Quanto possiamo fidarci dei beni di fiducia quando a pagare è qualcun altro?
Quello dei mercati dei credence goods può essere un interessante laboratorio di sperimentazione ed innovazione per nuovi strumenti capaci di tutelare quel bene prezioso che si chiama “fiducia”
di Vittorio Pelligra
8' di lettura
I punti chiave
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Quando portiamo la macchina dal meccanico o il computer dal tecnico per delle riparazioni, quando andiamo dal medico per una diagnosi e perfino quando prendiamo un taxi in una città diversa dalla nostra, stiamo acquistando dei credence goods, beni dei quali è possibile valutare l’utilità solo dopo averli acquistati. Un riparatore esperto, al contrario, così come il medico e il tassista, sono perfettamente in grado di valutare quale tipo di bene o servizio fa veramente al caso nostro, quale soddisfa meglio e al miglior prezzo le nostre necessità.
Tre tipi di inefficienze
È questo tipo di asimmetria che caratterizza i credence goods che in italiano, non a caso, indichiamo con il nome di “beni di fiducia”. Le inefficienze che si possono determinare nella produzione e nello scambio di questi beni, proprio a causa dell’asimmetria informativa tra produttore e consumatore, assumono tre forme differenti: il consumatore può venire “sovra-trattato” (overtreated), può ricevere, cioè, un servizio dalle caratteristiche eccessive rispetto al necessario: un meccanico che sostituisce anche pezzi che avrebbero continuato a funzionare bene, un medico che prescrive anche la TAC nonostante un’ecografia sarebbe potuta essere sufficiente; oppure può, al contrario, venire “sotto-trattato” (undertrated). Non tutti i pezzi difettosi vengono effettivamente sostituiti o, per esempio, il medico non dedica abbastanza tempo e impegno ad elaborare una diagnosi adeguata. Infine, la riparazione dell’auto potrebbe essere adeguata così come la diagnosi medica, ma il meccanico e il medico possono addebitare dei costi superiori a quelli effettivamente sostenuti, affermando, per esempio, di aver cambiato il filtro dell’aria o di avere utilizzato un reagente particolarmente costoso per avere un risultato diagnostico più preciso, anche non avendolo fatto. In questo caso il consumatore o il paziente viene “sovra-caricato” (overcharged).
Le leve per ridurre i rischi
Naturalmente la presenza di tutti questi rischi rende i mercati dei credence goods particolarmente problematici. Le leve su cui operare per ridurre i rischi sono state individuate in due concetti differenti: la responsabilità e la verificabilità.
Per “responsabilità”, si intende il fatto che il venditore o il fornitore è tenuto a vendere un bene o un servizio che soddisfi le effettive esigenze del cliente. La responsabilità, così intesa, previene il problema dell’undertreatment, ma non necessariamente i problemi di overtreatment o di over-charging.
La “verificabilità”, invece, prevede il fatto che il cliente venga messo in grado di osservare il tipo e la qualità del prodotto consegnato. Quando si richiede al riparatore il pezzo dell’auto o del computer che è stato sostituito si agisce esattamente in questa direzione. La verificabilità, in questo modo, potrebbe prevenire il problema dell’overcharging, ma non necessariamente i problemi di over- o under-treatment.







