Puglia sul finir dell’estate in dieci scatti
Falesie, tuffi e pescatori dall’Arenosa a Tricase Porto
Le falesie e le grotte delle Monache a Tricase Porto fanno da quinta rocciosa al mare più blu dell’Adriatico salentino. Tra alcove e vasche di pietra, faraglioni e pinnacoli scolpiti dai cavatori e messi in sicurezza nonché abbelliti dall’opera di ripristino della litoranea ci si cala tra nudi branchi e colonie di saraghi, coltivando la speranza di incontrare i delfini. Le ville marinaresche di inizio ‘900 discendono verso la piccola spiaggia e la piscina naturale tracciata dal perimetro del porticciolo: Anime Sante è un progetto gastronomico felice di ittiturismo, mentre al Porto Vecchio si può provare la cucina di Mare Vivo guardando le barche dei pescatori colme di reti. Menamè propone cucina contemporanea tra alberi di euforbie, invece la Taverna del Porto apparecchia direttamente sui bastioni. Gli esploratori di mare potranno, l’indomani, perlustrare le calette che trapassano la selva di canneti e quell’Isola - si chiama proprio così - dove non si attracca ma attorno alla quale è emozionante nuotare. La colazione si consumerà alla pasticceria Utòpia in Marittima con le brioche col tuppo. Per poi concedersi un catartico bagno mattutino all’Arenosa, una scenografia di calette predilette dalle nuotatrici francesi.

