La nave offshore "Zakher Duty" nel porto di Fujairah, mentre il conflitto tra Stati Uniti e Israele con l'Iran limita il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz, a Fujairah, negli Emirati Arabi Uniti, il 6 maggio 2026. REUTERS/Amr Alfiky REUTERS

07 maggio 2026

Guerra ultime notizie. Hormuz, nuova agenzia iraniana per pedaggi. Wsj: Usa valutano riavvio Project Freedom

Libano, razzo su base Unifil del contingente italiano: nessun ferito

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7 maggio 2026

Media Teheran: scontro a fuoco con «nemico» vicino isola Qeshm

Le forze armate iraniane hanno ingaggiato uno scontro a fuoco con il «nemico» nei pressi dell’isola di Qeshm, nello Stretto di Hormuz. Lo ha riferito l’agenzia Fars, vicina ai Guardiani della Rivoluzione, secondo cui «le sezioni commerciali del molo Bahman, sull’isola iraniana di Qeshm, sono state colpite durante uno scambio di fuoco tra le forze armate della Repubblica islamica e il nemico».

7 maggio 2026

Trump sente Von der Leyen, «Completamente uniti su minaccia nucleare Teheran»

Il presidente americano Donald Trump e la presidente della Commissione Europea, Ursula Von der Leyen, sono «completamente uniti nel ritenere che l’Iran non possa mai avere un’arma nucleare. Abbiamo concordato che un regime che uccide il proprio popolo non possa controllare una bomba capace di uccidere milioni di persone». Lo ha reso noto lo stesso Trump su Truth Social.

7 maggio 2026

Araghchi: «Bozza risoluzione Onu unilaterale, narrazione faziosa»

L’Iran ha respinto la bozza di risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che chiede a Teheran di interrompere gli attacchi, il posizionamento di mine e l’imposizione di pedaggi nello Stretto di Hormuz. In una lettera inviata al segretario generale dell’Onu e ai leader degli Stati membri, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha definito il testo «unilaterale», accusandolo di contenere «narrazioni selettive e faziose». Secondo Araghchi, «la navigazione nello Stretto di Hormuz tornerà alla normalità solo con una fine permanente della guerra e con la revoca del blocco e delle sanzioni contro l’Iran». Il capo della diplomazia iraniana ha inoltre sostenuto che le attuali restrizioni nel passaggio strategico del Golfo siano il risultato della “guerra aggressiva, ingiustificata e illegale” condotta da Stati Uniti e Israele contro la Repubblica islamica.

7 maggio 2026

Teheran: esplosioni udite vicino a una città portuale nel sud dell’Iran

L’agenzia di stampa Fars News, affiliata al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, ha riferito che i residenti di Bandar Abbas, nel sud dell’Iran, hanno udito diversi rumori simili a esplosioni nei pressi della città portuale, aggiungendo che la fonte e l’esatta ubicazione rimangono sconosciute. Lo riporta Iran International.

7 maggio 2026

Teheran: «Nemmeno un litro petrolio attraverserà Hormuz senza permesso»

L’Iran non riaprirà lo Stretto di Hormuz e nessuna petroliera potrà attraversare senza l’autorizzazione di Teheran. Lo ha dichiarato Ebrahim Rezaei, portavoce della Commissione parlamentare iraniana per la Sicurezza nazionale e la Politica estera, ribadendo la linea dura della Repubblica islamica sul controllo della strategica via marittima del Golfo. «Non potranno far passare nemmeno un litro di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz senza il permesso della Repubblica islamica - ha affermato Rezaei - aggiungendo che - se gli americani vedranno anche la minima concessione o ritirata da parte nostra, diventeranno sicuramente ancora più audaci».

7 maggio 2026

Libano, 2.727 i morti in raid israeliani dal 2 marzo

Il ministero della Salute libanese ha reso noto oggi che i raid israeliani hanno causato la morte di 12 persone in Libano nelle ultime 24 ore. Secondo il ministero, dall’inizio della guerra con Hezbollah, il 2 marzo, i bombardamenti israeliani hanno ucciso 2.727 persone in Libano, di cui 187 di età pari o inferiore a 18 anni. Gli attacchi hanno inoltre ferito altre 8.438 persone. Il ministero ha inoltre affermato che tra le vittime figurano 103 operatori sanitari, la maggior parte dei quali paramedici. Gli attacchi israeliani hanno danneggiato 16 ospedali, costringendone 3 alla chiusura, ha aggiunto il ministero, precisando che l’attacco ha danneggiato 26 strutture di pronto soccorso e 123 ambulanze.

7 maggio 2026

Iran, Usa: «Liberare immediatamente Premio Nobel Mohammadi»

Gli Stati Uniti hanno esortato l’Iran a liberare immediatamente la premio Nobel per la Pace Narges Mohammadi, dopo che i suoi sostenitori hanno lanciato l’allarme sulle sue condizioni di salute, sostenendo che la dissidente rischi di morire in carcere. «Chiediamo al regime iraniano di rilasciarla immediatamente e di garantirle le cure mediche di cui ha bisogno. Il mondo sta osservando», ha scritto su X Riley Barnes, vice segretario di Stato americano per i diritti umani.

Uno spazio vuoto a indicare che la vincitrice del Premio Nobel per la Pace Narges Mohammadi non era presente durante la cerimonia di premiazione tenutasi al Municipio di Oslo, in Norvegia, il 10 dicembre 2023. NTB/Javad Parsa via REUTERS

L’attivista iraniana per i diritti umani, 54 anni, è stata incarcerata più volte negli ultimi 25 anni per il suo impegno contro la pena di morte e contro l’obbligo del velo imposto alle donne iraniane. Arrestata lo scorso dicembre dopo aver criticato le autorità religiose, è stata condannata a febbraio a diversi anni di carcere con accuse che includono attentato alla sicurezza nazionale. Secondo i suoi sostenitori, Mohammadi si troverebbe «tra la vita e la morte» dopo un ricovero d’urgenza avvenuto nel fine settimana. Vincitrice del Premio Nobel per la Pace nel 2023, la dissidente aveva criticato anche la guerra lanciata da Stati Uniti e Israele contro l’Iran, sostenendo che i bombardamenti colpiscono soprattutto la popolazione civile e finiscono per rafforzare il potere della Repubblica islamica.

7 maggio 2026

Tajani: «A Hormuz possibile Aspides con diverse regole ingaggio»

«Noi siamo disposti a inviare navi» a Hormuz, «abbiamo dragamine e altre navi. Crediamo che dovrebbe esserci una missione internazionale, potrebbe anche essere un Aspides con diverse regole d’ingaggio», ma «è importante che sia una missione internazionale: può essere delle Nazioni Unite, dell’Unione Europea o frutto di un accordo internazionale, ma sempre per garantire una missione di difesa, per sminare Hormuz e garantire la libertà di navigazione insieme ad altri Paesi. Siamo pronti a fare la nostra parte, ma prima deve finire la guerra”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un punto stampa a Wiesbaden.

7 maggio 2026

Teheran pubblica un video delle navi MSC Francesca ed Epaminondas nello Stretto di Hormuz

L’agenzia di stampa iraniana Fars ha pubblicato un video che mostra le navi MSC Francesca ed Epaminondas nello Stretto di Hormuz. Le due navi sono state attaccate il 22 aprile dalla Guardia Rivoluzionaria iraniana e condotte nelle acque territoriali iraniane.

7 maggio 2026

Wsj: Usa valutano di riavviare l’operazione Project Freedom

Gli Stati Uniti stanno valutando di riavviare l’operazione Project Freedom per guidare le navi commerciali fuori dallo Stretto di Hormuz forse già in settimana. Lo riporta il Wall Street Journal, citando alcune fonti secondo le quali l’Arabia Saudita e il Kuwait hanno rimosso le restrizioni sull’uso delle loro basi e del loro spazio aereo, imposte quando l’operazione è stata lanciata.

7 maggio 2026

Wsj, dopo scontro su Project Freedom A.Saudita e Kuwait revocano restrizioni a forze Usa

L’Arabia Saudita e il Kuwait hanno revocato le restrizioni imposte all’uso delle loro basi e del loro spazio aereo da parte delle forze Usa, introdotte in seguito all’avvio dell’operazione americana Project Freedom per riaprire lo Stretto di Hormuz. Lo riporta il Wall Street Journal, riferendo che secondo funzionari statunitensi e sauditi consultati dal quotidiano, questo passo rimuove un ostacolo aveva intralciato l’operazione militare che mirava a far transitare le navi mercantili attraverso lo Stretto. Secondo fonti Usa citate dal Wsj, l’amministrazione Trump sta ora valutando di riavviare l’operazione di scorta alle navi commerciali, con il supporto navale e aereo, che era stata sospesa dopo sole 36 ore all’inizio di questa settimana. Non è ancora chiaro quando l’operazione potrà riprendere, sebbene funzionari del Pentagono abbiano indicato una tempistica che potrebbe vedere la ripresa già nel corso di questa settimana. L’operazione Project Freedom, scrive il Wsj, aveva scatenato una grave disputa nelle relazioni militari tra Arabia Saudita e Stati Uniti, innescando una serie di telefonate di alto livello tra Trump e il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, con il rischio di una rottura del patto di sicurezza tra Washington e Riad.

7 maggio 2026

Qatar: «Sicurezza Hormuz è responsabilità internazionale condivisa»

Garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz è una «responsabilità internazionale condivisa». Lo ha dichiarato l’ambasciatrice del Qatar alle Nazioni Unite, Alya Ahmed Saif al-Thani, intervenendo sul progetto di risoluzione dedicato alla sicurezza del passaggio strategico, definito di «grande importanza» sia a livello regionale che globale. Secondo la diplomatica, l’attuale situazione nello stretto “non solo mette a rischio la stabilità economica globale e la sicurezza energetica, ma aggrava anche le crisi umanitarie e mina la stabilità regionale”. L’apertura dello stretto, ha aggiunto, è una «esigenza prevista dalle convenzioni delle Nazioni Unite» e rappresenta una «responsabilità condivisa della comunità internazionale». Il Qatar, ha concluso l’ambasciatrice, «auspica di continuare a lavorare intensamente con gli Stati membri per garantire il sostegno a questa tempestiva risoluzione sulla sicurezza».

7 maggio 2026

Cnn, Teheran impone nuove regole per transito Hormuz

L’Iran sta imponendo nuove regole per il transito nello Stretto di Hormuz, nel tentativo di rafforzare il controllo sulla via marittima strategica e consolidare i propri presunti vantaggi. Secondo un documento visionato dalla Cnn, Teheran ha introdotto un protocollo che obbliga le navi commerciali a rispettare nuove procedure di autorizzazione, pena il rischio di attacchi. Il modulo, intitolato “Vessel Information Declaration”, è emesso dalla nuova Autorità iraniana per lo Stretto del Golfo Persico e deve essere compilato da tutte le imbarcazioni in transito per garantire il passaggio in sicurezza.

7 maggio 2026

Idf, invariate linee guida di emergenza per la popolazione civile

L’esercito israeliano ha comunicato che le linee guida difensive del Comando per il Fronte Interno rimarranno invariate fino a domenica sera. Attualmente, non ci sono restrizioni nel Paese, ad eccezione delle aree al confine nord, dove vi è un limite agli assembramenti. Dal cessate il fuoco con l’Iran, le linee guida vengono prorogate periodicamente, senza finora aver riscontrato aggiornamenti.

7 maggio 2026

Papa 45 minuti a colloquio con Rubio, lavorare instancabilmente per la pace

Quarantacinque minuti di colloquio, in cui «è stato rinnovato il comune impegno per coltivare buone relazioni bilaterali tra la Santa Sede e gli Stati Uniti d’America» e in cui è stata espressa «la necessità di lavorare instancabilmente in favore della pace». Questo, come riferito dalla Santa Sede, l’esito del tanto atteso faccia a faccia tra Papa Leone XIV e il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, che si è tenuto giovedì mattina in Vaticano. Il commento della Santa Sede è arrivato solo nel pomeriggio, oltre due ore dopo l’uscita dal territorio vaticano di Rubio, con un comunicato di 7 righe. Un testo in cui si sono definiti “cordiali” i colloqui avvenuti. Rubio ha incontrato prima il Papa e poi il segretario di Stato della Santa Sede, cardinale Pietro Parolin.

Un contatto diretto che è avvenuto dopo che nelle ultime settimane il presidente Usa Donald Trump ha attaccato a più riprese il Pontefice, che dal canto suo ha risposto con pacatezza, ma in maniera ferma.

Senza paura. Secondo quanto riferito dal Vaticano, nel colloquio si è parlato di Medioriente, con particolare attenzione al Libano e all’Iran, di Africa e di Cuba. A proposito dell’isola caraibica è stata espressa la «necessità di dare un sostegno al popolo cubano in questo momento difficile». Rubio ha scritto X di aver incontrato Papa Leone XIV «per sottolineare il nostro impegno comune per promuovere pace e dignità umana», mentre il portavoce del Dipartimento di Stato Usa, Tommy Pigott, ha messo in evidenza che l’appuntamento «ha sottolineato il solido rapporto fra gli Stati Uniti e la Santa Sede».

Il Papa non ha mancato di rimarcare l’importanza della pace anche nello scambio di doni. Prevost, che ha ricevuto un piccolo fermacarte di cristallo a forma di palla da football, in omaggio alla sua passione sportiva, ha donato a Rubio una penna realizzata in legno d’ulivo. «L’ulivo è ovviamente la pianta della pace», ha detto il Pontefice. Chiuso il capitolo Rubio, venerdì Leone è a Pompei e Napoli. Qui celebrerà il primo anniversario dalla sua elezione al Soglio di Pietro, avvenuta lo scorso 8 maggio.

7 maggio 2026

Usa sanzionano viceministro iracheno del petrolio

L’Amministrazione Trump ha annunciato una serie di sanzioni contro «individui ed entità che sfruttano le ricchezze petrolifere dell’Iraq per finanziare il terrorismo del regime iraniano nella regione». Tra i soggetti sanzionati, riferisce una nota del dipartimento di Stato, figura Ali Maarij al-Bahadly, viceministro del Petrolio dell’Iraq, «il quale ha abusato della sua posizione governativa per dirottare il petrolio iracheno a sostegno del regime iraniano e dei suoi gruppi terroristici affiliati. Nell’ambito di un piano volto a eludere le sanzioni, il petrolio iraniano veniva fraudolentemente miscelato con quello iracheno e venduto a beneficio dell’Iran». L’intervento Usa, inoltre, colpisce alti funzionari delle milizie terroristiche allineate con l’Iran, Kata’ib Sayyid Al-Shuhada e Asa’ib Ahl Al-Haq, nonché aziende del settore petrolifero che sostengono queste milizie.

7 maggio 2026

Compagnie del Golfo, ripresa fragile mentre volano i prezzi dei biglietti

C’è aria di ritorno alla normalità negli Emirati Arabi Uniti, dove è stata ripristinata la piena operatività del trasporto aereo dopo mesi di interruzioni causate dal conflitto tra Usa, Israele e Iran, segnando un importante passo avanti verso la ripresa dei viaggi regionali e degli hub chiave, tra cui Dubai e Abu Dhabi. La compagnia di bandiera Emirates ha ripreso quasi l’80% delle sue operazioni da Dubai, secondo il sito web di monitoraggio dei voli Flightradar24. Il vettore con sede a Dubai ha riportato un utile netto record per l’intero anno e ha affermato che le sue solide riserve di liquidità lo aiuteranno a superare la crisi. I volumi di Air Arabia ed Etihad sono intorno al 60% dei livelli di febbraio, mentre Qatar Airways e flydubai si attestano al 51%.

Per i viaggiatori in transito da Dubai e Abu Dhabi si tratta di un ritorno a spostamenti più fluidi e di un passaggio cruciale per l’intero settore dell’aviazione regionale. Questi aeroporti internazionali operavano sotto severe restrizioni da febbraio, quando è iniziata l’escalation del conflitto e centinaia di voli vennero cancellati per la chiusura dello spazio aereo. Tuttavia, la ripresa rischia di essere fragile e ha subito una battuta d’arresto lo scorso lunedì, quando gli attacchi con droni hanno costretto i voli diretti negli Emirati Arabi Uniti a dirottare verso Muscat, in Oman, o Riyadh, in Arabia Saudita.

7 maggio 2026

Hormuz, Iran istituisce nuova agenzia per riscuotere pedaggi

L’Iran ha istituito una nuova agenzia governativa per autorizzare il transito e riscuotere i pedaggi dalle navi nello stretto di Hormuz, secondo quanto reso noto dalla società di dati marittimi Lloyd’s List Intelligence. La mossa ha sollevato preoccupazioni in merito all’erosione della libertà di navigazione, da cui dipende il commercio globale.

L’agenzia, denominata Autorità dello Stretto del Golfo Persico, «si sta ponendo come l’unica autorità legittima a concedere il permesso di transito alle navi», ha riferito Lloyd’s in un briefing online seguito dalla Associated Press. Lloyd’s ha affermato che l’autorità ha inviato via e-mail un modulo di richiesta per le navi che desiderano attraversare lo stretto.

7 maggio 2026

Teheran, su memorandum Usa non siamo ancora giunti a una conclusione

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha dichiarato all’agenzia Irna che l’Iran sta esaminando i messaggi con la mediazione del Pakistan e che «l’Iran non è ancora giunto a una conclusione e non ha fornito alcuna risposta alla parte americana» sul memorandum in 14 punti proposto dagli Stati Uniti.

7 maggio 2026

L’Iran rischia di diventare l’Alcatraz di Trump

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il presidente cinese Xi Jinping  in occasione del summit bilaterale al Gimhae International Airport, a margine del summit APEC di Busan, in Corea del Sud, il 30 ottobre 2025. REUTERS/Evelyn Hockstein REUTERS

Donald Trump è entrato nella guerra iraniana come un giocatore d’azzardo che, dopo una notte di sconfitte, decide di puntare anche la casa pur di convincere il tavolo di avere ancora il controllo. Il problema è che il tavolo, stavolta, è il mondo. E il mondo ha iniziato a capire che il grande illusionista di Mar-a-Lago bluffa male e governa peggio.

L’attacco a Teheran doveva essere la solita “Trumpata” risolutiva: qualche missile, molto testosterone geopolitico e poi il ritorno del cowboy alla Casa Bianca con in mano petrolio, deterrenza e consenso elettorale. Invece il banco è saltato. E ora il presidente americano si ritrova ostaggio della stessa roulette che pensava di truccare. Perché le guerre nate senza strategia hanno una caratteristica crudele: non finiscono quando lo decide chi le inizia. Finiscono quando il costo politico diventa insostenibile. E il costo, oggi, sta mordendo ferocemente le caviglie dell’America trumpiana: Hormuz sotto minaccia, petrolio nervoso, benzina in rialzo, inflazione che rialza la testa. Tradotto in linguaggio elettorale: incubo puro. Il presidente che aveva promesso pane, benzina economica e orgoglio nazionale rischia di consegnare agli elettori esattamente il contrario.

7 maggio 2026

Prossima settimana nuovi colloqui Libano-Israele a Washington

Libano e Israele terranno un nuovo ciclo di colloqui il 14 e 15 maggio a Washington. «Si terranno colloqui tra Libano e Israele giovedì e venerdì della prossima settimana a Washington», ha affermato un funzionario del dipartimento di Stato citato dal Guardian.

7 maggio 2026

Iran, circa 1.500 le navi bloccate ad Hormuz

Sono circa 1.500 le navi ancora bloccate nello Stretto di Hormuz, con un totale di 20 mila persone di equipaggio: lo ha reso noto il Segretario generale dell’Organizzazione Marittima Internazionale, Arsenio Dominguez.

«Si tratta di persone innocenti che svolgono quotidianamente il loro lavoro a beneficio del resto del Paese» e che «si ritrovano intrappolate da situazioni geopolitiche al di fuori del loro controllo», ha concluso.

I resti di un drone sono stati collocati su una barca, sull'isola di Hormuz, in Iran, in questo screenshot tratto da un video diffuso il 6 maggio 2026. Pool via WANA (West Asia News Agency)/ via REUTERS Il terreno, la disposizione del porto e le costruzioni corrispondono alle riprese dei media, alle immagini d'archivio e alle immagini satellitari. Coordinate del porto: 27.09129388217049, 56.4442018973673. Data non verificata, ma non è stata trovata online alcuna versione precedente del video pubblicata prima del 6 maggio. I rottami visibili nel filmato corrispondevano alle immagini d'archivio del serbatoio esterno di carburante del General Atomics MQ-9A ER Reaper. Arun Dawson, dottorando in Studi sulla Guerra presso il Freeman Air and Space Institute, ha inoltre dichiarato a Reuters che l’oggetto mostrato nel video sembra corrispondere maggiormente al serbatoio esterno di carburante di un General Atomics MQ-9A ER Reaper (noto anche come Predator B) operato dagli Stati Uniti

7 maggio 2026

Cia: «L’Iran può resistere 3-4 mesi al blocco navale degli Usa»

Secondo un’analisi della Cia consegnata questa settimana all’amministrazione di Donald Trump, l’Iran può resistere al blocco navale americano per almeno tre o quattro mesi prima di dover affrontare difficoltà economiche più gravi.

7 maggio 2026

Pronto a ripartire il negoziato Usa-Iran. Trump: «Accordo entro una settimana»

Bambine sfruttate per la propaganda del regime degli Ayatollah a Teheran APN

Donald Trump si affida ad una nuova escalation diplomatica per risolvere la guerra con l’Iran, anche se sempre accompagnata da minacce di devastanti riprese delle ostilità in caso il dialogo fallisca. Ha sottoposto a Teheran una proposta che porrebbe subito fine al conflitto riavviando una fase negoziale. Un piano che, tra riserve, il regime iraniano sta esaminando. Le prossime ore e giorni potrebbero rivelarsi decisive per un superamento o meno dell’impasse: le parti, hanno assicurato fonti americane, non sarebbero mai state così vicine a un compromesso.

«Credo ci siano ottime possibilità che finisca» la guerra, ha detto Trump alla rete pubblica Pbs, suggerendo che un compromesso può essere a portata di mano, prima del suo viaggio in Cina per un summit con Xi Jinping la prossima settimana. «Se non finirà, dovremo tornare a bombardamenti a tappeto», ha tuttavia aggiunto. Successivamente ha affermato che Washington è in contatto con esponenti iraniani che vogliono un’intesa. Che i colloqui sono «buoni» e Teheran accetterebbe di non avere armi atomiche.

7 maggio 2026

Iran: “delfini kamikaze” in Stretto Hormuz per rimozione mine, Pentagono nega uso di Teheran

Le forze armate degli Stati Uniti non stanno utilizzando delfini kamikaze per la rimozione delle mine nello Stretto di Hormuz. Una fonte al Pentagono, consultata da Adnkronos, ha negato tale ipotesi. Ma questo non significa che Washington non ne abbia. Le parole del funzionario seguono quelle del Segretario alla Difesa Pete Hegseth che, questa settimana, è stato costretto a smentire l’affermazione – a fronte delle crescenti preoccupazioni – secondo cui l’Iran avrebbe addestrato tali mammiferi per compiere attacchi suicidi contro le forze statunitensi e il traffico mercantile nell’importante via marittima. Il possibile impiego dei delfini nelle operazioni militari solleva questioni complesse, secondo gli esperti: non solo se paesi come l’Iran dispongano di animali marini addestrati, ma anche se abbiano sviluppato le competenze necessarie per operare efficacemente con essi.

«Per gli esseri umani, imparare a sfruttare al meglio le capacità dei delfini rappresenta una sfida», ha detto Scott Savitz ad Adnkronos, ingegnere senior presso il think tank Rand Corporation ed esperto di contromisure contro le mine. La questione non è «se gli iraniani possano o meno disporre di animali fisicamente presenti e dotati di un certo addestramento, bensì se siano stati gli iraniani stessi ad addestrarsi» per lavorare con i delfini, sostiene l’ingegnere. Savitz ha spiegato che, in passato, furono impiegati per individuare eventuali mine, ma dopo che i conflitti erano terminati. Non sono mai stati usati come kamikaze. «Le ostilità erano sostanzialmente cessate», ha affermato. «Non si cerca certo di aprirsi la strada combattendo con l’ausilio dei delfini». Durante un briefing al Pentagono, martedì, a Pete Hegseth era stato chiesto conto delle «notizie su delfini kamikaze» apparse su alcuni organi di stampa, dopo che l’Iran ha sostenuto di poter impiegare armi finora inutilizzate nel conflitto in corso da due mesi. Nel 2000, la Bbc aveva riferito che Teheran aveva acquistato in passato dei delfini addestrati per operazioni militari. Hegseth ha quindi risposto alla domanda, che sembrava scaturire da un precedente articolo del Wall Street Journal secondo cui l’Iran starebbe cercando il modo di infrangere il blocco dello stretto imposto da Trump e avrebbe potuto utilizzare «delfini armati di mine» per attaccare le navi da guerra statunitensi. «Non posso confermare né smentire se disponiamo di delfini kamikaze, ma posso confermare che loro (l’Iran, ndr) non ne hanno», ha affermato il Segretario.

7 maggio 2026

Islamabad, ci aspettiamo un accordo presto

«Ci aspettiamo un accordo presto piuttosto che tardi». A dichiararlo, parlando delle trattative per mettere fine alla guerra in Iran, è stato oggi il portavoce del ministero degli Esteri, Tahir Andrabi. «Speriamo che le parti giungano a una soluzione pacifica e sostenibile che contribuisca non solo alla pace nella nostra regione, ma anche alla pace internazionale». Il portavoce non ha tuttavia fornito informazioni precise sui tempi, sottolineando che il Pakistan non avrebbe rivelato i dettagli degli sforzi diplomatici in corso. «Quello che posso dirvi, e questo è quanto ho già affermato in precedenza, è che rimaniamo positivi, rimaniamo ottimisti e speriamo che l’accordo venga raggiunto prima piuttosto che poi».

7 maggio 2026

Fao, a rischio forniture alimentari in seconda metà 2026 e in 2027

Secondo il direttore generale della Fao, Qu Dongyu, la scarsità globale di fertilizzanti causata dalle perturbazioni nello Stretto di Hormuz comporterà rese inferiori e un’ulteriore contrazione delle disponibilità alimentari nella seconda metà del 2026 e nel corso del 2027. Intervenendo alla riunione ministeriale dei Paesi Med9++ su ’Sostegno alla sicurezza alimentare e all’accesso ai fertilizzanti’, il Dg ha parlato di «un momento di grande difficoltà. Non si tratta soltanto di una crisi geopolitica, ma di uno shock al cuore stesso del sistema agroalimentare globale». «L’agricoltura risponde a un calendario colturale che non può essere posticipato - spiega - i fertilizzanti devono essere distribuiti in momenti precisi del ciclo produttivo. Se non arrivano in tempo, i raccolti ne risentono, indipendentemente da ciò che accade in seguito». In pratica, anche un ritardo di poche settimane costringe gli agricoltori a ridurre l’impiego di fertilizzanti o a rinunciare del tutto alla concimazione. E gli impatti attuali - dice - non si limitano ai prezzi presenti, ma si trasmettono ai raccolti futuri. I paesi dipendenti dalle importazioni in Africa, Asia e in alcune zone del Medio Oriente figurano tra i più esposti, ma nessun paese è al riparo dalla crisi, avverte Qu Dongyu. Tre, per il direttore generale della Fao, le aree prioritarie di intervento coordinato. Nel breve termine,bisogna mantenere il funzionamento delle catene di approvvigionamento facilitando rotte commerciali alternative, evitando restrizioni alle esportazioni, sostenendo l’accesso degli agricoltori agli input produttivi e proteggendo le filiere umanitarie. Nel medio termine, serve un rafforzamento del coordinamento regionale, la diversificazione delle fonti di fertilizzanti e di energia nonché un sostegno mirato alle economie più vulnerabili.

7 maggio 2026

Francia, portaerei De Gaulle in Mar Rosso è segnale forte

La viceministra della Difesa francese, Alice Rufo, ha confermato in un’intervista a Bfmtv che la portaerei Charles de Gaulle si trova nel Mar Rosso, dopo aver attraversato il Canale di Suez, definendo la mossa un «segnale forte» della disponibilità della Francia ad “«agire affinché possa riprendere la libertà di circolazione nello stretto di Hormuz». «Si tratta di un preposizionamento», ha aggiunto. «Dobbiamo far valere le nostre richieste alle parti belligeranti» ha dichiarato Rufo, ritenendo che «non siamo belligeranti, ma ne subiamo le conseguenze». Rufo ha precisato che «sono in corso riunioni di pianificazione» per «aggregare ulteriori risorse» di altri Paesi europei. «Ciascuno deve poter svolgere il proprio ruolo; vi sono altri Paesi che dispongono di mezzi, come la Spagna, l’Italia e i Paesi Bassi, con i quali stiamo lavorando intensamente per costruire questa coalizione che consentirà di agire», ha continuato. Dopo aver ribadito che la Francia non è parte belligerante in questo conflitto, la viceministra ha affermato: «Non credo che assumere una posizione diplomatica sia da codardi o da deboli. Ritengo invece che la diplomazia debba essere dotata di mezzi credibili per sostenere in modo credibile una posizione».

7 maggio 2026

Trump: «Iraniani vogliono un accordo, ottimi colloqui nelle ultime 24 ore»

Donald Trump ha affermato che un accordo con l’Iran per porre fine alla guerra in Medio Oriente è «molto possibile» dopo gli «ottimi colloqui» che ci sono stati.

7 maggio 2026

Petrolio accentua i cali, Brent a 97,50 dollari, Wti a 91,25

Si accentuano nel pomeriggio i cali dei prezzi del petrolio, sempre sulla scia delle speranze di un accordo di tregua tra Usa e Iran. Il barile di Brent, il greggio di riferimento del mare del Nord cala del 3,72% a 97,50 dollari. A New York il West Texas Intermedie perde oltre il 4% a 91,25 dollari.

7 maggio 2026

Libano, razzo su base Unifil del contingente italiano: nessun ferito

Un razzo è caduto all’interno della base di Shama, sede del contingente italiano di Unifil Sector West questo pomeriggio. Non si registrano feriti tra il personale italiano, solo lievi danni a un mezzo militare.

Il ministro della Difesa Guido Crosetto, si apprende dal ministero della Difesa, è in contatto con il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Portolano, con il Comandante del COVI, Generale di Corpo d’Armata Iannucci e con il Comandante del contingente italiano per seguire costantemente l’evoluzione della situazione.

Sono attualmente in corso accertamenti per valutare con precisione la provenienza del razzo, nonché la dinamica dell’accaduto.

7 maggio 2026

Hezbollah lancia razzi e droni contro truppe Idf in sud Libano

Hezbollah ha lanciato nelle ultime ore diversi razzi e droni esplosivi contro le truppe israeliane schierate nel sud del Libano. Lo ha affermato l’esercito dello stato ebraico.

I razzi e alcuni dei droni sono stati abbattuti, mentre alcuni droni sono esplosi vicino alle forze dello stato ebraico.

Secondo l’esercito, nessuno è rimasto ferito a causa di questi attacchi.

7 maggio 2026

Israele, Smotrich: via 3.000 alberi per distruggere Stato palestinese

Il ministro delle Finanze israeliano, Bezalel Smotrich, ha ordinato all’Amministrazione civile delle Forze di Difesa Israeliane (Idf), l’organo di governo israeliano in Cisgiordania, di sradicare 3.000 alberi per «distruggere l’idea» di uno Stato palestinese. Lo riporta Haaretz, ricordando che dal febbraio 2023 Smotrich è a capo della maggior parte dell’Amministrazione Civile.

Il partito del ministro, Sionismo Religioso, ha dichiarato che Israele ha «cacciato gli arabi che si erano impossessati di terreni statali in Samaria», sostenendo che i palestinesi avrebbero piantato illegalmente gli alberi su terreni di proprietà statale israeliana in Cisgiordania. Secondo il partito, Israele avrebbe sradicato 200 dunam (20 ettari) di alberi in «diversi punti di occupazione abusiva» nella zona.

«Stiamo portando avanti una politica decisa e inflessibile per proteggere i terreni statali e promuovere gli insediamenti - ha detto l’esponente dell’estrema destra - stiamo costruendo la Terra d’Israele e distruggendo l’idea di uno Stato palestinese».

I parenti piangono i propri cari durante il funerale dei palestinesi uccisi in un attacco israeliano mercoledì, nella città di Gaza, il 7 maggio 2026. REUTERS/Dawoud Abu Alkas

7 maggio 2026

Tajani: nasce coalizione su fertilizzanti e sicurezza alimentare

«Oggi nasce una coalizione che si occuperà della sicurezza alimentare e dei fertilizzanti, in modo che attraverso Hormuz, una volta arrivato il cessate il fuoco duraturo, possano arrivare strumenti fondamentali per tante popolazioni, in modo particolare dell’Africa che sono in difficoltà, ma anche la nostra agricoltura ha bisogno di fertilizzanti». Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani parlando a margine di una riunione alla Farnesina. «Con un impegno forte dei paesi Med9 che è l’organizzazione dei Paesi dell’Unione Europea che si affacciano sul Mediterraneo, più i Paesi dei Balcani, più i Paesi dell’area del Golfo, i Paesi dell’Africa del Nord, e della Lega Araba nel complesso, si crea un gruppo di lavoro permanente che seguirà minuto per minuto l’evolversi della soluzione per dare risposte concrete e permettere alle nostre agricolture e soprattutto ai differenti Paesi dell’area di poter avere attraverso Hormuz i necessari rifornimenti».

7 maggio 2026

Teheran dovrebbe rispondere oggi alla proposta Usa

L’Iran potrebbe rispondere oggi alla proposta degli Stati Uniti sulla fine della guerra. Lo riporta la Cnn citando una fonte informata sul dossier.

7 maggio 2026

Nella notte telefonata tra Netanyahu e Trump

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha parlato nella notte con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump al termine della riunione del consiglio dei ministri per la Sicurezza Politica. Lo riporta Ynet. La convocazione del consiglio dei ministri e il colloquio tra i due leader si sono svolti in un contesto di notizie di progressi nei negoziati tra Stati Uniti e Iran per un accordo che ponga fine alla guerra.

 

7 maggio 2026

Iran: premier Pakistan, in contatto con Usa e Teheran giorno e notte

Il primo ministro del Pakistan, Shehbaz Sharif, intervenendo in un discorso trasmesso in televisione, ha affermato che Islamabad rimane in “contatto costante con l’Iran e gli Stati Uniti, giorno e notte, per porre fine alla guerra e prolungare il cessate il fuoco”.

7 maggio 2026

Fertilizzanti, allarme costi sull’urea: «A rischio pane, pasta e riso»

 (Adobe Stock)

Dove non arrivano la guerra e le tensioni geopolitiche arriva il quadro regolatorio europeo. È allarme nel settore dei fertilizzanti innanzitutto per le tensioni nello stretto di Hormuz dal quale passa circa un terzo della produzione mondiale di concimi. Il loro mancato arrivo sui mercati sta incendiando i prezzi. L’urea, uno dei fertilizzanti più utilizzati (prodotto in buona parte in Medio Oriente) ad aprile ha fatto segnare un balzo dei prezzi dell’80% rispetto ad aprile ’24.

7 maggio 2026

Iran, Pezeshkian annuncia di aver incontrato la Guida suprema

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato di aver incontrato di recente la Guida suprema Mojtaba Khamenei. Lo riporta l’agenzia di stampa Tasnim.

7 maggio 2026

Iran, Tajani: dirò a Rubio che solo diplomazia può portare la pace

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, in apertura della Riunione ministeriale MED 9++ “Sostegno alla sicurezza alimentare e accesso ai fertilizzanti” a Hormuz, ha affermato che, nell’incontro di domani in Farnesina, rappresenterà la posizione dei paesi dell’area al Segretario di Stato americano Marco Rubio, sottolineando come “una soluzione diplomatica è l’unica strada verso una pace duratura”.

“Siamo pronti a fare la nostra parte a Hormuz, in un’operazione multilaterale difensiva, quando le condizioni lo consentiranno”, ha specificato inoltre Tajani, osservando come “la sicurezza marittima e la libertà di navigazione sono priorità assolute”.

7 maggio 2026

Iran, portaerei Charles de Gaulle «preposizionata» nel Mar Rosso

La portaerei francese Charles de Gaulle ha attraversato il Canale di Suez e si trova ora nel Mar Rosso. “Si tratta di un preposizionamento”, ha detto la ministra delegata per le Forze Armate, Alice Rufo, sottolineando in un’intervista all’emittente Bfmtv che vuole essere un “segnale molto forte della nostra prontezza ad agire perchè si possa ripristinare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz”.

Il ministro ha spiegato che il dispiegamento è stato deciso “a sostegno della coalizione proposta dal presidente (Emmanuel Macron) per la libertà di navigazione marittima”, precisando che sono “circa 50 i paesi coinvolti”. Rufo ha quindi riferito di “riunioni di pianificazione in corso” per “mettere insieme ulteriori risorse” da altri paesi europei, citando, ad esempio, la disponibilità espressa dalla Germania a schierare una fregata specializzata nello sminamento.

“Ognuno deve poter fare la sua parte - ha proseguito - ci sono altri paesi che hanno mezzi, come Spagna, Italia e Paesi Bassi, con cui stiamo collaborando molto per costruire questa coalizione che ci permetterà di agire”.

7 maggio 2026

Media, ucciso in raid israeliano il figlio del leader di Hamas al-Hayya

Il figlio del leader di Hamas Khalil al-Hayya è morto a causa delle ferite riportate in un attacco israeliano avvenuto ier: lo ha fatto sapere l’ospedale Al-Shifa, ripreso da Haaretz. Al-Hayya, capo dell’ufficio politico di Hamas, aveva dichiarato ad Al Jazeera che suo figlio era in condizioni critiche dopo essere rimasto gravemente ferito in un attacco israeliano nella Striscia di Gaza.

7 maggio 2026

Barrot, «Rrevoca sanzioni senza riapertura Hormuz è fuori discussione»

E’ ’’fuori discussione’’ che la Francia revochi le sanzioni imposte sull’Iran se questo non consente il passaggio delle navi dallo Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri francese Jean Noel Barrot affermando a Rtl che “è fuori discussione che le sanzioni possano essere revocate finché uno stretto come lo Stretto di Hormuz rimarrà bloccato”. Barrot ha detto che “nel breve termine, è essenziale che lo Stretto di Hormuz possa essere riaperto”, aggiungendo che “lo stretto è un patrimonio comune dell’umanità” e “non può essere bloccato, assoggettato a pedaggi o usato come strumento di pressione’’.

7 maggio 2026

Media, in corso negoziati per riapertura graduale di Hormuz nelle prossime ore

Sono in corso scambi diplomatici volti alla graduale apertura dello Stretto di Hormuz: lo riporta la televisione saudita Al Arabiya. L’emittente ha affermato che si attendono notizie riguardanti le navi bloccate nel canale nelle prossime ore. Una fonte pakistana ha riferito ad Al Arabiya che l’Iran dovrebbe rispondere oggi alla proposta statunitense di un accordo sul nucleare, confermando una precedente notizia della Cnn.

7 maggio 2026

Hormuz, Iran nega coinvolgimento in attacco a nave sudcoreana

L’Iran ha negato “fermamente” qualsiasi coinvolgimento delle proprie forze armate nei danni subiti da una nave sudcoreana nello stretto di Hormuz, dopo che il presidente Usa Donald Trump aveva attribuito l’incidente a un attacco iraniano.

“L’ambasciata della Repubblica islamica dell’Iran respinge fermamente e nega categoricamente qualsiasi accusa riguardante il coinvolgimento delle forze armate della Repubblica islamica dell’Iran nell’incidente che ha causato danni a una nave coreana nello stretto di Hormuz”, ha dichiarato l’ambasciata iraniana a Seoul in una nota.

Lunedì una nave battente bandiera panamense, operata dalla compagnia sudcoreana HMM, ha subito un’esplosione ed è stata colpita da un incendio nello stretto di Hormuz. Il ministero degli Esteri sudcoreano ha precisato che la causa dell’incendio potrà essere confermata solo dopo il rimorchio della nave in porto e l’ispezione tecnica del mezzo.

La nave portarinfuse battente bandiera panamense HMM Namu, a Guangzhou, nella provincia cinese del Guangdong, il 5 gennaio 2026. Foto scattata con un cellulare. HMM/Foto fornita tramite REUTERS La compagnia di navigazione sudcoreana HMM ha confermato che la nave ha preso fuoco ed è rimasta bloccata nello Stretto di Hormuz il 4 maggio

Nella nota, Teheran ha collegato il contesto dello stretto alle tensioni militari in corso. “Fin dall’inizio delle azioni aggressive condotte dagli Stati uniti e dal regime israeliano contro l’Iran, la Repubblica islamica dell’Iran ha ripetutamente sottolineato che lo stretto di Hormuz costituisce parte integrante della sua geografia difensiva nel contrasto agli aggressori e ai loro sostenitori”, ha affermato l’ambasciata.

7 maggio 2026

Gaza, morto il figlio del leader di Hamas ferito in attacco Idf

Azzam Khalil Al-Hayya, figlio del leader di Hamas nella Striscia di Gaza, Khalil Al-Hayya, è morto per le gravi ferite riportate nell’attacco lanciato ieri dalle Forze di difesa israeliane (Idf) a Gaza City. Lo riportano i media palestinesi. Nell’intervista ad Al Jazeera in cui aveva riferito delle gravi condizioni del figlio, il leader di Hamas ha dichiarato che l’attacco è “un messaggio politico inequivocabile di Israele ai negoziatori di Hamas: o il negoziatore si arrende e il leader palestinese si sottomette, oppure questo è quello che lo aspetta, a lui, a suo figlio e ai figli del suo popolo”.

7 maggio 2026

Iran: Islamabad, «impossibile sapere quanto Washington e Teheran siano vicini ad accordo»

Il Ministero degli Esteri pakistano ha commentato i contatti tra Stati Uniti e Iran, rifiutandosi di fornire dettagli sull’accordo che, a quanto pare, si sta delineando tra le parti. “Accogliamo con favore la notizia di un possibile accordo, ma in qualità di mediatori, non rischieremo la fiducia delle parti rivelando dettagli”, si legge in un comunicato ministeriale. “È impossibile sapere quanto le due parti siano vicine o lontane dalla firma di un accordo, ma siamo ottimisti”.

7 maggio 2026

Iran, Trump ha sospeso Project Freedom dopo no di Riad a uso base

Il presidente americano Donald Trump ha sospeso la missione Project Freedom, lanciata per facilitare il passaggio delle navi nello Stretto di Hormuz, dopo che l’Arabia saudita ha informato gli Stati Uniti che non avrebbe permesso alle forze americane di utilizzare la base aerea Prince Sultan, situata a sud-est di Riad, o di sorvolare lo spazio aereo saudita a sostegno dell’operazione. E’ quanto hanno riferito due funzionari americani all’emittente Nbc, sottolineando che Riad, come gli altri paesi del Golfo, non erano stati consultati nè informati prima del lancio della missione.

Secondo le due fonti, neanche una telefonata di Trump al principe ereditario saudita Mohammed bin Salman sarebbe riuscita a risolvere la questione, costringendo il presidente a sospendere Project Freedom per ripristinare l’accesso delle forze Usa allo spazio aereo.

7 maggio 2026

«L’Iran offre supporto alle navi in transito nello stretto di Hormuz»

L’Organizzazione Portuale e Marittima dell’Iran (Pmo) ha emesso un avviso formale ai comandanti delle navi, dichiarando la disponibilità del Paese a fornire servizi marittimi pubblici, supporto tecnico e assistenza sanitaria e medica al traffico commerciale nel canale navigabile e nelle acque adiacenti. Lo riporta la agenzia iraniana semi-ufficiale Mehr. Il messaggio, spiega la agenzia, è stato trasmesso via radio Vhf marittima tre volte al giorno per tre giorni consecutivi, invitando i comandanti e gli armatori a richiedere rifornimenti, carburante, assistenza medica o articoli di riparazione autorizzati. La Pmo ha affermato che la misura rientra “nelle responsabilità sovrane dell’Iran in materia di sicurezza della navigazione e servizi portuali in uno dei corridoi di transito più strategici al mondo”.

7 maggio 2026

Iran, Usa vogliono stop 20 anni arricchimento uranio per accordo pace

Gli Stati uniti chiedono all’Iran una moratoria di 20 anni sull’arricchimento dell’uranio e l’abbandono delle scorte nucleari esistenti come parte di un possibile accordo di pace. Lo ha riferito il Wall Street Journal, citando alti funzionari americani.

Washington chiede inoltre a Teheran di smantellare gli impianti nucleari di Fordow, Natanz e Isfahan, vietare le attività nucleari sotterranee e accettare ispezioni.

Il presidente Usa Donald Trump ha intanto previsto una rapida conclusione del conflitto militare con l’Iran, mentre proseguono i negoziati.

7 maggio 2026

Iran inizia a ripristinare impianti petrolio-gas danneggiati

L’Iran ha iniziato a ripristinare gli impianti petroliferi e del gas danneggiati durante il conflitto con Stati uniti e Israele, hanno riferito funzionari iraniani. “Durante la guerra di 40 giorni, gli impianti petroliferi sono stati danneggiati e colpiti. La priorità è ripristinarli il più rapidamente possibile e il processo sta procedendo correttamente fino a oggi”, ha detto il ministro iraniano del Petrolio Mohsen Paknejad all’emittente di stato.

7 maggio 2026

L’Iran nega di aver colpito una nave mercantile sudcoreana nello Stretto di Hormuz

L’Iran ha negato oggi qualsiasi coinvolgimento nell’esplosione avvenuta lunedì a bordo di una nave mercantile sudcoreana nello Stretto di Hormuz. Teheran “respinge fermamente e nega categoricamente qualsiasi accusa riguardante il coinvolgimento delle forze armate della Repubblica islamica nell’incidente che ha causato danni a una nave coreana nello Stretto di Hormuz”, ha dichiarato l’ambasciata iraniana a Seul in un comunicato.

Guerra in Iran e Medio Oriente, 7 maggio

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7 maggio 2026

Cnn, l’Iran dovrebbe rispondere alla proposta Usa oggi

L’Iran dovrebbe rispondere alla bozza d’intesa americana oggi. Lo riferiscono fonti informate alla Cnn. Nelle ultime ore si è parlato di una risposta di Teheran nei prossimi due giorni o comunque prima del viaggio di Donald Trump in Cina, il 14-15 maggio.

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