Turismo

La crisi pesa sull’estate: -30% per le prenotazioni

Agenzie e tour operator segnalano una netta diminuzione dei viaggi organizzati con largo anticipo. Spagna, Baleari e Canarie le mete privilegiate. Pesano i conflitti e il rischio Hormuz

di Margherita Ceci e Michela Finizio

Frog 974 - stock.adobe.com

3' di lettura

English Version

3' di lettura

English Version

L’anno è iniziato in perdita per il turismo organizzato. Le prenotazioni di viaggi fatte tramite agenzie e tour operator tra gennaio e aprile sono diminuite in media del 30% rispetto all’anno scorso. È quanto monitorato da Assoviaggi-Associazione italiana agenzie di viaggi e turismo, con il Centro studi turistici di Firenze.

Estate 2026, giù i tour operator, si punta a un turismo last minute e di prossimità

Il calo è dovuto a motivi diversi, ma concatenati. «Nella prima fase, appena dopo l’attacco statunitense all’Iran, alcune destinazioni prima molto richieste sono venute meno» – spiega Gianni Rebecchi, presidente di Assoviaggi –. Non solo quelle direttamente coinvolte dalla guerra o dal blocco aereo: zone come Grecia, Egitto e Turchia, molto popolari perché con un ottimo rapporto prezzo/offerta, hanno subìto ingiustamente un rallentamento della domanda».

Loading...

Successivamente, con il blocco dello stretto di Hormuz, è arrivato il problema carburanti. La paura di cancellazioni per mancanza di jet fuel – nonostante la stessa Commissione europea abbia dichiarato di non prevedere criticità particolarmente gravi sull’approvvigionamento di cherosene nel breve periodo – ha portato i viaggiatori a mettere in stand-by le prenotazioni estive verso qualunque meta. Rischiando così di attivare un meccanismo vizioso: «L’Europa si rifornisce solo per una piccola quantità dall’area mediorientale, quindi è più probabile che le cancellazioni arrivino per mancanza di viaggiatori piuttosto che per carenza di carburante avio», prosegue Rebecchi. «Se le compagnie non vendono abbastanza posti su una determinata tratta, è facile che annullino i voli, come spesso è capitato in passato».

Vince il last minute

La domanda di viaggi comunque non è completamente ferma: le prenotazioni ci sono, ma più vicine alla data di partenza. A differenza degli spostamenti decisi con largo anticipo, che hanno registrato un forte rallentamento, i last-minute mostrano cali più contenuti. «Per le prenotazioni sotto data, cioè effettuate nei 15 giorni precedenti alla partenza, il calo si riduce intorno al 10-12 per cento – dice Pier Ezhaya, presidente di Astoi Confindustria Viaggi –. Questo significa che il consumatore non sta rinunciando alla vacanza, ma aspetta di comprendere meglio l’evoluzione dello scenario geopolitico ed energetico».

Le destinazioni privilegiate

Sul fronte delle destinazioni, le mete privilegiate sono quelle più vicine e familiari, come Spagna continentale, Baleari e Canarie. «Allo stesso tempo continuano però a registrare interesse anche diverse destinazioni di lungo raggio come Kenya e Zanzibar, Giappone, Cina, Caraibi e Sud America, seppure con dinamiche più caute rispetto alle aspettative iniziali», prosegue Ezhaya, segnalando inoltre come molti operatori abbiano introdotto «strumenti di maggiore flessibilità, dal cambio data al cambio destinazione».

LE ROTTE

L’andamento dei voli giornalieri sulle principali tratte continentali e la variazione tra inizio 2026 (quattro settimane) e le ultime settimane (13 aprile - 10 maggio 2026), con il trend rispetto allo stesso periodo 2025

Loading...

Affidarsi all’agenzia

Tra preoccupazioni su sicurezza, continuità operativa dei voli e costo complessivo della vacanza, affidarsi ad agenzie di viaggio o tour operator diventa un’opzione più appetibile per i viaggiatori. «Le offerte che stiamo pubblicando ormai propongono quasi tutte il prezzo fisso e a volte anche la possibilità di cambiare destinazione», spiega il presidente della Federazione turismo organizzato di Confcommercio, Franco Gattinoni. «In questo contesto – osserva – l’offerta di garanzie, nel prezzo e nella fruibilità, genera un ritorno all’agenzia di viaggio rispetto al fai-da-te».

Anche Confcommercio conferma i cali delle prenotazioni intorno al 30% in alcune settimane. «La domanda è partita in ritardo – dice ancora Gattinoni – e nelle ultime settimane il calo sta normalizzandosi intorno a un meno 5-7% rispetto all’anno scorso». Le paure stanno rientrando, anche se il settore delle crociere sembra ancora “congelato” dopo il caso di Hantavirus sulla nave MV Hondius salpata dall’Argentina.

I PREZZI DEI VOLI AEREI

Prezzo medio applicato al 13 maggio per questa tratta rispetto alla media degli ultimi 13 mesi. Simulazione su volo A/R tra il 9-16 luglio, 1 passeggero, Economy

Loading...

Nodo assicurazioni

Nel frattempo, sul fronte delle assicurazioni, tutto sembra fermo. Se da una parte la domanda cresce perché «queste situazioni aiutano ad aumentare la consapevolezza verso la copertura assicurativa», come racconta il broker assicurativo specializzato nel settore turistico, Michele Cossa, dall’altro l’offerta è congelata. «L’attenzione di tutti si è spostata sulle eventuali cancellazioni. Se si dovesse verificare davvero una carenza di carburante – commenta il broker – a essere cancellati sarebbero troppi voli. A quel punto ci sarebbe un cumulo del rischio che non rende vantaggioso offrire una copertura assicurativa».

Con il risultato che sul mercato a oggi non esistono coperture per eventuali voli cancellati a causa della crisi del carburante. E le tutele non aumentano neanche affidandosi ai tour operator: «Le poche coperture – conclude Cossa – che offrivano questa opzione, acquistabili attraverso le agenzie di viaggio, sono state tolte dalle compagnie. In ogni caso quello che preme di più ai viaggiatori è il rimborso, e questo con i tour operator è più facile e molto spesso garantito».

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti