L’effetto sugli itinerari

Rotte dimezzate sul Medio Oriente

Da 1.500 agli attuali 800 decolli al giorno; crescono invece quelli intraeuropei

di Pietro Spotorno

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Rotte aeree sul Medio Oriente ancora ridotte, ma il traffico europeo regge. La guerra in Iran continuerà a pesare sul trasporto aereo europeo anche durante l’estate. Secondo i report di Eurocontrol (organizzazione europea per la sicurezza della navigazione aerea), i collegamenti tra Europa e Medio Oriente sono stati dimezzati. A inizio anno si registravano 1.500 voli al giorno; con lo scoppio del conflitto la media di marzo è crollata a 640, per poi recuperare parzialmente: ad aprile ha raggiunto quota 730 e nelle prime settimane di maggio ha superato gli 800 voli giornalieri.

La Turchia, principale snodo europeo verso il Medio Oriente, è il Paese che ha subito le riduzioni maggiori, seguita da Regno Unito, Germania e Italia. Negli aeroporti italiani i voli verso l’area si sono ridotti del 59% nel primo mese di guerra (Malpensa -67%, Fiumicino -53%).

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Le compagnie

Le compagnie più colpite sono quelle del Golfo come Qatar Airways (-88% di voli nel primo mese di guerra), Emirates (-37%) e Flydubai (-79%). Per i vettori europei restano sospesi i voli per gli scali a rischio e, secondo Reuters, la riapertura è prevista tra l’estate e l’autunno. Lufthansa e Wizz Air dovrebbero riprendere i voli per Tel Aviv da fine maggio, mentre le altre rotte restano bloccate per tutta l’estate. Ita Airways riattiverà i collegamenti con Tel Aviv e Riyadh a luglio. Il gruppo britannico Iag manterrà un solo volo giornaliero verso i principali scali del Medio Oriente, mentre Air France ha sospeso le sue rotte fino a fine maggio e Klm fino a luglio.

Non potendo più contare sugli aeroporti del Golfo come hub di transito, le compagnie europee hanno incrementato del 17% i voli diretti per l’Asia ad aprile e maggio rispetto all’anno scorso. Con l’estate che si avvicina aumentano anche i voli intraeuropei (+30% a inizio maggio rispetto ai valori pre-conflitto), verso l’Europa orientale (+81%) e per il Nord America (+51%). Si tratta di una crescita stagionale, in linea o leggermente superiore ai livelli del 2025.

Nell’emisfero sud, con l’arrivo dell’inverno australe, il traffico dall’Europa rallenta, ma resta ampiamente sopra i valori del 2025: +10% di voli per l’Africa meridionale e +7% per il Sud America a inizio maggio. I due continenti si confermano destinazioni turistiche in ascesa.

In generale, nonostante il crollo delle rotte verso il Medio Oriente e il rincaro del carburante, non si è ancora registrato un vero calo dei voli da e per l’Europa. A sostenere il traffico europeo è soprattutto la crescita delle compagnie low-cost attive principalmente sulle rotte intraeuropee: Ryanair segna un +5% rispetto ad aprile-maggio 2025 e Wizz Air un +23%, mentre easyJet resta sostanzialmente stabile, con un calo dell’1 per cento.

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