
06 maggio 2026
Guerra ultime notizie. Trump: possibile intesa con Iran entro una settimana. Media: accordo include cessate fuoco in Libano
lI presidente statunitense, Donald Trump, si è detto ottimista sulla possibilità di raggiungere un accordo con l’Iran, che potrebbe includere l’esportazione di uranio altamente arricchito verso gli Stati Uniti, durante una telefonata con Pbs News. Trump ha affermato di ritenere che gli Stati Uniti siano vicini a un accordo, “ma avevo questa sensazione anche in passato, quindi vedremo cosa succedera’”. “E’ possibile che un accordo venga raggiunto prima della mia visita in Cina”, prevista per il 14 e 15 maggio.
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Sintesi per punti
6 maggio 2026
Media: accordo Usa-Iran include anche cessate fuoco in Libano
Riferendosi ai termini di un accordo quadro di una sola pagina che sarebbe in fase di finalizzazione tra Stati Uniti e Iran, il canale televisivo israeliano Channel 12 ha spiegato che l’accordo includerebbe un cessate il fuoco in Libano, distinto da quello raggiunto il mese scorso tra Gerusalemme e Beirut, che ha ridotto i combattimenti ma non li ha conclusi. Secondo il canale, l’accordo “porrebbe fine alla guerra in tutta la regione, Libano compreso”.
Un’iniziativa del genere rappresenterebbe una svolta significativa, poiché il cessate il fuoco raggiunto il mese scorso con l’Iran non si estendeva al Libano, dove Israele combatte contro Hezbollah, sostenuto dall’Iran. Al contrario, è stata raggiunta una tregua separata, mediata dagli Stati Uniti, tra Israele e Libano, entrambi intenzionati a mantenere il fronte libanese separato dalla questione iraniana.
Il canale non ha specificato se tale cessate il fuoco includerebbe il ritiro dei soldati israeliani dal Libano o se ripristinerebbe invece i termini del cessate il fuoco in vigore da novembre 2024 fino alla ripresa degli attacchi di Hezbollah contro Israele a marzo, nell’ambito della guerra con l’Iran.
6 maggio 2026
Trump: che io renda felice o no il Papa, l’Iran non può avere arma nucleare
“Posso dire questo: per quanto riguarda il Papa, è una questione molto semplice, a prescindere dal fatto che io lo renda felice o meno, l’Iran non può possedere un’arma nucleare”. Così il presidente Donald Trump alla Casa Bianca una domanda “sui suoi recenti scambi di battute” con Leone e su quale messaggio vorrebbe che il segretario di Stato Marco Rubio trasmettesse nell’incontro di domani con il pontefice. “E’ sembrato dire che potessero averla, mentre io affermo che non possono, perché se ciò accadesse, il mondo intero ne rimarrebbe ostaggio, e noi non permetteremo che ciò accada. Questo è il mio unico messaggio”, ha aggiunto.
6 maggio 2026
Trump e Papa Leone XIV: uno scontro diplomatico senza precedenti e il richiamo allo schiaffo di Anagni

Uno scontro che non ha precedenti nella storia contemporanea, e bisogna (forse) risalire allo Schiaffo di Anagni del 1303 – allora c’era Bonifacio VIII, e l’oltraggio arrivò da un nobile in missione per conto del re di Francia – per ritrovare qualcosa di peggio.
Donald Trump quindi torna alla carica, contro Leone XIV: «Penso che stia mettendo in pericolo molti cattolici e molte persone, per lui va benissimo che l’Iran abbia un’arma nucleare» ha detto il presidente nel corso di un’intervista sul canale televisivo Salem News Channel. Una mossa per certi versi del tutto inattesa in questo momento, visto che giovedì 7 maggio il Segretario di Stato, Marco Rubio, è previsto venga ricevuto dal Papa.
foto d’archivio - Una nave della Marina degli Emirati Arabi Uniti naviga accanto a una nave da carico nello Stretto di Hormuz, vista da Khor Fakkan, Emirati Arabi Uniti, mercoledì 11 marzo 2026. (AP Photo/Altaf Qadri) Associated Press
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6 maggio 2026
Iran all’Onu si oppone a risoluzione su Stretto di Hormuz
La missione dell’Iran presso le Nazioni Unite ha bocciato una risoluzione sullo Stretto di Hormuz che chiede 1) la cessazione degli attacchi da parte di Teheran, 2) l’indicazione di numero e località dove Iran ha messo mine in mare e 3) la creazione di un corridorio umanitario.
Stando a un post su X della missione stessa, per l’Iran “l’unica soluzione praticabile nello Stretto di Hormuz è chiara: 1) una fine permanente della guerra, 2) la revoca del blocco marittimo e 3) il ripristino del passaggio normale.
6 maggio 2026
Dipartimento Trasporti Usa: spesa carburanti compagnie aeree +56,4% a marzo
Nel marzo 2026, i costi del carburante per l’aviazione delle compagnie aeree statunitensi sono aumentati del 56,4%, i consumi del 19,5% e il costo del carburante per gallone del 30,9% rispetto al febbraio 2026. L’Ufficio di statistica dei trasporti (Bts) del dipartimento dei Trasporti ha pubblicato i dati relativi ai costi e ai consumi di carburante delle compagnie aeree statunitensi a marzo, indicando che la spesa totale per carburante delle compagnie aeree di linea statunitensi, pari a (5,1 miliardi di dollari, è aumentata del 56,4% rispetto a febbraio 2026 (3,2 mld) e del 30,4% rispetto a marzo 2025 (3,9 mld).
Le compagnie aeree hanno utilizzato 1,6 miliardi di galloni di carburante, il 19,5% in più rispetto a febbraio 2026 (1,3 mld galloni) e lo 0,4% in più rispetto a marzo 2025 (1,6 mld galloni). Il costo per gallone di carburante a marzo 2026 (3,13 dollari) è aumentato di 74 centesimi (30,9%) rispetto a febbraio 2026 (2,39 dollari) e di 72 centesimi (29,9%) rispetto a marzo 2025 (2,41 dollari).
6 maggio 2026
Il petrolio chiude a New York in brusca frenata, a -6,96%
Il petrolio chiude a New York con un brusco calo, in scia alle aspettative di un accordo possibile tra Usa e Iran in grado di chiudere il conflitto e di riaprire la navigazione nello Stretto di Hormuz, da dove transita il 20% circa del gressio mondiale. Il Wti, il greggio di riferimento Usa, cede il 6,96%, a 95,15 dollari, mentre il Brent, il benchmark internazionale, segna una tonfo del 7,85%, pur mantenendosi sopra quota 100, a 101,25 dollari al barile.
6 maggio 2026
Cacciamine pronti per Hormuz, ma servirà ok Parlamento e fine guerra
Resta alto il livello di prontezza delle navi della Marina militare italiana, già attrezzate per l’operazione di sminamento nello Stretto di Hormuz in attesa dell’eventuale autorizzazione delle autorità italiane: l’ipotetico impiego avverrà - come detto ieri dallo stesso ministro Guido Crosetto - esclusivamente a seguito della cessazione delle ostilità e previa autorizzazione del Parlamento.
6 maggio 2026
Media: ucciso figlio leader Hamas in raid Idf a Gaza
Azzam al-Hayya, figlio del leader di Hamas a Gaza Khalil al-Hayya, sarebbe stato ucciso in un attacco israeliano nel quartiere Daraj di Gaza City. Lo riferisce Quds News Network, affiliato al movimento palestinese nelle Striscia di Gaza. Al momento - riporta il Times of Israel - non sono stati forniti ulteriori dettagli sull’episodio né conferme indipendenti. Un altro figlio del leader, Imam al-Hayya, era già morto in precedenza, durante un raid israeliano lo scorso settembre che aveva preso di mira esponenti di Hamas in Qatar.
6 maggio 2026
Francia: preoccupazione per salute Nobel iraniana Mohammadi
La Francia è “profondamente preoccupata per le notizie relative al peggioramento senza precedenti delle condizioni di salute della signora Narges Mohammadi, premio Nobel per la Pace, detenuta in Iran per la sua instancabile difesa dei diritti fondamentali degli uomini e delle donne iraniane”: è quanto si legge in una nota diffusa dal ministero degli Esteri di Parigi.
6 maggio 2026
Netanyahu: pieno coordinamento con Usa, sentirò Trump
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha affrontato il tema dei negoziati con l’Iran all’apertura della riunione di gabinetto, affermando: “Manteniamo un contatto costante con i nostri amici negli Stati Uniti. Parlo con il presidente Trump quasi quotidianamente e parlerò con lui anche stasera. Condividiamo obiettivi comuni, e l’obiettivo più importante è rimuovere dall’Iran tutto il materiale arricchito e smantellare le capacità di arricchimento dell’Iran. Il presidente Trump crede di poter raggiungere questo obiettivo in un modo o nell’altro”. “Ma noi siamo preparati a ogni scenario”, ha concluso Netanyahu.
6 maggio 2026
Raid Israele su periferia sud di Beirut
Un raid aereo attribuito a Israele ha preso di mira Dahieh, sobborgo meridionale di Beirut e roccaforte di Hezbollah. Lo riferiscono i media libanesi e le tv satellitari arabe.
Un alto comandante dell’unità d’élite di Hezbollah è stato ucciso, secondo quanto riferito all’Afp da una fonte vicina al gruppo filo-iraniano. “Malek Ballout, comandante delle operazioni della forza Radwan”, è stato ucciso, ha detto la fonte. Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu aveva confermato che “il comandante della forza Radwan” era stato preso di mira.
6 maggio 2026
Usa: colpita petroliera Iran che voleva violare blocco Hormuz
L’esercito statunitense ha annunciato di aver aperto il fuoco contro una petroliera battente bandiera iraniana che tentava di forzare il blocco dei porti iraniani imposto da Washington, al fine di “neutralizzarne il timone”. “Le forze statunitensi operanti nel Golfo hanno fatto rispettare le misure di blocco neutralizzando una petroliera battente bandiera iraniana senza carico che stava tentando di dirigersi verso un porto iraniano mercoledì alle 9:00 ora di Washington”, ha scritto il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) su X.
“Dopo che l’equipaggio della Hasna non ha ottemperato ai ripetuti avvertimenti, le forze statunitensi hanno neutralizzato il timone della petroliera sparando diverse salve” da un aereo decollato dalla portaerei Uss Abraham Lincoln, schierata nella regione, ha aggiunto, specificando che “la Hasna non è più in rotta verso l’Iran”, si legge. “Il blocco navale statunitense contro le navi che tentano di entrare o uscire dai porti iraniani rimane pienamente in vigore”, continua il post su X, “Le forze del Centcom continuano ad agire con determinazione e professionalità per garantirne il rispetto”.
6 maggio 2026
Nuova foto irriverente. soldato Idf mette sigaretta in bocca a statua Maria
Circola sui social media una foto che mostra un soldato israeliano che infila una sigaretta nella bocca di una statua della Vergine Maria, in un villaggio cristiano nel sud del Libano. L’immagine è stata scattata nel villaggio di Debel, nel sud del Libano, dove poche settimane fa un altro soldato dell’Idf aveva distrutto una statua di Gesù suscitando una condanna internazionale. L’esercito israeliano, riporta Times of Israel, ha dichiarato che sta esaminando la foto. Il soldato sarà sottoposto a provvedimenti disciplinari. Lo ha annunciato l’Idf, come riportano media israeliani.
La foto

Una foto sui social mostra un soldato israeliano che infila una sigaretta nella bocca di una statua della Vergine Maria, nel sud del Libano, pubblicata dal Times of Israel, 6 maggio 2026.
6 maggio 2026
Nave cargo francese ha attraversato lo Stretto
La portacontainer Saigon, appartenente alla compagnia di navigazione francese CMA CGM, è riuscita a lasciare il Golfo attraverso lo Stretto di Hormuz mercoledì, secondo quanto riferito da una fonte marittima all’Afp.
La nave, localizzata per l’ultima volta via satellite “il 5 maggio alle 12,30 GMT (14:30 ora italiana) all’interno del Golfo”, è stata “rilocalizzata il 6 maggio alle 13,30 GMT (15:30 ora italiana)” al largo della costa di Muscat, in Oman, ovvero fuori dal Golfo, secondo quanto riportato dagli schermi del traffico marittimo della società di analisi Kpler, ha affermato la fonte.
La nave, rimasta intrappolata nel Golfo dall’inizio della guerra, “aveva spento il suo ricetrasmettitore AIS”, che trasmette la posizione dell’imbarcazione, “ed era scomparsa dagli schermi per 24 ore”, ha aggiunto la fonte.
6 maggio 2026
Beirut: saremo inclusi in ogni accordo fra Teheran e Usa
Il presidente del parlamento libanese Nabih Berri ha dichiarato che il Libano sarà incluso in qualsiasi accordo tra Iran e Stati Uniti volto a porre fine al conflitto, secondo quanto riportato da Al Jazeera Arabic. Berri ha affermato di aver ricevuto conferme dal ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, secondo cui Beirut rientrerebbe in eventuali intese negoziali tra Teheran e Washington, auspicando una rapida “conclusione positiva” dei colloqui. Il presidente del Parlamento ha inoltre sottolineato la necessità di garanzie in qualsiasi accordo con Israele, accusando Tel Aviv di aver violato la cessazione delle ostilità nonostante gli impegni assunti da Hezbollah. Berri ha infine definito “forte e importante” il rapporto tra la presidenza e il governo libanese per la stabilità del Paese.
FOTO D'ARCHIVIO: Il presidente del Parlamento libanese Nabih Berri. REUTERS/Mohamed Abd El Ghany/Foto d'archivio
6 maggio 2026
Iran respinge risoluzione su Stretto di Hormuz
La missione dell’Iran presso le Nazioni Unite ha bocciato una risoluzione sullo Stretto di Hormuz che chiede la cessazione degli attacchi da parte di Teheran, l’indicazione di numero e località dove ha messo mine in mare e la creazione di un corridoio umanitario.
Stando a un post su X della missione stessa, per l’Iran “l’unica soluzione praticabile nello Stretto di Hormuz è chiara: una fine permanente della guerra, la revoca del blocco marittimo e il ripristino del passaggio normale. Invece, gli Stati Uniti stanno spingendo una bozza di risoluzione al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite difettosa e politicamente motivata sotto il pretesto della ’libertà di navigazione’ per promuovere la loro agenda politica e legittimare azioni illecite, non per risolvere la crisi”.
Nel post l’Iran invita gli stati membri del consiglio di sicurezza “ad agire sulla base della logica, dell’equità e dei principi, non della pressione” e quindi a respingere la risoluzione e ad astenersi dal sostenerla o dal co-sponsorizzarla. Solo ieri il segretario americano di Stato, Marco Rubio, aveva definito la bozza di risoluzione come un test di credibilità dell’Onu e aveva chiesto a Cina e Russia di non porre un veto.
6 maggio 2026
Wsj: Usa e Iran vicini a riavvio colloqui, prossima settimana a Islamabad
Stati Uniti e Iran più vicini a una proposta per far ripartire i colloqui che potrebbero iniziare la prossima settimana a Islamabad. Lo riporta il Wall Street Journal, in base a fonti vicine al dossier.
6 maggio 2026
Netanyahu convoca alle 18 gabinetto sicurezza
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu convocherà alle 19 (le 18 italiane) il gabinetto di sicurezza. Lo ha riferito l’ufficio di uno dei ministri al Times of Israel. La riunione arriva mentre circolano notizie - dai media americani - secondo cui gli Stati Uniti e l’Iran sarebbero vicini a un accordo su un memorandum d’intesa per porre fine alla guerra e riaprire lo Stretto di Hormuz.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente israeliano Isaac Herzog partecipano a una cerimonia commemorativa in onore di Ran Gvili, un agente di polizia fuori servizio ucciso mentre combatteva contro i militanti che si erano infiltrati in Israele durante il sanguinoso attacco sferrato da Hamas il 7 ottobre 2023, nonché l'ultimo ostaggio liberato da Gaza, a Meitar, in Israele, il 28 gennaio 2026. REUTERS/Amir Cohen/Foto d'archivio
6 maggio 2026
Ghalibaf: da Usa pressioni economiche per dividerci ma falliranno
Il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha affermato che gli Stati Uniti usano “ pressioni economiche” per dividere la popolazione e costringere Teheran alla “resa”. “Il nemico ripone grandi speranze nella pressione economica, ed è chiaro che ancora una volta ha ricevuto informazioni false, e sulla base di queste ha preso decisioni sbagliate”, ha affermato Ghalibaf secondo quanto riporta l’agenzia di stampa iraniana Fars.
6 maggio 2026
Cnn: oggi prevista telefonata tra Netanyahu e Casa Bianca
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu terrà oggi dei colloqui con funzionari dell’amministrazione Trump al fine di comprendere meglio gli ultimi sviluppi nei negoziati tra Stati Uniti e Iran.
Una fonte israeliana ha riferito alla Cnn che Netanyahu sta cercando aggiornamenti sullo stato dei negoziati e mira a capire quali siano le proposte attualmente sul tavolo. Israele è preoccupato, ha aggiunto la fonte alla Cnn, per le possibili concessioni dell’ultimo minuto da parte degli Stati Uniti, volte a raggiungere un accordo per porre fine alla guerra con l’Iran.
Secondo una fonte statunitense sentita da Cnn, Israele è particolarmente preoccupato per la possibile revoca delle sanzioni economiche contro l’Iran e sta spingendo affinché vengano imposte restrizioni alla rete di gruppi paramilitari iraniani e al loro programma missilistico balistico. Inoltre, Israele vuole garantire che qualsiasi accordo preservi la libertà d’azione delle forze armate israeliane contro le minacce regionali.
6 maggio 2026
Media: la portaerei americana Uss Ford lascia il Mediterraneo
La portaerei americana Uss Gerald Ford ha lasciato il Mediterraneo, riducendo la capacità militari degli Stati Uniti in Medio Oriente sullo sfondo della fragile tregua con l’Iran. La Ford, la più recente degli Stati Uniti, dovrebbe tornare a Norfolk, il suo porto di base in Virginia, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal e dal Washington Post. L’unità più avanzata della Marina Usa è rimasta in mare per oltre dieci mesi, il più lungo dispiegamento di una portaerei statunitense dalla fine della Guerra Fredda, secondo l’Us Naval Institute.

La portaerei della Marina degli Stati Uniti USS Gerald R. Ford (CVN-78) ormeggiata a Spalato, in Croazia, il 29 marzo 2026. EPA/STRINGER
Circa venti navi da guerra statunitensi, tra cui le portaerei Uss Abraham Lincoln e Uss George Bush, rimangono dispiegate nella regione, in attesa degli sviluppi negoziali tra Usa e Iran per un accordo di pace. Prima raggiungere il Medio Oriente, la Ford ha contribuito alle operazioni americane nei Caraibi, dove Washington ha condotto un’intensa campagna aerea contro navi sospettate di essere coinvolte nel traffico di droga, ha sequestrato petroliere soggette a sanzioni e, soprattutto, ha promosso il blitz che portato a inizio anno alla cattura e al trasferimento degli Usa dell’ex presidente venezuelano Nicolas Maduro.
La nave è stata riassegnata al Medio Oriente dal presidente Donald Trump a metà febbraio. Mentre alla fine di marzo, ha dovuto rimediare a un incendio scoppiato nella lavanderia principale, avendo affrontato inoltre anche problemi seri con i servizi igienici, in base a quanto riportato dai media Usa, tra scarichi intasati e lunghe code ai bagni.
6 maggio 2026
Trump: accordo con Iran possibile prima di mia visita in Cina prossima settimana
Il presidente statunitense, Donald Trump, si è detto ottimista sulla possibilità di raggiungere un accordo con l’Iran, che potrebbe includere l’esportazione di uranio altamente arricchito verso gli Stati Uniti, durante una telefonata con Pbs News. Trump ha affermato di ritenere che gli Stati Uniti siano vicini a un accordo, “ma avevo questa sensazione anche in passato, quindi vedremo cosa succederà”. “È possibile che un accordo venga raggiunto prima della mia visita in Cina”, prevista per il 14 e 15 maggio.
6 maggio 2026
Francia presenta a Usa e Iran le condizioni per lanciare missione a Hormuz
La Francia ha espresso le sue condizioni a Washington e Teheran per lanciare una missione che metta in sicurezza lo Stretto di Hormuz. Lo ha fatto sapere l’Eliseo. Parigi, in particolare, chiede a Usa e Iran di “trattare la questione di Hormuz separatamente” dal resto del conflitto e di aprire negoziati. “Possiamo offrire all’Iran di passare di nuovo attraverso lo Stretto con le petroliere, a condizione che Teheran accetti di impegnarsi nel negoziato al quale sono invitati dagli americani”. Agli Usa, Parigi chiede di “togliere il blocco di Hormuz e accettare la disponibilità dell’Iran a negoziare sulle questioni di fondo”.
6 maggio 2026
Capo Idf alle truppe in Libano: «Pronti a nuova offensiva contro Iran se necessario»
Il capo di stato maggiore dell’Idf, Eyal Zamir, parlando oggi alle truppe nella città di Khiam nel Libano meridionale, ha dichiarato che l’esercito è pronto a lanciare una nuova offensiva contro l’Iran, se necessario. Lo scrive il Guardian. Durante la visita a Khiam, dove gli attacchi israeliani sono continuati nonostante il cessate il fuoco, Zamir ha affermato che non ci sono “limitazioni all’uso della forza” e ha sostenuto che l’Idf ha ucciso più di 2.000 militanti di Hezbollah dall’inizio della guerra con l’Iran. Il capo militare dell’Idf ha anche sottolineato che le forze israeliane mantengono una lista di obiettivi pronti per un attacco in Iran, in coordinamento con gli Stati Uniti.
6 maggio 2026
Iran, Parigi: portaerei Charles De Gaulle verso il mar Rosso
La portaerei francese, Charles-de-Gaulle, e la sua scorta, passano oggi il Canale di Suez per preposizionarsi nella regione del Golfo nel caso di avvio di una missione, promossa da Londra e Parigi, allo scopo di ripristinare la navigazione nello Stretto di Hormuz. Lo ha annunciato il ministero delle Forze armate a Parigi. Per l’Eliseo, si tratta del “segnale” che la coalizione è “pronta” e “capace” di garantire la “sicurezza” nello Stretto di Hormuz.
6 maggio 2026
Media Iran: alcune parti della proposta Usa sono inaccettabili
L’agenzia di stampa iraniana Tasnim ha riferito, citando una “fonte ben informata”, che “la proposta degli americani contiene diverse clausole inaccettabili”. Lo riporta Ynet. Ebrahim Rezaei, portavoce della commissione per la sicurezza nazionale e la politica estera del parlamento iraniano, ha definito su X i punti indicati nel memorandum, svelato da Axios, una “lista dei desideri americana [e] non una realtà”.
6 maggio 2026
Iran, Araghchi con Wang: incontro costruttivo, fiducia in ruolo Pechino
Il ministro degli Esteri iraniano Seyed Abbas Araghchi ha rappresentato di aver avuto “un incontro costruttivo con il ministro degli Esteri cinese Wang Yi a Pechino”, in cui è stato ribadito, da entrambe le parti, “il diritto dell’Iran a mantenere la sovranità nazionale e la dignità nazionale”.

Una foto fornita dall'ufficio del Ministero degli Esteri iraniano mostra il ministro degli Esteri cinese Wang Yi (a destra) mentre saluta il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi (a sinistra) a Pechino, in Cina, il 6 maggio 2026.
“La parte iraniana ha apprezzato la proposta cinese in quattro punti per il mantenimento e la promozione della pace e della stabilità regionale”, ha evidenziato il diplomatico iraniano.
“L’Iran ripone fiducia nella Cina e si aspetta che continui a svolgere un ruolo attivo nel promuovere la pace e nel porre fine al conflitto nella regione, nonché nel sostenere la creazione di un nuovo quadro regionale post-bellico che possa bilanciare sviluppo e sicurezza”, ha concluso Araghchi.
6 maggio 2026
Israele, confermata proroga detenzione due attivisti Flotilla
La giustizia israeliana ha confermato in appello la proroga della detenzione, fino a domenica, dei due attivisti della “Flotilla per Gaza”, arrestati al largo delle coste greche. Lo ha riferito all’Afp l’avvocata Hadeel Abu Salih, legale dello spagnolo Saif Abu Keshek e del brasiliano Thiago Avila.
Secondo quanto riportato dall’organizzazione Global Sumud Flotilla, la madre 63enne di Avila è recentemente deceduta, ma il figlio non sarebbe ancora stato informato della sua morte.
6 maggio 2026
W. Post: entità danni basi Usa più ampia delle stime
Gli attacchi aerei iraniani hanno danneggiato o distrutto almeno 228 strutture o equipaggiamenti in basi militari statunitensi in Medio Oriente dall’inizio della guerra, colpendo hangar, caserme, depositi di carburante, velivoli, sistemi radar e per la difesa aerea.
E’ quanto emerge da un’analisi del Washington Post basata su immagini satellitari, secondo cui l’entità dei danni sarebbe “molto più ampia” rispetto a quanto riconosciuto finora pubblicamente da Washington.
L’inchiesta si basa su oltre 100 immagini satellitari ad alta risoluzione diffuse da fonti iraniane, 109 delle quali sono state verificate confrontandole con i dati del sistema europeo Copernicus e, dove disponibili, con immagini commerciali.
L’accesso alle immagini satellitari del Medio Oriente è attualmente limitato, spiega il Washington Post, sottolineando che i due grandi operatori commerciali, Vantor e Planet, hanno accolto la richiesta del governo statunitense di ritardare o sospendere la diffusione di immagini dell’area durante il conflitto, rendendo più difficile valutare l’impatto dei contrattacchi iraniani.
6 maggio 2026
Libano: sorpresa del Papa ai sacerdoti, videochiamata per incoraggiarli
Il Papa, stamani, durante l’udienza al nunzio a Beirut, mons. Paolo Borgia, ha videochiamato una decina di preti delle zone meridionali del Paese per dare il suo incoraggiamento e assicurare le preghiere. Lo riferisce Vatican news.
6 maggio 2026
Teheran: al vaglio proposta Usa, comunicheremo risposta a Pakistan
“La proposta statunitense è ancora al vaglio dell’Iran e, una volta giunti a conclusione, l’Iran comunicherà il proprio punto di vista alla parte pakistana”. Lo ha dichiarato all’Isna il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei. Secondo quanto riferito dai media americani, la Casa Bianca ritiene di essere vicina a un accordo con l’Iran su un memorandum d’intesa per porre fine alla guerra e stabilire un quadro di riferimento per negoziati più dettagliati sul nucleare.
6 maggio 2026
Klm proroga stop voli in Medio Oriente fino al 28 giugno
La compagnia aerea olandese Klm ha annunciato la decisione di prorogare la sospensione dei voli verso Dubai (Emirati Arabi Uniti), Riad e Dammam (Arabia Saudita) fino al 28 giugno.
“La compagnia aerea Klm ha deciso di non volare a Dubai, Riad e Dammam, entrame in Arabia, fino al 28 giugno”, si legge nel comunicato sul sito internet della compagnia.
6 maggio 2026
Trump: presto per colloqui faccia a faccia con Teheran
Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato al Washington Post che è “troppo presto” per iniziare a pensare a colloqui di pace faccia a faccia tra Stati Uniti e Iran.
6 maggio 2026
Hormuz, crisi fertilizzanti scuote coltivatori riso Sud-Est Asia
L’impennata dei prezzi dei fertilizzanti pesa sui coltivatori di riso dell’Asia meridionale e del Sud-est asiatico alla vigilia della stagione agricola, con possibili rischi per le forniture alimentari. Lo riferisce oggi Nikkei Asia, segnalando il pericolo che questa situazione possa portare a una crisi alimentare globale.
I prezzi dell’urea, fertilizzante azotato derivato dal gas naturale, sono aumentati del 18 per cento su base mensile ad aprile, dopo un balzo del 54 per cento a marzo, mentre la guerra con l’Iran ha interrotto produzione e trasporti in Medio oriente.
Secondo i dati diffusi dalla Banca mondiale, il prezzo internazionale di riferimento dell’urea ha raggiunto ad aprile 857 dollari per tonnellata, superando il massimo quadriennale di 726 dollari registrato a marzo e risultando più che doppio rispetto a un anno prima.
Paesi del Golfo persico come Qatar e Arabia saudita rappresentano tra il 30 e il 35 per cento delle esportazioni globali di urea. Gli impianti produttivi sono stati danneggiati dagli attacchi iraniani e il trasporto è stato fermato dalla chiusura di fatto dello Stretto di Hormuz.
I paesi asiatici affrontano l’aumento dei costi sia come grandi produttori sia come grandi consumatori di riso. La coltivazione del riso richiede un uso intensivo di fertilizzanti e dipende in particolare da quelli azotati, che favoriscono la crescita di foglie e steli.
Anche la produzione di zolfo, ingrediente dei fertilizzanti fosfatici, dipende dagli stati del Golfo. La Banca mondiale prevede che i prezzi dei fertilizzanti crescano del 31 per cento nel 2026, con un aumento di circa il 60 per cento per l’urea.
Prezzi più alti dei fertilizzanti significano costi agricoli più elevati. Nei mercati emergenti, dove è più difficile trasferire i rincari sui prezzi alimentari, gli agricoltori tendono a ridurre l’uso dei fertilizzanti, con il rischio di deprimere le rese.
La Banca mondiale prevede per il 2026 un aumento dei prezzi alimentari di appena il 2 per cento, ma ha spiegato che questo incremento “modesto” è dovuto alle ampie scorte globali di cereali presenti all’inizio dello shock.
6 maggio 2026
Ministro Tajani convoca riunioni per situazione in Libano
In attesa di una possibile svolta nel processo negoziale fra Stati Uniti e Iran, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha tenuto alcune riunioni alla Farnesina per rafforzare le prospettive negoziali nella regione. Sulla situazione in Libano, in parallelo con il negoziato mediato dagli Stati Uniti fra Gerusalemme e Beirut, l’Italia - riporta una nota della Farnesina - sta verificando con le Nazioni Unite e i partner che prendono parte a Unifil (Forza di Interposizione in Libano delle Nazioni Unite) un nuovo percorso di stabilizzazione del Paese.
Nella fase post-Unifil (la missione Onu terminerà a fine 2026) l’Italia sta studiando forme di sostegno alle iniziative di pace anche attraverso il rafforzamento delle capacità dello Stato e delle forze armate libanesi.
Sugli effetti del blocco di Hormuz, in attesa di un possibile sblocco positivo dello stallo fra Usa e Iran, il ministro - prosegue la nota - ha proposto di rafforzare il coordinamento internazionale per proteggere i flussi di approvvigionamento energetico e di fertilizzanti, essenziali per la stabilità economica e sociale di Europa e Africa.
6 maggio 2026
Trump e Papa Leone XIV: uno scontro diplomatico senza precedenti e il richiamo allo schiaffo di Anagni

Uno scontro che non ha precedenti nella storia contemporanea, e bisogna (forse) risalire allo Schiaffo di Anagni del 1303 – allora c’era Bonifacio VIII, e l’oltraggio arrivò da un nobile in missione per conto del re di Francia – per ritrovare qualcosa di peggio.
Donald Trump quindi torna alla carica, contro Leone XIV: «Penso che stia mettendo in pericolo molti cattolici e molte persone, per lui va benissimo che l’Iran abbia un’arma nucleare» ha detto il presidente nel corso di un’intervista sul canale televisivo Salem News Channel. Una mossa per certi versi del tutto inattesa in questo momento, visto che giovedì 7 maggio il Segretario di Stato, Marco Rubio, è previsto venga ricevuto dal Papa.
6 maggio 2026
Trump: «Se Iran rispetta accordi Hormuz riaprirà oppure guerra riprenderà»
«Supponendo che l’Iran accetti quanto concordato, il che è forse un’ipotesi azzardata, la già leggendaria Epic Fury giungerà al termine e l’efficace Blocco permetterà allo Stretto di Hormuz di essere aperto a tutti, Iran compreso. Se non accetteranno, inizieranno i bombardamenti, che purtroppo avranno un livello e un’intensità ben maggiori rispetto a prima». Lo scrive su Truth il presidente Usa Donald Trump.

Il presidente Donald Trump interviene prima di firmare un proclama nello Studio Ovale della Casa Bianca, martedì 5 maggio 2026, a Washington. (AP Photo/Jacquelyn Martin)
6 maggio 2026
Iran lancia sito web per regolazione Stretto di Hormuz
Le autorità iraniane hanno lanciato un nuovo sito web in cui rivendicano la propria sovranità sullo Stretto di Hormuz. Il sito - che ha come dominio “.ir”, ovvero quello ufficiale iraniano - è al momento privo di contenuti, salvo la frase di accoglienza “Benvenuti all’Autorità dello Stretto del Golfo Persico. Repubblica Islamica dell’Iran”, un ente regolatore che è stato istituito ufficialmente nella giornata di ieri.
6 maggio 2026
Americani sostengono Leone XIV, bocciano Trump e Hegseth per messaggi religiosi
Due americani su tre vedono positivamente il fatto che Leone XIV li abbia esortati a contattare il Congresso per chiedere il rifiuto della guerra e di lavorare per la pace, e una percentuale ancora maggiore boccia i messaggi in cui la religione è stata strumentalizzata a fini politici, e bellici, da Donald Trump e Pete Hegseth. È quanto emerge da un sondaggio pubblicato oggi da Washington Post e Abcnews, a poche ore dalla partenza per Roma del segretario di Stato, Marco Rubio, che domani sarà in visita in Vaticano, per ricucire i rapporti dopo gli attacchi che Trump ha mosso al Papa per le sue critiche alla guerra con l’Iran e alle politiche sull’immigrazione. Attacchi che in realtà il tycoon ha rinnovato ieri ripetendo quanto affermato in passato in un post, cioé di “non voler un Papa che pensa che sia Ok che l’Iran abbia un’arma nucleare”, affermazione che vista negativamente dal 57% degli intervistati, mentre viene sostenuta solo dal 38%. Il sondaggio conferma poi come l’attacco senza precedenti di Trump nei confronti di Leone XIV, il primo Pontefice americano, stia erodendo il sostegno elettorale tra i cattolici che nel 2024 hanno votato in massa, con un margine di 20 punti, per lui. Ora tra i cattolici che hanno votato per lui il suo tasso di popolarità è sceso al 49%, rispetto al 63% del febbraio 2025, mentre in generale tra i cattolici è al 38%.
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6 maggio 2026
Pasdaran: “Sarà possibile il transito sicuro a Hormuz con la fine delle minacce”
(La Marina delle Guardie Rivoluzionarie ha dichiarato che il transito sicuro attraverso lo stretto di Hormuz sarà garantito con la fine delle minacce statunitensi e l’introduzione di nuove procedure. Lo riportano i media statali, citati da Reuters, nella prima reazione dell’Iran alla sospensione delle operazioni statunitensi volte ad aiutare le navi bloccate ad attraversare lo stretto.
6 maggio 2026
Trump: l’Iran vuole un accordo ma gioca sporco
Le parole del Presidente degli Stati Uniti, ieri, nello Studio Ovale, davanti ai bambini.
6 maggio 2026
Macron su nave portacontainer colpita: «Non è stata la Francia a esser presa di mira»
«Non è stata in alcun modo la Francia a essere presa di mira». Ad affermarlo, in Consiglio dei ministri, è stato il presidente francese Emmanuel Macron, riferendosi alla San Antonio, la nave portacontainer noleggiata dalla compagnia di navigazione francese Cma Cgm colpita nello Stretto di Hormuz. A riferire il commento di Macron è stata la portavoce del governo, Maud Bregeon, illustrando i contenuti della riunione del Consiglio dei Ministri. L’imbarcazione «batteva bandiera maltese e aveva un equipaggio filippino, al quale ovviamente esprimiamo la nostra piena solidarietà», ha aggiunto Bregeon.
6 maggio 2026
Trump parla di guerra Iran con bambini nello Studio Ovale
Le parole del Presidente degli Stati Uniti.
6 maggio 2026
Al-Jazeera, sospensione Project Freedom decisiva per fine guerra o pausa tattica?
L’annuncio del presidente americano Donald Trump di sospendere il “Project Freedom” solleva due interrogativi. Ovvero, cosa è cambiato in soli due giorni? E questo dietrofront riflette un avvicinamento delle trattative a un momento decisivo per porre fine alla guerra o si tratta soltanto di una pausa tattica in un confronto ancora aperto? Sono le domande che si pone la tv al Jazeera in un’analisi pubblicata sul suo sito Internet. Trump ha infatti parlato di “progressi importanti” verso un’intesa complessiva, sottolinea l’emittente qatarina, ricordando però che lo stop del ’Project Freedom’ e’ una misura temporanea che non intacca l’essenza del blocco navale imposto a Teheran, destinato a rimanere in vigore. Trump ha legato questa svolta ai successi militari ottenuti e ai passi avanti verso un accordo, aggiungendo che la decisione è arrivata anche in risposta a una richiesta del Pakistan e di altri Paesi senza citarli, nell’ambito degli sforzi internazionali di mediazione per ridurre le tensioni e porre fine al conflitto. L’annuncio statunitense, nota al Jazeera, rappresenta quindi un temporaneo ridimensionamento della ’’militarizzazione dello Stretto di Hormuz’’, aprendo potenzialmente la strada a un secondo round di negoziati a Islamabad con maggiori speranze di una svolta politica. Il tono usato da Trump suggerisce che il cambiamento non altera la sostanza della posizione strategica americana, ma riflette piuttosto una riorganizzazione delle priorità.
Washington, sostiene al-Jazeera, considera la pressione militare calibrata come uno strumento per migliorare le condizioni al tavolo negoziale, senza rinunciare alla via diplomatica. Le parole del segretario di Stato Marco Rubio nella conferenza stampa di ieri indicano che Washington intende consolidare una tregua de facto dagli attacchi diretti, mantenendo però intatta la capacità di replica. Questo rafforza l’ipotesi che la svolta militare sia legata a un percorso negoziale attivo, sebbene i risultati siano ancora incerti. L’appello pubblico rivolto all’Iran affinché torni al tavolo delle trattative suggerisce che l’amministrazione americana intravede una finestra diplomatica aperta, ma non ancora arrivata al punto di svolta. Dal canto suo, l’Iran ha annunciato la creazione di un nuovo meccanismo per gestire il transito delle navi nello Stretto di Hormuz, segno della volontà di imporre un nuovo ostacolo sul campo in questo passaggio vitale. Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha affermato che Teheran non ha ancora avviato un’escalation totale, accusando Stati Uniti e alleati di mettere in pericolo la navigazione internazionale. Le mosse iraniane e gli avvertimenti delle Guardie della Rivoluzione indicano che Teheran utilizza lo Stretto sia come leva politica, sia come strumento di pressione militare, evitando però uno scontro frontale. Un atteggiamento che rivela disponibilità al negoziato, ma da una posizione di forza e non di resa.
Lo studioso di scienze politiche Hossein Royvaran ha interpretato il dietrofront di Trump come una conseguenza dei “colpi di avvertimento” iraniani, che avrebbero impedito alle navi da guerra americane di imporre un nuovo ordine unilaterale. Royvaran ha definito l’iniziativa statunitense una “avventura fallita” e ha rivelato che Teheran ha attivato un proprio centro di coordinamento per garantire il ’’passaggio sicuro’’ delle navi, gestito direttamente dalle Guardie della Rivoluzione. Si tratta di un riposizionamento calcolato?, si interroga al-Jazeera, suggerendo che i dati disponibili rivelano che ciò che è cambiato è il livello dello scontro, non la sostanza del conflitto. Washington ha sospeso le operazioni offensive e Teheran non ha avviato un’escalation generale, ma entrambi continuano a scambiarsi messaggi. Finora i negoziati non hanno prodotto una svolta decisiva. Si è tenuto soltanto un round di colloqui a Islamabad e i tentativi di riprendere i contatti in modo regolare sono falliti. Sebbene Teheran confermi che la mediazione pakistana prosegue e stia attivando canali diplomatici con la Cina, i canali di dialogo restano aperti, ma non hanno ancora prodotto un accordo definitivo né un quadro vincolante per porre fine alla guerra.
Si può dunque affermare che la sospensione dell’operazione militare non segnala necessariamente l’imminenza della fine del conflitto, quanto piuttosto una fase di riposizionamento calcolato da entrambe le parti. Le trattative appaiono attive, ma non risolutive, mentre gli strumenti di pressione militare e politica rimangono sul campo. Questa situazione offre l’opportunità di evitare un’immediata escalation, ma lascia il futuro del confronto sospeso alla capacità della diplomazia di trasformare una tregua temporanea in una soluzione duratura. Non è del resto la prima volta che le dichiarazioni americane oscillano tra aperture diplomatiche e linguaggio bellico, né è la prima occasione in cui le due parti si accusano reciprocamente di intransigenza e di avanzare richieste massimaliste. In questo contesto, il Wall Street Journal ha fatto notare come l’attuale crisi si inserisca in un quadro più ampio di ambivalenza tipico dell’approccio di Trump: da un lato la volontà di infliggere una ’’punizione severa’’ all’Iran per il suo programma nucleare, dall’altro il desiderio di evitare un nuovo grande coinvolgimento militare americano nella regione.
6 maggio 2026
Fonte pakistana a Reuters: «Chiuderemo intesa Usa-Iran molto presto»
Gli Stati Uniti e l’Iran sono vicini a un memorandum di una pagina per porre fine alla guerra, ha detto a Reuters una fonte pachistana coinvolta negli sforzi di pace. «Chiuderemo la questione molto presto. Ci siamo quasi», ha detto la fonte all’agenzia britannica come riportato sul sito.
6 maggio 2026
Petrolio accentua cali, Brent a 102,45 dollari, Wti -7,50% a 94,60 dollari
Forte accelerazione dei ribassi dei prezzi del petrolio, con segnali che alimentano le speranze dei mercati sulla tregua tra Usa e Iran allo stretto di Hormuz. A tarda mattina il barile di Brent, il greggio di riferimento del mare del Nord cade del 6,75% a 102,45 dollari. Negli scambi dell’afterhours il West Texas Intermediate cade del 7,50% a 94,60 dollari.
6 maggio 2026
Axios: Usa e Iran vicini a un memorandum, attesa risposta Teheran in 48 ore
La Casa Bianca ritiene di essere vicina a un accordo con l’Iran su un memorandum d’intesa di una sola pagina per porre fine alla guerra e stabilire un quadro di riferimento per negoziati più dettagliati sul nucleare. Lo scrive Axios. Gli Stati Uniti si aspettano risposte dall’Iran su diversi punti chiave nelle prossime 48 ore. L’accordo prevederebbe l’impegno dell’Iran a una moratoria sull’arricchimento nucleare, l’accordo degli Stati Uniti a revocare le sanzioni e a sbloccare miliardi di dollari di fondi iraniani congelati, e la revoca da parte di entrambe le parti delle restrizioni al transito attraverso lo Stretto di Hormuz.
Il memorandum d’intesa di una pagina e 14 punti è in fase di negoziazione tra gli inviati di Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, e diversi funzionari iraniani, sia direttamente che tramite mediatori. Nella sua forma attuale, il memorandum d’intesa dichiarerebbe la fine della guerra nella regione e l’inizio di un periodo di 30 giorni di negoziati per un accordo dettagliato sull’apertura dello stretto, la limitazione del programma nucleare iraniano e la revoca delle sanzioni statunitensi. Secondo due fonti, i negoziati potrebbero svolgersi a Islamabad o a Ginevra. Secondo un funzionario statunitense, le restrizioni iraniane al traffico marittimo attraverso lo stretto e il blocco navale statunitense sarebbero gradualmente revocati durante quel periodo di 30 giorni. Se i negoziati fallissero, le forze statunitensi sarebbero in grado di ripristinare il blocco o riprendere le azioni militari, ha affermato il funzionario statunitense. La durata della moratoria sull’arricchimento dell’uranio è oggetto di intense negoziazioni.
Tre fonti indicano una durata di almeno 12 anni, mentre una suggerisce 15 anni come termine più probabile. L’Iran ha proposto una moratoria di 5 anni, mentre gli Stati Uniti ne hanno richiesti 20. Secondo la fonte, gli Stati Uniti vorrebbero inserire una clausola in base alla quale qualsiasi violazione da parte dell’Iran in materia di arricchimento prolungherebbe la moratoria. Dopo la scadenza della moratoria, l’Iran sarebbe in grado di arricchire l’uranio fino al livello minimo del 3,67%. Due fonti ben informate di Axios hanno anche affermato che l’Iran accetterebbe di rimuovere dal Paese l’uranio altamente arricchito, una priorità chiave degli Stati Uniti che Teheran ha finora respinto. Una fonte ha affermato che una delle opzioni in discussione è il trasferimento del materiale negli Stati Uniti.
6 maggio 2026
Cina: Teheran ha diritto a uso pacifico energia nucleare
“La Cina apprezza l’impegno dell’Iran a non sviluppare armi nucleari e ribadisce il suo legittimo diritto all’uso pacifico dell’energia nucleare”: lo ha detto il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, durante il colloquio avuto oggi a Pechino con l’omologo iraniano Seyed Abbas Araghchi a Pechino, stando a quanto riportato in una nota diffusa dai media cinesi.
6 maggio 2026
Media, Israele invia cherosene in Germania per crisi Hormuz
Israele ha avviato forniture di cherosene verso la Germania su richiesta del ministero dell’Energia tedesco, nel contesto della crisi nello Stretto di Hormuz. Lo hanno reso noto il ministero degli Esteri e quello dell’Energia israeliani, spiegando che la decisione è legata alle tensioni nella regione e alle ripercussioni sul mercato energetico globale. Lo riporta Der Spiegel. Secondo quanto riferito, il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar ha informato dell’iniziativa la ministra tedesca dell’Economia ed Energia tedesca, Katherina Reiche, durante una visita a Berlino. Dalla Germania, tuttavia, non è arrivata per ora alcuna conferma ufficiale. Nei giorni scorsi il ministro dei Trasporti Patrick Schnieder aveva dichiarato che una carenza di cherosene “non è un tema per la Germania”, sottolineando la presenza di raffinerie sufficienti a coprire il fabbisogno. Anche il Consiglio di sicurezza nazionale, riunitosi ad aprile per valutare gli effetti della crisi energetica legata al conflitto con l’Iran, aveva indicato le scorte come “adeguate per un periodo prevedibile”, pur riconoscendo una “situazione tesa” e la necessità di monitorare gli sviluppi.
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6 maggio 2026
Bce: impatto guerra Iran su offerta petrolio superiore alle tre crisi precedenti
L’impatto a breve termine della guerra in Iran e Medio Oriente sull’offerta mondiale di petrolio è superiore a quello registrato complessivamente nelle crisi energetiche precedenti (1973, 1979 e 2022). E’ quanto ha detto Piero Cipollone, membro del consiglio esecutivo Bce, intervenendo a Milano al Festival dello sviluppo sostenibile 2026. “Anche tenendo conto delle misure di attenuazione adottate, quali il reindirizzamento dei flussi petroliferi tramite oleodotti e l’immissione sul mercato delle riserve strategiche, si stima che la contrazione netta dell’offerta si aggiri intorno ai 12 milioni di barili al giorno, pari a circa l’11% dell’offerta nel periodo precedente al conflitto. Il ripristino delle forniture dopo la fine delle ostilità richiederà tempo, in considerazione dei danni subiti da importanti impianti petroliferi. Di conseguenza, i corsi del greggio hanno registrato un’impennata. Anche i prezzi del gas sono aumentati, ma finora in misura molto inferiore rispetto a quanto osservato dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia nel 2022. Tale aspetto è importante nel contesto europeo, data la stretta correlazione tra i prezzi dell’elettricità e del gas”.
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6 maggio 2026
Araghchi sente omologo saudita, «diplomazia e cooperazione»
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi ha parlato al telefono con il ministro degli Esteri saudita Faisal bin Farhan. Nel corso della conversazione, le parti, esaminando i recenti sviluppi regionali, hanno sottolineato la necessità di proseguire sulla via della diplomazia e della cooperazione tra i Paesi della regione per prevenire l’insorgere e l’escalation delle tensioni.
6 maggio 2026
Onu, Israele rilasci immediatamente gli attivisti Flottilla Abukeshek e Avila
“Israele deve rilasciare immediatamente e senza condizioni Saif Abukeshek e Thiago de Avila, membri della Global Sumud Flotilla”: lo chiede il portavoce dell’Ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani, Thameen Al-Kheetan. “Non è un crimine mostrare solidarietà e tentare di portare aiuti umanitari alla popolazione palestinese di Gaza, che ne ha un disperato bisogno”, sottolinea il portavoce in un commento reso noto a Ginevra. I due attivisti “continuano a essere trattenuti senza accusa”. Il portavoce cita gli “inquietanti” resoconti di gravi maltrattamenti subiti da Abukeshek e de Avila, abusi che “devono essere indagati”.
6 maggio 2026
Nave francese colpita nello Stretto di Hormuz, equipaggio ferito
Una nave portacontainer della Cma Cgm è stata “bersaglio di un attacco” nello Stretto di Hormuz, come confermato dalla compagnia di navigazione francese. Lo riportano i media internazionale. Secondo Al-Jazeera e altri media si tratterebbe della nave ’San Antonio’. La compagnia ha aggiunto che l’attacco ha provocato feriti tra i membri dell’equipaggio e danni alla nave. I membri dell’equipaggio feriti sono stati evacuati e stanno ricevendo assistenza medica: stando all’agenzia turca Anadolu, si tratterebbe di cittadini filippini.
6 maggio 2026
Media, «colono israeliano sputa su cattedrale cristiana a Gerusalemme»
Un colono israeliano è stato ripreso in video mentre sputava ripetutamente sulla Cattedrale di San Giacomo a Gerusalemme, una chiesa armena costruita nel XII secolo. Il colono ha anche usato il dito medio di entrambe le mani per formare il simbolo della croce. La notizia e il video sono riportati da Al-Jazeera.
6 maggio 2026
Iran, Cbs: nave cargo colpita nel Golfo Persico, diversi feriti
Una nave cargo è stata colpita probabilmente da un missile da crociera nella regione del Golfo Persico, causando diversi feriti tra i membri dell’equipaggio di nazionalità filippina. Lo hanno riferito due funzionari americani all’emittente Cbs News, precisando che la nave CGM San Antonio è stata colpita nella tarda serata di ieri.
Anche l’agenzia britannica per il traffico commerciale marittimo (Ukmto) ha riferito di aver ricevuto una segnalazione su “una nave mercantile colpita da un proiettile non identificato”. Secondo la Cbs, la nave si trovava vicino a Dubai nella mattinata di ieri, ma non è chiaro se da allora si sia spostata, secondo i dati pubblici di tracciamento.
6 maggio 2026
Lufthansa: da crisi Medio Oriente maggiori costi di cherosene per 1,7 mld nel 2026
“L’attuale chiusura dello Stretto di Hormuz sta provocando una carenza di forniture di cherosene e quindi un significativo aumento dei prezzi. Ciò rappresenta un onere rilevante per la struttura dei costi delle compagnie del Gruppo Lufthansa. Sebbene il fabbisogno di carburante per l’anno in corso sia già coperto per circa l’80% tramite operazioni di hedging su derivati di prodotti petroliferi, l’aumento dei prezzi del cherosene comporta attualmente costi aggiuntivi pari a 1,7 miliardi di euro nel 2026”. E’ quanto rende noto il gruppo nel comunicato sui risultati del primo trimestre in cui si spiega che il Gruppo “intende compensare questo impatto nei prossimi trimestri attraverso maggiori ricavi da biglietti, un’ottimizzazione della rete e ulteriori misure di contenimento dei costi”. Pur non essendo attese al momento restrizioni nelle forniture di carburante negli hub del Gruppo, “una possibile riduzione della disponibilità nella seconda parte dell’anno rappresenta un ulteriore fattore di rischio”.
6 maggio 2026
Teheran, «sull’isola di Qeshm si è attivata nostra difesa aerea»
“I forti rumori uditi sull’isola di Qeshm, nello Stretto di Hormuz, sono stati causati dall’attivazione del sistema di difesa aerea iraniano per contrastare droni da ricognizione e proiettili”. Lo ha affermato il governatore generale della provincia di Hormozgan, citato dall’agenzia Mehr. “Non si sono verificati attacchi, esplosioni o danni”, ha aggiunto. La dichiarazione è giunta dopo che alcune fonti locali avevano segnalato rumori di esplosioni a Qeshm. Le stesse fonti aggiungevano che esplosioni erano state udite anche nei porti di Bandar Abbas e Sirik, entrambi nella provincia di Hormozgan, all’1:30 del mattino ora locale. Il sistema di difesa aerea iraniano è stato ripetutamente attivato nelle ultime settimane per contrastare i droni in altre città, tra cui Teheran, nel contesto del cessate il fuoco con gli Stati Uniti.
6 maggio 2026
Trump sospende Project Freedom: stop alla missione a Hormuz

Project Freedom, la nuova grande operazione navale americana per riaprire lo stretto di Hormuz, è durata solo un giorno o poco più. Il presidente, nell’ultima giravolta a sorpresa sulla guerra con l’Iran, ha decretato ieri notte una «pausa» della missione, che prevedeva scorta e protezione di vascelli commerciali da parte della flotta americana nell’attraversare lo strategico corridoio marittimo.
La decisione ha aperto un nuovo giallo sulle prossime mosse nella crisi. Trump ha detto che la pausa sarà per un «breve periodo di tempo» e ha evocato «grandi progressi» verso un accordo con l’Iran, senza fornire ulteriori dettagli. Ha fatto sapere di voler vedere se è possibile finalizzarlo. Continuerà però immutato, ha aggiunto, il blocco dei porti iraniani.
6 maggio 2026
Iran: Wang ha incontrato Araghchi a Pechino
Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha incontrato a Pechino il suo omologo iraniano Abbas Araghchi per dei colloqui. Lo ha riportato l’agenzia di stampa statale cinese Xinhua, senza fornire ulteriori dettagli. Secondo quanto riportato in precedenza dall’agenzia di stampa iraniana Fars, Araghchi avrebbe “discusso delle relazioni bilaterali e degli sviluppi regionali e internazionali” con Wang. Si tratta del primo faccia a faccia tra i ministri degli Esteri dei due alleati dall’inizio della guerra. Il viaggio di Araghchi precede la visita in Cina, prevista per il 14 e 15 maggio, del presidente americano Donald Trump, che incontrerà il presidente cinese Xi Jinping. Trump ha rimandato il suo viaggio dopo che gli Stati Uniti e e Israele hanno lanciato l’operazione militare contro l’Iran lo scorso 28 febbraio.
6 maggio 2026
Rubio, «l’operazione Epic Fury è conclusa, Trump lo ha notificato al Congresso»
«L’operazione Epic Fury è conclusa. Trump lo ha notificato al Congresso”. Lo ha detto Marco Rubio in un briefing senza fornire altri dettagli. “Adesso c’è l’operazione Project Freedom», ha aggiunto.
Guerra in Iran e Medio Oriente, 6 maggio
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6 maggio 2026
Rubio, «consulteremo l’Italia sul Libano, può essere molto utile»
- L’Italia ha addestrato le forze di polizia e di sicurezza del Libano “la consulteremo certamente, può essere molto utile per quel Paese”. Lo ha detto Marco Rubio in un briefing alla Casa Bianca alla vigilia del suo viaggio in Italia.
6 maggio 2026
Rubio, «bozza risoluzione Onu sulla libertà di navigazione di Hormuz»
Su indicazione del presidente Trump, gli Usa, con Bahrein e partner del Golfo - Arabia Saudita, Eau, Kuwait e Qatar - hanno redatto una bozza di risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu per “difendere la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz”, con lo stop ad “attacchi, posa di mine e pedaggi”. Il segretario di Stato Marco Rubio ha rimarcato la necessità che “l’Iran riveli numero e ubicazione di mine marine posate” e collabori alla loro rimozione, sostenendo un corridoio umanitario, si legge in una nota. L’auspicio è di voto “nei prossimi giorni” col sostegno di Consiglio di Sicurezza e “un’ampia base di co-sponsor”.
6 maggio 2026
Iran: Trump sospende «Project Freedom, per Teheran “fa marcia indietro”»
Il presidente americano Donald Trump ha annunciato la sospensione del ’Project Freedom’ per favorire un accordo con l’Iran. La decisione, che Trump ha reso noto sul suo Truth Social, è stata presa su richiesta del Pakistan, principale mediatore tra Washington e Teheran, ha spiegato il presidente americano. Secondo l’agenzia di stampa iraniana Tasnim, Trump ’’fa marcia indietro’’. Come si legge sull’agenzia di stampa Isna, Trump avrebbe annullato l’operazione “a seguito delle ferme posizioni e degli avvertimenti ricevuti dall’Iran’’. E denuncia il ’’fallimento degli Stati Uniti nel raggiungere i suoi obiettivi con Project Freedom’’.






