Si possono tutelare prompt e output ma resta il rischio di plagio
Se l’addestramento dell’Ai avviene con opere tutelate dal diritto d’autore
2' di lettura
I punti chiave
2' di lettura
Proteggere la creatività umana nell’addestramento dell’intelligenza artificiale, ma anche tutelare le opere dell’ingegno umano realizzate con il supporto dell’Ai. Il rapporto fra diritto d’autore e intelligenza artificiale si muove su un binario parallelo. Alla diffusione dei sistemi di Ai, le cause per la tutela della proprietà intellettuale hanno riguardato principalmente le opere protette dal diritto d’autore e date in pasto alla macchina, senza consenso, per il processo di training. «A mio avviso, stiamo andando nella direzione di fornire licenze e trovare accordi economici, come nel caso di Universal Music vs Anthropic Ai, per mettere ordine al far west digitale degli scorsi anni», spiega Lucia Maggi, avvocata del Foro di Milano. «Interessante, in tal senso, sarà scoprire la conclusione della causa fra New York Times e OpenAi e Microsoft, soprattutto perché il giudice ha chiesto, in via cautelare, di rimuovere i contenuti caricati in violazione del diritto d’autore del Nyt dall’addestramento: è possibile dal punto di vista tecnico?».
Tutela delle opere Ai-assisted
Accanto a questi procedimenti, ultimamente sta arrivando in tribunale un altro tipo di cause che intendono tutelare le opere create con l’ausilio dell’Ai. «La legge 132/2025 fornisce indicazioni di massima importanti sia per l’attività di training tramite il principio di trasparenza e il rispetto dell’opt-out quando si parla di eccezioni (modifica agli articoli 1 e 70 della legge 633/1941) sia per quando usiamo l’Ai come strumento di supporto nella creazione», chiarisce Maggi. «Secondo il diritto d’autore, le opere realizzate con l’Ai sono proteggibili, purché sia prevalente l’ingegno umano rispetto all’attività svolta dalla macchina. La criticità normativa è legata proprio a questa interpretazione: non sarà semplice decidere per chi sarà chiamato a valutare, perché non ci sono parametri quantitativi».
La valutazione caso per caso è l’unico approccio possibile, al momento, nel diritto, perché molto del processo creativo è mentale mentre nella prassi il prompting può essere più semplice. «La discussione non è tanto sull’Ai tout court ma sulle intelligenze artificiali di tipo generativo, è lì che la macchina fornisce il quid in più, distinguendo fra opere generate dall’Ai e opere Ai-assisted», aggiunge Maggi.
Rischio plagio
In merito al concetto di plagio, infine, è importante ricordare come sia frequente incappare in un plagio involontario. «I terms of service delle piattaforme di Ai chiariscono che l’output è di proprietà di chi l’ha generato, ma non forniscono alcuna garanzia che questo non violi i diritti di terzi», conclude l’avvocata. «Il caso delle immagini create con lo stile dello Studio Ghibli o l’Italian Plumber, realizzato come fosse Super Mario della Nintendo, o la bottiglia di ketchup, disegnata tale e quale a quella di Heinz, evidenziano chiaramente il problema dell’addestramento non autorizzato: il plagio è sempre dietro l’angolo».







