Siamo tutti un po’ dittatori. Le determinanti socio-culturali dell’altruismo
L’esperimento del “dictator game” ci aiuta a capire quali sono i parametri che ci spingono verso l’egoismo o, al contrario, a donare
di Vittorio Pelligra
8' di lettura
I punti chiave
8' di lettura
Quando gli economisti assumono che il comportamento degli agenti nei mercati e nelle organizzazioni è guidato esclusivamente dal self-interest fanno un'operazione di semplificazione metodologica tipica di ogni scienza. Si costruiscono modelli semplificati della realtà per poter creare strumenti concettuali sufficientemente maneggevoli da poter essere utilizzati nella pratica per prevedere i comportamenti individuali e gli esiti sociali e per poter essere guidati nelle scelte normative e di politica economica.
In questo secondo caso, quando l'approccio smette di essere puramente descrittivo e diventa prescrittivo, le cose si possono complicare un po'. Nelle scienze sociali- e l'economia è una scienza sociale - infatti, realtà osservata e osservatore interagiscono fortemente e le strutture concettuali che vengono utilizzate per conoscere una certa realtà, in qualche caso, possono intervenire modificando quella stessa realtà.
Né solo autointeressati, né solo altruisti
È indicativo a riguardo il detto “Buone leggi fanno buoni cittadini”. Ciò significa che le istituzioni, l'insieme di regole e le strutture di interazione che progettiamo sulla base delle nostre costruzioni teoriche, co-evolvono assieme alle preferenze e alle modalità comportamentali dei soggetti che le abitano. In molti casi progettare istituzioni per soggetti autointeressati rende i soggetti più autointeressati.
Se c'è una cosa che i recenti studi di economia comportamentale hanno messo in luce è che l'essere umano non è né totalmente autointeressato, né totalmente altruista. È una realtà complessa fatta di motivazioni plurali, che ci fanno vacillare ora verso un polo ora verso l'altro. Ma soprattutto siamo dei “cooperatori condizionali”. Siamo fortemente influenzati, cioè, da quello che fanno gli altri, da quello che gli altri si aspettano da noi, da quello che crediamo gli altri credano sia la cosa giusta da fare.
Provate a pensare, per esempio, ad una raccolta fondi per la ricerca scientifica sulle malattie genetiche. Tipicamente in TV durante la giornata dedicata alle donazioni si mostra sempre un totalizzatore che, in tempo reale, mostra l'ammontare delle donazioni ricevute. Le persone che donano sono altruiste, ma non solo. Se fossero solo altruiste, infatti, sarebbero esclusivamente interessate al benessere degli altri, in questo caso dei beneficiari dei risultati della ricerca. Sapere, quindi, che molti altri hanno donato sarebbe già, di per sé, un guadagno in questo senso, contribuirebbe a soddisfare il nostro senso di altruismo.






