
21 maggio 2026
Giorgetti: ottimista su deroga Patto: «Proposta italiana razionale»
Il commercio internazionale con i dazi imposti dagli Stati Uniti, l’economia sociale e l’agricoltura. Sono questi alcuni dei temi al centro della seconda giornata del Festival dell’Economia di Trento organizzato dal Gruppo 24 Ore e Trentino Marketing per conto della Provincia Autonoma di Trento
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Sintesi per punti
- Giuli: vendita libri aumentata del 3%
- Tamburi (Alpitour): slitta l’Ipo
- Scotti: a metà 2027 via a fase pilota dell’euro digitale
- Bentivogli: rifondare formazione su Ai
- Del Conte: salario giusto è positivo
- De Pedys (Simest), su mercati finanziari 50% volumi generato da algoritmi
- Crosetto: il potere si misura nel controllo delle tecnologie
- Renzi: Salvini parla di elezioni perché la Lega perde consensi
21 maggio 2026Aggiornamento fissato
Giorgetti: ottimista su accoglimento deroga Ue Patto di stabilità
“Questi lavori, negoziati sono lunghi richiedono spiegazioni anche in sedi non ufficiali. È un tema di cui si parla anche a latere come con il commissario Dombrovskis. L’ottimismo che ho rispetto all’accoglimento deriva dalla razionalità della nostra proposta”.
Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, dal Festival dell’Economia di Trento, in collegamento da Cipro, in merito all’ipotesi che la Commissione europea possa accettare delle deroghe al Patto di stabilità legate all’emergenza energetica.
“E’ un approccio razionale che non mette a rischio la sostenibilità a lungo termine della finanza pubblica”, ha aggiunto Giorgetti.
“Questi lavori negoziali sono lunghi, richiedono tante spiegazioni in sedi anche non ufficiali. Io sono qui a Cipro e non è un tema all’ordine del giorno ma a latere. L’ottimismo che io ho rispetto all’accoglimento deriva da razionalità della nostra proposta” ha detto Giorgetti.
In merito si è espressa anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni intervenendo, a Brescia, all’evento “Coldiretti forza amica del Paese - Salute, sicurezza, prossimità: l’Italia del cibo”: noi stiamo cercando, a 360 gradi, di chiedere all’Europa una velocità nella sua capacità di reazione sul tema dell’energia, si diceva il patto di stabilità, la national escape clause, quindi la capacità di considerare l’energia alla stregua di come oggi consideriamo le spese sulla difesa”.
«Con conflitto prolungato previsioni molto serie»
“Le previsioni in caso di prolungamento del conflitto sono serie, molto serie” ha detto Giorgetti.
“Se devo sentire nei consessi internazionali anche al G7 di Parigi di lunedì e martedì, le previsioni in caso di prolungamento del conflitto sono serie, molto serie e non è soltanto un problema del prezzo della benzina.
Il problema è che alcune catene di approvvigionamento, in particolare faccio un riferimento un esempio all’industria chimica, che sono poi la base per i interi cicli industriali, sono a serio rischio”.
“Fin quando le scorte, e a me cominciano a scarseggiare, suppliscono va bene; quando smetteranno di esserci a disposizione a queste scorte e non arriveranno forniture diventerà un problema per il ciclo produttivo e questo potrà avvenire con prezzi molto più elevati”, ha aggiunto Giorgetti.
“Io parto da un presupposto che una purtroppo una politica prociclica già la vedo all’orizzonte che è quella dell’aumento dei tassi di interesse. L’inflazione attesa ha già, diciamo così, innescato il circolo vizioso della politica restrittiva monetaria quindi se a giugno, a luglio le banche centrali, in particolare la Banca centrale Europea comincia ad aumentare i tassi di interesse, che segue già l’andamento di mercato, già questo non è una buona cosa né per gli Stati sovrani, né per le imprese, né per le famiglie. Ma detto questo, l’ammontare della dimensione delle conseguenze dipende chiaramente dalla durata del conflitto” ha detto Giorgetti.
«Non lasceremo debito fatto da noi alle future generazioni»
Un tema che ho spesso chiamato è quello della demografia di cui si parla poco. Il tema è quello che il nostro grande debito lo lasciamo a sempre meno italiani” ha aggiunto Giorgetti. “Se si trascura questo dato di fatto - ha aggiunto - non si fa giustizia nei confronti dei giovani. Sapendo come va la demografia nel nostro Paese ci si chiede se bisogna fare altro debito oppure no. La risposta che ci siamo dati è quella di non farne”.
“Sono partito per Cipro con un quadro già delineato che si sta ulteriormente definendo. Credo che si andrà a un decreto legge domani sera” ha detto Giorgetti parlando del testo che andrà nel prossimo Consiglio dei ministri. Nel decreto, “ci saranno interventi a sostegno dell’autotrasporto, del trasporto pubblico locale, cerchiamo di prolungare fino alla prima settimana di giugno gli interventi sul taglio delle accise” e “di intervenire sull’ex Ilva di Taranto. Un provvedimento tampone, poi vediamo se si sblocca la situazione della negoziazione con la Ue”.
21 maggio 2026
Burlando (Bancomat): infrastruttura cruciale
“Ogni moneta che ha avuto peso geopolitico si è appoggiata a un’infrastruttura che ne garantiva il funzionamento e, nei momenti critici, il controllo. Gli americani, per esempio, sono stati molto bravi a costruire le infrastrutture necessarie ai pagamenti, in grado di accettare non solo dollari. È per questo che la sovranità monetaria europea non si esaurisce solo con la scelta della moneta ma riguarda anche la scelta dell’infrastruttura”. Lo ha sottolineato l’ad di Bancomat, Fabrizio Burlando, nel corso del suo intervento al Festival dell’Economia di Trento,
Per Burlando “le due cose non sono separabili e se l’Europa vuole che la propria moneta — che sia pubblica o privata, digitale o no — abbia autonomia reale, deve costruire i circuiti su cui farla girare attraverso infrastrutture nazionali radicate, capaci di interoperare. Se pensiamo al futuro, rappresentato dalle stablecoin, non basta emettere una moneta”.
“Anche in questo caso conta l’infrastruttura. Una stablecoin in euro - ha aggiunto - non basta, sarebbe una copia di quelle americane. Conta chi emette, dove stanno le riserve, su quale architettura la stablecoin viaggia. L’architettura è il vero valore a lungo termine”.
21 maggio 2026
Minasi: 45mila domande di lavoro per ponte Stretto
“Le parole del vicepremier e ministro Matteo Salvini al Festival dell’economia di Trento fotografano una realtà sotto gli occhi di tutti: il Ponte sullo Stretto non è più un sogno nel cassetto, ma una certezza che sta già mobilitando le migliori energie del Paese e del mondo. Le oltre 45mila domande di disponibilità al lavoro arrivate in pochissimi giorni sono la dimostrazione lampante della fame di futuro, di sviluppo e di occupazione che il nostro territorio esprime. E che siamo sulla strada giusta”.
Lo dichiara in una nota la senatrice reggina della Lega, Tilde Minasi.
Foto simbolica - IPP/Marco Mattei Roma 28/04/2026 Camera dei deputati commissione bilancio audizione di Giancarlo Giorgetti sul DEF 20026 Italy Photo Press - World Copyright 16878
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21 maggio 2026
Giuli: vendita libri aumentata del 3%
“Su palazzo Labia ho fatto un sopralluogo poche ore fa. Ho manifestato come ministero della cultura, la totale disponibilità del Mic affinché un palazzo di tale rilevanza storica, possa restare nella disponibilità del pubblico”. Lo ha detto il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, parlando al Festival dell’Economia a Trento, in riferimento alla sede della Rai Veneto.
Il ministro della Cultura
Alessandro Giuli

Lo Stato, e ovviamente il ministero della Cultura, non ha mai smesso di fare acquisizioni, anche per sfatare l’idea che si impegnino risorse che potrebbero essere altrimenti destinate. Ci sono delle risorse che vengono appostate strategicamente per fare delle acquisizioni”. Lo ha detto il ministro della Cultura, Alessandro Giuli durante il convegno “Opere d’arte e mercato” parlando delle ultime importanti acquisizioni di opere straordinarie come Caravaggio e Antonello da Messina.
“La vendita dei libri è aumentata del 3 per cento. Un’inversione di tendenza che nasce da un investimento di 60 milioni di euro. Un’operazione che è nata non solo per riattivare la filiera editoriale ma anche per fare diventare le biblioteche dei luoghi di socialità anche condivisa. Bisogna mappare dal basso il fabbisogno culturale dei soggetti meno tutelati dalla cosa pubblica per innescare, tramite un robusto contributo economico, una leva di dinamizzazione e di rinascita” ha detto Giuli.
“Credo che sia veramente un risultato storico e non sono io soltanto a sostenerlo, ma il mercato stesso che sta dando delle grandi risposte. Parliamo di fatturato in aumento del 20% nel comparto della compravendita delle opere d’arte, dove noi partivamo con uno svantaggio che potrebbe perfino essere definito dumping, se pensiamo alla differenza tra il 22% di tasse che c’era prima e il 5% della Francia, il 7% della Germania” ha detto Giuli.
“Ora, perdonate se sembra un po’ vanitoso, ma trovate storicamente un governo, un ministero, fate voi, che abbassa una tassa dal 22% al 5%. Io non me la ricordo questa cosa. Dal 22 al 5 è altro che flat tax, è una cosa notevolissima, ma perché l’abbiamo fatto? Abbiamo fatto perché il settore rischiava il collasso”, ha aggiunto Giuli.
«Siamo partiti tre anni fa con il proposito di aumentare in percentuale il debito pubblico collocato presso le famiglie italiane, come era all’epoca del cosiddetto BoT people. La percentuale sta salendo. Il Btp che a giugno proponiamo ai risparmiatori è quello volto a proteggere dai rischi di tensioni inflazionistiche». Così Giorgetti parlando del prossimo Btp Italia Sì. Quindi, prosegue il titolare del Mef, si rivolge a «risparmiatori che vogliono sicurezza per quanto riguarda il rendimento rispetto ai possibili andamenti della dinamica inflazionistica. Non è una cosa nuova, chiaramente, è leggermente ritoccato rispetto ad alcune azioni Btp Italia del passato» però «credo che in questo momento ci sia una domanda per un prodotto di risparmio di questo tipo».
21 maggio 2026
La Lumia: con AI più responsabilità legali
«Con l’uso dell’intelligenza artificiale il concetto di responsabilità del professionista diventa sempre più importante». E’ quanto sostiene Antonino La Lumia, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Milano, intervenendo al panel “Lavoro nella tenaglia: Intelligenza artificiale, bassi salari, formazione da migliorare”, nell’ambito del Festival dell’Economia.
Chi risponde dell’errore di fronte a una decisione suggerita da un algoritmo «è sempre il professionista», il quale, «si rapporta con il cliente», aggiunge La Lumia, spiegando che «la competenza a monte è essenziale e chi ha un rapporto di fiducia con il cliente ha una responsabilità piena».
«Oggi due avvocati su tre utilizzano sistemi di intelligenza artificiale e sono convinti che avrà un impatto economico positivo sulla professione», dice La Lumia, sottolineando che «il mondo dell’avvocatura si sta formando tanto», su questo.
«La formazione deve essere centrale», anche perché il vero rischio è quello di una mutazione antropologica, quindi, ci deve essere sempre un presidio, altrimenti rischiamo di essere dominati dall’AI con il cervello che si atrofizzerà».
21 maggio 2026
Lombardi (Fii): finanza sia paziente
«In un contesto crescente di tensioni geopolitiche e con politiche commerciali sanzionatorie abbiamo bisogno di una finanza paziente che accompagni la trasformazione industriale e fornisca capitali pazienti per accelerare la produttività e i capitali che alimentino esportazioni e che aiutino la resilienza delle aziende e della filiere strategiche del Paese».
Lo ha affermato Domenico Lombardi, ad del Fondo Italiano d’Investimento (Fii), intervenendo a un convegno al Festival dell’Economia di Trento, aggiungendo che questo «è quello che fa un po’ proprio il Fondo italiano d’Investimento».
Secondo il top manager «servono delle riflessioni per mantenere viva la lezione di Bretton Woods, ossia dare importanza al nesso tra politica e politica economica e mettere al centro l’inclusività con la capacità di mantenere un dialogo tra tutti gli Stati».
21 maggio 2026
Tamburi (Alpitour): slitta l’Ipo
La quotazione in Borsa di Alpitour è rimandata a causa della situazione di incertezza del settore dovuta al contesto geopolitico e quindi non avverrà nel 2026, ma il gruppo vuole farsi trovare pronto per sfruttare l’eventuale rimbalzo della domanda.
Lo ha detto a Radiocor Giovanni Tamburi, azionista di riferimento del tour operator attraverso Tip (e il veicolo Asset Italia 1), a margine di un evento del Festival dell’Economia.
Nei mesi scorsi si era parlato del 2026-27 come possibile finestra per l’approdo a Piazza Affari.
“Abbiamo rimandato i tempi dell’Ipo, o di altre cose, perché con questa situazione il mercato del turismo sta un po’ soffrendo: niente di serio ma dobbiamo prenderci del tempo” ha detto il finanziere.
Spostamento al 2027? “Vediamo, abbiamo fatto un consiglio ieri e tutti si aspettano che quando finirà la guerra ci sarà un grandissimo rimbalzo” ha aggiunto Tamburi sottolineando che la percezione attuale è che ci sia “grande voglia di viaggiare”:
“Abbiamo ancora gli alberghi pieni, alcuni al 90%, altri all’80% per cui c’è molta voglia di turismo.
Nel frattempo stiamo rinforzando i call center sperando che quando arriva domanda nuova si riparte”.
Alpitour ha chiuso l’ultimo esercizio a ottobre scorso con 2,3 miliardi di ricavi e un margine operativo lordo di 162,4 milioni.
21 maggio 2026
Scotti: a metà 2027 via a fase pilota dell’euro digitale
“L’euro digitale nasce perchè manca la parte digitale della banconote e potrà essere molto più inclusivo”.
Lo ha detto Chiara Scotti, vice direttrice generale della Banca d’Italia nel corso del Festival dell’Economia di Trento.
“Con i sistemi attuali - ha aggiunto - ci sono persone che si trovano ai margini dei pagamenti per diverse motivazioni.
L’euro digitale, invece, è studiato per arrivare a tutte le categorie di persone. I servizi di base sarebbero gratuiti per i cittadini e quindi in questo senso sarà più inclusivo rispetto ad altri metodi. Anche l’euro digitale avrà un marchio e sarà facilmente riconoscibile.
Con l’euro digitale ci sarà una modalità off line in modo che in caso di blackout si potranno continuare a fare i pagamenti che poi saranno contabilizzati quando si tornerà online”.
Scotti ha poi evidenziato che “i cripto asset sono forme di investimento ad alto rischio, molto diverso dall’euro digitale che invece una valuta lo è”.
“Nella seconda metà del prossimo anno partirà la fase pilota per il via all’euro digitale”.
Parlando dei lavori propedeutici, Scotti ha sottolineato che “c’è stata una call for interest da parte dei fornitori di servizi di pagamento che vogliono partecipare e una decisione verrà presa nelle prossime settimane. Poi, servirà qualcuno che faccia i pagamenti e quindi dei consumatori che partecipino. Il pilot non sarà aperto al pubblico in generale ma saranno i dipendenti delle banche centrali, in qualità di consumatori, che proveranno a fare pagamenti, ad esempio alla mensa aziendale o al caffè della banca”.
21 maggio 2026
Bentivogli: rifondare formazione su Ai
«L’intelligenza artificiale ha una grande forza, ma in realtà scompone il lavoro, ovvero, l’idea di lavoratore è messa in discussione dall’AI». E’ quanto sostiene Marco Bentivogli, coordinatore nazionale di Base Italia, intervenendo al panel “Lavoro nella tenaglia: Intelligenza artificiale, bassi salari, formazione da migliorare”, nell’ambito del Festival dell’Economia.
Partendo dalla constatazione che l’intelligenza artificiale porta rischi di «disuguaglianza», in quanto «crea un divario fra chi è coinvolto da protagonista nei processi di adozione dell’AI e chi ne è marginalizzato», Bentivogli, sottolinea che «tutto dipende da ciò che metteremo in campo: se costruiamo competenze, lavoro di qualità e strategie».
L’intelligenza artificiale, aggiunge l’ex sindacalista dei metalmeccanici della Fim Cisl, svolge «con grande facilità il lavoro meta cognitivo ma fa molta fatica con le componenti senso motorie».
Da inizio 2026 si parla infatti di “physical AI” che ha capacità di interagire con il mondo fisico.
In questo scenario, «abbiamo la necessità di rifondare la formazione in modo più personalizzato sulle persone», sottolinea Bentivogli, osservando che «abbiamo ancora un metodo fordista con metodi di apprendimento e programmi didattici uguali per tutti».
Inoltre, in Italia «siamo ancora a un livello molto basso» di adozione dell’AI, che invece «è una partita da giocare». «Restarne fuori ha un impatto sul lavoro, sulle persone e sulle imprese gigantesco, molto più grande che tentare di giocarlo».
21 maggio 2026
Malagò: ricadute positive da Olimpiadi
“C’è una larga parte di colleghi dei media che vuole interpretare questi numeri evidenziando il solo lato non necessariamente ovvio e positivo per la manifestazione. Investire sulla qualità durante i Giochi invernali è stata una precisa scelta condivisa, con la quale si voleva dare un messaggio del nostro Paese, un investimento per tutta l’Italia.
E le ricadute positive ci sono state”, così Giovanni Malagò, presidente della Fondazione Milano Cortina 2026, rispondendo a una domanda in merito al deficit di bilancio della Fondazione, nel corso del panel “Dalle medaglie olimpiche all’economia della vita” al Festival dell’Economia di Trento.
“Gli extracosti delle ultime Olimpiadi invernali li pagano gli azionisti e i soci fondatori. Nessuno lo ha mai messo in dubbio. C’è un cda e una Fondazione: i bilanci e il budget sono stati approvati, non mi sembra che ci siano controindicazioni. È ovvio, come in qualsiasi struttura societaria e fino a prova contraria è privata” ha detto Malagò.
21 maggio 2026
Giovanni Malagò: l’impatto di un’Olimpiade va oltre i costi

Le Olimpiadi hanno avuto ricadute positive a livello di immagine del Paese ed economiche, che produrranno però i loro effetti in termini di impatto sul territorio, incremento del Pil locale e del relativo gettito fiscale nel medio-lungo termine. Ma «c’è una larga parte di colleghi dei media che vuole interpretare questi numeri evidenziando il solo lato dei costi, non necessariamente ovvio e positivo per la manifestazione. Investire sulla qualità durante i Giochi invernali è stata una precisa scelta condivisa, con la quale si voleva dare un messaggio del nostro Paese, un investimento per tutta l’Italia. E, ripeto, le ricadute positive ci sono state».
Il presidente della Fondazione Milano Cortina 2026, Giovanni Malagò, ha voluto sottolineare le discrepanze temporali che rendono complessa la valutazione del bilancio olimpico, tra le spese immediate e ritorni economici più duraturi, provando a circoscrivere le polemiche della Fondazione.
21 maggio 2026
De Pedys (Simest), su mercati finanziari 50% volumi generato da algoritmi
“Si stima che più del 50% dei volumi sull’azionario sia generato da algoritmi. Dal lato di chi acquista siamo a circa il 40%. I sistemi quantitativi (per esempio Hft, execution algos, market making, modelli statistici, ora anche modelli guidati da intelligenza artificiale) aumentano il rischio sistemico perché riducono la capacità degli operatori tradizionali di prendere il lato opposto delle operazioni, che sono sostanzialmente trend-follower di breve e soggetti a continui reversal”.
Lo ha detto il presidente di Simest e professore universitario, Vittorio de Pedys, nel corso del Festival dell’Economia di Trento.
“È evidente - ha aggiunto - l’aumento della volatilità di breve, molto influenzata dalle news dalle ultime novità, con cui occorre convivere. Sul lungo termine, invece, la volatilità è solo un prezzo più alto da pagare per partecipare, ma non inficia la capacità, quando esiste, di valutare indipendentemente i trend e le opportunità. Preferisco usare metriche di lungo periodo a questo scopo. I risultati di tanti anni mi hanno finora dato ragione” ha aggiunto de Pedys.
Per quanto riguarda l’attuale assetto dei mercati finanziari, de Pedys ha sottolineato che “i mercati europei non sono uguali a quelli americani e la moltiplicazione delle trading venues, lungi dal migliorare la ricerca della best execution, ha provocato solo una perdita di liquidità ed una frammentazione degli scambi. Basti guardare il crollo dei volumi sui segmenti pmi di tutte le borse e il numero crescente e francamente preoccupante di delistings. Molto meglio la concentrazione degli scambi sul mercato ufficiale ed invece favorire la moltiplicazione degli investitor”.
21 maggio 2026
Del Conte: salario giusto positivo
L’introduzione del salario giusto è «una novità positiva» ed «è utile prenderne coscienza e lavorare affinché funzioni». E’ quanto sostiene Maurizio Del Conte, docente di diritto del lavoro all’Università Bocconi, intervenendo al panel “Lavoro nella tenaglia: Intelligenza artificiale, bassi salari, formazione da migliorare” del Festival dell’Economia, alla luce del nuovo decreto lavoro, ribattezzato “Primo maggio”, in cui, da un lato vengono confermati bonus già esistenti di sostegno all’occupazione e dall’altro si introducono misure come il “salario giusto”.
Secondo Del Conte, «la necessità di migliorare la contrattazione collettiva e di legare i salari a una buona contrattazione è un’esigenza che in questo paese si sente». In merito ai bonus, «da quanto sono stati introdotti, nel 2016, è passata un’epoca», aggiunge Del Conte.
Il mercato del lavoro oggi «ha bisogno di altro, ha bisogno di un salto di qualità più che di quantità».
21 maggio 2026
Cina potenza sistemica: interlocutore globale, non più solo antagonista

La Cina è ormai una potenza sistemica e il suo peso, nello scenario attuale, non può essere ignorato. Gli esempi non mancano: se Pechino accelera sull’auto elettrica, cambia l’industria europea, se restringe l’export delle terre rare, si trasforma la sicurezza economica mondiale, un suo intervento può cambiare la direzione di un conflitto. E, mentre il Paese programma con cura il percorso per il suo futuro, resta da capire se, per il mondo occidentale, rappresenti più un’opportunità o un fattore di rischio.
“ È difficile dire che la Cina rappresenta un’occasione. Ci sta penalizzando fortemente, ma molto per colpa nostra. Alla prova dei fatti, ha pochi punti di debolezza, per esempio i consumi che non partono, ma che sono compensati da un’esplosione dell’esportazione che cresce più del 20% all’anno”, ha detto Alberto Forchielli, partner fondatore di Mindful Capital Partners, intervenendo durante il panel “Il grande momento della Cina”, nell’ambito del Festival dell’Economia di Trento.
21 maggio 2026
Acea: piano industriale in continuità
“Ci appresteremo a fare un piano industriale che, chiaramente, non potrà che essere in continuità sul percorso già tracciato in questi tre anni”, dice l’ad di Acea, Fabrizio Palermo, in vista dell’aggiornamento del piano industriale che sarà sul tavolo del nuovo cda, che sarà nominato dalla prossima assemblea.
“Acea in questi ultimi tre anni è cresciuta tanto, dice dal festival dell’Economia di Trento.
Oggi Acea è un gruppo posizionato sul tema della sicurezza e resilienza delle infrastrutture, che si tratti di infrastrutture idriche, infrastrutture energetiche, infrastrutture ambientali. E questo è il percorso che sta seguendo da anni e che continuerà a seguire”.
In Italia ’’oggi esistono troppi operatori’’ nel settore dell’acqua e la loro ’’dimensione media è troppo piccola’’.
’’Deve avvenire un percorso di crescita dimensionale dei singoli operatori, bisogna arrivare a medie e grandi dimensioni, perché sono gli unici che possono garantire investimenti e management’’ necessari al settore.
Nel futuro sarà necessario un ’’percorso di aggregazione’’ che ’’sta avvenendo anche a livello globale’’ perché ’’per fare certi investimenti la dimensione è importante’’, ribadisce l’ad. Investimenti indispensabili per modernizzare le infrastrutture, che arrivano ad avere anche 90 anni. ’’Un lavoro fatto da chi ci ha preceduto, investendo somme importanti’’ ma poi ’’come spesso accade l’interesse è stato indirizzato verso altri temi e queste infrastrutture sono state molto trascurate’’.
Oggi l’infrastruttura sta andando verso ’’un normale decadimento’’ e, di conseguenza, ’’iniziamo a pagare il conto’’, sottolinea Palermo. ’’Paesi come l’Italia soffrono di una perdita molto consistente, che si aggira intorno al 46%’’.
Quindi ’’circa la metà dell’acqua che parte dalla sorgente non arriva a destinazione. C’è un problema di trasporto, i tubi vanno sostituiti, servono investimenti’’. Il tema delle infrastrutture è quindi ’’un fattore abilitante per lo sviluppo’’ del Paese.
’’Senza è difficile creare sviluppo per le aziende; quindi garantire la continuità è un fattore fondamentale di sviluppo e sicurezza. ’’Oggi quello che sta accadendo a livello mondiale porta a delle riflessioni’’.
21 maggio 2026
Crosetto: potere è controllo tecnologie
“Investire nella sicurezza, nella tecnologia, nella ricerca significa investire nel futuro, significa dare una possibilità di futuro, creare opportunità nei settori più avanzati dell’innovazione, dell’ingegneria, della cybersicurezza, dello spazio e dell’intelligenza artificiale.
Significa dare alle nuove generazioni la possibilità di costruire crescita, stabilità, sviluppo e per poter pensare che in Italia si può costruire un futuro, un futuro non di serie B o C, ma un futuro collegato con uno stipendio dignitoso, cosa che nei settori altamente tecnologici si può trovare”.
Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nel corso del suo intervento in un video messaggio inviato al Festival dell’economia di Trento. “Oggi - ha osservato Crosetto - il potere non si misura più soltanto con gli strumenti tradizionali della politica e dell’economia, si misura soprattutto nel controllo delle tecnologie, dei dati, dell’energia, delle infrastrutture digitali, dell’intelligenza artificiale, delle reti logistiche o delle materie prime strategiche.
Il mondo è cambiato, anzi cambia in continuazione, velocemente, e sarebbe un errore non prenderne atto.
Viviamo in una realtà sempre più interconnessa, nella quale una crisi internazionale o un conflitto a migliaia di chilometri possono produrre effetti immediati sulla vita di ogni persona, sulla nostra vita quotidiana, quella delle nostre famiglie”, ha concluso.
21 maggio 2026
Renzi: la Lega perde consensi
Salvini parla di elezioni “perché sa che ogni giorno che passa la Lega perde consenso. Una parte va verso Vannacci e una parte, paradossalmente, è talmente delusa che vota centrosinistra. Pensi un po’ come son messi. Quindi Salvini ha l’esigenza di andare a votare”.
Lo ha detto Matteo Renzi conversando con i cronisti durante il Festival dell’Economia a Trento.
Secondo il leader di Iv, “sarebbe giusto perché da quando la Meloni ha perso il referendum non ne azzecca più una. Sono d’accordo sulla proposta di Salvini. Il problema non è che non è d’accordo la Meloni, che è aggrappata alla poltrona. Quando Salvini è tornato verso Roma gli hanno fatto una sciacquata di capo”.
Per Renzi “il centrosinistra secondo tutte le condizioni per vincere, perché sarà un centrosinistra a quattro punte, come si dice in questi casi. Sarà decisivo prendere un po’ di voti dei delusi. Ora, paradossalmente, dovendola giocare sotto il profilo strettamente utilitaristico, al centrosinistra converrebbe lasciarle lì un altro po’.
Più aspettiamo, più sono cotti a puntino, però il problema non è quanto sono cotti loro, il problema è quanto è cotto il Paese, perché diminuiscono i salari reali, cresce il debito pubblico sul pil rispetto agli altri Paesi europei, abbiamo una pressione fiscale record 43.1%, ogni giorno che passa la Meloni va verso la zona retrocessione”, così Renzi.
“In realtà siamo in campagna per prendere i soldi del 2x1000. Ringraziamo la Meloni perché ci ha fatto pubblicità” ha detto Matteo Renzi.
“Lo abbiamo detto: Meloni più che fascista è sfascista”, ha aggiunto Renzi. “Da quando c’è Salvini al ministero dei trasporti trovare un treno in orario è più difficile che vincere una lotteria”. “A questo punto abbiamo mandato una mail per raddoppiare la campagna, perché funziona talmente bene. Grazie Giorgia”, ha concluso Renzi.
Renzi, a proposito della cartellonistica con citazione dei motti del Ventennio, ha spiegato che “si tratta di una battuta che abbiamo fatto per gioco. Abbiamo mandato una Pec per allungare la campagna. Sono curioso di vedere la risposta di Grandi Stazioni”.
“Sono a favore di una politica di sviluppo se c’è un disegno. Se devi buttar via i soldi in marchette no. La colpa di Hormutz non è della Meloni è vero. È colpa di Trump. E c’è Tajani che va con il cappellino Maga in mano alla Casa Bianca”.
Al salario minimo Renzi ha detto “sì, a condizioni che non costi un centesimo al contribuente. Il salario minimo era nella proposta di legge del Partito democratico del 2018. Dopodiché non è la svolta il salario minimo”.
“La volta scorsa la destra ha messo una regola. Ha detto che il partito che avrebbe preso più voti avrebbe espresso il premier. Oggi il centrosinistra può fare la stessa cosa. Elly Schlein ha tutti i titoli per rivendicare questo ruolo e per farlo bene”. Lo ha detto Matteo Renzi al Festival dell’Economia di Trento. “L’alternativa B sono le primarie. E quindi a quel punto ci sarà la candidatura della Schlein, la candidatura di Conte e la candidatura di casa riformista”. “Di Schlein apprezzo che quando deve fare una battaglia personale la fa”, ha aggiunto Renzi. “Quando io ero il più potente d’Italia, ha detto io non condivido il suo Jobs Act, me ne vado. Tanto di cappello”.
21 maggio 2026
D’Alema: politica cinese più forte della nostra
“La Cina è più forte di noi. Non ha spezzato il rapporto tra politica e cultura e mantiene l’idea che la politica deve continuare a guidare i processi sociali. O la democrazia diventa in grado di tornare a guidare i processi sociali, oppure i Paesi in cui la guida politica è stata difesa saranno più forti di noi”. Lo ha detto Massimo D’Alema intervenendo al panel ’La notte della Repubblica: vecchi e nuovi protagonisti’.
21 maggio 2026
Coesione e investimenti: la rotta Ue per arginare Cina e Stati Uniti
di Luca Orlando

Nessuna via di mezzo tra guerra e pace? No, Cicerone si sbagliava - spiega l’ambasciatore Michele Valensise, e ciò che accade tra Stati Uniti, Cina ed Europa lo dimostra plasticamente. Certo, ai tempi del grande oratore romano i rapporti tra Stati erano molto più semplici e netti, o bianco o nero. Mentre oggi il confronto tra le grandi potenze fatto anche di sfumature, a mezza via tra rivalità strategica e interdipendenza.
Mettere a confronto le tre aree, obiettivo del dibattito tra economisti al Festival dell’Economia di Trento, significa anzitutto prendere nota di un cambiamento epocale avvenuto per effetto della nuova ondata di protezionismo. «Se in passato, con la globalizzazione, era il mercato, cioè le imprese, a guidare le localizzazioni di impianti e tecnologie - argomenta Giovanni Tria - ora si agisce secondo principi geopolitici, interventi da parte degli Stati non diretti a beni collettivi, come l’ambiente, ma a tutela delle priorità nazionali».
21 maggio 2026
Lollobrigida: sbaglia Ue a imporre regole solo a imprese
“L’Europa sta facendo degli errori strategici, continuando a immaginarsi all’interno di una bolla, come fosse un’isola in cui non riuscendo a imporre regole nell’ambito del mercato mondiale, le impone solo ai suoi imprenditori.
Se si pongono troppe regole ai propri imprenditori su agrofarmaci, tecnologie e lavoro diminuisce la produzione e a parità di consumo si è costretti ad importare”. Lo ha detto Francesco Lollobrigica, ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare.
“Nel ColtivaItalia, in discussione al Parlamento, è previsto uno stanziamento da un miliardo per i nostri settori strategici come gli allevamenti (importiamo il 50% di capi dall’estero) e l’olivicoltura” ha ricordato Lollobrigida.
21 maggio 2026
Bisignani: Governo non guarda avanti
“Negli ultimi tre anni Palazzo Chigi è un fortino assediato, sempre piccolo, che non guarda avanti, non allarga lo spazio, ma si chiude sempre su se stesso”. Questo il giudizio del giornalista e scrittore Luigi Bisignani nel suo intervento al Festival dell’Economia rispondendo alle suggestioni del direttore de Il Giornale, Tommaso Cerno, sulla necessità di scelte strategiche che ad esempio valorizzino e modernizzino, con un piano nazionale, il patrimonio immobiliare italiano. Se presidente del Consiglio, in questo scampolo di legislatura, “aprisse un po’ le finestre di Palazzo Chigi, richiamasse le intelligenze più importanti del Paese, forse questo discorso si potrebbe fare”.
“Andreotti oggi direbbe che le tecnologie passano, ma gli uomini restano. Se fosse stato presidente del Consiglio avrebbe chiamato a Palazzo Chigi grandissimi professori dalle università di tutto il mondo per chiedere quali guasti l’intelligenza artificiale può provocare per la nostra democrazia e per l’azione di governo”. Dice Luigi Bisignani: “Quello che oggi non si fa è capire i danni che questa rivoluzione puo fare per il tessuto economico e sociale italiano”.
21 maggio 2026
Ponzellini: su Ai ruolo Europa sarà di regolamentare
Il ruolo dell’Europa con l’avanzare delle tecnologie AI sarà quello di “regolamentare queste cose”. Così l’ex banchiere Massimo Ponzellini. “Non possiamo essere quelli che inventano l’intelligenza artificiale ma dobbiamo seguire con attenzione il suo sviluppo: troveremo dei rami e delle nicchie in cui essere i migliori ma soprattutto potremo dettare quello che ora manca cioè il legal framework, i principi morali, i campi di giurisdizione amministrativa - ha detto Ponzellini - Bisognerà regolamentare queste cose: ecco dove vedo il ruolo dei mondi democratici”.
21 maggio 2026
Musumeci: Terremoto ai campi flegrei, stanziati 600 milioni
21 maggio 2026
Euro, Palenzona: «Salto nel buio costato caro, non c’era più classe dirigente»
“L’euro è stato un salto nel buio che ci è costato carissimo: avevamo l’ambizione di stare insieme agli altri ma non abbiamo avuto una classe politica idonea per garantisse un passaggio che non ammazzasse l’Italia, come poi è avvenuto”. Lo ha detto Fabrizio Palenzona, chairman di Prelios Group, al Festival dell’Economia. “Era venuta meno una classe dirigente preparata” ha proseguito con riferimento a Mani Pulite: “Nel ’93 non abbiamo eliminato la corruzione, abbiamo eliminato i partiti partendo dall’equivoco del finanziamento illecito dei partiti che tutti sapevamo che c’era e come funzionava. E’ stata una scusa non per colpire la corruzione ma per colpire i partiti e questo è stato un danno”.
21 maggio 2026
De Gennaro (GdF): evasione diffusa tra influencer e digital creator

L’evasione di influencer e digital creator «continua a essere ampia e diffusa» ma il contrasto va avanti in sinergia con l’agenzia delle Entrate con un piano di attività congiunta che «cerca di individuare la sproporzione tra redditi dichiarati e vari contenuti, le visualizzazioni, il numero di iscritti al canale: spesso c’è una forte sproporzione». È uno degli aspetti citati da Andrea De Gennaro, comandante generale della Guardia di Finanza, durante il suo intervento nel panel «Economia sommersa, l’altra faccia dell’Italia» in occasione del Festival dell’Economia di Trento, organizzato dal Sole 24 Ore e da Trentino Marketing.
21 maggio 2026
Protezione civile, Musumeci: «800 Comuni italiani non hanno un piano»
“Circa 800 Comuni non hanno un piano comunale di protezione civile che sarebbe la prima cosa da mettere sul tavolo e da aprire quando c’è una calamità“. Lo ha detto il ministro della Protezione Civile, Nello Musumeci, al Festival dell’Economia. ”Abbiamo previsto un contributo a livello nazionale che daremo attraverso le Regioni”, ha aggiunto.
Il ministro è intervenuto anche su Niscemi. «C’è l’impegno del governo a lavorare per il piano che è stato proposto dal capo dipartimento della Protezione civile. Ho proposto, e il Consiglio dei ministri ha accettato, di mettere a disposizione 150 milioni di euro. È chiaro che, parallelamente all’azione del governo, c’è quella della magistratura, e quindi io evito di fare considerazioni, perché ho grande rispetto per il ruolo dei magistrati. Bisogna capire perché per 30 anni chi sapeva non ha agito. Questa è la grande domanda alla quale la magistratura dovrà dare una risposta».
Interessante anche il passaggio sull’economia del mare e il fabbisogno di lavoro. “Con la crescita dell’economia del mare c’è bisogno di 180mila unità lavorative per sostituire chi va in pensione e affrontare le nuove attività ma di queste 180mila non c’è traccia. Nei prossimi anni il mare può dare occupazione a 180mila giovani diplomati e laureati”, ha detto Musumeci.
21 maggio 2026
De Gennaro: «Su piattaforme nuove forme di sommerso»
21 maggio 2026
Savona: «Mio successore alla Consob? Importante che sia bravo»
I rischi dalla mancata elezione di un presidente Consob? «Nel breve periodo nessuno, perché le persone, che ci sono, sono in grado di portare avanti un programma che io avevo lasciato e che loro condividevano. Quindi, alla fine della storia, il giudizio non può che non essere politico e non sono io a doverlo dare».
Paolo Savona, ex ministro e presidente della Commissione che vigila sui mercati, nel corso di un colloquio con Radiocor, a margine del Festival dell’economia di Trento, tira le fila di questa esperienza. L’economista, il cui mandato alla guida della Consob è terminato a inizio marzo, non si sbilancia sul suo successore: «Chi sceglierei? Non è il mio compito», spiegando invece che «l’importante è che sia bravo». A domanda se il lavoro alla Commissione in qualche modo gli manchi, non sembra avere dubbi: «No, sono stati sette anni faticosi, l’età non me li consente e io sono tornato a lavorare di cervello, in modo indipendente».
Il dibattito sul futuro numero uno della Commissione, lascia intendere, va però inteso in senso più largo: «Il futuro della Consob è nell’Esma, che è la Consob europea», così come è già stato per «la Banca d’Italia nella Bce». Ma, in conclusione, è preferibile un tecnico o politico? «Il dibattito non mi appassiona» sorride Savona.
21 maggio 2026
Sommerso, De Gennaro: «Stima per oltre 200 miliardi, unire prevenzione e repressione»
L’economia sommersa in italia ha un valore di “oltre 200 miliardi; sono valori stimati, stiamo parlando di una parte di economia non conosciuta, i valori possono essere solo delle stime”. L’economia che sfugge al Fisco potrebbe quindi “rappresentare 9, 10, 11 punti di pil, ma il fenomeno è complesso”. Lo ha detto Andrea De Gennaro, comandante generale della Guardia di Finanza, in occasione del Festival dell’Economia di Trento, organizzato dal Sole 24 Ore con Trentino Marketing, al panel intitolato “Economia sommersa, l’altra faccia dell’Italia”.
“Più che di economia sommersa parliamo di inosservata, distinguiamo il sommerso di chi non paga le imposte dovute, è evasore totale e di chi è evasore totale ma perché la sua ricchezza e il reddito promanano da attività illegali. Sono due aspetti diversi dello stesso fenomeno. Il mix ideale in questo momento è quello di unire la prevenzione con la repressione. Non solo controlli, ma fare prevenzione può significare, ad esempio, una semplificazione degli adempimenti” con “minor oneri burocratici”. Nella parte di repressione occorre fare “controlli prevalentemente riuscendo a individuare anche e soprattutto delle nuove forme di illegalità. Un ricorso importante è quello alle tecnologie, con una grande condivisione con altri attori istituzionali. Da anni, infatti, c’è una forte condivisione di attività con altri attori istituzionali, in particolare le agenzie fiscali delle entrate”, ha aggiunto.
Nella lotta all’evasione e nei controlli sul lavoro irregolare c’è una “base dati cospicua e complessa” e la sua gestione “deve essere il più possibile affidabile a forme di intelligenza artificiale, strumenti che riescono ad elaborare molto rapidamente” e che danno risultati “gestibili sul campo”, ha aggiunto De Gennaro.
21 maggio 2026
Al Festival dell’Economia di Trento tra commercio e sociale
Il commercio internazionale con i dazi imposti dagli Stati Uniti, l’economia sociale e l’agricoltura. Sono questi alcuni dei temi che saranno affrontati nel corso della seconda giornata del Festival dell’Economia di Trento organizzato dal Gruppo 24 Ore e Trentino Marketing per conto della Provincia Autonoma di Trento. Folta la presenza dei rappresentanti del governo con i ministri Nello Musumeci, Alessandra Locatelli, Francesco Lollobrigida. In serata è atteso l’intervento del ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti. Al centro dell’attenzione l’intelligenza artificiale ed i data center, con l’analisi sul fronte delle fonti energetiche. Il tema dei giovani è sempre in primo piano. Sarà affrontato da Gabriele Fava presidente Inps e Corrado Passera. A Trento è atteso anche il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, che parlerà delle riforme fatte, quelle non fatte e quelle da fare. Ed infine la rivoluzione delle infrastrutture con Fabrizio Palermo amministratore delegato e direttore generale Acea.

