L’intensità della Camargue da Saintes-Maries a Arles dove il Rodano abbraccia il Mediterraneo
Musei che guardano al futuro
Il rinnovamento della città tocca anche le sue istituzioni più prestigiose. Il Musée Départemental Arles Antique (Mdaa) - conosciuto anche dagli abitanti locali come il “Museo Blu” - invita i visitatori ad una nuova esperienza architettonica con la riapertura del suo tetto-terrazza: una struttura dalle linee ondulate che imitano le correnti del Rodano, offrendo un punto d’osservazione privilegiato sul Circo Romano e sui resti della città antica. Proprio qui, fino a ottobre 2026, si potrà assistere al ritorno della celebre Venere di Arles, eccezionalmente in prestito dal Louvre. Allo stesso modo, il Museo Réattu compie un passo decisivo verso l’inclusività con il progetto “Museo Parallelo”. Si tratta di un percorso multisensoriale progettato per rendere l’arte fruibile a tutti attraverso audiodescrizioni e riproduzioni tattili di sculture, come quelle di Christine Crozat, integrando la tecnologia degli smartphone per una visita guidata interattiva che permette di esplorare la collezione storica sotto una luce completamente nuova. Per chi cerca invece un pizzico di avventura tra le pietre millenarie, la necropoli degli Alyscamps, che in lingua provenzale significa Campi Elisi ed è una delle più celebri e affascinanti necropoli romane e paleocristiane al mondo, propone l’escape game “Ombres et Lumière”, un modo ludico e originale per risolvere enigmi tra i sarcofagi che incantarono Van Gogh e Gauguin.

