
11 maggio 2026
Guerra, ultime notizie. Trump: cessate il fuoco in Iran è molto debole, 1% di chance di tenere
Trump sull’Iran: «Non mi piace la loro lettera. È inappropriata. Non mi piace la loro risposta»
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Sintesi per punti
11 maggio 2026
Media: Pakistan offre rifugio ad aerei Iran
Funzionari statunitensi hanno dichiarato alla Cbs che il Pakistan ha fornito un rifugio sicuro agli aerei militari iraniani, pur agendo da mediatore tra Iran e Stati Uniti nel tentativo di raggiungere un cessate il fuoco. Il rapporto afferma che, poco dopo l’annuncio del cessate il fuoco da parte del presidente statunitense Donald Trump all’inizio di aprile, Islamabad ha permesso agli aerei militari iraniani di rifugiarsi nelle sue basi aeree, apparentemente per evitare che venissero colpiti dall’esercito statunitense.
11 maggio 2026
Usa: nuove sanzioni contro la vendita di petrolio dell’Iran alla Cina
Gli Usa hanno imposto nuove sanzioni contro 12 tra individui ed entità che hanno venduto o contribuito a vendere il petrolio dell’Iran alla Cina. Lo annuncia il dipartimento del Tesoro sul sito definendo le nuove misure parte dell’operazione “Economic fury”. «Mentre le forze armate iraniane tentano disperatamente di riorganizzarsi, l’operazione ”Economic Fury” continuerà a privare il regime dei finanziamenti destinati ai suoi programmi bellici, ai suoi gruppi terroristici e alle sue ambizioni nucleari», ha dichiarato il segretario Scott Bessent.
11 maggio 2026
Iran: pronti per tutte le opzioni
- “Le nostre forze armate sono pronte a rispondere in modo esemplare a qualsiasi aggressione: strategie sbagliate e decisioni sbagliate avranno sempre un risultato sbagliato, tutto il mondo lo ha già capito. Siamo pronti per tutte le opzioni: rimarranno sbalorditi”. Lo scrive su X il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, dopo che Donald Trump ha detto che la tregua con l’Iran è di fatto appesa a un filo.
Il presidente degli Stati Uniti Donald J. Trump. EPA/Aaron Schwartz / POOL EPA
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11 maggio 2026
Trump: cessate il fuoco? 1% chance di tenere
Il presidente statunitense, Donald Trump, ha definito il cessate il fuoco con l’Iran “debolissimo, attaccato alle macchine per sopravvivere, dopo quella proposta spazzatura che ci hanno mandato”. “Ha l’1% di chance di tenere”, ha detto il presidente.
11 maggio 2026
Trump: soluzione diplomatica molto possibile
Una soluzione diplomatica tra Usa e Iran e’ ancora “molto possibile”. Lo ha detto il presidente americano, Donald Trump, lamentandosi pero’ della leadership “disonorevole” di Teheran: “Ricordatevi che e’ al terzo livello. Il primo non c’e’ piu’: erano irragionevoli. Il secondo era piu’ ragionevole. Al terzo nessuno vuole essere presidente”. Stando a Trump gli iraniani “cambiano idea”, in riferimento alla proposta ricevuta dall’Iran.
11 maggio 2026
Trump: mio piano il migliore di sempre
“Molte persone si chiedono: ’ha un piano?’. Certo che ho un piano, ed è il piano migliore di sempre”. Lo ha detto il presidente americano Donald Trump, rispondendo nello Studio Ovale a una domanda sull’Iran all’indomani della controproposta di Teheran, definita “inaccettabile” dal tycoon.
11 maggio 2026
Media: Trump valuta ripristino operazione «Project Freedom» a Hormuz
Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato di stare valutando la possibilità di ripristinare l’operazione ’Project Freedom’ a Hormuz, sospesa dopo pochi giorni dal suo inizio, ma questa volta con un ambito “più ampio” rispetto alla semplice scorta di navi attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo ha reso noto Fox News citando un’intervista telefonica effettuata con il tycoon. Trump ha aggiunto di non aver ancora preso una decisione definitiva sulla ripresa del progetto.
11 maggio 2026
Hormuz, Oman: «Urgente iniziativa umanitaria per liberare le navi»
Il ministro degli Esteri dell’Oman, Sayyid Badr al-Busaidi, ha incontrato il Segretario Generale dell’Organizzazione Marittima Internazionale (Imo), Arsenio Dominguez per discutere la situazione nello Stretto di Hormuz. “Abbiamo discusso della questione marittima nello Stretto di Hormuz, dell’importanza del rispetto del diritto internazionale e della sovranità sulle acque territoriali”, ha scritto al-Busaidi sul suo profilo di X.
“È urgente attuare un’iniziativa umanitaria per liberare le navi nel Golfo, in sicurezza e in collaborazione con gli Stati rivieraschi”, ha concluso.
11 maggio 2026
Ambasciatore iraniano a Pechino: «Sosteniamo il piano di pace della Cina»
In vista della visita di Donald Trump in Cina questa settimana, Abdolreza Rahmani Fazli, ambasciatore iraniano in Cina, ha scritto su X che l’Iran è pronto a sostenere il piano in quattro punti di Xi per il Golfo. “La Repubblica Islamica dell’Iran ha annunciato la propria disponibilità a sostenere il piano in quattro punti del Presidente della Repubblica Popolare Cinese, volto a stabilire una sicurezza stabile e uno sviluppo condiviso nella regione del Golfo Persico, questione che è stata altresì sottolineata durante l’incontro tra i ministri degli Esteri dei due Paesi”, ha scritto.
11 maggio 2026
Iran: ministro Esteri Oman vede capo Imo, focus su Hormuz
Il ministro degli Esteri dell’Oman, Sayyid Badr bin Hamad Al Busaidi, ha incontrato il Segretario Generale dell’Organizzazione Marittima Internazionale (Imo), Arsenio Dominguez, per discutere del diritto alla libera navigazione nella regione e nello Stretto di Hormuz. Secondo il ministero degli Esteri di Muscat, Al-Busaidi ha ribadito la necessità di rispettare il diritto internazionale e il diritto del mare, “nonché gli sforzi compiuti per affrontarli attraverso mezzi amichevoli e pacifici, in cooperazione con tutte le parti interessate”. In un altro post su X, Al-Busaidi ha affermato che c’è “un bisogno urgente di promuovere un’iniziativa umanitaria per liberare le navi nel Golfo, in sicurezza e in cooperazione con gli stati rivieraschi”.
11 maggio 2026
Crosetto: ipotesi avvicinamento navi a Hormuz ma missione non parte

«Un conto è far avvicinare le navi e un altro è dirigerle direttamente verso Hormuz. In quest’ultimo caso servirebbe prima l’approvazione di una nuova missione, che prevede prima la tregua, poi una cornice giuridica e infine l’autorizzazione parlamentare. Un altro conto è fare avvicinare le navi: non sarebbe una missione Hormuz, ma un altro tipo di missione che si configurerebbe all’interno di altre missioni. In questo senso mi sono state prospettate dallo Stato maggiore una serie di ipotesi, tra queste Gibuti. In ogni caso ne parleremo con il Parlamento da mercoledì». Così all’agenzia Ansa il ministro della Difesa, Guido Crosetto.
I contorni di un eventuale missione a Hormuz, per ristabilire un libera navigazione nello Stretto, a cui il governo aderirebbe solo con un cessate il fuoco stabilizzato, dovrebbero infatti essere più chiari mercoledì 13 maggio, quando Crosetto e il ministro degli Esteri Antonio Tajani si presenteranno davanti alle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato “sulle iniziative internazionali per il ripristino della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz”.
11 maggio 2026
Guterres (Onu): «Aprire Hormuz, si rischia crisi umanitaria»
Il blocco dello Stretto di Hormuz ha provocato un forte aumento dei prezzi dell’energia e dei fertilizzanti, pertanto lo stretto deve essere riaperto completamente senza restrizioni, ha dichiarato oggi il Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres in una conferenza stampa a Nairobi.
“Abbiamo assistito a un forte aumento dei prezzi a causa del blocco dello Stretto di Hormuz, ed è per questo che riteniamo assolutamente essenziale riaprirlo completamente e senza restrizioni. Abbiamo chiesto a entrambe le parti di farlo”, ha dichiarato il segretario generale dell’Onu. “Questo è l’unico modo per riportare i prezzi dell’energia e dei fertilizzanti ai livelli prebellici, e questo è vitale per paesi come il Kenya”, ha proseguito Guterres.
Secondo il Segretario generale delle Nazioni Unite, diversi Paesi rischiano già una crisi alimentare a causa della carenza di fertilizzanti. “Ora è la stagione della semina e, senza fertilizzanti, è facile immaginare che l’anno prossimo rischiamo di affrontare un grave problema di sicurezza alimentare. È in questo momento che l’apertura dello Stretto di Hormuz senza restrizioni è essenziale nell’interesse dell’intera comunità internazionale”, ha sottolineato il segretario generale.
“Non ha senso che un conflitto tra pochi paesi abbia un impatto tale da minare l’economia globale”, ha sostenuto Guterres.
11 maggio 2026
L’aiuto del Brasile a Cuba fermato dalle sanzioni contro Petrobras

SAN PAOLO - Un Paese che versa in condizioni disperate, nel pieno di una crisi energetica drammatica, Cuba. E un Paese-amico con un significativo surplus di produzione petrolifera, il Brasile. Una situazione che potrebbe prefigurare un accordo virtuoso, magari scandito da un cronogramma di rimborsi e restituzioni. Quindi un contesto ottimale in cui la reciprocità si dispiega proprio come gli economisti la teorizzano.
Peccato che...«Na vida real o problema è muito mais profundo». Così recita un proverbio brasiliano, «nella vita reale il problema è molto più profondo». I sofisticati meccanismi finanziari che governano Wall Street ostacolano qualsiasi accordo.
11 maggio 2026
Iran: stampa rilancia scenari di guerra con Stati Uniti e Israele
La stampa iraniana torna a evocare uno scenario di confronto diretto con Stati Uniti e Israele dopo il recente scambio di proposte sul dossier nucleare, respinto dal presidente Donald Trump. Le prime pagine dei principali quotidiani di Teheran, infatti, oggi sono dominate da toni di preparazioni militare e messaggi di fermezza contro le pressioni esterne. Il quotidiano “Kayhan”, tra i più influenti e ritenuto un tempo allineato alla defunta Guida Suprema, Ali Khamenei, apre con il titolo «I missili ed i droni del Corpo dei Guardiani della Rivoluzione sono puntati contro navi e basi nemiche». Ancora più esplicito “Resalat”, sempre di area principalista, che scrive: «La macchina da guerra americana non può resistere alla potente ondata dell’offensiva iraniana nel Golfo». Il quotidiano contiene anche un editoriale che evoca l’ipotesi di una «ritorsione per Beirut», in riferimento all’alleanza con Hezbollah. Il quotidiano “Iran” sottolinea in un titolo che «negoziare non significa arrendersi» e che «la palla è ora nel campo di Washington», dopo che Teheran ha inviato la propria risposta agli Stati Uniti tramite intermediari pakistani. Toni sempre marcatamente militari emergono dal quotidiano conservatore “Hamshahri Tehran”, che apre con il tema della «zona di guerra iraniana». Infine, Jam-e Jam parla di «direttive del Comandante», riferendo nuove decisioni attribuite alla Guida Suprema, Mojtaba Khamenei, in vista di un possibile confronto. «Le forze armate sono in attesa dell’ordine di aprire il fuoco», si legge.
11 maggio 2026
Missione di Bessent a Tokyo tra pressioni economiche e rassicurazioni politiche

NEW DELHI - Il Segretario del Tesoro americano Scott Bessent atterra domani a Tokyo con un duplice mandato. Mettere pressione sul piano fiscale e monetario e rassicurare su quello politico. Gli incontri con la premier Sanae Takaichi e la ministra delle Finanze Satsuki Katayama sono confermati. Quello con il governatore della Bank of Japan Kazuo Ueda resta in dubbio. Ma dei tre – oltre che quello meno ortodosso – è anche il meno necessario, visto che i due si conoscono ormai da una decina d’anni e le pressioni per una politica monetaria accomodante vengono dal governo.
I tempi stretti – mercoledì la delegazione del Tesoro sarà già a Seul per parlare con il vicepremier cinese He Lifeng in vista del vertice tra il presidente americano Donald Trump e il suo omologo cinese Xi Jinping – non consentiranno a Bessent di fare molto altro. Difficile che il Segretario del Tesoro ne faccia una malattia. Per lui si tratta del terzo viaggio in Giappone in 10 mesi, dopo quelli di luglio e ottobre, e del 55esimo da quando – nel 1990, in veste di investitore per il fondo di George Soros – piantò le tende per tre mesi all’Okura, il gioiello modernista che, segno del destino, sorge proprio di fronte all’ambasciata americana.
11 maggio 2026
Iran, Netanyahu tiene una riunione sulla sicurezza nel suo ufficio
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu sta tenendo una riunione sulla sicurezza nel suo ufficio a Gerusalemme, secondo quanto riferito al Times of Israel dall’ufficio di uno dei partecipanti. L’incontro si svolge dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha respinto la risposta dell’Iran alla sua proposta di cessate il fuoco, e in vista dei colloqui diretti tra Israele e Libano che si terranno a Washington nel corso di questa settimana.
11 maggio 2026
Araghchi parla con omologo saudita, focus su sviluppi diplomatici
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha avuto un colloquio telefonico con il suo omologo saudita, Faisal bin Farhan. Lo ha riferito il ministero degli Esteri di Teheran, precisando in una breve nota che i due hanno discusso degli ultimi sviluppi relativi agli sforzi diplomatici in corso tra Stati Uniti e Iran per risolvere la crisi, condotti con la mediazione pakistana.
11 maggio 2026
Crosetto, ipotesi avvicinamento navi a Hormuz ma missione non parte
“Un conto è far avvicinare le navi e un altro è dirigerle direttamente verso Hormuz. In quest’ultimo caso servirebbe prima l’approvazione di una nuova missione, che prevede prima la tregua, poi una cornice giuridica e infine l’autorizzazione parlamentare. Un altro conto è fare avvicinare le navi: non sarebbe una missione Hormuz, ma un altro tipo di missione che si configurerebbe all’interno di altre missioni. In questo senso mi sono state prospettate dallo Stato maggiore una serie di ipotesi, tra queste Gibuti. In ogni caso ne parleremo con il Parlamento da mercoledì”. Così all’ANSA il ministro della Difesa, Guido Crosetto
11 maggio 2026
A Hormuz calano dell’89% transiti, merci ferme per 23,7 miliardi dollari
Lo Stretto di Hormuz movimenta il 37% del petrolio mondiale via mare e il 28% del Gpl globale: le tensioni nell’area hanno provocato un calo dell’89% dei transiti giornalieri in pochi mesi. E’ quanto emerge dal nuovo numero del report “Port Infographics” realizzato da Assoporti ed Srm (Centro studi che fa capo al gruppo Intesa Sanpaolo). Quasi 1.000 navi risultano ferme nel Golfo, per un valore stimato di 23,7 miliardi di dollari di merci trasportate, con impatti sulle catene globali di approvvigionamento.
Il Canale di Suez, secondo il report di Assoporti e Srm, nel 2025 registra traffici ancora inferiori del 48% rispetto al 2022, mentre le rotte alternative via Capo di Buona Speranza allungano ancora fino al 120% le distanze percorse dalle navi. Le deviazioni delle rotte comportano un aumento fino a 20 giorni di navigazione aggiuntivi e rincari significativi dei costi logistici e del bunkeraggio. Dall’analisi emerge inoltre come il 74% delle merci trasportate via mare nel mondo è costituito da rinfuse liquide e solide: oltre 9 miliardi di tonnellate di commodity strategiche; nel 2025 il trasporto marittimo mondiale ha raggiunto quota 13 miliardi di tonnellate movimentate, confermando il ruolo centrale dello shipping nell’economia globale; le rinfuse liquide rappresentano il 37% delle merci movimentate nei porti Ue, mentre le solide incidono per il 20%. Nel 2025 i porti italiani, secondo l’analisi, hanno superato i 510 milioni di tonnellate di merci movimentate (+3,5%). I container crescono del 7,1%, raggiungendo quasi 13 milioni di Teu. Anche per l’Italia strategiche le rinfuse solide che aumentano del 7,1%, mentre le rinfuse liquide crescono del +1,8%. Nei porti italiani aumenta il traffico passeggeri raggiungendo 75 milioni di viaggiatori, di cui oltre 14 milioni di crocieristi.
11 maggio 2026
Iran: Sud Corea condanna attacco nave a Hormuz, risponderemo
La Corea del Sud ha condannato l’attacco subito il 4 maggio nello Stretto di Hormuz contro una nave mercantile gestita da una compagnia di navigazione coreana e ha dichiarato che intende rispondere non appena verrà identificata la fonte dell’attacco. “Condanniamo questo con la massima fermezza”, ha detto ai giornalisti Wi Sung-lac, consigliere per la sicurezza nazionale del presidente sudcoreano, “attraverso ulteriori indagini cercheremo di identificare i responsabili dell’attacco, il tipo esatto di proiettile e le sue dimensioni”. Lo riporta il Guardian.
11 maggio 2026
Tajani: «Pronti a fare la nostra parte con dragamine»
“Noi siamo pronti a fare la nostra parte anche successivamente, inviando dragamine per garantire la libertà di navigazione e quindi sminare lo Stretto”, ha dichiarato oggi a Bruxelles il ministro degli Esteri Antonio Tajani, ricordando che “mercoledì saremo in Parlamento con il ministro Guido Crosetto per illustrare alle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato qual è la posizione del governo, cosa intende fare e cosa sta facendo, in modo che possa esserci un confronto costante con Camera e Senato”
11 maggio 2026
Teheran, Cina consapevole che guerra ci è stata imposta
“La Cina è pienamente consapevole che si è trattato di una guerra necessaria. È stata una guerra imposta all’Iran. Non si è trattato di un incidente di emergenza, ma è la continuazione delle azioni unilaterali degli Stati Uniti, che continuano a violare le leggi e i regolamenti internazionali”. Lo ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei, come riporta Al Jazeera. “Per la Cina, la stabilità e la sicurezza nel Golfo Persico, nel Golfo di Oman e nell’Estremo Oriente sono di massima priorità, e i cinesi coglieranno l’occasione per mettere in guardia contro qualsiasi misura incalcolabile o atto illegale da parte degli Stati Uniti, che continuerebbe a minare non solo la sicurezza e la stabilità regionale, ma anche la sicurezza economica globale”, ha aggiunto.
11 maggio 2026
Teheran, paesi Ue non si facciano coinvolgere da arroganza Usa e Israele
L’Iran ha “chiaramente dichiarato agli europei che non devono cedere alle arroganze di Stati Uniti e Israele”. Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei, come riporta Al Jazeera. “Dovrebbero astenersi dal compiere qualsiasi mossa che possa compromettere i loro interessi”, ha aggiunto, “come ho già detto, questa guerra non è solo immorale, ma anche illegale. Gli Stati Uniti e Israele hanno iniziato la loro aggressione contro l’Iran; questi Paesi europei non dovrebbero farsi ingannare e farsi coinvolgere in questa faccenda”. “Qualsiasi intervento nello Stretto di Hormuz o nel Golfo Persico porterebbe a ulteriori complicazioni. Anzi, non farebbe altro che esacerbare i prezzi; ci auguriamo che i Paesi del mondo agiscano in modo responsabile”, ha concluso Baghaei
Per Approfondire
11 maggio 2026
Iran: Teheran, «proposta a Usa è legittima e generosa»
E’ «legittima e generosa’» la proposta che l’Iran ha presentato agli Stati Uniti e che propone di porre fine alla guerra e di riaprire lo Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei, aggiungendo che Washington continua a sostenere richieste irragionevoli e unilaterali. “La nostra richiesta è legittima: chiediamo la fine della guerra, la revoca del blocco e della pirateria, nonché lo sblocco dei beni iraniani ingiustamente congelati nelle banche a causa delle pressioni statunitensi”, ha affermato Baghaei. “Il passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz e la garanzia della sicurezza nella regione e in Libano erano altre richieste dell’Iran, considerate un’offerta generosa e responsabile per la sicurezza regionale”, ha concluso Baghaei.
11 maggio 2026
Iran: Netanyahu, «con fine regime crolleranno Hezbollah, Hamas e Houthi»
La fine del regime degli Ayatollah a Teheran comporterà il crollo “come un’impalcatura” dei gruppi filo-iraniani in Yemen, gli Houthi, di Hamas a Gaza e in Libano di Hezbollah. Lo ha dichiarato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in una intervista alla Cbs. Rispondendo a una domanda sulla possibilità di rovesciare il regime iraniano, Netanyahu ha risposto: “Credo che non si possa prevedere quando accadrà. E’ possibile? Sì. E’ garantito? No. Ma posso dirvi che si debba procedere gradualmente e poi crolla”.
11 maggio 2026
Petroliera passa Hormuz usando rotta indicata da forze armate di Teheran
Una petroliera Vlcc (Very Large Crude Carrier) che trasportava greggio iracheno ha attraversato lo stretto di Hormuz ieri, utilizzando una rotta designata dalle forze armate iraniane. Lo riporta l’agenzia di stampa Tasnim News, affiliata ai pasdaran. Secondo Tasnim si tratta della Agios Fanourios che, dopo aver lasciato lo Stretto, si trova ora nel Golfo dell’Oman, diretta al porto vietnamita di Nghi Son.
11 maggio 2026
Mohammadi rilasciata su cauzione per ricevere cure mediche a Teheran
Le autorità iraniane hanno rilasciato su cauzione Narges Mohammadi, Premio Nobel per la Pace 2023, la quale è stata trasferita a Teheran per ricevere cure mediche, ha annunciato oggi la sua fondazione. Dopo dieci giorni di ricovero a Zanjan, nel nord dell’Iran, dove stava scontando la sua pena, le “è stata concessa la sospensione della pena in cambio di una cospicua cauzione”, ha dichiarato la sua fondazione in un comunicato. Narges Mohammadi è stata trasferita in ambulanza in un ospedale di Teheran “per essere curata dalla sua équipe medica”, ha aggiunto.
Guerra in Iran e Medio Oriente, 11 maggio
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11 maggio 2026
Iran: media, «uomo giustiziato per spionaggio a favore Cia e Mossad»
L’Iran ha giustiziato un uomo condannato per spionaggio a favore del Mossad e dei servizi segreti statunitensi. Lo riferisce l’agenzia di stampa Mizan, organo ufficiale della magistratura iraniana, precisando che Erfan Shakourzadeh aveva lavorato presso un’organizzazione scientifica coinvolta in attività satellitari e che aveva condiviso informazioni scientifiche classificate con servizi di intelligence stranieri. L’organizzazione per i diritti umani Iran Human Rights Society ha aggiunto che Shakourzadeh, laureato in ingegneria aerospaziale di 29 anni, era stato arrestato l’anno scorso e costretto a confessare.
11 maggio 2026
Media Iran: proposta Usa era “sottomissione” a richieste Trump
I media statali iraniani hanno riportato che Teheran ha respinto l’ultima proposta statunitense perché avrebbe significato arrendersi a quelle che ha definito le “richieste eccessive” del presidente americano Donald Trump. Secondo i media statali iraniani, la controproposta iraniana sottolineava la necessità che gli Stati Uniti pagassero un risarcimento per i danni di guerra e ribadiva la sovranità di Teheran sullo Stretto di Hormuz. Press TV, emittente iraniana, ha affermato che la proposta statunitense avrebbe comportato la “sottomissione” di Teheran alle richieste di Trump.
11 maggio 2026
Iran: prezzi petrolio Brent in rialzo del 3% a 104 dollari
I prezzi del petrolio sono balzati in avanti all’apertura delle contrattazioni odierne, poco dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato il suo rifiuto della risposta di Teheran alla proposta presentata da Washington per porre fine alla guerra. I futures del Brent sono aumentati di 3,21 dollari, pari al 3,17%, raggiungendo i 104,50 dollari al barile, mentre il greggio statunitense West Texas Intermediate (Wti) ha guadagnato 3,06 dollari, pari al 3,21%, arrivando a 98,48 dollari al barile.
11 maggio 2026
Gb e Francia copresiedono martedì riunione ministri difesa su Hormuz
Parigi e Londra copresiederanno martedì una riunione dei ministri della difesa sullo Stretto di Hormuz. Lo rende noto il governo britannico.
11 maggio 2026
Wsj, «Iran pronto a riaprire Hormuz, nessun impegno preliminare sul nucleare»
L’Iran ha inviato una risposta di diverse pagine all’ultima proposta Usa per porre fine alla guerra, esponendo nel dettaglio le sue richieste con diversi punti aperti di divergenza. Lo riporta il Wsj che, in base a persone a conoscenza dei contenuti, ha riferito che la risposta non soddisfa la richiesta Usa sugli impegni preliminari sul destino del programma nucleare iraniano e alle sue scorte di uranio altamente arricchito, temi da affrontare nel corso dei successivi 30 giorni di negoziato. Al contrario, Teheran propone la fine delle ostilità e la graduale riapertura dello Stretto di Hormuz al traffico commerciale.
11 maggio 2026
Media Iran, Teheran respinge il piano statunitense «richieste eccessive»
L’Iran ha respinto il piano statunitense, secondo quanto riportato dai media iraniani citati da Sky News. Il piano “avrebbe significato la sottomissione di Teheran alle eccessive richieste di Trump”, riferisce la televisione di stato Press TV. “Il piano iraniano sottolinea la necessità che gli Stati Uniti paghino riparazioni di guerra e riafferma la sovranità dell’Iran sullo Stretto di Hormuz. - continua - L’Iran ha ribadito la necessità della fine delle sanzioni e del rilascio dei beni e delle proprietà sequestrate al Paese.”
11 maggio 2026
Trump ad Axios, «non mi piace la lettera dell’Iran. È inappropriata»
di
“Non mi piace la loro lettera. È inappropriata. Non mi piace la loro risposta”. E’ quanto ha detto il presidente americano Donald Trump in una breve telefonata con Axios, in merito al responso dell’Iran sulla proposta Usa di memorandum per chiudere la guerra. Trump si è tuttavia rifiutato di scendere nei dettagli sui contenuti della risposta stessa. Gli Usa hanno atteso per giorni la risposta iraniana arrivata domenica. La Casa Bianca sperava che le posizioni di Teheran mostrassero ulteriori progressi verso un accordo, ma la reazione iniziale di Trump è sembrata indicare l’esatto contrario.






