21 maggio 2026
Guerra, ultime notizie. Trump: spero accordo vicino. Khamenei: uranio deve rimanere in Iran
Frenata nelle trattative Usa-Iran. La Guida Suprema Khamenei ha ordinato che l’uranio quasi a norma per la produzione di armi nucleari non sia inviato all’estero, irrigidendo così la posizione di Teheran su una delle principali richieste degli americani. Lo riferisce la Reuters citando fonti iraniane. In precedenza i media di regime avevano riferito che l’Iran sta preparando una risposta alla «lettera di intenti» inviata da Washington per mettere fine alla guerra e lanciare un periodo di 30 giorni di trattative. Il capo dell’esercito del Pakistan, principale mediatore, è oggi a Teheran per avvicinare le parti
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Sintesi per punti
21 maggio 2026
Washington Post: «Quasi esauriti gli intercettori avanzati per difendere Israele dall’Iran»
Le forze armate americane hanno esaurito gran parte del loro inventario di intercettori avanzati per la difesa missilistica con la guerra in Iran. Lo riporta il Washington Post citando alcune fonti, secondo le quali gli Stati Uniti hanno usato gli intercettori per aiutare Israele a contrastare gli attacchi iraniani durante l’operazione Epic Fury. Gli Stati Uniti hanno lanciato oltre 200 intercettori del sistema Thaad a difesa di Israele, circa la metà dell’inventario a disposizione del Pentagono, e più di 100 intercettori Standard Missile-3 e Missile-6.
21 maggio 2026
L’Iran ha distrutto droni Usa per un miliardo
L’Iran ha distrutto circa 20 droni Reaper americani dall’inizio della guerra. Lo riporta l’agenzia Bloomberg sottolineando che i droni distrutti hanno un valore di circa un miliardo di dollari e rappresentano il 20% dell’inventario del Pentagono pre-guerra di droni.
21 maggio 2026
Marina Usa: «Non abbiamo le capacità per riaprire lo Stretto di Hormuz»
La Marina militare statunitense non ha le capacità per riaprire lo Stretto di Hormuz scortando le navi in transito: lo ha affermato il capo delle operazioni navali, ammiraglio Daryl Caudle, in un’audizione al Senato. «Ci sono molte cose che possiamo continuare a fare per rafforzare il blocco, ma iniziare effettivamente a fornire servizi di scorta attraverso uno stretto conteso, a mio parere militare, supererebbe le capacità della Marina di farlo efficacemente», ha proseguito. Caudle ha aggiunto infine che gli Stati Uniti continuano a essere impegnati nello sminamento dello Stretto, utilizzando informazioni di intelligence.
Una madre con bambino passeggia sulla spiaggia di Bandar Abbas, in Iran, davanti allo Stretto di Hormuz via REUTERS
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21 maggio 2026
Trump: «Abbiamo il controllo dello Stretto di Hormuz». Ma passano 31 navi
«Abbiamo il controllo totale dello Stretto di Hormuz grazie al nostro blocco navale». Lo ha dichiarato il presidente Usa, Donald Trump, parlando con i giornalisti. Trump rispondeva a una domanda relativa al fatto che Teheran sta negoziando con l’Oman per introdurre pedaggi nello Stretto di Hormuz. «Stiamo valutando la questione, ne abbiamo sentito parlare», ha detto il presidente Usa. «The Donald» vuole che lo Stretto di Hormuz sia «gratuito, senza pedaggi, è una via d’acqua internazionale». Trump sostiene che l’Iran al momento «sta perdendo 500 milioni di dollari al giorno. Mi sembrano un sacco di soldi» e «non c’è stata alcuna nave che è riuscita ad attraversare» lo stretto «senza il nostro via libera». Tuttavia proprio oggi i pasdaran hanno comunicato che almeno 31 navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz nelle ultime 24 ore «in coordinamento con la marina dei Guardiani della rivoluzione». Ieri avevano annunciato il passaggio di 26 navi.
21 maggio 2026
Germania: «Ci assumiamo le nostre responsabilità di leadership nella Nato»
«La Germania si assume le proprie responsabilità di leadership. È chiaro: man mano che le capacità europee aumentano, anche i compiti all’interno dell’Alleanza devono cambiare». Lo ha affermato il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul prima di un incontro dei ministri degli Esteri della Nato a Helsingborg alla luce del ridimensionamento delle truppe Usa in Europa. Lo riporta la Dpa. «L’obiettivo è una nuova ripartizione degli oneri che corrisponda al potenziale economico e militare della Germania e dell’Europa», ha affermato. La Germania vuole raggiungere il più rapidamente possibile l’obiettivo del 5% della Nato.
21 maggio 2026
Aie: consumo petrolio già in calo a causa della crisi in Medio Oriente
Il consumo di petrolio nel mondo è già in calo a causa della crisi in Medio Oriente. Lo ha dichiarato il direttore esecutivo dell’Aie (Agenzia Internazionale dell’Energia), Fatih Birol. L’organizzazione ha evidenziato che la domanda globale di petrolio è già in diminuzione, ha affermato Birol durante un evento del Chatham House, aggiungendo che, se i prezzi continueranno ad aumentare, questo calo diventerà ancora più evidente.
21 maggio 2026
Mosca, solo Teheran può decidere su uranio arricchito
“Ribadisco la nostra posizione fondamentale sull’inviolabilità del diritto dell’Iran a sviluppare un programma nucleare pacifico in conformità con il Trattato di non proliferazione nucleare. Solo il popolo iraniano può decidere come esercitare questo diritto, anche nel contesto dell’arricchimento dell’uranio e del materiale nucleare in suo possesso”. Lo ha affermato la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, citata da Ria Novosti.
Per Approfondire
21 maggio 2026
Wsj, ’Trump al bivio sull’Iran, tutte soluzioni comportano rischi’
Donald Trump è “al bivio” sull’Iran: le soluzioni a sua disposizione comportano tutte “rischi economici e militari. Ma firmare una lettera di intenti per continuare a negoziare altri 30 giorni, in pratica estendendo il cessate il fuoco, servirebbe solo ad aumentare i costi e consentire all’Iran di tenere Trump sulla corda fino alle elezioni”. Lo afferma il board editoriale del Wall Street Journal, sottolineando che a risentire del prolungamento “sarebbe soprattutto la capacità di deterrenza degli Stati Uniti contro lo Cina”. “Come detto da Trump criticando i suoi predecessori, gli Stati Uniti non dovrebbero intraprendere una guerra se non sono pronti a fare il necessario per vincerla”, mette in evidenza il Wall Street Journal.
21 maggio 2026
Commissione Ue: guerra in Medio Oriente rallenta la crescita, Italia tra i paesi più vulnerabili
Dal nostro corrispondente Beda Romano

BRUXELLES – La Commissione europea prevede una frenata dell’economia della zona euro per via della guerra lanciata da Stati Uniti e Israele contro l’Iran, ma non si aspetta (per ora) una recessione economica. Secondo le previsioni pubblicate oggi, giovedì 21 maggio, la situazione - salvo prolungamento dell’incertezza - dovrebbe migliorare nel 2027, sia sul fronte della crescita che dell’inflazione. Nel frattempo, l’Italia continua a essere uno dei paesi più fragili dell’unione monetaria.
«Il conflitto in Medio Oriente ha provocato un grave shock energetico, mettendo ulteriormente alla prova l’Europa in un contesto geopolitico e commerciale già instabile – ha commentato il commissario all’Economia Valdis Dombrovskis –. L’Unione europea deve trarre insegnamento dalle crisi passate, mantenendo un sostegno fiscale che sia temporaneo e mirato nonché riducendo ulteriormente la propria dipendenza dai combustibili fossili importati».
21 maggio 2026
Germania: Bundesbank avverte, verso stagnazione nel secondo trimestre
Dopo una crescita robusta nel primo trimestre, la Germania dovrebbe registrare una «stagnazione» economica nel trimestre in corso a causa della guerra in Iran. Lo ha indicato la Bundesbank nel suo bollettino mensile. Da aprile a giugno, «gli effetti del conflitto in Medio Oriente dovrebbero pesare in modo più ampio e tangibile sull’economia tedesca», avverte l’Autorità monetaria tedesca.
L’inflazione della Germania ha registrato un’accelerazione, attestandosi al 2,9% ad aprile, trainata dall’impennata dei prezzi dell’energia. Ciò comporta una perdita di potere d’acquisto e frena i consumi privati, spiega l’istituzione.
Il calo del potere d’acquisto frena inoltre l’edilizia residenziale, mentre l’aumento dei costi energetici, le tensioni nell’approvvigionamento, l’incertezza e i tassi di interesse più elevati pesano sull’industria e sugli investimenti, viene spiegato dalla Bundesbank.
Il conflitto in Medio Oriente può invece sostenere l’economia attraverso ordini supplementari, un’anticipazione delle carenze di beni e guadagni di quote di mercato rispetto ai concorrenti asiatici, maggiormente colpiti dalle strozzature causate dalla chiusura dello stretto di Hormuz.
Tuttavia, “questi effetti dovrebbero essere di breve durata”, chiarisce la “Buba”.
Inoltre, l’aumento degli investimenti pubblici nelle infrastrutture e nella difesa, come annunciato dal governo, dovrebbe sostenere “sempre più l’attività economica”, si osserva.
21 maggio 2026
Khamenei: uranio arricchito deve rimanere in Iran
La Guida Suprema iraniana ha emesso una direttiva secondo cui l’uranio per la produzione di armi nucleari non deve essere inviato all’estero, secondo quanto riferito da due fonti iraniane di alto livello, irrigidendo la posizione di Teheran su una delle principali richieste degli Stati Uniti nei colloqui di pace. L’ordine dell’Ayatollah Mojtaba Khamenei potrebbe ulteriormente irritare il presidente statunitense Donald Trump e complicare i negoziati per porre fine alla guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran.
21 maggio 2026
Iran: Emirati, tentativo Teheran di controllare Hormuz è illusione
“Ci siamo abituati al bullismo iraniano per lunghi decenni, al punto che è diventato parte del panorama politico del Golfo Arabico”. Lo ha scritto su X il consigliere presidenziale degli Emirati Arabi Uniti, Anwar Gargash. “Oggi, dopo l’aggressione iraniana, il regime tenta di consolidare una nuova realtà nata da una evidente sconfitta militare. Ma i tentativi di controllare lo Stretto di Hormuz o di violare la sovranità marittima degli Emirati non sono altro che illusioni”, ha aggiunto. Gargash ha poi sottolineato che “chi vuole convivere con il proprio ambiente arabo deve comprendere che la fiducia è stata compromessa e che non può essere ripristinata con slogan, ma solo attraverso un linguaggio responsabile, il rispetto della sovranità e un impegno concreto ai principi di buona vicinanza”.
21 maggio 2026
Iran: media Teheran, ridotta parte divergenze con gli Usa
L’ultimo proposta consegnata dagli Usa all’Iran tramite i mediatori pakistani avrebbe “ridotto parte delle divergenze” fra i due paesi anche se discussioni interne alla leadership iraniana sono tutt’ora in corso. Lo scrivono i media di Teheran aggiungendo che - a tal proposito - anche la visita del generale Asem Munir, capo dell’esercito pakistano, nella capitale iraniana viene valutata come un’occasione per contribuire a ridurre le divergenze e fornire le basi per l’annuncio ufficiale dell’accettazione formale del memorandum d’intesa.
Iran has consistently honored its commitments and explored every avenue to avert war; all paths remain open from our side. Forcing Iran to surrender through coercion is nothing but an illusion. Mutual respect in diplomacy is far wiser, safer, and more sustainable than war.
— Masoud Pezeshkian (@drpezeshkian) May 20, 2026
21 maggio 2026
Iran, Mosca: impegnati a sostegno negoziati Washington-Teheran
La Russia è determinata ad assistere l’Iran e gli Stati Uniti nell’attuazione delle decisioni che potranno essere raggiunte durante i negoziati, ha dichiarato oggi la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova.
“La Russia è pienamente impegnata a fornire l’assistenza necessaria a Teheran e Washington nell’attuazione delle decisioni che potranno essere prese durante i negoziati”, ha dichiarato Zakharova ai giornalisti.
21 maggio 2026
Iran: il generale Vahidi figura chiave nei colloqui con gli Usa
Mentre i negoziati con gli Stati Uniti restano in bilico il generale di brigata Ahmad Vahidi, che guida i Guardiani della Rivoluzione iraniani, è diventato un protagonista nella definizione della dura posizione dell’Iran. Gli esperti ritengono che Vahidi accia parte di una ristretta cerchia in contatto diretto con la Guida Suprema iraniana, l’Ayatollah Mojtaba Khamenei. Lo stesso Vahidi non appare in pubblico dall’8 febbraio, settimane prima dell’inizio della guerra. Giovedì, i media iraniani hanno diffuso notizie contraddittorie riguardo a un incontro tra Vahidi e il ministro dell’Interno pakistano a Teheran, che avrebbe portato un messaggio relativo ai negoziati con gli Stati Uniti e incontrato altri alti funzionari iraniani.
21 maggio 2026
Media Iran, «Usa hanno colmato alcune lacune, stiamo preparando risposta»
L’Iran sta preparando una risposta a un messaggio inviato dagli Stati Uniti, e a Teheran sono in corso delle discussioni: lo riporta i media statali del Paese. Il testo inviato da Washington ha colmato alcune lacune, sostengono i media di regime, aggiungendo che la visita oggi a Teheran del capo dell’esercito pakistano Asim Munir mira a colmare le lacune rimanenti e a raggiungere il punto in cui un memorandum d’intesa potesse essere formalmente accettato.
21 maggio 2026
Iran: Cnn, Teheran sta ricostruendo sue forze armate più rapidamente del previsto
L’Iran ha accelerato la ricostruzione delle proprie capacità militari e ha ripreso la produzione di droni nelle settimane successive all’entrata in vigore del cessate il fuoco con Stati Uniti e Israele dell’8 aprile. Lo riferisce la Cnn citando fonti dell’intelligence statunitense. Secondo l’emittente americana, la rapidità e la portata con cui Teheran sta ricostituendo le proprie capacità nel settore dei droni e dei missili hanno sorpreso la comunità dell’intelligence Usa, che prevedeva tempi più lunghi per il ripristino dell’arsenale. Un funzionario statunitense, citato dalla Cnn, ha affermato che l’Iran potrebbe tornare ai livelli militari precedenti al conflitto “in soli sei mesi”, sostenendo che Teheran abbia “superato tutte le tempistiche previste dalla comunità dell’intelligence per la ricostituzione”.
21 maggio 2026
Accesa telefonata Trump-Netanyahu, discussioni tese su Iran
Le accese discussioni su come procedere con l’Iran sarebbero state alla base della “prolungata e drammatica” conversazione telefonica di martedì tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. I due leader - hanno riferito tre fonti citate dalla Cnn - avrebbero tentato di raggiungere delle posizioni convergenti, ma la conclusione della telefonata avrebbe lasciato il capo del governo israeliano “furioso”.
Trump e Netanyahu si erano già sentiti due giorni prima, domenica. Il presidente americano, in quella occasione, aveva anticipato la sua intenzione di procedere con nuovi attacchi mirati contro l’Iran all’inizio della settimana, un’operazione che avrebbe dovuto assumere un nuovo nome: Operazione Martello. Tuttavia, circa 24 ore dopo quella prima conversazione, Trump ha annunciato la sospensione degli attacchi, a suo dire, su richiesta degli alleati del Golfo, tra cui Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. Paesi che, nei giorni successivi, sarebbero rimasti in stretto contatto con la Casa Bianca e i mediatori pachistani per lavorare a un quadro di riferimento che potrebbe favorire i colloqui diplomatici.
“Siamo nelle fasi finali della questione iraniana. Vedremo cosa succederà”, ha quindi detto Trump ai giornalisti ieri, riferendosi agli sforzi per raggiungere un accordo. “O raggiungeremo un accordo o faremo qualcosa di un po’ spiacevole”, ha continuato. “Ma spero che non accada”.
Sul fronte israeliano, però, i negoziati in corso hanno frustrato il primo ministro, che da tempo sostiene un approccio più aggressivo nei confronti di Teheran. Netanyahu ha sostenuto che un rinvio non farebbe altro che avvantaggiare gli iraniani. E il premier avrebbe espresso la sua delusione martedì, dicendo a Trump che a suo avviso il rinvio degli attacchi previsti rappresentava un errore e che il presidente avrebbe dovuto procedere come previsto, secondo quanto riferito da un funzionario statunitense. Durante la conversazione, durata un’ora, Netanyahu avrebbe anche insistito per la ripresa delle operazioni militari.
Durante la telefonata, dunque, sarebbe emersa una divergenza tra le due posizioni piuttosto evidente: Trump voleva valutare la possibilità di raggiungere un accordo, mentre Netanyahu si aspettava qualcosa di diverso, un attacco immediato contro le infrastrutture iraniane, in particolare quelle energetiche. E la preoccupazione israeliana dopo la telefonata di martedì si sarebbe estesa rapidamente anche ai funzionari vicini a Netanyahu, ha riferito un’altra fonte israeliana alla Cnn. Ai vertici del governo dello Stato ebraico, in particolare, resta un forte desiderio di riprendere l’azione militare e cresce la frustrazione per il fatto che Trump continui a tollerare quello che definiscono un temporeggiamento diplomatico da parte dell’Iran.
21 maggio 2026
Cnn: Iran ha riavviato produzione droni durante cessate il fuoco
L’Iran ha già riavviato parte della produzione di droni durante il cessate il fuoco di sei settimane iniziato all’inizio di aprile, ha riferito oggi la Cnn, citando due fonti a conoscenza delle valutazioni dell’intelligence statunitense.
L’intelligence statunitense indica che la ricostruzione dell’esercito iraniano sta procedendo molto più rapidamente di quanto inizialmente stimato, aggiunge l’emittente statunitense, citando quattro fonti.
21 maggio 2026
Iran: Cina, premier pakistano in visita da sabato
Il premier pakistano, Shehbaz Sharif, sarà in visita ufficiale in Cina da sabato a martedì prossimi. Lo ha annunciato il ministero degli Esteri di Pechino. La diplomazia del gigante asiatico precisa che si tratta di una visita su invito del premier cinese, Li Qiang. Il Pakistan porta avanti la difficile mediazione tra Iran e Stati Uniti. In Cina sono stati in visita nei giorni scorsi il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il leader russo Vladimir Putin.
21 maggio 2026
Iran: media, capo esercito Pakistan atteso oggi a Teheran
Il capo di stato maggiore dell’esercito pakistano, Asim Munir, si recherà oggi in visita a Teheran. Lo ha reso noto l’agenzia di stampa iraniana Isna. Islamabad è il principale mediatore fra Iran e Stati Uniti.
21 maggio 2026
Media, «l’Iran giustizia due uomini per aver minato la sicurezza del Paese»
L’Iran ha giustiziato due persone con l’accusa di aver creato un gruppo per minare la sicurezza del Paese e di appartenere a un’organizzazione “terroristica”, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Tasnim. I due uomini sono stati anche accusati di “insurrezione armata attraverso la formazione di gruppi criminali, sparatorie e tentato omicidio in linea con gli obiettivi del gruppo terroristico”
21 maggio 2026
Iran, Ryad esorta Teheran a cogliere opportunità offerta da Trump
L’Arabia Saudita ha esortato l’Iran a rispondere con urgenza agli sforzi dei mediatori per evitare un’escalation, ha dichiarato il ministro degli Esteri saudita Faisal bin Farhan.
“Ci aspettiamo che l’Iran risponda con urgenza agli sforzi compiuti per raggiungere progressi nei negoziati. Ci aspettiamo che l’Iran non perda l’occasione di evitare le pericolose conseguenze di un’escalation”, ha affermato il ministro saudita, secondo quanto riportato dall’emittente televisiva al Arabiya.
Ryad “apprezza profondamente la decisione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di dare una possibilità alla diplomazia per raggiungere un accordo accettabile per porre fine alla guerra”, ha aggiunto il ministro degli Esteri saudita in un comunicato.
Il capo della diplomazia di Ryad ha ringraziato il presidente Trump per aver rinviato gli attacchi contro l’Iran in risposta a una richiesta dei leader arabi del Golfo.
Guerra in Iran e Medio Oriente, 21 maggio
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21 maggio 2026
Iran, Trump: spero accordo vicino, siamo sul filo del rasoio
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha espresso ottimismo sul fatto che un accordo di pace con l’Iran sia sempre più vicino.
Trump ha dichiarato ai giornalisti che gli Stati Uniti e l’Iran si trovano “proprio sul filo del rasoio” tra il raggiungimento di un accordo e la ripresa della guerra. “Se non otteniamo la risposta giusta, potrebbe succedere molto rapidamente. Dobbiamo ottenere la risposta giusta. Dovranno essere risposte positive al 100%”, ha aggiunto.
Il presidente ha affermato che concederà ancora “qualche giorno” affinché gli sforzi diplomatici abbiano successo. “Speriamo che quelle persone raggiungano un accordo che sia ottimo per tutti, ma non lo so... Se posso salvare delle vite aspettando un paio di giorni, penso che sia una cosa fantastica da fare”.
21 maggio 2026
Hegseth assicura, ’pronti all’azione’ sull’Iran
Il segretario alla Difesa americano Pete Hegseth assicura che gli Usa sono “pronti all’azione”, in attesa degli sviluppi negoziali tra Usa e Iran, assistiti dal lavoro dei mediatori. In un post di tre parole su X, il capo del Pentagono ha ripreso una clip del vicepresidente JD Vance, impegnato martedì nel briefing con i media alla Casa Bianca. “Non concluderemo un accordo che consenta agli iraniani di dotarsi di un’arma nucleare - le sue parole -; pertanto, come mi ha appena detto il presidente Trump, siamo pronti all’azione. Non vogliamo imboccare quella strada, ma il presidente è disposto e in grado di farlo, qualora fosse necessario”.
21 maggio 2026
Iran: Teheran, ’ricevute osservazioni Usa, le stiamo valutando’
Teheran rende noto di “aver ricevuto le osservazioni degli Stati Uniti”. “Le stiamo valutando”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri, Esmail Baghaei, citato dall’agenzia Nour News. Il Pakistan continua a operare come mediatore fra Iran e Stati Uniti per una soluzione diplomatica della guerra. Ci sono stati fra i due Paesi diversi scambi di messaggi, via Islamabad, a partire dal piano in 14 punti per la fine della guerra presentato da Teheran.






