Rischia il carcere il vetturino che sfrutta il cavallo fino alla morte
I giudici confermano la condanna per il reato di uccisione dell’animale. A spingere l’imputata sarebbero stati forti interessi economici
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Rischia il carcere il vetturino che, per bramosia di guadagno, sfruttail suo cavallo fino a provocarne la morte per un colpo di calore. La Cassazione ha così respinto il ricorso di una vetturina, in servizio alla Reggia di Caserta, condannata per aver ucciso il suo cavallo Found Goal Pag costretto, sotto il sole di agosto, a portare a spasso i turisti. L'animale che trainava il calesse era stramazzato a terra, dove era morto. Per lui c'erano stati solo 29 secondi per bere: un tempo insufficiente per trattenere la giusta dose di acqua che usciva dal tubo messo davanti al suo muso.
Solo 29 secondi per bere
Non passa nessuna delle supposte “premure” che la proprietaria di Found Goal Pag, pretendeva di aver avuto nei suoi confronti. Tra queste l'averlo collocato in un ricovero nei pressi della Reggia. Un argomento speso dalla difesa che si rivela un boomerang. Ad avviso dei giudici, infatti, la sistemazione nei pressi del “posto di lavoro” era solo un modo per anticipare i tempi del servizio di noleggio. E, a proposito di turni, l'imputata accusata di non aver fatto riposare il cavallo, aveva affermato che il regolamento della Reggia che stabiliva dei turni valeva solo per i vetturini, senza considerare l’inevitabile ricaduta sugli animali. Per la Suprema corte il fatto che i turni andassero dalle 13 alle 16 e che il cavallo fosse morto alle 12 non escludeva la violazione. Il cavallo aveva trainato il calesse con un caldo “infernale” avendo a disposizione pochi secondi per bere e non si fosse alimentato a sufficienza: dalle 9 e 13 alle 12, ora in cui il cavallo si era accasciato, aveva bevuto una sola volta.
Il diritto dell'animale al rispetto e alla dignità
Per i giudici di legittimità «rasenta il paradosso l'argomento difensivo secondo cui l'erba fresca è composta per oltre l'80% di acqua e un cavallo nella Reggia di Caserta per le circostanze emerse può assumere liquidi brucando l'erba, che è in grande quantità». E la Cassazione si chiede quali sono «le circostanze emerse».
Del tutto fuori fuoco anche far presente che altri cavalli circolavano mentre Found Goal Pag moriva. Situazioni non comparabili perché non era dimostrato che gli altri vetturini avessero concesso ai loro cavalli pochissimo tempo per bere, per nutrirsi e per riposare.
La brama di guadagno
Da qui la condanna per il reato di uccisione di un animale per crudeltà o senza necessità, punita con una pena che va da sei mesi di reclusione a tre anni e con una multa da 5mila e 30mila euro. Pene che lievitano se il fatto avviene con sevizie. Nel caso esaminato, anche a voler escludere la crudeltà, affermata nei gradi di merito - spiega la Cassazione - resta la non necessità, non potendo inquadrarsi in questo contesto la brama di guadagno che aveva spinto l'imputata a sfruttare l'animale fino alla morte. Dimenticando che, per legge, Found Goal Pag aveva diritto a essere trattato con rispetto e dignità a garanzia del suo benessere.






