio arricchito ad alti livelli in Cina, definendola “falsa” e parte di “operazioni ostili a livello di informazione”. Secondo la Tasnim, ritenuta vicina ai Pasdaran, si tratta di una ricostruzione che non trova alcun riscontro nelle bozze in discussione. L’agenzia di stampa iraniana sottolinea che non esiste alcun impegno di Teheran a trasferire o esportare materiale nucleare.

25 maggio 2026

Teheran pronta a trasferire uranio altamente arricchito in Cina

L’Iran sarebbe disposto a trasferire in Cina il proprio uranio arricchito ad alti livelli e avrebbe posto come condizione, per procedere con eventuali intese con gli Stati Uniti, l’ottenimento di garanzie da parte di Pechino. Lo riferiscono fonti citate da Al Arabiya.

25 maggio 2026

La figura di Asim Munir e il ruolo centrale del Pakistan tra Usa, Iran e Cina

Marco Masciagadal nostro corrispondente Marco Masciaga

A Karachi, in Pakistan, il 21 maggio 2026, alcuni veicoli passano davanti a un cartellone pubblicitario che raffigura, sullo sfondo, il capo delle forze armate pakistane, il feldmaresciallo Asim Munir. REUTERS/Akhtar Soomro REUTERS

NEW DELHI - Mentre da parte americana è un pirotecnico susseguirsi di annunci, ultimatum e rilanci, il meticoloso lavoro di mediazione dei pakistani, sempre più scopertamente in sincronia con gli osservatori interessati cinesi, prosegue metodico, senza inutili clamori e scandito pubblicamente dalle formule blande e circospette di una diplomazia che non si è ancora rassegnata a deporre il fioretto per imbracciare la clava.

La conferma del crescente coordinamento tra i due alleati è venuta quando, nel corso di un incontro con il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif nella Grande sala del popolo di Pechino, il presidente cinese Xi Jinping ha voluto sottolineare la presenza del feldmaresciallo Asim Munir «appena arrivato da Teheran» dove è stato impegnato «nel mediare per una pace» tra Stati Uniti e Iran.

25 maggio 2026

Libano: tre morti in una serie di attacchi aerei israeliani

Decine di raid aerei israeliani hanno colpito città e villaggi nel Libano meridionale nelle prime ore del mattino, uccidendo tre persone a bordo di due auto e una motocicletta, secondo quanto riferito dall’Agenzia nazionale di stampa libanese (Nna).

Accusando Hezbollah di “violazione del cessate il fuoco”, Israele ha emesso ordini di evacuazione per i residenti di oltre dieci località, principalmente nelle regioni di Jezzine e Nabatieh, e altri per la città di Tiro e i suoi dintorni, incluso il campo profughi palestinese di Rashidieh.

L’esercito israeliano ha annunciato oggi la morte di un altro soldato nel Libano meridionale, portando a 23 il numero dei suoi caduti dal 2 marzo.

25 maggio 2026

Al Arabiya: «Iran pronto a spostare uranio arricchito in Cina»

Fonti di alto livello hanno riferito ad Al-Arabiya e Al-Hadath che «l’Iran è pronto a rimuovere l’uranio altamente arricchito dal suo territorio e pone come condizione che venga trasferito in Cina». «Teheran sta cercando garanzie dalla Cina prima di procedere con l’accordo con gli Stati Uniti». Intanto il presidente cinese Xi Jinping ha incontrato il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif a Pechino. Il Pakistan è uno dei Paesi mediatori nei negoziati tra Usa e Iran.

Il presidente cinese Xi Jinping e il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif si stringono la mano nella Grande Sala del Popolo a Pechino, in Cina, il 25 maggio 2026. China Daily via REUTERS

25 maggio 2026

Wsj: battuta d’arresto nei negoziati per fine guerra

Prosegue a rilento il negoziato tra Stati Uniti ed Iran per arrivare a un’intesa sulla fine del conflitto, con le due parti ancora distanti su questioni chiave come il programma nucleare e le misure di alleggerimento delle sanzioni economiche. E’ quanto evidenzia il Wall Street Journal, malgrado il presidente, Donald Trump, abbia sostenuto nelle scorse ore che i negoziati «procedono bene». Secondo il quotidiano americano, il rallentamento arriva dopo un fine settimana di segnali contrastanti, in cui Trump ed altri esponenti dell’Amministrazione avevano lasciato intendere che un accordo fosse vicino, per poi frenare nelle ore successive. Lo stesso tycoon ha poi dichiarato di non voler chiudere un’intesa che non sia «valida e appropriata». Il Wsj sostiene che le trattative abbiano subito una battuta d’arresto anche per le pressioni dell’ala più dura del Partito Repubblicano, preoccupata che un accordo possa portare alla riapertura dello Stretto di Hormuz e a un allentamento della pressione economica sull’Iran senza garanzie sufficienti sul programma nucleare.

Trump ha ribadito sui social che «o sarà un grande accordo o non ci sarà alcun accordo», accusando i critici di non conoscere i dettagli del negoziato. Le parti stanno lavorando a un memorandum d’intesa che prevederebbe una sospensione delle ostilità e una graduale riapertura del traffico nello Stretto di Hormuz entro 30 giorni, mentre il dossier nucleare verrebbe affrontato in una seconda fase. L’eventuale allentamento delle sanzioni sarebbe comunque subordinato ai progressi del negoziato. Washington chiede impegni più chiari e immediati sul programma nucleare iraniano, mentre Teheran insiste per dettagli più definiti su sblocco dei fondi e riduzione delle sanzioni. Gli Stati Uniti temono inoltre che l’Iran possa rallentare l’attuazione degli impegni una volta ottenuti i primi benefici economici.

25 maggio 2026

Idf: tre droni di Hezbollah si sono abbattuti in Israele

Tre droni lanciati da Hezbollah si sono abbattuti oggi in territorio israeliano vicino al confine con il Libano, secondo l’Idf.

Un primo drone è precipitato sulla località di Shomera esplodendo vicino a una fermata dello scuolabus, secondo il Times of Israel. Altri due sono caduti in zone non specificate. In tutti e tre i casi non sono stati segnalati feriti.

Inoltre, sempre oggi l’esercito ha reso noto è stato intercettato anche un razzo di Hezbollah lanciato contro Israele.

25 maggio 2026

Fonte saudita a Cnn: «Accordi Abramo? Solo se ci sarà stato palestinese»

L’Arabia Saudita normalizzerà le relazioni con Israele quando ci sarà un «percorso irreversibile» verso uno stato palestinese. Lo ha ribadito una fonte saudita alla Cnn dopo il post su Truth di Donald Trump incentrato sugli Accordi di Abramo. Riad resta sulla «stessa posizione di sempre», ha detto la fonte, insistendo su «un percorso irreversibile verso uno stato palestinese».

25 maggio 2026

Media: in Iran riavviata in tempi rapidi produzione missili balistici

L’Iran ha ripreso la produzione di missili balistici, lanciatori e altri armamenti molto più rapidamente del previsto dopo la recente guerra con Israele e gli Stati Uniti. È quanto ha riportato oggi l’emittente israeliana Channel 12 citando l’intelligence statunitense e un alto responsabile israeliano. Secondo l’emittente, Teheran ha riavviato la produzione utilizzando componenti superstiti, strutture sotterranee improvvisate e linee di produzione parzialmente ripristinate, con l’assistenza di Russia e Cina. Channel 12 ha affermato inoltre che i responsabili della difesa israeliana stimano ad oggi che l’Iran potrebbe ricostruire le sue capacità di produzione di droni entro pochi mesi e aumentare significativamente quella di missili balistici entro circa un anno, o forse anche prima.

25 maggio 2026

Usa-Iran, intesa pronta ma si tratta ancora sui dettagli

Marco Valsaniadi Marco Valsania

Iraniani a passeggio sullo Stretto di Hormuz Reuters

Accordo di principio tra Washington e Teheran, ma ancora in attesa di una firma. Alti funzionari di Washington hanno indicato nella serata di ieri che un compromesso per porre fine alla guerra e riaprire lo Stretto di Hormuz è stato raggiunto e sarebbe ormai nelle mani del presidente Donald Trump e dei leader di Teheran, tra i quali la Guida Suprema, ayatollah Mojtaba Khamenei, per una approvazione finale. L’esame potrebbe tuttavia richiedere giorni.

L’accordo ad interim, che secondo Washington avrebbe un iniziale benestare di Khamenei, se sopravvivrà al vaglio prevederebbe anche un impegno iraniano alla rinuncia alle scorte di uranio arricchito. Stando a fonti Usa, moratorie nucleari e missilistiche sono invece rinviate a tornate negoziali successive all’iniziale intesa.

25 maggio 2026

Pezeshkian: «Non cederemo a richieste eccessive»

Il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, ha dichiarato che la Repubblica islamica non cederà a «pressioni e richieste eccessive» nei negoziati in corso con gli Stati Uniti, sottolineando che Teheran intende difendere pienamente i diritti del popolo iraniano. Intervenendo davanti ai rappresentanti della Camera di Commercio iraniana, Pezeshkian ha sostenuto che, dopo avere «fallito sul piano militare», i «nemici» dell’Iran si sono concentrati sulla «guerra economica». Per questo, ha aggiunto, governo e settore privato dovranno affrontare insieme questa fase «con empatia, coesione e cooperazione congiunta». Pezeshkian, citato dall’agenzia di stampa Irna, ha assicurato che il governo sta lavorando per sostenere produzione e industria, garantire energia alle aziende e semplificare le regole per favorire il settore privato. Il presidente ha quindi indicato tra le priorità dell’esecutivo la crescita delle esportazioni non petrolifere, il rafforzamento dei rapporti economici con i Paesi vicini e lo sviluppo della cooperazione con organismi come i Brics.

25 maggio 2026

Lapid, accordo con Iran è dannoso per Israele e regione

«L’accordo in discussione tra Stati Uniti e Iran non raggiunge nessuno degli obiettivi di Israele per la guerra». Lo ha dichiarato il leader dell’opposizione israeliana Yair Lapid, accusando il primo ministro Benjamin Netanyahu di non essere riuscito a influenzare un accordo migliore. Lapid, che fa parte di un’alleanza che cerca di spodestare Netanyahu alle elezioni di quest’anno, ha affermato che i dettagli dell’accordo in via di definizione sono «inquietanti». «L’accordo è dannoso per Israele, dannoso per la regione, dannoso per i cittadini iraniani», ha detto Lapid ai giornalisti a Gerusalemme. «Il governo israeliano ha una capacità di influenzare le decisioni a Washington ai minimi storici», ha affermato il leader del partito centrista Yesh Atid, ricordando che Trump la settimana scorsa aveva dichiarato: «Netanyahu farà tutto ciò che voglio che faccia».

25 maggio 2026

Media, Generale Munir a Xi: accordo Iran-Usa è prossimo alla conclusione

Il capo dell’esercito pakistano Asim Munir ha informato il presidente cinese Xi Jinping che «l’accordo tra Iran e Stati Uniti è giunto alle fasi finali ed è ormai prossimo alla conclusione». Lo scrive Tasnim spiegando che Munir, che si è recato a Pechino subito dopo il suo viaggio a Teheran, ha informato il presidente cinese sugli ultimi sviluppi e sui progressi compiuti verso l’accordo.

25 maggio 2026

Media Iran: «Drone ostile abbattuto sul Golfo Persico»

Le forze della Repubblica Islamica hanno abbattuto un «drone ostile» che sorvolava le acque del Golfo Persico. Lo si apprende da funzionari di Teheran citati all’interno di un rapporto ripreso dall’agenzia di stampa iraniana Fars. «Quest’operazione, condotta utilizzando un sistema con capacità nascoste, è un messaggio chiaro e deciso da parte dell’Iran», si legge nel documento, diffuso dopo che i media avevano riportato rumori legati ad attività di difesa aerea sull’isola di Qeshm.

25 maggio 2026

Ministero della Salute iraniano: «Mojtaba riportò solo ferite superficiali»

«Il leader Mojtaba Khamenei ha riportato solo ferite superficiali al viso, alla testa e alle gambe, senza amputazioni o altri problemi particolari, dopo essere stato ferito durante l’attacco israelo-americano del 28 febbraio, nel quale è stato ucciso suo padre, l’allora leader Ali Khamenei». Lo ha dichiarato all’agenzia iraniana Ilna il portavoce del ministero della Salute, Hossein Kermanpour. Approfondendo l’accaduto, Kermanpour ha aggiunto che Mojtaba Khamenei è stato trasportato in ospedale, insieme ad altri feriti, intorno alle 13 ed è stato sottoposto a un intervento chirurgico. Non ha riportato ferite gravi e ha insistito per continuare il suo digiuno, essendo il mese di Ramadan, fino all’Iftar (l’ora in cui si interrompe il digiuno la sera). «Questo indica che godeva di buona salute. Il leader ha lasciato l’ospedale il 1 marzo alle 2», ha concluso.

25 maggio 2026

Trump lega le trattative con l’Iran agli Accordi di Abramo. «Paesi arabi aderiscano»

Donald Trump lega le trattative con l’Iran all’ingresso dei paesi arabi negli Accordi di Abramo. «Nel corso delle discussioni che ho avuto con l’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti, il Qatar, la Turchia, l’Egitto, la Giordania e il Bahrein, ho affermato che, dopo tutto il lavoro svolto dagli Stati Uniti nel tentativo di ricomporre questo puzzle estremamente complesso, dovrebbe essere obbligatorio che tutti questi Paesi, quantomeno, aderiscano simultaneamente agli Accordi di Abramo», afferma il presidente sul suo social Truth. I leader dei paesi arabi «si sentirebbero onorati di accogliere l’Iran tra i firmatari degli Accordi di Abramo. Wow: questa sì che sarebbe una cosa davvero speciale», ha aggiunto Trump richiedendo «con fermezza che tutti i paesi firmino immediatamente gli Accordi di Abramo e che, qualora l’Iran siglasse l’accordo con me, sarebbe un onore accoglierlo anch’esso all’interno di questa impareggiabile coalizione Mondiale».

25 maggio 2026

Trump: «Negoziati stanno procedendo bene»

«Le negoziazioni con la Repubblica Islamica dell’Iran stanno procedendo bene! Sarà un Grande accordo per tutti oppure nessun accordo — si tornerà al campo di battaglia e agli scontri, ma su scala ancora più ampia e forte di prima e nessuno vuole questo», ha scritto oggi su Truth il presidente statunitense Donald Trump.

25 maggio 2026

Media, «Ghalibaf e Araghchi in Qatar per discutere dell’accordo con gli Usa»

Il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf e il ministro degli Esteri Abbas Araghchi si trovano a Doha per incontrare il primo ministro del Qatar e discutere di un possibile accordo tra Stati Uniti e Iran per porre fine alla guerra. I colloqui saranno incentrati principalmente sulla riapertura dello Stretto di Hormuz, sull’uranio arricchito e sui beni iraniani congelati, come testimoniato dalla presenza di Abd al-Nasser Hemmati, governatore della Banca Centrale iraniana.

25 maggio 2026

Trump, o grande e significativo accordo o nessun accordo

“L’accordo con l’Iran sarà o un grande e significativo accordo oppure non ci sarà alcun accordo”. Lo ha scritto su Truth il presidente americano Donald Trump a proposito del negoziato Usa-Iran per la fine della guerra in Medio Oriente tornando anche a criticare gli accordi sul nucleare iraniano raggiunti dall’amministrazione Obama nel 2015. “Non faccio accordi del genere” ha scritto. Le dichiarazioni di Trump ricalcano quanto espresso da Nuova Delhi dal segretario di Stato Marco Rubio secondo cui sul tavolo c’è un accordo “solido” ma se non verrà raggiunta l’intesa gli Stati Uniti cercheranno “un’altra soluzione”.

25 maggio 2026

Iran-Usa, Haaretz: accordo segna «capitolazione americana»

L’accordo in fase di definizione tra Stati Uniti e Iran segnerebbe, se finalizzato, una “capitolazione americana” e rifletterebbe il progressivo indebolimento dell’influenza israeliana sulle decisioni del presidente Donald Trump. È quanto sostiene un’analisi pubblicata dal quotidiano israeliano Haaretz, che ricostruisce gli sviluppi diplomatici e militari tra Washington, Teheran e Israele.

Secondo l’analisi, l’intesa non è ancora stata firmata e i dettagli restano parziali, ma lo scenario più probabile prevederebbe un contenimento del programma nucleare iraniano senza affrontare in modo sostanziale altre questioni considerate cruciali da Israele e dagli Stati Uniti, tra cui il programma missilistico balistico, il sostegno iraniano a gruppi armati regionali e l’ipotesi di un cambio di regime a Teheran. Esito che, secondo Haaretz, sarebbe lontano dalle promesse di “vittoria” avanzate dal primo ministro Benjamin Netanyahu.

Il quotidiano ripercorre inoltre il confronto politico e strategico tra Netanyahu e le amministrazioni statunitensi sul dossier iraniano, ricordando come nel 2015 il premier israeliano si oppose duramente all’accordo nucleare firmato dall’allora presidente Barack Obama davanti al Congresso americano, rompendo le consuetudini diplomatiche. Tre anni dopo, Netanyahu avrebbe convinto Trump a ritirarsi dall’intesa, dando il via ad una politica di “massima pressione” che, secondo l’analisi, non avrebbe però impedito all’Iran di incrementare le proprie capacità di arricchimento dell’uranio; fino a circa 440 chilogrammi al 60%.

Da qui, la ricostruzione sulla successiva escalation militare, con Netanyahu che avrebbe spinto Trump verso ulteriori azioni contro l’Iran, tra cui il via libera all’attacco al sito sotterraneo di Fordow e una successiva operazione congiunta tra Stati Uniti e Israele. Tuttavia, secondo l’analisi, la durata e le conseguenze dell’operazione sarebbero state sottovalutate da Washington, con effetti imprevisti sulle rotte energetiche del Golfo e sullo Stretto di Hormuz.

Negli sviluppi più recenti descritti, la fase negoziale tra Washington e Teheran viene ricostruita come il risultato di una progressiva combinazione di pressioni iraniane, minacce statunitensi e un successivo ripiegamento verso un possibile compromesso, maturato anche alla luce delle difficoltà politiche interne negli Stati Uniti, delle cautele espresse dagli alleati del Golfo e delle incertezze legate a un’eventuale escalation militare prolungata.

L’eventuale intesa, viene osservato, potrebbe tradursi in un allentamento del regime sanzionatorio e nello sblocco di ingenti risorse economiche per l’Iran, con possibili effetti indiretti sul rafforzamento dei gruppi alleati nella regione, tra cui Hamas ed Hezbollah. Resterebbero invece sullo sfondo, senza un trattamento prioritario, altri dossier considerati centrali da Israele come il programma missilistico balistico e il sostegno iraniano alle milizie regionali; ambiti che l’amministrazione statunitense tenderebbe a gestire separatamente o a relegare a un piano secondario.

Donald Trump e Benjamin Netanyahu REUTERS/Jonathan Ernst/File Photo

25 maggio 2026

Media, Xi elogia il ruolo del Pakistan come mediatore

Durante l’incontro con il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif, il presidente cinese Xi Jinping ha elogiato il ruolo del Pakistan nella mediazione tra Iran e Stati Uniti. Lo riporta Iran International.

25 maggio 2026

Hormuz, Tajani: voto a Camere quando reale possibilità missione

“Vediamo, si andrà in parlamento quando ci sarà la reale possibilità di farlo. Con il ministro Crosetto abbiamo già informato le Commissioni congiunte di Camera e Senato Esteri e Difesa, aspettiamo di vedere quando sarà operativo” un eventuale accordo di cessate il fuoco tra Stati Uniti i e Iran, “perché noi intendiamo partecipare a missioni non di guerra, assolutamente, sotto la bandiera delle Nazioni Unite, la bandiera dell’Unione Europea o la bandiera di un accordo internazionale che raccolga molti paesi, un po’ sul modello ’Volenterosi’”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani rispondendo, in un punto stampa a a margine dell’iniziativa “Italia-Africa: culture in gioco” in occasione della Giornata dell’Africa 2026, a una domanda sul voto in Parlamento per autorizzare una eventuale missione italiana per garantire la navigazione nello Stretto di Hormuz.

“Vediamo come evolve la situazione, bisogna vedere quali saranno i termini dell’accordo e quando si riaprirà Hormuz una volta raggiunta la tregua, una volta stabilizzata siamo pronti a partecipare”, ha spiegato Tajani.

25 maggio 2026

Iran: Araghchi senza visto, non sarà a riunione Consiglio Sicurezza Onu

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi non parteciperà alla riunione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite a New York a causa di problemi legati al rilascio del visto da parte degli Stati Uniti. Lo ha dichiarato - secondo quanto riportato l’agenzia di stampa Tasnim il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei.

“Tenendo conto di queste condizioni, la visita non avrà luogo, poiché ci troviamo di fronte a un problema legato al visto americano. L’incontro, credo, si terrà domani e dopodomani, quindi la visita non avrà luogo”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri, Baghaei, ai giornalisti.

25 maggio 2026

Teheran, «con Usa accordo di massima ma firma non imminente»

L’Iran e gli Stati Uniti hanno raggiunto ’’un accordo di massima’’, ma la sua firma ’’non è imminente’’. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, affermando che “abbiamo raggiunto un accordo su gran parte degli argomenti discussi, questo è corretto, ma ciò non significa che la firma di un accordo sia imminente”.

25 maggio 2026

Netanyahu sempre più isolato. È l’unico a volere ancora la guerra

Ugo Tramballidi Ugo Tramballi

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu via REUTERS

Alla fine di uno stancante periodo di minacce e iperboli, il mondo tirerà un sospiro di sollievo quando, chiarito il punto della contesa, americani e iraniani inizieranno la vera trattativa per arrivare a un assetto globale. Tutti i Paesi tranne uno: Israele, che vorrebbe riprendere la guerra alla Repubblica islamica e continuare anche quella in Libano contro Hezbollah.

Forse solo Mohammed bin Zayed, sovrano di Abu Dhabi, presidente e comandante supremo degli Emirati, vorrebbe fare come Bibi Netanyahu. In Medio Oriente MbZ, come viene chiamato l’emiro, è il solo vero alleato d’Israele. Non a caso negli oltre 50 giorni di conflitto Teheran ha lanciato 2.800 tra missili e droni sul vicino dall’altra parte del Golfo: più di quanti ne aveva diretti verso lo Stato ebraico.

25 maggio 2026

Iran: media Teheran, costante diffidenza verso Usa

“L’Iran non nutre alcun ottimismo nei confronti degli Stati Uniti e lo scambio di messaggi tramite l’intermediario pakistano prosegue in un clima di costante diffidenza nei confronti del governo statunitense”. Lo afferma una fonte ben informata citata dall’agenzia di stampa iraniana Tasnim, legata ai Pasdaran. Tasnim precisa che “al momento non è stato raggiunto alcun accordo definitivo e permangono sfide su alcune clausole”.

25 maggio 2026

Iran: Cnn, per finalizzazione accordo potrebbero volerci giorni

Gli Stati Uniti ritengono che l’Iran abbia accettato in linea di principio i punti principali dell’accordo, ma continua il botta e risposta sulla formulazione del testo e potrebbero volerci ancora alcuni giorni prima che il memorandum d’intesa venga finalizzato. È quanto riferisce un alto funzionario Usa citato dalla Cnn. Anche la Cbs riporta un’informazione simile: citando un alto funzionario dell’amministrazione Trump, riferisce che gli iraniani hanno accettato in linea di principio un accordo, che includerebbe lo smaltimento dell’uranio altamente arricchito. La fonte statunitense citata dalla Cnn attribuisce le tempistiche a quella che definisce la lentezza del processo necessario per ottenere l’approvazione da parte dell’Iran sulla formulazione dell’accordo, affermando che il tempo necessario dipenderà dalla rapidità con cui Teheran risponderà ad alcune richieste di modifica della formulazione avanzate dagli Usa. Il funzionario ha dichiarato che gli Stati Uniti stanno ancora definendo la formulazione su “un paio di punti”.

25 maggio 2026

Iran: Kallas sente ministro Esteri Oman, focus su Hormuz e tensioni regione

Il ministro degli Esteri dell’Oman Badr bin Hamad Al-Busaidi ha avuto un colloquio telefonico con Kaja Kallas, Alto Rappresentante dell’Unione Europea per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza. Durante la telefonata, come spiega Muscat in una nota, le parti hanno discusso le prospettive sulla situazione regionale e i suoi sviluppi, esprimendo il loro sostegno agli sforzi compiuti per riprendere la navigazione marittima e porre fine allo stato di congestione e tensione nella regione. La conversazione ha inoltre affrontato le relazioni di cooperazione e partenariato tra il Sultanato dell’Oman e l’Unione Europea.

25 maggio 2026

Iran: media, Khamenei in luogo segreto comunica tramite corrieri

La Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei si trova in un luogo segreto e viene contattata tramite una rete di corrieri. Lo riporta l’emittente Cbs News citando funzionari americani ben informati. Secondo le fonti, pochi iraniani conoscono la posizione di Khamenei, il che spiega i lunghi ritardi nelle risposte iraniane alle proposte statunitensi per un accordo che ponga fine alla guerra.

Guerra in Iran e Medio Oriente, 25 maggio

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25 maggio 2026

Media Usa, «con Iran c’è accordo di principio, per la firma servirà tempo»

Gli Stati Uniti e l’Iran avrebbero raggiunto un “accordo di principio” che potrebbe porre fine alla guerra in Medio Oriente, ma l’approvazione definitiva da parte dei leader di entrambe le parti potrebbe richiedere giorni. E’ quanto ribadiscono i media Usa, tra cui il New York Times, la Cbs e la Cnn. Le testate citano “un alto funzionario Usa”, anonimo, secondo il quale gli iraniani avrebbero accettato in linea di principio un accordo che includerebbe lo smaltimento dell’uranio altamente arricchito, ha affermato il funzionario, e vi è un ampio impegno appunto sui principi. Le modalità con cui Teheran lo farà sono però ancora oggetto di negoziazione, ha affermato il funzionario statunitense. In ogni caso, confermano le fonti, Stati Uniti e Iran stanno lavorando per raggiungere un accordo definitivo.

25 maggio 2026

Rubio, «qualsiasi sia patto con Iran Israele avrà diritto a difendersi»

Il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha affermato che Israele avrà “sempre” il diritto di difendersi, indipendentemente da qualsiasi accordo tra Washington e Teheran, riprendendo le dichiarazioni del primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu. “Israele ha sempre il diritto di difendersi. Ogni Paese al mondo ha questo diritto. Quindi, se Hezbollah si prepara a lanciare missili o lancia missili contro di loro, Israele ha il diritto di reagire”, ha detto Rubio ai giornalisti da Nuova Delhi, dove si trova in visita.

25 maggio 2026

Iran: media, giustiziato leader proteste che aveva partecipato a colpo stato

L’agenzia di stampa iraniana Tasnim riferisce che le autorità locali hanno giustiziato Abbas Akbari, un leader armato condannato per aver partecipato a un presunto colpo di stato a gennaio.

Secondo quanto riportato anche da Al Jazeera, Akbari è stato giustiziato per impiccagione in seguito a una sentenza della Corte Suprema del Paese. Era stato condannato per “moharebeh” (inimicizia contro Dio), danneggiamento di proprietà pubblica e per aver sparato con una pistola contro le forze di sicurezza a Nain, nella provincia di Isfahan, durante i disordini diffusi a gennaio.

25 maggio 2026

Iran: Rubio, «possibile accordo oggi, altrimenti risolveremo in altro modo»

Iran e Stati Uniti potranno raggiungere un accordo ’’già oggi’’. Lo ha annunciato il Segretario di Stato Marco Rubio da Nuova Delhi dopo che è saltato l’annuncio previsto per ieri. ’’Abbiamo quello che credo sia un accordo abbastanza solido sul tavolo’’, un accordo che ’’riguarda la capacità di riaprire lo Stretto’’ di Hormuz, ma anche ’’entrare nei negoziati sulla questione nucleare’’ iraniano. ’’Pensavano di avere delle buone notizie ieri sera, può essere che arriveranno oggi, ma non mi sbilancerei oltre’’, ha aggiunto. Ma se l’accordo non ci sarà, ’’risolveremo in altro modo’’ la questione, ha detto Rubio. Gli Stati Uniti daranno alla diplomazia ogni possibilità di successo prima di esplorare le “alternative”, ha spiegato Rubio ai giornalisti a Nuova Delhi.

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