Il presidente degli Stati Uniti Donald J. Trump (a sinistra) saluta il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu (a destra) al suo arrivo per un incontro nell'Ala Ovest della Casa Bianca a Washington, DC, USA, il 7 aprile 2025. La conferenza stampa del presidente Trump e del primo ministro Netanyahu nella East Room è stata annullata.  EPA/SHAWN THEW EPA

10 maggio 2026

Guerra ultime notizie. Iran, Trump: «Ci hanno presi in giro per 47 anni, ora non rideranno più». Netanyahu: «Non è finita, c’è l’uranio da portare via»

L’Iran ha inviato una risposta alla proposta Usa: «Stop alla guerra e sicurezza marittima»

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10 maggio 2026

Trump: ci hanno presi in giro per 47 anni, ora non rideranno più

«L’Iran ha giocato con gli Stati Uniti e il resto del mondo per 47 anni (ritardare, ritardare, ritardare!), per poi finalmente ’fare il colpo grosso’ quando Barack Hussein Obama è diventato presidente», «per 47 anni gli iraniani ci hanno “tenuto sulle spine”, facendoci aspettare, uccidendo la nostra gente con le loro bombe lungo le strade, distruggendo le proteste e, recentemente, spazzando via 42mila manifestanti innocenti e disarmati, e ridendo del nostro Paese, che ora è di nuovo grande. Non rideranno più!». Lo scrive il presidente Usa, Donald Trump, in un lungo post sul suo social Truth.

10 maggio 2026

Iran, amb. in Cina: «Pechino può essere garante accordo con Usa»

La Cina può agire da garante di un eventuale accordo tra Iran e Stati Uniti, ha dichiarato via social Abdolreza Rahman Fazli, l’ambasciatore di Teheran a Pechino. «Qualsiasi potenziale accordo deve necessariamente essere accompagnato da garanzie delle grandi potenze ed essere sollevato anche in seno al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite», ha scritto, sottolineando che Cina e Russia «sono due potenze importanti e influenti, e data la posizione che la Cina detiene per l’Iran e altri paesi nella regione del Golfo Persico, Pechino può fungere da garante per qualsiasi accordo».

Non è la prima volta che i funzionari iraniani indicano la Cina come possibile garante in un accordo di pace, rileva la Cnn. A inizio aprile il ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar ha visitato la Cina prima dei colloqui tra Usa e Iran a Islamabad con il probabile intento di discutere il ruolo di Pechino come garante, stando a quanto dichiarato da fonti ufficiali pakistane all’emittente statunitense. Nello stesso mese il Ministero degli Affari Esteri cinese ha dichiarato alla Cnn che la Cina «sostiene gli sforzi di mediazione del Pakistan e di altri Paesi» ed è disposta a «mantenere comunicazione e coordinamento con tutte le parti per continuare a svolgere un ruolo costruttivo nel perseguire la pace».

10 maggio 2026

Libano: Idf annuncia nuovi attacchi su infrastrutture Hezbollah

Le Forze di difesa israeliane hanno annunciato di aver condotto nuovi attacchi nel sud del Libano, affermando in un comunicato di aver colpito delle infrastrutture appartenenti a Hezbollah. Gli attacchi arrivano all’indomani della morte di 22 persone, tra cui una bambina di 2 anni, per via delle operazioni israeliane, secondo l’Agenzia di stampa nazionale libanese. Hezbollah ha rivendicato di aver lanciato 22 attacchi contro le forze militari israeliane nella giornata di ieri.

Un uomo bacia il corpo della piccola Mariam Fahos, di sei mesi, uccisa il giorno prima in un attacco aereo israeliano nel villaggio di Saksakieh, durante un corteo funebre nella città portuale meridionale di Sidone, in Libano, domenica 10 maggio 2026. (Foto AP/Mohammed Zaatari)

10 maggio 2026

Amministrazione Trump valuta stop a imposta federale sulla benzina

Il segretario all’Energia americano, Chris Wright, ha detto che Washington è disponibile a sospendere l’imposta federale sulla benzina fino a quando i prezzi resteranno alti. «L’amministrazione Trump sostiene tutte le misure che possano essere adottate per abbassare i prezzi e ridurre i costi per i cittadini americani» ,ha affermato Wright, parlando oggi al programma di Nbc “Meet the Press”. in risposta a una domanda sull’ipotesi di stop provvisorio all’imposta. «Siamo costantemente alla ricerca di nuove idee», ha aggiunto. Nel prezzo esposto ai distributori di carburante è inclusa un’imposta federale pari a 18,4 centesimi al gallone per la benzina e a 24,4 centesimi al gallone per il gasolio. Anche i singoli Stati applicano imposte sui carburanti. Il prezzo medio di un gallone di benzina ordinaria è aumentato nel corso del conflitto con l’Iran da 2,80 dollari del pre-guerra all’Iran afli attuali 4,52 dollari, secondo i dati riferiti a oggi della American Automobile Assiciation (Aaa).

10 maggio 2026

Iran, senatore dem Kelly: «Stato scorte munizioni Usa scioccante»

Mark Kelly, senatore democratico dell’Arizona, ha definito «scioccante» lo stato delle scorte di munizioni nel contesto della guerra tra Usa e l’Iran, citando briefing del Pentagono che dettagliavano i livelli di munizioni specifiche, stando a quanto riporta Cbs. «Penso sia giusto dire che è scioccante quanto profondamente abbiamo attinto da questi depositi, perché questo presidente ha trascinato il nostro Paese» nel conflitto armato «senza un obiettivo strategico, senza un piano, senza una tempistica», ha detto Kelly nel corso di un’intervista al programma “Face the Nation” dell’emittente statunitense.

«Per questo motivo, abbiamo utilizzato molte munizioni, e ciò significa che il popolo americano è meno al sicuro», ha aggiunto, sottolineando che le riserve sono esaurite «che si tratti di un conflitto nel Pacifico occidentale con la Cina o altrove nel mondo» e che ci vorranno «anni» per ricostituire le scorte.

10 maggio 2026

Usa-Iran, se i due belligeranti dichiarano vittoria

 Walid Forhad - stock.adobe.com

Solitamente le guerre finiscono in due modi: con un vincitore e uno sconfitto, o senza vincitori. È quando i due nemici, incapaci di prevalere, raggiungono un compromesso fra le ambizioni iniziali e il realismo. Il conflitto fra Usa e Iran è un’eccezione, una via di mezzo fra le due opzioni naturali: entrambi si dichiarano vincitori. Per più di un mese hanno vissuto un traballante cessate il fuoco, senza un equilibrio fra guerra e pace. Sia agli americani che agli iraniani è chiaro il costo economico della guerra e della successiva incertezza. Solo per il Pentagono, il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha riconosciuto una spesa da 25 miliardi di dollari. Ma secondo la Federal Reserve ci saranno altri 200 miliardi in costi economici presenti e futuri.

Le casse iraniane sono vuote e un mese di bombardamenti ha distrutto le infrastrutture più importanti. Il costo della guerra per il resto del mondo è sintetizzabile in una cifra: oltre 10 milioni di barili di greggio al giorno per 50 giorni, mai arrivati al mercato globale.

10 maggio 2026

Iran, Pezeshkian: «Negoziato non significa ritirata»

«Non ci inchineremo mai di fronte al nemico, e se si parla di dialogo o negoziato, ciò non significa resa o ritirata». Lo dichiara via social il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, con riferimento ai dialoghi in corso con gli Stati Uniti. «Piuttosto, l’obiettivo è difendere i diritti della nazione iraniana e proteggere gli interessi nazionali con ferma determinazione», aggiunge.

10 maggio 2026

Macron: mai preso in considerazione dispiegamento navi a Hormuz

Il presidente francese Emmanuel Macron ha affermato che il suo Paese non ha «mai preso in considerazione» un «dispiegamento» di forze navali nello Stretto di Hormuz, bensì una missione di sicurezza «in concerto con l’Iran».

Durante una conferenza stampa a Nairobi, Macron ha ribadito di rimanere fermo su «questa posizione», in risposta all’avvertimento lanciato domenica dall’Iran di una «risposta decisa e immediata» in caso di dispiegamento di navi francesi e britanniche nello Stretto di Hormuz.

Il presidente francese Emmanuel Macron tiene una conferenza stampa congiunta al termine dei colloqui con il presidente del Kenya William Ruto, incentrati sul rafforzamento dei legami bilaterali e sull'allineamento delle priorità in materia di commercio, investimenti e cooperazione regionale, in vista del vertice "Africa Forward" del 2026, presso la State House di Nairobi, in Kenya, il 10 maggio 2026. REUTERS/Monicah Mwangi

10 maggio 2026

Iran, la crisi del petrolio apre una profonda crisi in Bangladesh

Tariqul Islam ha perso tutti i suoi risparmi circa un anno e mezzo fa, a seguito di alcune difficoltà nella sua attività di abbigliamento, e per sbarcare il lunario ha iniziato a lavorare come tassista in moto. Fino a poco tempo fa, trascorreva ore in coda ai distributori di benzina, mentre le interruzioni delle forniture legate alla guerra in Iran si ripercuotevano anche sul Bangladesh.

Le difficoltà economiche della famiglia Islam riflettono una crisi più ampia in Bangladesh, paese fortemente dipendente dalle importazioni di carburante, dove la carenza di energia ha sconvolto la vita quotidiana, rallentato la produzione industriale e sollevato preoccupazioni sulla crescita economica, poiché le tensioni globali fanno aumentare i costi e mettono a dura prova le forniture.

10 maggio 2026

Pakistan conferma, ricevuta risposta Teheran a Usa

Il Pakistan ha confermato di avere ricevuto la risposta da parte dell’Iran alla proposta Usa. Il Pakistan ha ospitato il mese scorso dei colloqui fra Usa e Iran e ora continua a fare da mediatore. In una rara dichiarazione pubblica, il capo dell’esercito pakistano, il feldmaresciallo Asim Munir, ha affermato che Islamabad rimane impegnata a contribuire alla risoluzione del conflitto. Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha avuto un colloquio telefonico con il suo omologo del Qatar.

10 maggio 2026

La guerra per immagini

Guerra in Iran e Medio Oriente, 10 maggio.

Guerra in Iran e Medio Oriente, 10 maggio

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10 maggio 2026

Iran avverte Francia e Uk: risposta immediata se inviano navi a Hormuz

L’Iran fa sapere che reagirà con una «risposta immediata» al dispiegamento di navi francesi e britanniche nello Stretto di Hormuz. Il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha annunciato una «risposta decisa e immediata» da parte delle forze armate qualora Francia e Gran Bretagna dovessero dispiegare navi nello Stretto di Hormuz, in seguito all’annuncio di Parigi e Londra del dispiegamento di navi da guerra nella regione.

«Ricordiamo loro che, in tempo di guerra come in tempo di pace, solo la Repubblica Islamica dell’Iran può garantire la sicurezza in questo stretto e che non permetterà a nessun Paese di interferire in questa questione», ha dichiarato Gharibabadi.

10 maggio 2026

Teheran cerca di porre fine a guerra anche in Libano

A proposito della risposta inviata da Teheran all’ultima proposta Usa, attraverso il Pakistan, la tv di Stato iraniana riferisce che l’Iran cerca di porre fine alla guerra su tutti i fronti, compreso il Libano, e di garantire la sicurezza della navigazione. Teheran inoltre, secondo quanto sottolineano i media di Stato iraniani, desidera che i negoziati si concentrino sulla conclusione definitiva del conflitto. L’ultima proposta di Washington riguardava un accordo per porre fine alla guerra, riaprire lo Stretto di Hormuz e ridimensionare il programma nucleare iraniano, una questione che Teheran preferirebbe discutere in un secondo momento.

10 maggio 2026

Trump: «Sorvegliamo scorte uranio, prima o poi le otterremo»

Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti stanno sorvegliando le scorte iraniane di uranio arricchito rimanenti e che le avrebbero «ottenute a un certo punto», in un’intervista con la giornalista indipendente Sharyl Attkisson registrata settimana scorsa e rilasciata oggi. Nel corso dell’intervista, Trump ha minimizzato l’idea che il Paese detenga ancora una quantità significativa di uranio arricchito vicino a livelli utili per scopi bellici, che secondo gli ispettori internazionali probabilmente è sepolto nei siti nucleari presi di mira la scorsa estate. Questo nonostante il presidente abbia sostenuto che la guerra fosse volta a garantire che Teheran non potesse mai possedere un’arma nucleare, e abbia ripetutamente parlato di come gli Usa abbiano bombardato i siti nucleari iraniani la scorsa estate, come sottolinea il New York Times. Ad aprile Trump aveva affermato di «non preoccuparsi realmente» dell’uranio arricchito perché era così in profondità. Nell’intervista rilasciata oggi ha ribadito che gli Usa stavano monitorando un sito e avvertito che «se qualcuno si avvicinasse al luogo, lo sapremmo, e lo faremmo saltare in aria».

10 maggio 2026

Centcom: respinte 61 navi per garantire il blocco navale all’Iran

Oltre 20 navi da guerra americane stanno attuando il blocco navale contro l’Iran. È quanto riporta il Centcom, il Comandato militare americano che copre il Medio Oriente, precisando che attività di vigilanza hanno permesso di «reindirizzare 61 navi commerciali» e di «immobilizzarne 4 per garantire il rispetto» del blocco. Il post su X, inoltre, include una foto in cui sono riprese nel mar Arabico la Uss John Finn (DDG 113) che naviga in coda alla Uss Milius (DDG 69), alla Usns Carl Brashear (T-AKE-7) e alla portaerei a propulsione nucleare Uss George H.W. Bush (CVN 77).

10 maggio 2026

Netanyahu: «Guerra all’Iran non è finita, c’è l’uranio da portare via»

Le scorte di uranio arricchito in possesso dell’Iran devono essere «rimosse» prima della conclusione della guerra di Usa e Israele contro Teheran. Lo ha detto il premier israeliano Benyamin Netanyahu in un’intervista alla Cbs. La guerra «non è finita, perché c’è ancora materiale nucleare, l’uranio arricchito, che deve essere portato fuori dall’Iran. Ci sono ancora siti di arricchimento che devono essere smantellati», ha aggiunto Netanyahu in un estratto di intervista del programma “60 Minutes”. «Si interviene e lo si porta via», ha rincarato il leader israeliano, rispondendo alla domanda su come l’uranio potesse essere rimosso.

10 maggio 2026

Trump: «Basterebbero due settimane per colpire tutti obiettivi»

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato in un’intervista andata in onda oggi che ci vorrebbero solo due settimane per colpire «ogni singolo obiettivo» in Iran, aggiungendo che la repubblica islamica è «militarmente sconfitta». Nel corso della conversazione con la giornalista indipendente Sharyl Attkisson, registrata la scorsa settimana, ha anche definito la Nato una «tigre di carta» e ha accusato gli alleati di Washington di non aver fornito assistenza nella campagna contro Teheran. «Sono militarmente sconfitti. Nella loro mente, forse non lo sanno. Ma penso che lo sappiano», ha detto Trump nell’intervista, prima di aggiungere: «Questo non significa che abbiano finito». Ha suggerito che l’esercito americano potrebbe «intervenire per altre due settimane e colpire ogni singolo obiettivo. Abbiamo certi obiettivi che volevamo, e ne abbiamo colpiti probabilmente il 70%, ma abbiamo altri obiettivi che potremmo potenzialmente colpire». «Ma anche se non lo facessimo, sai, sarebbero solo gli ultimi ritocchi», ha aggiunto.

10 maggio 2026

Seul: «Nave colpita da velivoli non identificati»

La nave cargo sudcoreana colpita lunedì nello Stretto di Hormuz è stata presa di mira da velivoli non identificati. Lo ha dichiarato oggi il Ministero degli Esteri di Seul, a pochi giorni dall’arrivo a Dubai della Hmn Namu, danneggiata da un incendio. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva affermato che l’Iran aveva “sparato alcuni colpi” contro il vascello battente bandiera panamense ed esortato la Corea del Sud a unirsi alle operazioni Usa per ripristinare la navigazione attraverso la via d’acqua. “... due velivoli non identificati hanno colpito la lamiera esterna del serbatoio di zavorra sul lato sinistro a poppa della Hmn Namu a intervalli di circa un minuto, provocando fiamme e fumo”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Park Il in un briefing con la stampa sull’attacco di lunedì. Non ha specificato di che tipo di velivoli si trattasse, affermando che “sono stati catturati dalle riprese delle telecamere a circuito chiuso, ma vi sono limitazioni nell’identificare il tipo esatto, l’origine del lancio e le dimensioni fisiche degli oggetti”. Teheran ha negato ogni responsabilità per l’attacco, con la sua ambasciata a Seul che ha pubblicato sul proprio sito web una dichiarazione in cui “respinge fermamente e nega categoricamente qualsiasi accusa riguardo al coinvolgimento” delle proprie forze. L’ambasciatore iraniano in Corea del Sud è stato convocato al ministero degli Esteri per illustrare la posizione di Teheran riguardo alle conclusioni, ha dichiarato Park, evitando di speculare su come il governo di Seul potrebbe rispondere qualora l’Iran fosse ritenuto responsabile dell’attacco.

10 maggio 2026

Media Iran: Teheran ha inviato la risposta alla proposta Usa via Pakistan

La Repubblica Islamica dell’Iran ha inviato oggi al mediatore pachistano la sua risposta all’ultima proposta statunitense per porre fine alla guerra. Lo riporta l’agenzia Irna. L’obiettivo principale della risposta iraniana al quadro proposto dagli Stati Uniti è la «cessazione immediata della guerra» e il «ripristino della sicurezza marittima» nel Golfo Persico e nello strategico Stretto di Hormuz. Secondo l’attuale roadmap proposta, i negoziati in questa fase rimangono strettamente dedicati ai meccanismi per porre fine alle ostilità e risolvere la crisi regionale. La consegna di questo documento è considerata uno sviluppo cruciale negli sforzi diplomatici in corso per stabilizzare le acque della regione e porre fine all’attuale conflitto militare.

10 maggio 2026

Iran, da Mojtaba Khamenei «nuove direttive» ai militari

La Guida Suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, ha indicato durante l’incontro con Ali Abdollahi, a capo del comando militare iraniano Khatam al-Anbiya, “nuove misure e direttive” per far fronte ai “nemici”. Lo riferisce l’agenzia iraniana Fars dopo le notizie dell’incontro che ci sarebbe stato tra i due. Non è stata precisata una data. Abdollahi ha assicurato, stando alla Fars, che le forze iraniane, Pasdaran e Basij compresi, sono pronte per “contrastare azioni ostili dei nemici”, di Usa e Israele, e ha affermato che “in caso di errore strategico” l’Iran risponderà con “rapidità, intensità e potenza”.

10 maggio 2026

Khamenei incontra comandante esercito iraniano

La Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, ha incontrato uno dei massimi responsabili dell’esercito, generale Abdollahi: lo ha reso noto la televisione di Stato iraniana.

10 maggio 2026

Telefonata tra premier Qatar e Pakistan: focus su mediazione

Colloquio telefonico tra il premier e ministro degli Esteri del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al-Thani, e il premier pakistano, Shehbaz Sharif. Al-Thani, fa sapere il ministero degli Esteri di Doha, ha confermato “pieno sostegno per gli sforzi di mediazione da parte del Pakistan volti a porre fine alla crisi con mezzi pacifici” e ha ribadito la “necessità tutte le parti rispondano a questi sforzi per creare le condizioni per progressi nei negoziati” e arrivare a un “accordo complessivo” e a una “pace sostenibile nella regione”. La notizia del colloquio arriva dopo quella dell’incontro di al-Thani con il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, e Steve Witkoff, inviato di Donald Trump. Al centro del colloquio, riferiscono da Doha, anche la cooperazione tra Qatar e Pakistan le “modalità per sostenerla e rafforzarla”. Su X Sharif precisa che il contatto è avvenuto su iniziativa di al-Thani ed è stato l’occasione per “ribadire il nostro impegno comune a sostegno di tutti gli sforzi volti a promuovere una pace duratura, stabilità e dialogo costruttivo nella regione”. “Ho trasmesso - aggiunge - la mia gratitudine all’emiro Sheikh Tamim bin Hamad Al-Thani per la saggia leadership e per il continuo sostegno del Qatar al lavoro del Pakistan per promuovere pace e stabilità nella regione tramite dialogo e diplomazia”.

10 maggio 2026

Media Teheran: «Esplosione in porto nel sud Iran, sono ordigni inesplosi della guerra»

Nella città portuale iraniana di Chabahar, nella provincia del Sistan-Baluchistan, si è udito il suono di una forte esplosione. Secondo l’agenzia Mehr, la detonazione sarebbe riconducibile a ordigni inesplosi della guerra tra Iran e Stati Uniti. Chabahar si trova sulla costa del Golfo dell’Oman.

10 maggio 2026

Pezeshkian: «Non ci piegheremo mai al nemico, negoziare non significa arrendersi»

“L’Iran non si piegherà mai al nemico”: lo ha dichiarato il presidente Masoud Pezeshkian, sottolineando che “se parliamo di avviare colloqui, non significa che ci arrendiamo o ci ritiriamo, ma piuttosto che puntiamo a realizzare i diritti dell’Iran e a difendere con forza gli interessi nazionali”. Secondo l’agenzia di stampa Irna, il presidente ha invitato il popolo all’unità di fronte alla “situazione e alle difficoltà attuali”.

10 maggio 2026

Nave con Gnl del Qatar attraversa Hormuz per prima volta da inizio guerra

Secondo i dati di tracciamento navale riportati dal sito MarineTraffic, la nave qatariana Al Kharaitiyat carica di gas naturale liquefatto (Gnl) ha attraversato lo Stretto di Hormuz diretta in Pakistan. È la prima nave cisterna di proprietà e gestita dal Qatar ad aver attraversato lo stretto dall’inizio del conflitto tra Iran e Stati Uniti il 28febbraio, secondo gli analisti del settore marittimo citati dalla Cnn. Alle 4 di domenica ora locale Al Kharaitiyat si trovava nel Golfo dell’Oman. La sua rotta mostra che ha attraversato lo Stretto di Hormuz utilizzando la rotta settentrionale approvata dall’Iran, vicino all’isola di Qeshm. La Al Kharaitiyat, che può trasportare oltre 200.000 metri cubi di gas liquefatto, ha preso il suo carico presso l’hub di esportazione di Ras Laffan in Qatar all’inizio del mese. Il Qatar fornisce normalmente quasi il 20% del Gnl mondiale, ma la sua produzione è stata interrotta e il suo impianto principale danneggiato durante il conflitto.

10 maggio 2026

Iran schiera sottomarini leggeri a Hormuz per intercettare navi nemiche

La Marina iraniana ha schierato sottomarini leggeri di produzione nazionale, noti come ’delfini del Golfo Persico’, nello Stretto di Hormuz per contrastare le navi nemiche. Lo ha dichiarato il comandante, il contrammiraglio Shahram Irani, citato dall’agenzia Tasnim, sottolineando che la flotta di sottomarini leggeri viene ampliata e posizionata sul fondale marino nelle acque dello Stretto di Hormuz in base alle minacce esistenti, alle capacità e alle esigenze operative. Irani ha aggiunto che i sottomarini sono in grado di rimanere sul fondale per lunghi periodi nelle acque strategiche dello Stretto di Hormuz, intercettare e distruggendo le navi nemiche.

10 maggio 2026

Iran, esercito: «Problemi a Hormuz per Paesi alleati Usa»

“D’ora in poi i Paesi che seguiranno gli Stati Uniti nell’attuazione di sanzioni contro la Repubblica islamica dell’Iran avranno certamente problemi per il transito nello Stretto di Hormuz”. E’ quanto ha affermato il generale di brigata Amir Akraminia, portavoce dell’Esercito iraniano, secondo dichiarazioni diffuse dai media iraniani e rilanciate dalla Cnn.

10 maggio 2026

La crescita della Cina, le domande Ue e le risposte inevase

 Adobe Stock

Il tasso di crescita del pil cinese nel primo trimestre del 2026 è stato del 5 per cento, anno su anno. Ciò sembra indicare che il rallentamento economico e le tendenze deflazionistiche che si erano manifestate nell’economia cinese nel corso dello scorso anno sembrano al momento superate. Il tema interessante è vedere quale componente della domanda aggregata ha sostenuto questa crescita. Sostanzialmente già dal 2022 la politica macroeconomica cinese si era posta il problema di come riequilibrare il sostegno alla domanda aggregata, troppo sbilanciata dal lato degli investimenti e delle esportazioni, e a partire dal 2024 aveva puntato in modo crescente, soprattutto nello scorso anno, al sostegno dei consumi con un’ampia gamma di strumenti. Tuttavia, la crescita di questo primo trimestre dell’anno sembra dovuta ad un balzo degli investimenti infrastrutturali dell’8,9 per cento in termini annui. Si torna, quindi, alla crescita sostenuta dagli investimenti infrastrutturali?

Sicuramente vi è ancora ampio spazio in Cina per investimenti infrastrutturali, si pensi solo a quelli necessari a sostenere la transizione energetica, e green più in generale. Ma quel che interessa qui considerare è come la politica macroeconomica di stabilizzazione per essere efficace debba agire in modo mirato su entrambe le componenti della domanda aggregata, i consumi e gli investimenti. Naturalmente agire sui consumi è più complesso poiché essi dipendono dalle libere scelte delle famiglie, le quali possono non reagire a stimoli sul reddito disponibile corrente, entrando in gioco le aspettative di reddito, la ricchezza ed elementi precauzionali e di incertezza che incidono sul livello di risparmio desiderato. Tant’è che la politica di supporto ai consumi in Cina sembra avere delle difficoltà come leva di sostegno alla domanda. Gli investimenti infrastrutturali possono, al contrario, essere maggiormente calibrati, cioè aumentati nelle fasi di stagnazione o di potenziale recessione e rallentati nelle fasi di surriscaldamento dell’economia. Inoltre, i moltiplicatori degli investimenti sono i più efficaci nel riavviare anche i consumi.

10 maggio 2026

Iran, Pezeshkian: «Usa attaccano economia, popolo li sconfigga»

“Dopo il fallimento nella guerra militare, il nemico sta cercando di trasferire la guerra sul terreno economico”. Lo ha sostenuto il presidente iraniano, Massoud Pezeshkian, durante una riunione di cui ha riferito la televisione del regime di Teheran. “Il popolo deve far fallire anche questo complotto, con la sua partecipazione e collaborazione”, ha aggiunto.

10 maggio 2026

Appello di Saif Abukeshek dopo liberazione: «Mobilitarsi per Palestina libera»

“Sono appena arrivato ad Atene. Restano indietro migliaia di prigionieri palestinese bambini, donne e uomini. Sono sicuro che il trattamento che ho subito non è paragonabile alle sofferenze che subiscono, le testimonianze che abbiamo delle loro torture, delle violenze ogni giorno”. E’ il video messaggio postato su X dall’attivista ispano-palestinese Saif Abukeshek, subito dopo la liberazione e l’arrivo in aeroporto ad Atene, prima di imbarcarsi su un volo verso la Spagna. “Dobbiamo continuare a mobilitarci, non possiamo dimenticare i prigionieri palestinesi”, è l’appello dell’attivista, nel ringraziare “tutti coloro che si sono mobilitati, il team legale Adalah, la mia famiglia, mia moglie e i bambini, i miei colleghi del movimento, le 180 persone coraggiose” membri della Global Flotilla. “Ho ascoltato la vostra voce”, durante la permanenza in carcere, “mi ha dato la forza, ma non abbiamo ancora finito il lavoro. Dobbiamo andare avanti, dobbiamo continuare a mobilitarci fino a che Palestina sarà libera”, è l’esortazione di Saif Abukeshek, nel ricordare “la gente in mare che sta facendo la sua parte”, in relazione alle altre imbarcazioni della spedizione umanitaria, che puntano a raggiungere Gaza. L’attivista fa appello a “sollevarsi in ogni angolo del mondo” “in terra e per mare per una Palestina libera”.

10 maggio 2026

Perché il mondo arabo guarda a Cina, Iran e Russia per un ordine regionale

Alcune persone passeggiano nella sede dell'evento con l'Al Wasl Dome, in vista del vertice delle Nazioni Unite sul clima COP28,  a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti. (AP Photo/Rafiq Maqbool)

Se persino nel 1945 gli Stati Uniti, all’apice della loro potenza, avevano bisogno di conquistare amici e influenzare persone per costruire l’ordine americano, secondo lo storico Harold James l’America di oggi dovrebbe certamente fare altrettanto.

Invece, Donald Trump ha trasformato gli Stati Uniti da “assicuratore” del mondo in “esattore del pizzo” - per dirla con le parole di Adam Posen, presidente del Peterson Institute - disperdendo così un patrimonio di alleanze costruito in decenni.

10 maggio 2026

Iran, nave mercantile colpita al largo del Qatar

L’agenzia britannica per la sicurezza marittima Ukmto ha comunicato di aver ricevuto una segnalazione di un incidente a 23 miglia nautiche a nord-est di Doha, in Qatar. Il comandante di una nave mercantile, si legge nella nota, “ha riferito che l’imbarcazione è stata colpita da un proiettile non identificato. Si è sviluppato un piccolo incendio, poi estinto, e non si registrano vittime. Non è stato segnalato alcun impatto ambientale”.

10 maggio 2026

Pasdaran, se navi attaccate colpiremo siti Usa

Il Comando della Marina del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Irgc) ha emesso un nuovo avvertimento contro qualsiasi atto di aggressione nei confronti delle petroliere iraniane e delle navi commerciali. È quanto riferisce l’agenzia Irna. Il Comando della Marina dell’Irgc, si legge, ha sottolineato in un messaggio che “qualsiasi aggressione contro le petroliere iraniane e le navi commerciali comporterà un pesante attacco contro uno dei centri americani nella regione e contro le navi nemiche”.

10 maggio 2026

Attivisti Flotilla, Israele: «Espulsi Abukeshek e Avila»

Il governo israeliano conferma l’espulsione di Saif Abukeshek e Thiago Ávila, attivisti che partecipavano all’iniziativa della Global Sumud Flotilla che era diretta verso la Striscia di Gaza ma che sono stati fermati a fine aprile in acque internazionali. “Al termine delle indagini, i due provocatori professionisti Saif Abukeshek e Thiago Ávila della flotilla della provocazione sono stati espulsi oggi da Israele”, comunica il ministero degli Esteri israeliano via X. Israele ribadisce che “non consentirà violazioni del legittimo blocco navale imposto a Gaza”.

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