Medio Oriente

Iran, FT: accordo segreto con Mosca per armi. Giovedì nuovo incontro Washington-Teheran

L’Iran ha anche inserito le forze aeree e navali europee nella lista delle organizzazioni terroristiche, in risposta allo stesso provvedimento dell’Ue

FOTO D'ARCHIVIO: Un murale anti-USA su un edificio a Teheran, Iran, 24 gennaio 2026. Majid Asgaripour/WANA (West Asia News Agency) via REUTERS ATTENZIONE REDATTORI - QUESTA FOTO È STATA FORNITA DA UNA TERZA PARTE/Foto d'archivio

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Secondo il Financial Times, l’Iran ha raggiunto un accordo segreto da 500 milioni di dollari con la Russia per l’acquisto di migliaia di missili avanzati da spalla. Secondo le fonti, l’intesa è stata firmata lo scorso dicembre a Mosca e prevede che la Russia consegni 500 Verba, uno dei sistemi di difesa aerea russi più avanzati, e 2.500 missili ’9M336’.

Forze aeree e marine dell’Ue classificate come terroristiche

L’Iran designa le “forze navali e aeree” degli Stati membri dell’Unione europea come organizzazioni terroristiche. È la risposta di Teheran alla «decisione illegale e ingiustificata» presa lo scorso giovedì dal Consiglio europeo, che ha inserito le Guardie Rivoluzionarie nella lista delle organizzazioni terroristiche, a seguito dell’accordo del Consiglio Affari Esteri del 29 gennaio. Lo ha affermato una dichiarazione del Ministero degli Esteri iraniano.

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Il provvedimento di Teheran

«La decisione dei governi dell’Ue è contraria ai principi fondamentali della Carta delle Nazioni Unite» si legge nella dichiarazione, che cita una legge iraniana del 2019, approvata dopo che gli Stati Uniti hanno designato le Guardie Rivoluzionarie come organizzazioni terroristiche, che stabilisce che “tutti i Paesi che in qualsiasi modo rispettano o sostengono la decisione degli Stati Uniti saranno soggetti a misure reciproche”. Il 1° febbraio, il Parlamento iraniano ha designato gli “eserciti europei” come organizzazioni terroristiche.

Iran, il presidente Pezeshkian: "Non ci piegheremo alle potenze mondiali"

Media, Usa pronti a nuovi colloqui venerdì se Iran invia proposta in 48h

Gli Stati Uniti sono pronti a un nuovo round di colloqui con l’Iran venerdì a Ginevra, se entro le prossime 48 ore riceveranno una proposta iraniana dettagliata per un accordo nucleare. Lo riporta Axios citando alcuni funzionari americani, secondo cui l’attuale spinta diplomatica è probabilmente l’ultima possibilità che il presidente Trump darà all’Iran prima di lanciare una massiccia operazione militare Usa-Israele che potrebbe colpire direttamente la Guida Suprema Ali Khamenei.

L’Oman conferma, giovedì a Ginevra nuovo round di colloqui Iran-Usa

Il ministro degli Esteri dell’Oman, Badr al-Busaidi, ha confermato che giovedì Stati Uniti e Iran terranno un altro round di negoziati a Ginevra. «Ci sarà una spinta positiva per compiere un altro passo verso la conclusione dell’accordo», ha scritto su X, secondo quanto riporta Ynet.

Proteste nelle università iraniane: «Morte al dittatore»

Nel frattempo continuano le proteste in Iran, dove gli studenti universitari hanno organizzato raduni in diversi atenei in ricordo delle persone rimaste uccise nelle recenti contestazioni. Lo riferisce Iran International, che si basa su notizie che arrivano da gruppi studenteschi e media locali. All’Università di Teheran gli studenti si sono radunati all’esterno della libreria centrale e hanno intonato lo slogan «Morte al dittatore». Iniziative analoghe sono state segnalate all’Università Ferdowsi di Mashhad, all’Università iraniana di Scienza e tecnologia, alla Sharif University of Technology e alla Khajeh Nasir University nella capitale. Secondo la newsletter degli studenti dell’ateneo l’accesso al campus Seyed Khandan è stato limitato a un solo ingresso e unità dei Basij sono entrate nel campus in coordinamento con le forze di sicurezza. Le nuove proteste si registrano mentre in molte zone dell’Iran si commemorano - passati 40 giorni dalla morte - le vittime della repressione, un rito radicato nella società iraniana.

Riprendono le proteste in Iran, studenti in piazza: "Morte al dittatore"

Nuovi morti durante le proteste

Cinque scienziati e 22 studenti sono morti durante le ultime proteste in Iran, ha dichiarato oggi Hossein Sadeghi, responsabile del Centro di Informazione e Relazioni Pubbliche del ministero dell’Istruzione iraniano. «Tra i morti nelle recenti proteste ci sono cinque scienziati e 22 studenti», ha dichiarato Sadeghi, citato dall’agenzia di stampa Irib. Ieri l’organo di stampa dell’opposizione Iran International riportava che gli studenti delle università delle città iraniane di Teheran e Mashhad protestavano nei campus contro la Repubblica islamica.

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