Bretagna da scoprire in compagnia di Maupassant
Da Penmarch alle isole di Sein e Glénan tra delfini e fari
Penmarch destò altrettanto interesse in Guy de Maupassant per le leggende nere relative agli infingardi mezzi usati dai pescatori bretoni allo scopo di attirare le navi in tranelli orditi tra gli scogli e così depredarne i bottini. A ragione egli scrisse che “le onde inghiottite in queste caverne, che scuotono tutta la costa, si sentono nei giorni di tempesta a Quimper”. Non a caso, i surfisti adorano questo tratto costiero fino a Plage de Pors Carn dove il mare si infrange a sinistra e il vento mai prepara tradimento alcuno. Salpando con Archipel Pro, si potrà in particolare navigare tra l’Isola di Sein e le Glénan, all’interno Parco Marino d’Iroise, sfiorando così i mitici fari di Ar-Men e de La Vieille, fino appunto a sbarcare a Sein, un’isola poco più grande di uno scoglio eppure abitata. Lungo il tragitto si possono incontrare i delfini e le sule, mentre spingendosi sulla rotta delle Etocs, ecco profilarsi all’orizzonte una vera colonia di foche grigie, che vive al riparo dentro autentici labirinti di roccia. Anche qui, come nel resto delle spiagge bretoni, bisogna sempre tenere d’occhio l’orologio per ricordare gli orari esatti e precisi delle basse e alte maree che decidono sempre gli itinerari di locali e viaggiatori. A Le Stang, si può soggiornare presso Le Terrier sur la dune de Tronoën, uno chalet in legno situato a poche centinaia di metri dalla lunga spiaggia di Tronoën, immerso nella natura selvaggia.

