Operatori Unifil distribuiscono aiuti nel sud del Libano 7146

13 maggio 2026

Guerra ultime notizie. Libano, drone su base Unifil con italiani: danni a edifici ma nessun ferito

Donald Trump è tornato ad attaccare i media sulla guerra contro l’Iran

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13 maggio 2026

Israele: presentata legge per sciogliere Knesset e convocare elezioni

La coalizione di governo israeliana ha presentato oggi un disegno di legge per sciogliere la Knesset, aprendo la strada a elezioni anticipate. L’annuncio è stato dato oggi dal partito Likud del Primo Ministro Benjamin Netanyahu. “Le elezioni si terranno in una data stabilita dalla commissione della Knesset e non potranno svolgersi prima di 90 giorni dall’approvazione di questa legge”, si legge nel disegno di legge, che, secondo i media israeliani, potrebbe essere sottoposto al voto il 20 maggio. Le elezioni dovranno comunque tenersi entro cinque mesi dall’approvazione della legge, quindi entro la metà di ottobre.

13 maggio 2026

Herzog a Mattarella: «Preoccupazione per sentimento anti-israeliano crescente»

’’Ho avuto un’ottima e ampia conversazione questa sera con il Presidente Mattarella. Ci siamo scambiati opinioni sui recenti sviluppi regionali’’: lo scrive il presidente israeliano Isaac Herzog su X aggiungendo di avere espresso durante il colloquio ’’preoccupazione per l’estremo sentimento anti-israeliano - e a tratti antisemita - emerso in alcune frange dell’opinione pubblica italiana, come dimostrano le continue molestie al padiglione israeliano alla Biennale di Venezia, o le proteste contro l’esposizione delle bandiere delle Brigate Ebraiche a Milano’’. ’’Ho ringraziato il Presidente Mattarella e le autorità italiane per la loro posizione di principio nel condannare questi attacchi e per gli sforzi compiuti per prevenirli’’, ha scritto Herzog.

13 maggio 2026

Israele: governo si muove per scioglimento Knesset

Il capo della coalizione di governo ha depositato il disegno di legge per lo scioglimento della Knesset. Ancora deve essere calendarizzato il voto, che porterà alle elezioni anticipate rispetto alla data prevista del 27 ottobre. Lo riportano i media israeliani.

13 maggio 2026

Mattarella a Herzog: abbandonare lo stato di guerra permanente in Medio Oriente

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto questa sera una telefonata da parte del presidente di Israele, Isaac Herzog. Il colloquio viene definito da fonti del Quirinale “franco e aperto”. Il presidente Mattarella ha sottolineato, si è appreso, l’urgente necessità di abbandonare in Medio Oriente lo stato di guerra permanente.

Mattarella ha detto anche di trovare inaccettabili gli attacchi effettuati nei confronti delle truppe impegnate nel contingente Unifil. Il presidente Mattarella ha anche sottolineato, si è appreso, la necessità del rispetto del diritto della navigazione nelle acque internazionali. Mattarella ha ribadito l’impegno determinato della Repubblica italiana contro ogni atto di antisemitismo.

13 maggio 2026

Senato Usa: non passa con 49 sì e 50 no risoluzione per fermare guerra

Non passa, con 49 voti favorevoli e 50 contrari il settimo tentativo dei senatori democratici di fermare la guerra lanciata da Donald Trump contro l’Iran, invocando la War Power Resolution che prevede che il presidente chieda al Congresso l’autorizzazione per l’uso della forza. Si tratta della volta in cui i democratici sono arrivati più vicini all’approvazione della misura, grazie al voto di tre senatori repubblicani: Rand Paul, Susan Collins e Lisa Murkowski, la senatrice dell’Alaska che nelle altre occasioni aveva votato contro la misura dem. Mentre il democratico John Fetterman ha votato con i repubblicani. Il senatore democratico Tim Kaine ha riconosciuto che l’opposizione dei repubblicani alla guerra cresce “molto più lentamente di quanto desiderassi”, ma ha aggiunto che le difficoltà economiche alla fine muoveranno un numero sufficiente di repubblicani a sostegno della mozione per bloccare la guerra. “Noi sappiamo quello che i nostri colleghi stanno ascoltando dai loro elettori e iniziamo a sentire il dubbio che si insinua nelle loro parole - ha affermato Kaine - ci sarà un giorno, e credo che potrà essere presto, in cui il Senato dirà al presidente ’fermi la guerra’”.

13 maggio 2026

Teheran: «Diritto di rispondere dopo arresto in Kuwait di 4 iraniani»

Teheran “si riserva il diritto di rispondere” al Kuwait, dopo che l’emirato ha attaccato una nave iraniana, arrestando quattro cittadini iraniani. In un post su X, il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha scritto: “In un chiaro tentativo di seminare discordia, il Kuwait ha attaccato illegalmente un’imbarcazione iraniana e ha detenuto 4 nostri cittadini nel Golfo Persico. Questo atto illegale è avvenuto vicino a un’isola utilizzata dagli Stati Uniti per attaccare l’Iran. Chiediamo l’immediato rilascio dei nostri cittadini e ci riserviamo il diritto di rispondere”. Il ministero degli Interni kuwaitiano ha dichiarato in un comunicato pubblicato ieri dall’agenzia di stampa statale Kuna che quattro persone arrestate all’inizio di questo mese mentre tentavano di entrare nel paese via mare hanno confessato di appartenere alle Guardie Rivoluzionarie iraniane. I quattro uomini – due colonnelli della marina, un capitano e un tenente comandante – hanno ammesso di essere stati incaricati dai Pasdaran di “infiltrare” l’isola di Bubiyan. Accuse che il ministero degli Esteri iraniano ha definito “assolutamente infondate”, affermando che i quattro ufficiali erano entrati nelle acque kuwaitiane per errore “a causa di un’interruzione nel sistema di navigazione”.

13 maggio 2026

Il Senato Usa boccia nuovo tentativo dem di arginare i poteri di guerra di Trump

Il Senato Usa, a maggioranza repubblicana, ha respinto una risoluzione per limitare i poteri di guerra di Donald Trump, nella prima votazione sulla guerra contro l’Iran da quando è scaduto il termine di 60 giorni entro il quale il presidente deve chiedere l’autorizzazione formale al Congresso. Il provvedimento, presentato dal dem Jeff Merkley, è stato il settimo tentativo del partito d’opposizione di arginare i poteri di guerra di Trump dall’inizio del conflitto oltre due mesi fa. Il punto della disputa in questo caso è il cessate il fuoco: da una parte i dem sostengono che in base al War Powers Act, poiché Trump ha notificato al Congresso l’inizio delle operazioni militari contro l’Iran, il tempo per chiedere l’autorizzazione è scaduto il primo maggio. I repubblicani, invece, sostengono che il termine è stato sospeso con l’annuncio della tregua.

13 maggio 2026

Netanyahu ha incontrato bin Zayed negli Emirati durante la guerra con l’Iran

Nel pieno dell’Operazione ’Ruggito del Leone’ il primo ministro Benjamin Netanyahu ha visitato segretamente gli Emirati Arabi Uniti e ha incontrato il Presidente degli Emirati Arabi Uniti, lo Sceicco Mohammed bin Zayed. Questa visita ha portato a una svolta storica nelle relazioni tra Israele e gli Emirati Arabi Uniti.’’ Lo comunica l’ufficio del premier in una nota.

13 maggio 2026

Iran, Araghchi: Kuwait ha attaccato illegalmente nostra imbarcazione

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha accusato oggi il Kuwait di aver “attaccato illegalmente un’imbarcazione iraniana” e di aver arrestato quattro iraniani, dopo che ieri il Kuwait ha annunciato di aver arrestato quattro persone, accusate di essere membri dei Guardiani della rivoluzione, mentre cercavano di raggiungere via mare l’isola di Bubiyan.

“Nel chiaro tentativo di seminare discordia, il Kuwait ha attaccato illegalmente un’imbarcazione iraniana ed ha arrestato quattro dei nostri cittadini nel Golfo Persico. Questo atto illegale è avvenuto vicino a un’isola utilizzata dagli Stati Uniti per attaccare l’Iran - ha scritto su X il ministro - chiediamo l’immediato rilascio dei nostri cittadini e ci riserviamo il diritto di rispondere”.

13 maggio 2026

Libano, attacchi Israele colpiscono sette auto: 12 morti

Alcuni attacchi aerei israeliani hanno colpito sette veicoli in Libano, tre dei quali sull’autostrada principale appena a sud di Beirut, uccidendo 12 persone, tra cui una donna e i suoi due figli. Lo ha riferito dal ministero della Salute libanese. L’esercito israeliano ha dichiarato di aver colpito infrastrutture di Hezbollah in diverse zone del Libano meridionale, poche ore dopo aver ordinato l’evacuazione degli abitanti di sei villaggi del sud. Due degli attacchi con droni di oggi hanno colpito un’autostrada che collega Beirut alla città portuale meridionale di Sidone, mentre un terzo ha colpito la città di Saadiyat, vicino alla trafficata autostrada. Il ministero della Salute ha dichiarato che questi attacchi hanno causato la morte di otto persone in totale, tra cui una madre e alcuni bambini. Un quarto attacco ha avuto luogo nel primo pomeriggio vicino all’ingresso nord di Sidone, causando un morto e un ferito. Altri tre attacchi con droni contro automobili più all’interno del Libano meridionale hanno ucciso tre persone. Un fotografo dell’Associated Press ha visto i corpi di tre persone uccise in due degli attacchi vicino alle città costiere di Barja e Jiyeh.

13 maggio 2026

Libano, Unifil denuncia diverse esplosioni vicino postazioni Onu

La missione Onu in Libano (Unifil) ha espresso oggi preoccupazione “per le attività dei membri di Hezbollah e dei soldati israeliani nelle vicinanze delle postazioni delle Nazioni Unite”, rilanciando l’appello ad “astenersi da qualsiasi azione che possa mettere in pericolo i peacekeeper”.

In un comunicato, Unifil ha fatto sapere che lo scorso 11 maggio “tre droni, presumibilmente appartenenti a Hezbollah, sono esplosi in un’area dove avrebbero potuto essere presenti soldati delle Forze di Difesa Israeliane (Idf), a pochi metri dal quartier generale dell’Unifil a Naqoura” e che “un altro drone è esploso nella stessa area” il giorno dopo, seguito “da un altro drone, presumibilmente di Hezbollah, esploso all’interno del quartier generale dell’Unifil a Naqoura”.

“Nessuno è rimasto ferito, ma alcuni edifici sono stati danneggiati”, ha precisato Unifil.

Il 10 maggio “un drone si è schiantato in uno spazio aperto nel quartier generale dell’Unifil a Naqoura. Nessuno è rimasto ferito. La mattina successiva, una squadra di artificieri ha confermato che il drone non era armato”, ha proseguito la missione Onu, precisando che “è in corso un’indagine per determinarne l’origine, ma i risultati preliminari indicano che si tratta di un drone di fabbricazione iraniana, il che suggerisce che sia stato lanciato da Hezbollah”.

13 maggio 2026

Nato, Rutte: «Europa ha ricevuto messaggio Usa, al lavoro su iniziative»

“Il mio messaggio agli Stati Uniti è questo: gli europei hanno ricevuto il messaggio” e “ora stanno lavorando” su questo. Lo afferma il segretario generale della Nato Mark Rutte in conferenza stampa al B9 summit a Bucarest, in Romania.

“A volte nella Nato abbiamo le nostre discussioni, e da un paio di mesi sappiamo che c’è stata una certa delusione negli Stati Uniti per quanto riguarda la reazione di alcuni alleati riguardo all’Iran e alla guerra contro l’Iran da parte di Stati Uniti e Israele. Ma direi che chiaramente gli alleati hanno recepito il messaggio su due fronti. Prima di tutto sul rispetto degli impegni, stiamo vedendo in modo massiccio in Europa che i paesi stanno facendo ciò che avevano promesso” e per quanto riguarda lo Stretto di Hormuz e le iniziative come quella americana e quella franco-britannica sono “molto allineate tra loro, per garantire che per la prossima fase abbiamo tutto il necessario per effettuare lo sminamento e per assicurare che lo stretto rimanga aperto”. Rutte sottolinea poi che “oggi abbiamo saputo che gli italiani invieranno altre due navi dragamine non ancora nello Stretto di Hormuz”, ma nelle vicinanze “in modo che possano essere attive quando necessario”.

13 maggio 2026

Iran, esercito: «Controllo Hormuz genererà importanti entrate economiche»

Il controllo esercitato da Teheran sullo Stretto di Hormuz potrebbe generare “importanti” ritorni economici e rafforzare il ruolo internazionale dell’Iran. Lo ha dichiarato il portavoce dell’esercito iraniano, il generale di brigata Mohammad Akraminia, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Isna. “Il controllo dello Stretto di Hormuz da parte nostra genererà importanti entrate economiche per il Paese – che potrebbero perfino raddoppiare i ricavi petroliferi – e rafforzerà l’influenza dell’Iran sulla scena internazionale”, ha affermato Akraminia, sottolineando che la parte occidentale dello stretto è controllata dalle Forze navali dei Guardiani della Rivoluzione, mente la parte orientale è supervisionata dalla Marina iraniana. Il controllo da parte dell’Iran rimane uno dei principali punti di attrito nei negoziati per mettere fine al conflitto con gli Stati Uniti. Ieri, intanto, il presidente della commissione parlamentare per la Sicurezza nazionale e la Politica estera, Ebrahim Azizi, ha annunciato che il Parlamento ha finalizzato un piano per la gestione della via marittima. Secondo quanto riferito dalla televisione di Stato, Teheran intende “utilizzare questa posizione strategica come leva di potere attraverso una gestione strategica dello Stretto di Hormuz”.

13 maggio 2026

Drone su base Unifil con italiani, nessun ferito e danni a edifici

Ieri un drone, presumibilmente di Hezbollah, è esploso all’interno del quartier generale Unifil di Naqoura, dove si trova il contingente italiano. Non ci sono stati feriti, ma alcuni edifici hanno subito danni. Domenica scorsa si era verificato un episodio analogo, dove un altro drone è precipitato in uno spazio aperto all’interno della stessa base. All’esterno della base, a pochi metri, un altro drone è esploso ieri, così come lunedì scorso è capitato con altri tre velivoli dello stesso tipo. Lo riferisce Unifil esprimendo preoccupazione “per le attività di Hezbollah e dei soldati israeliani vicino alle posizioni Onu”.

13 maggio 2026

Libano, attacchi a sud di Beirut: 8 morti, tra cui 2 bambini

Otto persone, tra cui due bambini, sono rimaste uccise nei tre attacchi con droni messi a segno oggi dalle forze israeliane contro autovetture a sud di Beirut. Lo ha riferito il ministero della Sanità.

I droni hanno colpito le vetture nell’area attorno a Jiyeh, circa 20 chilometri a sud di Beirut.

13 maggio 2026

Libano, almeno 2.896 morti in attacchi israeliani dal 2 marzo

Almeno 2.896 persone sono state uccise negli attacchi messi a segno in Libano dalle forze israeliane dallo scorso 2 marzo. Lo ha riferito oggi il ministero della Sanità libanese, aggiungendo che i feriti sono almeno 8.824.

13 maggio 2026

Opec taglia stime crescita domanda mondiale per il 2026

L’Opec ha tagliato le sue previsioni sulla crescita della domanda mondiale di petrolio per il 2026, mentre ha alzato quelle per l’anno venturo. E’ quanto riferisce Reuters, dopo aver preso visione di una copia del rapporto mensile dell’organizzazione. L’Opec si è allineata alle stime di altri istituti, come l’Agenzia Internazionale dell’Energia, che hanno rivisto lo scenario in modo da tener conto delle conseguenze della guerra con l’Iran.

13 maggio 2026

Xi, Trump, Carney e la pace preventiva

13 maggio 2026

Flotilla: «Pronti a salpare domani per Gaza dalla Turchia»

La Global Sumud Flotilla è pronta a salpare domani con un convoglio di imbarcazioni diretto a Gaza dal porto di Marmaris, località della Turchia sud occidentale in provincia di Mugla e vicina all’isola greca di Rodi. Lo hanno annunciato gli attivisti durante una conferenza stampa a Marmaris. Il convoglio sarà formato in tutto da 54 imbarcazioni ha dichiarato Sumeyra Akdeniz Ordu, attivista turca del comitato della Flotilla, spiegando che oltre a una trentina di navi giunte dalla Grecia, il convoglio pronto a partire dispone di altre imbarcazioni che già si trovavano in Turchia.

13 maggio 2026

La battaglia dei Nassar: carte ottomane contro l’annessione di Israele

Roberto Bongiornidal nostro inviato Roberto Bongiorni

Daoud Nassar, 55 anni, sulla collina del Wadi Salem (Cisgiordania) che accoglie la fattoria di famiglia  (foto di Roberto Bongiorni)

BETLEMME - Un vecchio pezzo di carta. La vita di Daoud e Amal Nassar è legata a un documento di proprietà ingiallito e logoro, risalente alla Prima guerra mondiale. Se non fosse stato per questo atto di proprietà rilasciato dalle autorità ottomane, in seguito registrato dal nonno sotto il mandato britannico, e poi ancora da suo padre sotto il regno di Transgiordania, Daoud non sarebbe qui, su questa collina battuta dal vento a nord di Betlemme. Non ci sarebbero la sua famiglia e neppure gli ulivi gracili del suo giardino, che ricevono solo una tanica di acqua piovana a giorni alterni. Qui, nelle giornate più terse, lo sguardo arriva fino al Mediterraneo.

Per i palestinesi l’acqua è da sempre un bene prezioso. Tra i Nassar lo è ancora di più. Si raccoglie in cisterne e distribuisce ancora a mano. A poche decine di metri, i coloni ebrei arrivati un anno fa si rinfrescano dai primi caldi con docce generose.

13 maggio 2026

Israele aumenta attacchi a Gaza dopo stop offensiva Iran

Israele ha intensificato i suoi attacchi a Gaza nelle cinque settimane successive alla sospensione dei bombardamenti congiunti con gli Stati Uniti contro l’Iran, reindirizzandoli verso l’enclave palestinese devastata, dove l’esercito ritiene che i combattenti di Hamas stiano rafforzando la loro presa. Secondo il ministero della Salute di Gaza, 120 palestinesi, tra cui otto donne e 13 bambini, sono stati uccisi a Gaza dalla sospensione del conflitto con l’Iran l’8 aprile, il 20 per cento in più rispetto alle cinque settimane precedenti, quando Israele conduceva incursioni aeree sopra l’Iran.

L’osservatorio dei conflitti Acled, che monitora gli attacchi israeliani a Gaza, ha indicato nel suo rapporto mensile di aprile che Israele ha effettuato il 35 per cento di attacchi in più il mese scorso rispetto a marzo. L’intensificazione dei bombardamenti israeliani su Gaza è un ulteriore segnale dell’impasse del piano del presidente statunitense Donald Trump volto a porre fine alla guerra nella regione e ad avviare la ricostruzione.

13 maggio 2026

I raid segreti degli Emirati, come il Golfo rischia di esser trascinato in guerra

Gli Emirati Arabi Uniti avrebbero lanciato attacchi segreti di vasta portata contro l’Iran durante il conflitto con Stati Uniti e Israele e questo rischia di trascinare alcuni Stati del Golfo in una guerra diretta con Teheran. La notizia è stata data in esclusiva dal Wall Street Journal citando fonti ben informate, che hanno descritto gli Emirati come pronti a usare i loro aerei da combattimento di fabbricazione occidentale per proteggere il potere economico e la crescente influenza in tutto il Medio Oriente. Allo stesso tempo, però, fonti citate dal Guardian mettono in luce le divisioni all’interno degli stati del Golfo, in particolare tra Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, sulla questione se la rabbia araba per gli attacchi iraniani debba sfociare in rappresaglie militari o se ciò possa generare un livello di ostilità da parte dell’Iran tale da minacciare i delicati rapporti diplomatici tra gli stati del Golfo.

In ogni caso gli attacchi degli Emirati, non rivendicati, includono un bombardamento ad aprile di una raffineria sull’isola iraniana di Lavan, nel Golfo Persico, secondo quanto riferito da fonti a conoscenza dei fatti. Il Kuwait, invece, ha annunciato l’arresto di almeno quattro membri del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche che tentavano di compiere «attacchi terroristici» sull’isola di Bubiyan.

«È significativo che un Paese arabo del Golfo, in veste di parte belligerante, abbia colpito direttamente l’Iran», ha affermato Dina Esfandiary, analista del Medio Oriente e autrice di un libro sull’ascesa degli Emirati Arabi Uniti. «Teheran ora cercherà di acuire ulteriormente le tensioni tra gli Emirati Arabi Uniti e gli altri Paesi arabi del Golfo che stanno cercando di mediare per porre fine alla guerra», ha aggiunto.

Prima della guerra, i paesi del Golfo avevano dichiarato che non avrebbero permesso l’utilizzo del loro spazio aereo o delle loro basi per attacchi. Ma una volta iniziata la guerra, l’Iran ha lanciato attacchi missilistici e con droni contro centri abitati, infrastrutture energetiche e aeroporti del Golfo, nel tentativo di aumentare i costi economici e politici e rendere più difficile per gli Stati Uniti e Israele proseguire l’attacco. L’Iran ha concentrato gran parte del suo fuoco sugli Emirati Arabi Uniti, prendendo di mira il Paese con oltre 2.800 missili e droni, un numero di gran lunga superiore a quello di qualsiasi altro Paese, Israele compreso.

13 maggio 2026

Jorgensen (Ue): da inizio conflitto spesi 35 miliardi in più per energia

«Abbiamo speso 35 miliardi di euro in più per l’energia» e «abbiamo zero molecole in più di energia». Lo dice il commissario europeo all’Energia Dan Jorgensen in conferenza stampa al Consiglio informale energia a Cipro riferendosi all’inizio del conflitto in Iran.

13 maggio 2026

Oleodotti, camion, treni: così la guerra cambia (forse per sempre) la logistica nel Golfo

 Adobe Stock

Oleodotti, ma anche camion e in prospettiva treni. Dopo dieci settimane di guerra nel Golfo Persico – e di quasi totale paralisi dei transiti nello Stretto di Hormuz – la logistica si riorganizza su nuove rotte per recuperare almeno in parte il commercio internazionale di petrolio e altre merci.

Alcuni sono rimedi temporanei, dettati dall’urgenza di salvare il salvabile, che al momento è ben poco in confronto ai traffici di un tempo. Ma in parallelo emergono anche progetti di più ampio respiro (in qualche caso ideati nel passato e poi accantonati), che in futuro potrebbero cambiare in modo definitivo la geografia degli scambi in Medio Oriente.

13 maggio 2026

Nove scosse a Teheran riaccendono timori di grande terremoto

Una serie di nove piccole scosse di terremoto ha colpito la zona di Pardis, a est di Teheran, durante la notte, riaccendendo i timori che la capitale iraniana possa essere colpita da un disastro sismico. Lo scrive Reuters sul suo sito. La capitale iraniana si trova in prossimità di diverse faglie attive. I tremori, registrati in una sola notte nella provincia orientale di Teheran, sono stati avvertiti in un’area vicina alla faglia di Mosha, una delle più attive dell’Iran.

I media statali hanno riferito che una scossa ha raggiunto una magnitudo di 4,6, ma non ha causato vittime né danni materiali. L’agenzia di stampa semi-ufficiale Mehr ha citato il sismologo Mehdi Zare, il quale ha affermato che non è chiaro se i tremori siano un rilascio di energia sismica accumulata (che riduce il rischio di future scosse catasfrofiche) oppure segnali d’allarme di una maggiore attività futura lungo le faglie. Per Zare la vulnerabilità di Teheran è amplificata anche dalla densa urbanizzazione, dalla concentrazione della popolazione e dalla scarsa preparazione, oltre che dalle infrastrutture fragili e della congestione del traffico, fattori che complicherebbero la risposta in caso di emergenze. L’Iran è tra i Paesi più sismici al mondo e il ricordo del terremoto di Bam del 2003, che causò la morte di oltre 30.000 persone, è ancora vivo.

13 maggio 2026

Wsj: «Il capo del Mossad due volte negli Emirati tra marzo e aprile»

Il capo del Mossad David Barnea si sarebbe recato segretamente negli Emirati Arabi Uniti almeno due volte tra marzo e aprile durante la guerra con l’Iran per coordinare le operazioni belliche. Lo scrive il Wall Street Journal. Israele e gli Emirati Arabi Uniti hanno mostrato una stretta collaborazione in materia di sicurezza durante la guerra, con Israele che ha inviato batterie Iron Dome e personale militare negli Emirati Arabi Uniti per difendersi dai proiettili iraniani. Gli Emirati Arabi Uniti hanno inoltre condotto attacchi in Iran, tra cui un attacco a una raffineria sull’isola iraniana di Lavan, nel Golfo Persico.

13 maggio 2026

Tajani: «Da inizio crisi assistiti 25mila italiani nel Golfo»

Fin dall’inizio della guerra in Medio Oriente «la priorità assoluta è stata assistere 90mila italiani nell’area Golfo, di cui 14mila turisti. Nel giro di poche ore è stata attivata la task force Golfo. Con un grandissimo sforzo politico e diplomatico abbiamo assistito oltre 25mila connazionali per farli rientrare in Italia». Lo ha ricordato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, aprendo i lavori dell’Assemblea plenaria del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero.

Il Vicepresidente del Consiglio dei ministri e Ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, Antonio Tajani in audizione davanti alle commissioni Esteri e Difesa riunite in relazione alle iniziative internazionali per il ripristino della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. Camera dei Deputati Roma Mercoledì 13 Maggio 2026 (photo by Mauro Scrobogna / LaPresse) Vice President of the Council of Ministers and Minister of Foreign Affairs and International Cooperation, Antonio Tajani on occasion of the hearing before the joint Foreign Affairs and Defense Committees regarding international initiatives to restore freedom of navigation in the Strait of Hormuz. Chamber of Deputies, Rome, Wednesday May 13 2026 (photo by Mauro Scrobogna / LaPresse)

13 maggio 2026

Ue: Bruxelles ottimista, attività turismo stabile, no carenze carburante aerei

Per la Commissione europea il settore del turismo non registra segnali di crisi dovuta alla situazione del trasporto aereo con le cancellazioni di voli e conferma che «non ci sono indizi finora di carenze di carburante per aerei». Lo ha indicato il commissario ai trasporti Apostolos Tzitzikostas.

Il commissario ha detto che «non ci sono segnali di annullamenti massicci e al contrario il turismo europeo evidenzia grande stabilità e rispetto al 2025 c’è un leggero aumento dell’attività sebbene inferiore alle aspettative precedenti il conflitto in Iran». Per quanto riguarda il carburante per aerei, TziTzikostas ha detto rimarcato che «il 70% viene prodotto in Europa e solo il 20% proviene dai Paesi del Golfo».

13 maggio 2026

Bce: Rehn, dai dati emergono primi segnali di shock da stagflazione

«Nei dati statistici erano già visibili i primi segnali», con la crescita dell’Eurozona «solo leggermente positiva nel primo trimestre» e l’inflazione accelerata al 3%, lo ha detto il membro del Consiglio direttivo della Banca centrale europea e governatore della banca centrale finlandese, Olli Rehn, avvertendo che la guerra in Iran e il rialzo dei prezzi energetici stanno aumentando i rischi di uno shock da stagflazione nell’area euro.

Nel corso di un intervento, Rehn ha precisato che l’attuale shock «non è grande quanto il precedente picco dei prezzi del 2022», ma ha sottolineato che gli sviluppi recenti hanno allontanato lo scenario dall’ipotesi di base della Bce, avvicinandolo «a uno scenario meno favorevole, almeno per quanto riguarda i prezzi del petrolio».

13 maggio 2026

Trump: non mi serve aiuto della Cina per mettere fine a guerra

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è partito alla volta della Cina per un vertice cruciale con il presidente Xi Jinping, affermando di non aver bisogno dell’aiuto di Pechino per mettere fine alla guerra con l’Iran e indebolire il controllo di Teheran sullo Stretto di Hormuz.

«Non credo che abbiamo bisogno di aiuto riguardo all’Iran. Prevarremo in un modo o nell’altro, pacificamente oppure no», ha dichiarato ai giornalisti, «L’unica cosa che conta, quando parlo dell’Iran, è che non deve possedere l’arma nucleare».

«Non penso alla situazione finanziaria degli americani, penso soltanto a una cosa: non possiamo permettere all’Iran di dotarsi dell’arma nucleare. È tutto. È l’unica cosa che mi motiva», ha concluso il presidente degli Stati Uniti.

13 maggio 2026

Netanyahu terrà riunione su sicurezza con ministri e capi difesa

Il Primo Ministro Benjamin Netanyahu terrà questa sera una riunione sulla sicurezza con diversi ministri del gabinetto di sicurezza ristretto e alti funzionari della difesa. Lo riporta il sito di Haaretz.

13 maggio 2026

Iran, Tajani: nessuna nave a Hormuz senza autorizzazione Parlamento

«Voglio ribadire ancora una volta che nessuna nave sarà impiegata a Hormuz senza che questo Parlamento sia stato informato e lo abbia autorizzato» e «nessun nostro militare sarà dislocato in un teatro che non offra adeguate garanzie di sicurezza, e senza che ci sia un quadro giuridico internazionale preciso». Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, durante l’audizione sulle iniziative internazionali per il ripristino della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz insieme al ministro della Difesa, Guido Crosetto.

13 maggio 2026

Aie, esaurimento scorte globali petrolio a ritmo record

«A più di dieci settimane dall’inizio della guerra in Medioriente le crescenti perdite di approvvigionamento dallo Stretto di Hormuz stanno esaurendo le scorte globali di petrolio a un ritmo record». Lo afferma l’Agenzia internazione per l’energia (Aie) nel nuovo rapporto sul mercato petrolifero.

«Con il traffico di petroliere bloccato a Hormuz - si osserva - le perdite cumulative di offerta da parte dei produttori del Golfo superano già 1 miliardo di barili, con oltre 14 milioni di barili al giorno di petrolio fermati; uno shock di offerta senza precedenti».

13 maggio 2026

Petrolio: Aie, shock offerta senza precedenti con blocco Hormuz, record calo scorte

“La domanda mondiale di petrolio si contrarrà di 420.000 barili al giorno su base annua nel 2026, attestandosi a 104 milioni di barili al giorno, ovvero 1,3 milioni di barili al giorno in meno rispetto alle nostre previsioni prebelliche” ma “quest’anno l’offerta globale di petrolio non riuscirà a soddisfare la domanda totale” con la guerra con l’Iran che sta devastando la produzione petrolifera in Medio Oriente. Inoltre “a più di dieci settimane dall’inizio della guerra in Medio Oriente, le crescenti perdite di approvvigionamento dallo Stretto di Hormuz stanno esaurendo le scorte globali di petrolio a un ritmo record”. A lanciare l’allarme è l’Agenzia Internazionale dell’Energia (Aie) nel suo rapporto mensile sul mercato petrolifero appena pubblicato. Le previsioni dell’Aie implicano che l’offerta sarà inferiore di 1,78 milioni di barili al giorno rispetto alla domanda totale nel 2026, in contrasto con un surplus di 410.000 barili al giorno previsto nel rapporto del mese scorso e un surplus di quasi 4 milioni di barili al giorno nel rapporto di dicembre. “Con il traffico di petroliere nello Stretto di Hormuz ancora limitato, le perdite cumulative di offerta da parte dei produttori del Golfo superano già 1 miliardo di barili, con oltre 14 milioni di barili al giorno di petrolio attualmente bloccati, uno shock di offerta senza precedenti”, ha dichiarato l’agenzia. La sua previsione di base è una graduale ripresa del traffico attraverso lo Stretto di Hormuz a partire dal terzo trimestre.

13 maggio 2026

Iran: Tajani, risposta a posizione italiana sulla guerra l’ha data Trump

La “risposta” alla posizione italiana sulla guerra in Iran “è venuta dallo stesso presidente americano” Donald Trump che “non ha gradito alcune posizioni” dell’Italia. Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, davanti alle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato in sede di replica alle domande

13 maggio 2026

Iran: Crosetto, avviciniamo cacciamine a Hormuz ma aspettiamo pace

“Laddove ’scoppiasse’ la pace servirebbe quasi un mese di navigazione a tutte le unità delle nazioni alleate indicate per raggiungere il Golfo Persico. Ecco perché ci stiamo organizzando anche noi per avvicinarsi in quell’area, pur rimanendo a distanza di sicurezza. Questo è l’oggetto di una parte della mia comunicazione”. Così il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, sulle iniziative internazionali per il ripristino della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz intervenendo in audizione davanti alle Commissioni riunite Esteri e Difesa della Camera e alla Commissione Esteri e Difesa del Senato. “Per quanto riguarda l’Italia sarà il Parlamento a valutare e decidere o meno di contribuire alle iniziative internazionali e in che modo”, ha aggiunto il ministro spiegando l’importanza del contributo della Marina Militare “Inizialmente nel Mediterraneo orientale, successivamente nel Mar Rosso, nell’ambito delle missioni già in corso Mediterraneo Sicuro e Aspides, sempre rigorosamente all’interno del quadro autorizzato a missioni internazionali dell’Italia. Si tratta di assetti specialistici altamente tecnologici che richiedono settimane per essere trasferiti nell’area ed è proprio per questo che una pianificazione anticipata e un preposizionamento diventano elementi essenziali. Prepararsi a intervenire oggi per intervenire domani se sarà possibile. Una scelta di responsabilità come quella fatta da altri Paesi europei, la Francia di fatto si è già mossa, Regno Unito, Germania e Belgio e altre parti stanno sviluppando analoghe attività di pianificazione per disposizione prudenziale di aspetti specialistici. Questo approccio meramente funzionale consentirà all’Italia, qualora ci fossero le condizioni per una stabilizzazione dell’area e fatte salve le valutazioni e le decisioni del Parlamento, di poter contribuire senza ulteriori ritardi a eventuali iniziative internazionali volte al ripristino della sicurezza e della navigazione”, ha spiegato Crosetto.

13 maggio 2026

Ue, «situazione molto seria, abbiamo una crisi di energia fossile»

“Siamo di fronte a una situazione molto seria, la crisi energetica in Medio Oriente mette sotto pressione l’Europa. E’ una crisi energetica ma è più corretto dire che si tratta di una crisi di energia fossile. Per questo dobbiamo portare avanti i nostri obiettivi di transizione dai combustibili fossili e intensificare i nostri sforzi per migliorare l’efficienza energetica e sostituire una quota maggiore di combustibili fossili con le energie rinnovabili”. Lo ha detto il commissario Ue all’energia, Dan Jorgensen, all’arrivo al Consiglio energia informale in corso a Cipro.

13 maggio 2026

Iran: Nyt, Teheran ha ripristinato accesso a 30 siti missilistici a Hormuz

L’Iran avrebbe ripristinato l’accesso operativo a 30 dei 33 siti missilistici che gestisce lungo lo Stretto di Hormuz. Lo scrive il New York Times citando fonti di Intelligence. Secondo le valutazioni, solo tre delle postazioni missilistiche lungo lo stretto rimangono totalmente inaccessibili. Questo - viene spiegato - potrebbe rappresentare una minaccia per le navi da guerra e le petroliere americane che transitano nel braccio di mare.

13 maggio 2026

Iran: Teheran minaccia, arricchiremo uranio al 90% se attaccati. Dossier sul tavolo Trump-Xi

Arricchire l’uranio al 90% in caso di un nuovo attacco israelo-americano. È una delle “opzioni” che Teheran dice di voler valutare qualora i bombardamenti di Usa e Israele dovessero ripartire. “Ne discuteremo in Parlamento”, dice Ebrahim Rezaei, portavoce della Commissione per la sicurezza nazionale e la politica estera. Una posizione diametralmente opposta a quella più volte esplicitata da Donald Trump. “L’Iran non può mettere le mani su un’arma nucleare. Questa è una certezza al 100%”, afferma il presidente americano alla vigilia del suo viaggio in Cina per l’atteso incontro con Xi Jinping, dove il dossier iraniano sarà tra i temi caldi al centro del colloquio. “Non credo che abbiamo bisogno di aiuto con l’Iran”, minimizza però Trump su una possibile intercessione di Xi, “vinceremo in un modo o nell’altro. Vinceremo pacificamente o in altro modo”. Il tycoon continua a valutare la ripresa delle operazioni militari, specie dopo la risposta negativa di Teheran alla sua ultima proposta. In ogni caso, secondo fonti vicine ai colloqui, “difficilmente” verranno prese decisioni definitive prima della visita di Trump in Cina. Le stesse fonti aggiungono che sarebbe “in crescita” anche il malcontento degli Usa nei confronti del ruolo del Pakistan come mediatore. Diversi collaboratori di Trump ritengono che Islamabad non stia trasmettendo con “sufficiente fermezza” il “grado di frustrazione” del presidente americano all’Iran, che non starebbe “prendendo sul serio” gli avvertimenti ricevuti. Nel frattempo, mentre gli Usa inviano nell’area un bombardiere strategico dell’Areonautica B-1B Lancer, i costi dell’operazione americana continuano a crescere.

Secondo il dipartimento Usa della Difesa sarebbero ormai vicini ai 29 miliardi di dollari, a causa dell’aggiornamento dei costi di riparazione e sostituzione delle attrezzature e dei costi operativi generali. Secondo il segretario alla Guerra Pete Hegseth, che fa parte della delegazione che accompagnerà Trump in Cina, il cessate il fuoco con l’Iran rimane in vigore, anche se gli Stati Uniti hanno un ’piano b’ per l’escalation “se necessario”. Hegseth spiega anche che l’operazione ’Project Freedom’ per ripristinare la sicurezza dei traffici nello Stretto di Hormuz può essere riavviata in qualsiasi momento, “qualora il comandante in capo lo desiderasse”. Nel braccio di mare conteso le navi continuano a entrare e uscire con il contagocce. Nelle ultime ore una petroliera del Qatar avrebbe attraversato lo Stretto, mentre una nave battente bandiera maltese è stata fermata dai militari americani per “violazione del blocco” disposto da Washington.

13 maggio 2026

Media, Usa-Cina concordano di non far pagare pedaggi ad Hormuz

Il segretario di Stato americano Marco Rubio e il suo omologo cinese Wang Yi hanno concordato, nel corso di una conversazione telefonica avvenuta ad aprile, di non permettere ad alcun Paese di imporre pedaggi per il transito attraverso lo stretto di Hormuz. Lo ha riferito alla agenzia giapponese Kyodo News un portavoce del dipartimento di Stato Usa.

13 maggio 2026

Trump, «non abbiamo bisogno dell’aiuto della Cina con l’Iran»

“Non abbiamo bisogno dell’aiuto della Cina con l’Iran”. Lo ha detto Donald Trump ribadendo di essere contento di andare a Pechino. “Sarà un viaggio straordinario”, ha aggiunto.

13 maggio 2026

Trump attacca i media, «chi dice che l’Iran sta vincendo è un traditore»

Donald Trump è tornato ad attaccare i media sulla guerra contro l’Iran. “Quando le ’fake News’ affermano che il nemico iraniano sta avendo la meglio, militarmente, contro di noi, si tratta di un atto di virtuale Tradimento, data l’assoluta falsità — e persino l’assurdità — di tale dichiarazione”, tuona il tycoon in duro post su Truth in cui accusa quei media “di favorire e spalleggiare il nemico!” “Tutto ciò che ottengono è infondere nell’Iran una falsa speranza, laddove non dovrebbe essercene alcuna. Si tratta di codardi americani che fanno il tifo contro il nostro Paese”, ha attaccato ancora

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