L’emergenza non alza i prezzi degli aerei: 20 tratte costano meno
Da Milano a Lanzarote il risparmio è di 160 euro rispetto all’anno scorso
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Instabilità geopolitiche e balzo del prezzo del petrolio hanno accesso l’allarme sui costi delle vacanze estive. In particolare per quanto riguarda i voli: la preoccupazione è di un effetto domino che si tradurrà in maggiori costi del biglietto. Ma almeno per ora il caro-energia non sembra aver toccato le tariffe delle compagnie; anzi, complice forse il calo delle prenotazioni, in alcuni casi il prezzo scende e risulta persino più basso rispetto alle medie degli ultimi 12 mesi.
È quanto emerge dall’elaborazione realizzata dal Sole 24 Ore sull’offerta censita da Google Flights su 32 tratte nazionali e internazionali con partenza da Milano e Roma. Ipotizzando un viaggio di andata e ritorno per una persona (classe economy) nella settimana che va dal 9 al 16 luglio, emerge un quadro per niente scontato: mentre le tensioni maggiori si concentrano sui collegamenti intercontinentali, sulle rotte europee invece i prezzi medi al 13 maggio 2026 risultano inferiori rispetto alla media.
La simulazione
Nel dettaglio, per chi si trova a prenotare oggi, i voli continentali risultano più convenienti del solito: due terzi delle tratte – 20 su 32 per la precisione – mostrano prezzi più bassi rispetto agli ultimi 12 mesi. È il caso, per esempio, di Milano-Madrid, dove il costo medio per un volo andata e ritorno nella settimana 9-16 luglio è sceso a circa 40 euro (la media storica è tra 50 e 130 euro). Nella tratta Milano-Lanzarote, la differenza con l’anno scorso arriva addirittura a 160 euro (da oltre 200 euro nel 2025 a 87 nel 2026). Risparmi considerevoli anche su Roma-Creta (-91 euro), Roma-Lisbona (-79 euro) e Milano-Lisbona (-99 euro).
La situazione cambia sulle tratte a lungo raggio. Per un Milano-New York, il prezzo medio supera i 570 euro, circa il 12% sopra la media degli ultimi mesi. Allo stesso modo, non conviene Roma-Reykjavik: qui si passa da 300-440 euro a 467. Ed è proprio sul lungo raggio che il costo del carburante rischia di incidere maggiormente se le tensioni geopolitiche dovessero protrarsi durante l’estate.
In questo delicato contesto non sembra dunque che le compagnie aeree abbiano ritoccato le tariffe per recuperare i rincari del jet-fuel, in vista del periodo estivo e dell’intensificarsi delle partenze. Ma le associazioni dei consumatori invitano a stare attenti: in parallelo, infatti, cresce il bisogno di vacanze protette (prezzi bloccati, flessibilità, protezione dagli imprevisti e così via), tanto che compagnie e tour operator potrebbero ritoccare al rialzo le tariffe di questi servizi accessori. È importante quindi che i viaggiatori verifichino con attenzione il peso di queste clausole sulla spesa finale.







