Abbazie medioevali, fiumi da pagaiare e praterie di cavalli: lentezza e relax nell’East Anglia
La palladiana Rotunda nel parco di Ickworth Estate
Influenzati dalla moda del Grand Tour nel Bel Paese, appena tornati oltre la Manica, i nobili inglesi non tardavano a riprodurre sul suolo natio le dimore che li avevano più positivamente turbati. E’ il caso di Frederick Hervey, IV conte di Bristol e vescovo di Derry, e della sua neoclassica Ickworth Estate, nei dintorni di Bury St Edmunds: tanto è vero che la commissionò all’architetto italiano Antonio Asprucci il quale aveva già lavorato per la famiglia Borghese, in particolare al Casino della Villa Borghese Pinciana. L’ispirazione e l’architettura della Rotunda sono, però, più che altro palladiani trattandosi di un edificio tondeggiante e di due ali laterali al centro di un parco esteso per venti ettari dove le querce sono plurisecolari e le pecore pascolano un po’ ovunque. Nel museo si ammirano opere di Velasquez, Tiziano, oltre a Gainsborough e Joshua Reynolds, altro dotatissimo artista britannico del ‘700. Nelle scuderie della tenuta è stata allestita una spa, mentre le abitazioni dei marchesi ospitano l’Ickworth Hotel indipendente eppure sotto l’egida artistica del National Trust, l’ente che gestisce meritoriamente i più importanti siti storici e parchi inglesi. Nel giardino d’inverno c’è la sala da tè-ristorante dove ordinare con un giorno di anticipo la generosa alzatina per i dolci. Soggiornare qui, significa dedicarsi a passeggiate infinite lungo i Walled Garden, i giardini cinti dalle mura e poi tra i pascoli verdi e quieti.

