L’intensità della Camargue da Saintes-Maries a Arles dove il Rodano abbraccia il Mediterraneo
Gusto tra terra e radici
Il gusto, in Camargue, è una questione di terra e di radici. Il rito inizia il sabato mattina tra i due chilometri di banchi del mercato di Arles, dove si scopre il vero polso del territorio: dalle telline di Beauduc ai formaggi delle Alpilles. È qui che si trova il celebre saucisson d’Arles della Maison Genin, prodotto secondo una ricetta segreta del 1655. Per chi vuole andare oltre la semplice degustazione, il 2026 offre esperienze dirette: si può partecipare ad un atelier di cucina con lo chef Quentin Lepilliet (del ristorante L’Oriel) per imparare i segreti della gardianne de taureau, stufato di carne di toro cotto lentamente e a lungo nel vino rosso che è il piatto tipico della gastronomia locale, o optare per una sosta gastronomica a La Chassagnette, dove lo chef stellato Armand Arnal trasforma i vegetali del proprio orto in piatti che sono pura avanguardia. Per un brunch più informale e bio, l’indirizzo giusto è Mazette!, primo ristorante locale a ottenere il marchio Écotable.

