La crisi pesa sull’estate: -30% per le prenotazioni
Agenzie e tour operator segnalano una netta diminuzione dei viaggi organizzati con largo anticipo. Spagna, Baleari e Canarie le mete privilegiate. Pesano i conflitti e il rischio Hormuz
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L’anno è iniziato in perdita per il turismo organizzato. Le prenotazioni di viaggi fatte tramite agenzie e tour operator tra gennaio e aprile sono diminuite in media del 30% rispetto all’anno scorso. È quanto monitorato da Assoviaggi-Associazione italiana agenzie di viaggi e turismo, con il Centro studi turistici di Firenze.
Il calo è dovuto a motivi diversi, ma concatenati. «Nella prima fase, appena dopo l’attacco statunitense all’Iran, alcune destinazioni prima molto richieste sono venute meno» – spiega Gianni Rebecchi, presidente di Assoviaggi –. Non solo quelle direttamente coinvolte dalla guerra o dal blocco aereo: zone come Grecia, Egitto e Turchia, molto popolari perché con un ottimo rapporto prezzo/offerta, hanno subìto ingiustamente un rallentamento della domanda».
Successivamente, con il blocco dello stretto di Hormuz, è arrivato il problema carburanti. La paura di cancellazioni per mancanza di jet fuel – nonostante la stessa Commissione europea abbia dichiarato di non prevedere criticità particolarmente gravi sull’approvvigionamento di cherosene nel breve periodo – ha portato i viaggiatori a mettere in stand-by le prenotazioni estive verso qualunque meta. Rischiando così di attivare un meccanismo vizioso: «L’Europa si rifornisce solo per una piccola quantità dall’area mediorientale, quindi è più probabile che le cancellazioni arrivino per mancanza di viaggiatori piuttosto che per carenza di carburante avio», prosegue Rebecchi. «Se le compagnie non vendono abbastanza posti su una determinata tratta, è facile che annullino i voli, come spesso è capitato in passato».
Vince il last minute
La domanda di viaggi comunque non è completamente ferma: le prenotazioni ci sono, ma più vicine alla data di partenza. A differenza degli spostamenti decisi con largo anticipo, che hanno registrato un forte rallentamento, i last-minute mostrano cali più contenuti. «Per le prenotazioni sotto data, cioè effettuate nei 15 giorni precedenti alla partenza, il calo si riduce intorno al 10-12 per cento – dice Pier Ezhaya, presidente di Astoi Confindustria Viaggi –. Questo significa che il consumatore non sta rinunciando alla vacanza, ma aspetta di comprendere meglio l’evoluzione dello scenario geopolitico ed energetico».
Le destinazioni privilegiate
Sul fronte delle destinazioni, le mete privilegiate sono quelle più vicine e familiari, come Spagna continentale, Baleari e Canarie. «Allo stesso tempo continuano però a registrare interesse anche diverse destinazioni di lungo raggio come Kenya e Zanzibar, Giappone, Cina, Caraibi e Sud America, seppure con dinamiche più caute rispetto alle aspettative iniziali», prosegue Ezhaya, segnalando inoltre come molti operatori abbiano introdotto «strumenti di maggiore flessibilità, dal cambio data al cambio destinazione».







