Bretagna da scoprire in compagnia di Maupassant

2/5Idee e Luoghi

A Locmariaquer tra ostriche fresche e megaliti misteriosi

La baia di Locmariaquer

Anche lo scrittore del Bel Ami raggiunse volentieri Locmariaquer nei pressi di Auray, proprio alla foce del Golfo di Morbihan, che guarda anche all’insenatura di Quiberon. Maupassant era attratto dalla fama delle ostriche locali, da consumare magari sulla spiaggia sorseggiando un buon bicchiere di Muscadet ghiacciato, mentre il vento fa ondeggiare le funi delle navi ormeggiate (anche La Paulette costituisce una meta ghiotta per capire come vengono allevate queste delizie del mare). Per poi recarsi a visitare il dolmen chiamato Table des marchands e il Grand Menhir Brisé, un grosso blocco in granito dal peso di 280 tonnellate suddiviso in quattro pezzi dopo che sarebbe stato miracolosamente alzato verticalmente. Così come desta impressione la mole del tumulo sepolcrale di Er Grah: tutte queste vestigia megalitiche si trovavano in riva all’oceano che poi progressivamente si ritirò. E proprio quegli affilati e irregolari lastroni in pietra conficcati nei prati di Carnac fanno pensare a un battaglione di fanti che è stato impietrito non muovendosi più, mentre le pecore belano tutto intorno e i fiori spontanei e selvaggi emanano un profumo vibrante di vita. Alla Crêperie des Îles, intanto, tornati a Locmariaquer, si orecchiano i discorsi incentrati sul mare, cercando di cogliere le affinità intricate tra la lingua bretone e il francese classico: viene da pensare che a pronunciarli siano tutti marinai, quelli ai quali è dedicata la Chapelle Saint-Philibert, collocata sul fronte opposto dell’estuario, dal cui soffitto blu penzolano modellini di imbarcazioni.

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