Abbazie medioevali, fiumi da pagaiare e praterie di cavalli: lentezza e relax nell’East Anglia

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Il fascino anni ’20 di Thorpeness, un dipinto sul mare

La casa mulino di Thorpennes

Vele rosse su barchette dallo scafo azzurro solcano lentamente l’acqua placida del Meare, il laghetto di acqua salmastra nel villaggio di Thorpeness. Al timone si sono posizionati alcuni bambini, tanto è sereno il navigare in queste acque parallele al mare del Nord. Sullo sfondo, davvero incagliata tra le nuvole come sembra suggerire il suo nome, si pavoneggia l’House in The Clouds dove si può prenotare un soggiorno pensile: si tratta di una delle bizzarrie architettoniche più celebri lungo la costa orientale britannica. Costruita nel 1923 dalla Braithwaite Engineering Company di Londra, come serbatoio di acqua, venne camuffata da abitazione privata, presentandosi come un cottage incastonato tra gli alberi alto 21 metri. Il serbatoio si trova nelle sue fondamenta. Ancora oggi è collegata al mulino dirmpettaio. Il fascino di questa località costiera si manifesta nelle villette in legno risalenti agli anni ’20 del secolo scorso adagiate sulla spiaggia di ciottoli, nelle recinzioni in legno intrecciate a mo’ di nidi, nei cespugli di rose canine che le ricoprono: si mangia un cartoccio di fish & chips al Dolphin Inn, ci cammina lungo la spiaggia sino alla Scallop, la scultura in acciaio adagiata di fronte al mare in ricordo del compositore e pianista Sir Benjamin Britten, guardando le grandi navi in lontananza salpate dai Paesi Bassi o dalla Danimarca e le piccole imbarcazioni assemblate con materiali di fortuna dagli anziani che provano a farle galleggiare grazie alla forza delle correnti.

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