Il gusto e il blu di Santa Cesarea Terme, perla dell’estate salentina
A Diso per il Mohala Boutique Hotel e le luminarie
Un’altra escape interessante può avere come meta Diso, paese celeberrimo per le sue chiese in pietra leccese tra le quali troneggia quella dedicata ai santi patroni Filippo e Giacomo. E per la tradizione delle luminarie che calamitano qui nei mesi estivi migliaia di appassionati. Adesso, sulla centralissima via Filippo Bottazzi in quella che era la locale manifattura dei tabacchi, ha fatto la propria roboante comparsa il Mohala Boutique Hotel. L’architettura esterna originaria è stata sostanzialmente rispettata, invece all’interno Alessandro Boracci ha dato vita, sotto la regia di Celeste Orlandi, a un’autentica oasi tropicale dove le piante esotiche vivono in armonia con le strutture e sculture in corten realizzate dall’artista Daniele Dell’Angelo Custode. Ogni stanza in questa selva flamboyant “scivola” nella piscina tra ponti e terrazze in legno, pietra e ferro. La passione per il surf e le Hawaii ha contagiato intensamente Boracci, il quale ha destinato l’ipogeo a fungere da spa onirica tra volte a stella e pilastri in pietra leccese dove la grande ipnotica piscina è colma di acqua marina. Lo chef Giuseppe Amato, reduce dalle esperienze formative nelle cucine di Gualtiero Marchesi e Alain Ducasse, sperimenta con estro creativo piatti fantasiosi, anche vegetali, tra i quali spiccano gli spaghetti alla clorofilla.
