Mar Rosso, ecco le regole d’ingaggio della missione Aspides su cui oggi votano le Camere
È una corsa contro il tempo per garantire al decreto, approvato dal Consiglio dei ministri il 26 febbraio che proroga le missioni internazionali in corso e prevede l’avvio di due nuove operazioni (oltre ad “Aspides”, “Levante”), l’ombrello della ratifica parlamentare. I tempi stringono e le minacce dei ribelli yemeniti si moltiplicano di ora in ora
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I punti chiave
- Il costo dell’operazione
- Corsa contro il tempo
- Le minacce Houthi
- Il via libera delle Commissioni della Camera (non del Senato)
- Il voto sulla risoluzione
- L’iterprevsto dalla legge
- Le regole di ingaggio di Aspides
- Il braccio di ferro sull’avverbio
- L’apertura della maggioranza
- Cosa dicono i documenti preparatori del Consiglio Ue
- L’orientamento favorevole del Pd
- Gli altri paesi europei coinvolti nella missione attendono il via libera dell’Italia
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Dopo l’abbattimento da parte della nave Duilio di un drone nel Mar Rosso, e dopo che la Difesa ha chiarito che è stata un’operazione di «auto difesa» contro una minaccia che si trovava a circa 6 kilometri dalla nave italiana, in volo verso di essa», l’Italia accelera per garantire una copertura parlamentare all’operazione “Aspides”, la missione messa in campo dall’Unione europea a tutela del traffico marittimo nello stretto di Bab-el Mandeb contro la minaccia dei ribelli Houthi.
Il costo dell’operazione
Nello stato di previsione del Ministero dell’Economia e delle Finanze, sul capitolo 3006/1 programma 5.8 (Fondo per le missioni internazionali) sono appostati fondi, per il 2024, pari a 1.569 milioni di euro. Per quanto riguarda Aspides, le “spese comuni” dell’operazione, il cui importo di riferimento è fissato a 8 milioni di euro, saranno a carico dello Strumento europeo per la pace (EPF), fondo fuori bilancio dell’Ue (si tratta dello stesso fondo che rimborsa gli aiuti militari all’Ucraina). Il resto lo metteranno gli Stati nazionali, finanziando la propria partecipazione nazionale. Il fabbisogno finanziario del pacchetto di missioni di cui fa parte anche Aspides, è di 42.550.121 euro, di cui 10.650.000 esigibili nel 2015.
Corsa contro il tempo
È una corsa contro il tempo per garantire al decreto l’ombrello e la copertura della ratifica parlamentare. Approvato dal Consiglio dei ministri il 26 febbraio, il provvedimento proroga le missioni internazionali in corso e prevede l’avvio di tre nuove operazioni. Oltre ad “Aspides”, una in Ucraina finalizzata a sostenere Kiev nel suo impegno nella riforma del settore della sicurezza civile, nel quadro del percorso di adesione all’Ue. La terza missione è denominata “Levante”, ed è intesa come contributo per fronteggiare una potenziale escalation nel conflitto Israele-Hamas, inclusi interventi umanitari a favore della popolazione civile.
Le minacce Houthi
Paraltro le minacce dei ribelli yemeniti Houthi si moltiplicano di ora in ora. Nelle scorse settimane avevano avvisato che, nel momento in cui assumeva il comando della forza navale di Aspides, l’Italia avrebbe messo «a repentaglio la sicurezza delle sue navi militari e commerciali».
Il via libera delle Commissioni della Camera (non del Senato)
Il parlamento si è mosso. Le commissioni Esteri e Difesa della Camera hanno dato il via libera alle deliberazione sulle ulteriori missioni internazionali, tra cui quella nel Mar Rosso. Le opposizioni si sono divise: il Pd ha votato a favore con la maggioranza; M5s che si è astenuto. Non erano presenti rappresentanti di Avs. Per quanto riguarda il Senato, il testo, dopo un’istruttoria, approda direttamente in aula a Palazzo Madama, senza il voto in commissione.







