Puglia sul finir dell’estate in dieci scatti
Girandola di luci tra Fasano e Giovinazzo
Le luminarie accendono la fantasia, suscitano l’incanto, mettono in scena una fiaba arabescata luminescente, punteggiata da led coloratissimi, mentre i loro disegni rimandano a stilemi arabeggianti, alle trame dei tessuti e degli abiti da sposa. Nate come architetture di festa nei borghi di tutta la Puglia dove vengono innalzate e legate insieme da pali e fili di ferro, mai fissate stabilmente, per onorare patroni e vergini, sono poi diventate anche oggetti di design e soprattutto installazioni artistiche. L’esempio più elegante e intrigante è We Rise by Lifting Others, la corona-corolla che Marinella Senatore, traendo spunto da una celebre frase pronunciata dall’oratore e avvocato Robert Ingersoll, ha adagiato nell’uliveto della Masseria Torre Maizza: si potrà ammirare ancora per tutto il mese di settembre anche dall’esterno della masseria fasanese, oppure scegliendo di pranzare un piatto di laganari e il gazpacho con pomodori e anguria al creativo ristorante Violetta a bordo della piscina, assaggiare la carta dei cocktail dell’eclettico barman Tiziano Lattanzi sotto i pergolati fioriti del Bouganvillea e ancora concedendosi un menù tutto di pesce nell’orangerie raffinata del Carosello. A realizzare materialmente l’installazione è stata la storica ditta De Cagna nel suo laboratorio-fucina alle porte di Maglie, in Salento. Non si può proprio resistere al fascino della tipica sarabanda di luci pugliesi, che ha ispirato anche il geniale e delicato pasticcere Nicola Giotti, il quale nella sua medievale Giovinazzo, borgo di origini romane dove Angioini, Aragonesi e Borboni si litigarono il dominio all’ombra della Concattedrale affacciata sul mare, ha dato vita al dolce luminaria, che si affianca ai fruttini e al panettone-rosone.
