Avventura e natura nell’Amazzonia dell’Ecuador tra Indios, orchidee e animali rari
Nel Parco di Llanganates tra lagune blu, fincas e anfibi
Tra le riserve meglio conservate e tutelate, grazie all’attività indefessa e combattiva della Fondazione EcoMinga, quella di Río Machay, costituisce il rifugio faunistico dove vivono le specie più in pericolo di estinzione e deforestazione. Soggiornando alla Finca Palmonte, un’ex azienda agricola restituita alla natura, convertita in eco lodge e gestita da Alexander e Arlett, si può partecipare a spedizioni naturalistiche nella zona compresa tra il Cerro Candelaria, il Parco Nazionale Llanganates e quello di Sangay dove vivono il tapiro andino, l’aquila delle Ande, fiorisce la magnolia vargasiana e numerose varietà di orchidea Teagueia. Gli appassionati ed esperti di anfibi si delizieranno della opportunità di intercettare specie quali la rana Hyloscirtus sethmacfarlanei che presenta un corpo punteggiato da palline arancioni. Collocata in posizione strategica nella sezione meridionale della Riserva della Biosfera di Cóndor, comprendente la Riserva Ecologica di Antisana, il Parco Nazionale di Cayambe-Coca e il Parco Nazionale di Sumaco-Napo-Galeras, nell’Ecuador centro-settentrionale, l’area di Llanganates custodisce una leggenda che ancora non è stata dimenticata: pare, infatti, che qui fosse sepolto il tesoro di Atahualpa, l’ultimo imperatore Inca, per fare in modo che i conquistadores spagnoli non lo trovassero. La sua vera ricchezza, invece, è il forziere di biodiversità favorito dalla presenza nel suo perimetro di zone sia andine che amazzoniche, e dunque foreste pluviali, brughiere e fiumi. Lungo i sentieri si riconoscono le orme del puma, si vedono volteggiare tante specie di colibrì, specialmente nei pressi della Laguna di Llanganates che sorge a più di 4.000 metri di altitudine sul livello del mare: sfoggia acque blu cobalto tentatrici ed è orlata da scogliere.

