FOTO D'ARCHIVIO: Persone che camminano vicino a missili iraniani in un parco, sullo sfondo del conflitto tra Stati Uniti, Israele e l'Iran, a Teheran, Iran, il 26 marzo 2026. Majid Asgaripour/WANA (West Asia News Agency) via REUTERS ATTENZIONE REDATTORI - QUESTA FOTO È STATA FORNITA DA UNA TERZA PARTE/Foto d'archivio via REUTERS

04 aprile 2026

Media iraniani: Teheran ha respinto proposta Usa di 48 ore di tregua. Abbattuti due caccia americani

Tre caschi blu feriti in Libano. Idf: colpiti da razzo di Hezbollah. Altri tre peacekeeper erano già stati uccisi gli scorsi giorni

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3 aprile 2026Aggiornamento fissato

Media iraniani: Teheran ha respinto proposta Usa di 48 ore di tregua

L’agenzia semi-ufficiale iraniana Fars ha affermato che Teheran ha respinto una proposta Usa di un cessate il fuoco di 48 ore. “Una fonte informata ha riferito che gli Stati Uniti hanno proposto un cessate il fuoco di 48 ore il 4 aprile tramite uno dei loro Paesi amici. La risposta dell’Iran a tale proposta non è stata scritta, ma si è concretizzata in una risposta sul campo e nel proseguimento di pesanti attacchi”, scrive Fars. Nel frattempo, il Wall Street Journal ha riportato che l’Iran ha comunicato ufficialmente ai mediatori la propria indisponibilità a incontrare i funzionari statunitensi a Islamabad nei prossimi giorni.

3 aprile 2026

Idf, sarebbe di Hezbollah il razzo che ha ferito tre caschi blu

Un razzo lanciato da Hezbollah ha colpito oggi una postazione delle Nazioni Unite nel Libano meridionale. Lo ha riferito l’esercito israeliano. L’Unifil aveva precedentemente dichiarato che un’esplosione presso la loro postazione vicino a Odaisseh aveva ferito tre membri della forza di osservazione, due dei quali in modo grave. L’Idf ha affermato di aver identificato il lancio di un razzo da parte di Hezbollah che ha colpito la postazione.

“L’esame della traiettoria di lancio indica chiaramente che il fuoco è stato effettuato dall’organizzazione terroristica Hezbollah”, ha spiegato l’esercito. In precedenza, l’Unifil aveva dichiarato di non conoscere ancora l’origine dell’esplosione.

3 aprile 2026

Trump: «Teniamo il petrolio, qualcuno lo vuole?»

Il presidente americano Donald Trump sembra aver suggerito di “tenere” il petrolio nel contesto del conflitto con l’Iran. “Teniamo il petrolio, qualcuno lo vuole?”, ha scritto il tycoon sul suo social Truth. In precedenza, sempre oggi, Trump ha pubblicato un post in cui afferma che il suo piano consiste nell’“aprire lo stretto di Hormuz, prendere il petrolio e fare una fortuna”, riferendosi al braccio d’acqua dal quale transita un quinto del greggio mondiale, ma che è chiuso di fatto alla maggior parte del traffico marittimo sui timori di attacchi iraniani. Le dichiarazioni segnano un cambio di tono rispetto all’inizio della settimana, quando Trump ha sostenuto che l’onere di riaprire lo Stretto di Hormuz dovesse ricadere sui Paesi che dipendono dal petrolio mediorientale. A differenza di alcuni Paesi asiatici, infatti, gli Usa non acquistano grandi quantità di petrolio dal Medio Oriente ed esportano più petrolio di quanto ne importino.

3 aprile 2026

Forti esplosioni udite a Teheran

Diverse forti esplosioni sono state udite questa sera a Teheran, secondo quanto riportato dai giornalisti dell’Afp. Le difese aeree sono state attivate, ha riferito l’agenzia di stampa iraniana Fars. Israele aveva precedentemente annunciato “attacchi su larga scala” sulla capitale iraniana.

3 aprile 2026

Colpiti due elicotteri Usa impegnati in ricerca F-15 abbattuto

Sarebbero due gli elicotteri militari statunitensi impegnati nelle operazioni di ricerca dell’F-15 abbattuto che sono sono stati colpiti dal fuoco iraniano, ma i militari a bordo sono tutti illesi. Lo ha riferito un funzionario statunitense citato dalla Nbc.

3 aprile 2026

Trump: «Abbattimento jet Usa non influirà sui negoziati con l’Iran»

Il presidente americano Donald Trump, in una breve intervista telefonica, si è rifiutato di discutere i dettagli delle operazioni di ricerca e soccorso in Iran, a seguito dell’abbattimento di un jet americano, esprimendo frustrazione per la copertura mediatica di quella che è, chiaramente, un’operazione militare intensa e delicata. In una breve intervista telefonica a Garrett Haake di Nbc News, Trump, alla domanda se gli eventi odierni influiranno su eventuali negoziati con l’Iran, ha replicato: «No, affatto. No, è guerra. Siamo in guerra, Garrett».

3 aprile 2026

Media: «Teheran rivendica di aver colpito il secondo caccia Usa precipitato»

«Un aereo A10 nemico invasore americano-sionista è stato intercettato e colpito dai sistemi della rete di difesa aerea del paese, nelle acque a sud e nei pressi dello Stretto di Hormuz». Lo ha dichiarato l’esercito iraniano citato dall’agenzia Fars, dopo che il New York Times ha riferito che il jet è precipitato nel Golfo con il pilota incolume.

3 aprile 2026

WSJ, negoziati a un punto morto, per Teheran richieste Usa inaccettabili

L’attuale ciclo di negoziati avviato dai Paesi della regione, guidati dal Pakistan, per raggiungere un cessate il fuoco fra Stati Uniti e Iran, è giunto a un punto morto. Lo riferiscono i mediatori, secondo quanto riporta il Wall Street Journal (WSJ). Secondo le fonti, l’Iran ha comunicato ufficialmente ai mediatori di non essere disposto a incontrare i funzionari Usa a Islamabad nei prossimi giorni e di ritenere inaccettabili le richieste degli Stati Uniti.

3 aprile 2026

Secondo aereo Usa precipitato nei pressi di Hormuz

Un secondo velivolo da combattimento dell’Aeronautica statunitense si è schiantato oggi nella regione del Golfo Persico, e l’unico pilota è stato tratto in salvo, secondo quanto riferito da due funzionari statunitensi al New York Times.

L’aereo d’attacco A-10 Warthog è precipitato nei pressi dello Stretto di Hormuz più o meno nello stesso momento in cui un F-15E dell’Air Force veniva abbattuto sopra l’Iran, hanno aggiunto i funzionari al NYT.

3 aprile 2026

Incendio a impianto di Habshan: un morto e quattro feriti

Le autorità di Abu Dhabi hanno aggiornato la situazione relativa agli impianti di gas di Habshan, dove erano precedentemente intervenute dopo la caduta di detriti in merito a un attacco intercettato dai sistemi di difesa aerea saudita.

Secondo quanto comunicato dall’Abu Dhabi Media Office, l’incendio divampato sul sito ha causato la morte di un cittadino egiziano e il ferimento di altre quattro persone; due pakistani e due egiziani. Le autorità hanno inoltre segnalato che l’incendio è stato contenuto, ma gli impianti hanno subito danni significativi.

3 aprile 2026

Meloni, da governo tutti strumenti possibili per proteggere famiglie e imprese da crisi Iran

«La crisi internazionale sta avendo già e avrà effetti concreti negativi sull’energia e sull’economia italiana, il governo li monitora tutti e intende intervenire con tutti gli strumenti che sono possibili per proteggere le famiglie e le imprese della nostra nazione». Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nell’intervista al Tg1 che andrà in onda stasera. Con il dl Accise approvato oggi sono stati stanziati «altri 500 milioni di euro destinati a prorogare fino al 1 maggio il taglio di 0,25 € del costo del carburante. Abbiamo anche ampliato la misura precedente con provvedimenti a favore degli agricoltori e delle aziende che esportano», rivendica Meloni, aggiungendo: «L’opposizione chiaramente fai il suo lavoro, però si trova anche nella fortunata posizione di chi può criticare comodamente seduto sul divano perché sono altri che devono risolvere i problemi, e noi lo facciamo. Ci aspetteremmo forse un atteggiamento un po’ più costruttivo», conclude la premier.

3 aprile 2026

Iran, Wsj: negoziati per cessate il fuoco con Usa sono a punto morto

I tentativi di mediazione guidati dai Paesi della regione del Medio Oriente, tra cui il Pakistan, per negoziare un cessate il fuoco tra gli Stati Uniti e l’Iran sono giunti a un punto morto, secondo quanto scrive il Wall Street Journal. L’Iran, spiega il quotidiano, ha infatti comunicato ufficialmente ai mediatori di non essere disposto a incontrare i funzionari statunitensi a Islamabad nei prossimi giorni e di considerare inaccettabili le richieste degli Stati Uniti.

3 aprile 2026

Media Iran: uno dei piloti dell’F-15 Usa è stato catturato

Uno dei due piloti statunitensi del caccia F-15 colpito oggi sui cieli dell’Iran potrebbe essere stato caturato. È quanto affermano media iraniani citando fonti non ufficiali, secondo le quali «i commando delle forze di terra del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Ircg) hanno condotto vaste operazioni sul campo nella zona in cui si è schiantato il caccia americano, riuscendo a identificare e catturare il pilota statunitense». Lo riporta l’agenzia iraniana NourNews (considerata vicina ai pasdaran) ripresa anche dalla russa Tass. La stessa NourNews sottolinea di non poter confermare in modo indipendente l’indiscrezione.

3 aprile 2026

Iran offre ricompensa per chi cattura equipaggio Usa del caccia abbattuto

L’annuncio in diretta tv.

3 aprile 2026

Salvo uno dei due piloti dell’F-15 in Iran

Uno dei due piloti del caccia Usa F-15E abbattuto in Iran è stato tratto in salvo dalle forze americane. Lo hanno confermato a CBS News due funzionari americani. L’F-15E è un velivolo con un equipaggio di due persone. La missione di ricerca e soccorso continua per trovare il secondo membro dell’equipaggio come riferito da una fonte israeliana e un’altra a conoscenza della situazione ad Axios. Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno annunciato oggi di aver abbattuto un F-35 americano mentre sorvolava l’Iran centrale, pubblicando su X immagini del sedile del pilota del caccia “rimasto intatto” come prova del fatto che questi fosse vivo. Ma secondo l’analisi di un esperto citato dalla Cnn la foto del sedile “corrisponde” al jet F-15E. Gli Usa hanno confermato l’abbattimento di un caccia americano nei cieli dell’Iran. Lo riporta il New York Times, citando funzionari statunitensi, in quello che è il primo episodio del suo genere a danno degli Stati Uniti dall’inizio della guerra contro l’Iran del 28 febbraio.

3 aprile 2026

Idf ha sospeso raid in Iran per non ostacolare ricerche dell’equipaggio Usa

Israele ha «annullato raid pianificati» in Iran in modo da «non ostacolare» le ricerche in corso dell’equipaggio di un caccia Usa che sarebbe stato abbattuto dalla contraerea di Teheran: lo riporta Axios, citando un funzionario israeliano.

3 aprile 2026

Media Iran: colpito elicottero Usa alla ricerca dell’equipaggio del jet abbattuto

Un elicottero Usa mandato in volo per cercare l’equipaggio del caccia statunitense abbattuto dall’Iran “è stato colpito” da un proiettile: lo riferisce l’agenzia iraniana Mehr, senza fornire ulteriori dettagli.

3 aprile 2026

Media: Base iraniana di Khorramabad distrutta dai raid Usa-Israele»

Secondo un video ricevuto da Iran International, che mostra ingenti danni al sito, la base militare Imam Hossein delle Forze Armate iraniane a Khorramabad è stata distrutta in seguito a raid aerei condotti da Israele e dagli Stati Uniti. Sul sito di Iran International è pubblicato il video, girato con ogni probabilità da un veicolo.

3 aprile 2026

Netanjayhu: «Con Usa continueremo a colpire»

Le parole del primo ministro israeliano durante una riunione al quartier generale dell’Idf.

3 aprile 2026

Channel 12: recuperato uno dei membri equipaggio Usa

Una fonte israeliana ha riferito all’emittente israeliana Channel 12 che uno dei membri dell’equipaggio statunitense dell’aereo abbattuto in Iran è stato tratto in salvo.

Proseguono le ricerche per gli altri membri dell’equipaggio che si trovavano a bordo.

3 aprile 2026

Iran, ex ministro Zarif propone accordo con Usa: «È ora di porre fine a sofferenze»

L’ex ministro degli Esteri dell’Iran Mohammad Javad Zarif, diplomatico con una lunga esperienza nei negoziati con l’Occidente che rimane vicino all’ala pragmatica della leadership iraniana, ha pubblicato sull’influente rivista Usa Foreign Affairs una proposta per porre fine al conflitto, in cui afferma che è giunto il momento di porre fine alle sofferenze e ipotizza un accordo con gli Usa. Si tratta di un segnale che parte della leadership iraniana potrebbe essere disposta a negoziare. “Un’ostilità prolungata causerà una maggiore perdita di vite preziose e risorse insostituibili senza alterare effettivamente l’attuale situazione di stallo”, ha scritto Zarif, che contribuì a negoziare l’accordo nucleare dell’Iran del 2015 con le potenze mondiali.

3 aprile 2026

Media, ipotesi ’Night Stalkers’ per il recupero dei piloti Usa in Iran

I militari del 160/mo Special Operations Aviation Regiment (Soar), il Reggimento aviazione per operazioni speciali, noto come ’Night Stalkers’, potrebbero essere coinvolti nelle operazioni di ricerca e soccorso dei piloti americani abbattuti in Iran. Il reggimento, secondo alcuni media, è specializzato, tra le altre missioni, nello svolgimento di operazioni in ambienti ostili, comprese quelle di ricerca e soccorso, ed è costantemente addestrato e preparato per tali scenari. Furono proprio i Night Stalkers a schierare le forze speciali a Caracas e a catturare l’ex leader venezuelano Nicolás Maduro lo scorso gennaio.

3 aprile 2026

Libano: oggi morte nei raid Idf 23 persone, 98 ferite

Nella sola giornata di oggi 23 persone sono morte e altre 98 sono rimaste ferite a seguito di attacchi israeliani in varie zone del Libano, ha annunciato il ministero della Sanità libanese citato dall’agenzia di stampa nazionale Nna.

La stessa fonte ha aggiunto che il «numero totale dei martiri dal 2 marzo ad oggi è salito a 1.368, mentre quello dei feriti a 4.138».

3 aprile 2026

Telefonata Putin-Erdogan: serve cessate il fuoco immediato

Il presidente russo Vladimir Putin ha avuto una conversazione telefonica con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan durante la quale hanno avuto modo di scambiare opinioni in merito all’escalation nel Golfo Persico, ha dichiarato oggi il Cremlino.

«Si è tenuto un approfondito scambio di opinioni in merito alla continua escalation del confronto politico-militare nella regione del Golfo Persico. I leader hanno constatato la convergenza di posizioni sulla necessità di un cessate il fuoco immediato e sullo sviluppo di accordi di pace di compromesso che tengano conto dei legittimi interessi di tutti gli Stati della regione», si legge nella dichiarazione.

I leader hanno osservato che le intense azioni militari stanno portando a gravi conseguenze a livello globale, anche nel settore energetico, si legge nella dichiarazione.

Inoltre, «nel corso della discussione sulla situazione in Ucraina, Vladimir Putin ha espresso gratitudine a Recep Tayyip Erdogan per la sua continua disponibilità a facilitare il relativo processo negoziale», specifica il Cremlino.

3 aprile 2026

Washington Post: si cercano 2 piloti, jet caduto è F-15

Il Washington Post (WP) scrive, citando fonti Usa, che la missione di salvataggio a seguito dello schianto di un jet statunitense in Iran è stata lanciata per un equipaggio composto da 2 persone. Secondo il WP, «stando a funzionari e immagini diffuse dai media di Stato iraniani, l’aereo coinvolto sembra essere un F-15». Il giornale sottolinea che si tratta della quarta perdita di un F-15 dall’inizio della guerra in Iran, dopo che all’inizio di marzo il personale del Kuwait aveva abbattuto per errore 3 jet di questo tipo.

3 aprile 2026

Libano, Unifil: sicurezza Caschi blu è obbligo di tutti

«L’Unifil ricorda a tutti gli attori l’obbligo di garantire la sicurezza dei caschi blu, anche evitando attività di combattimento nelle vicinanze che possano metterli in pericolo», ha affermato la portavoce della Forza di Interposizione in Libano delle Nazioni Unite Kandice Ardiel.

3 aprile 2026

Amb. Teheran a Roma: «Italia preoccupata per Hormuz? Chieda stop guerra»

«Prima di parlare della riapertura dello stretto di Hormuz, l’Italia deve opporsi con fermezza alla palese violazione del diritto internazionale da parte degli aggressori americano-sionisti». È quanto si legge in un post sui social dell’ambasciata dell’Iran a Roma. «L’insicurezza nello stretto di Hormuz è il risultato diretto dell’aggressione degli Stati Uniti e del regime sionista, non della legittima difesa dell’Iran», si legge ancora. «Se siete preoccupati per la crisi globale dell’energia e dei fertilizzanti, costringete gli aggressori a porre fine completamente e definitivamente alla guerra, affinché la stabilità possa tornare nella regione», conclude il post.

3 aprile 2026

Libano: ingenti danni a infrastrutture idriche nel sud del Paese

Nuovi attacchi israeliani hanno danneggiato importanti infrastrutture idriche nel sud del Libano, riferisce l’Ente responsabile del funzionamento idrico del Libano Meridionale.

In una dichiarazione riportata dall’Agenzia Nazionale di Notizie libanese, l’organismo civile ha affermato che i bombardamenti hanno colpito strutture a Ibl al-Saqi e al-Maysat, causando danni significativi, oltre ad aver provocato ingenti danni anche ai sistemi di energia solare presso la stazione di al-Zahiriya a Qanarit e al Pozzo Orientale n. 1.

«La presa di mira di strutture vitali, in particolare quelle idriche, costituisce una violazione chiara ed esplicita di tutte le convenzioni e norme internazionali che impongono la neutralità delle istituzioni e delle infrastrutture che forniscono servizi di base ai civili rispetto agli atti di guerra», si legge nella nota delle autorità in questione.

3 aprile 2026

Blitz di Meloni nel Golfo, missione per la sicurezza energetica

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ANSA

Blitz della presidente del Consiglio nel Golfo Persico: Giorgia Meloni, atterrata nel pomeriggio di venerdì 3 aprile a Gedda, vedrà in due giorni i principali leader dell’area e visiterà oltre all’Arabia Saudita anche Emirati Arabi e Qatar. Si tratta della prima visita di un leader occidentale nell’area, cruciale per il petrolio, dall’inizio del conflitto in Iran. La missione a sorpresa della premier punta, tra l’altro, al rafforzamento della sicurezza energetica nazionale. Il Golfo rappresenta una fonte cruciale di petrolio e gas per l’Italia e ha un ruolo determinante nell’andamento dei prezzi energetici globali.

3 aprile 2026

Nyt: confermato abbattimento caccia, si cercano sopravvissuti

Funzionari statunitensi hanno confermato al giornale americano New York Times che un caccia americano è stato abbattuto in Iran e che è in corso un’operazione di soccorso per i sopravvissuti.

L’aereo dovrebbe essere stato abbattuto nell’Iran sud-occidentale.

È il primo episodio del suo genere a danno degli Stati Uniti dall’inizio della guerra contro l’Iran del 28 febbraio. Il destino dell’equipaggio rimane incerto, mentre i funzionari americani stanno provvedendo a un’operazione di ricerca e salvataggio prima che l’Iran possa raggiungere gli eventuali superstiti. Anche i media di Stato iraniani hanno confermato l’abbattimento di un jet.

3 aprile 2026

Axios. «Usa hanno espulso vice ambasciatore iraniano all’Onu a dicembre»

Gli Usa hanno espulso il vice ambasciatore iraniano all’Onu per motivi di sicurezza nazionale lo scorso dicembre. È quanto riferito da un funzionario americano ad Axios. Sono stati almeno tre i diplomatici di Teheran espulsi a New York negli ultimi sei mesi. All’inizio di dicembre, riferisce la fonte, il dipartimento di Stato ha inviato una nota ufficiale alla missione dell’Iran presso le Nazioni Unite chiedendo al vice ambasciatore Saadat Aghajani di lasciare immediatamente gli Usa in base alle «procedure della Sezione 13». Si tratta di un processo interno di Foggy Bottom volto a facilitare un’espulsione discreta, anziché dichiarare formalmente un soggetto «persona non grata». Contro Aghajani non sono state mosse accuse specifiche ma a febbraio il dipartimento di Stato ha chiesto anche ai figli del diplomatico, rimasti a New York dopo la partenza del padre, di lasciare il Paese.

3 aprile 2026

Iran abbatte caccia Usa, offerta ricompensa per cattura pilota

L’esercito iraniano ha avviato le “operazioni di ricerca” per catturare il pilota di un caccia statunitense, colpito e abbattuto dai sistemi di difesa aerea della Repubblica Islamica, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Fars. Inoltre, aggiungono i media locali, è stata offerta una ricompensa a chiunque trovi e consegni l’uomo.

3 aprile 2026

Unifil, tre caschi blu feriti nel sud del Libano

Tre peacekeeper di Unifil sono rimasti feriti dopo un’esplosione in una delle postazioni della missione nel sud del Libano. «Questo pomeriggio, un’esplosione all’interno di una postazione Onu... ha ferito tre caschi blu, due dei quali in modo grave. Sono tutti attualmente in fase di evacuazione verso l’ospedale. Non conosciamo ancora l’origine dell’esplosione», ha dichiarato la portavoce Kandice Ardiel.

Un soldato indonesiano della forza di pace era stato ucciso domenica e altri due il giorno successivo nel sud del Libano, vicino al confine israeliano.

3 aprile 2026

Trump chiede 1.500 miliardi per la Difesa nel bilancio 2027

Il presidente Usa Donald Trump ha chiesto al Congresso di aumentare la spesa per la difesa a 1.500 miliardi di dollari. Si tratta della richiesta più ingente degli ultimi decenni e l’ennesimo segnale dell’importanza che il presidente attribuisce agli investimenti militari statunitensi rispetto ai programmi interni. I piani per il Pentagono per il 2027 sono stati confermati in una bozza della proposta di bilancio di Trump per il 2027, pubblicata oggi dalla Casa Bianca. Il documento afferma che la proposta di Trump ridurrebbe del 10% la spesa non destinata alla difesa, trasferendo alcune responsabilità ai governi statali e locali. Anche prima della guerra guidata dagli Stati Uniti contro l’Iran, il presidente repubblicano aveva indicato di voler incrementare la spesa per la difesa al fine di modernizzare le forze armate e renderle più adatte alle minacce del XXI secolo. Separatamente, il Pentagono il mese scorso ha proposto 200 miliardi di dollari per lo sforzo bellico e per rifornire le scorte di munizioni e materiali. Trump, parlando prima del discorso alla nazione previsto per questa settimana sulla guerra con l’Iran, ha segnalato che le forze armate sono la sua priorità, preannunciando uno scontro al Congresso. “Stiamo combattendo guerre. Non possiamo occuparci degli asili nido”, ha detto Trump mercoledì durante un evento privato alla Casa Bianca. “Non ci è possibile occuparci degli asili nido, di Medicaid, di Medicare, di tutte queste singole cose”, ha affermato. “Possono farlo a livello statale. Non si può fare a livello federale”.

3 aprile 2026

Axios: abbattuto caccia statunitense

L’Iran avrebbe abbattuto un caccia statunitense e sono in corso le operazioni di ricerca e soccorso per localizzare i due membri dell’equipaggio. Dovrebbe trattarsi di un aereo da caccia F-15.

Lo riferisce l’agenzia americana Axios, citando media iraniani.

3 aprile 2026

Netanyahu: «Continuiamo a colpire in coordinamento con Usa»

Israele continuerà a colpire l’Iran in coordinamento con la Casa Bianca, ha dichiarato oggi il primo ministro Benjamin Netanyahu durante una riunione presso il quartier generale dell’Idf a Tel Aviv.

«In pieno coordinamento tra me e il presidente Trump», ha affermato il premier israeliano in un video diffuso dal suo ufficio, «e tra le Idf e l’esercito degli Stati Uniti, continueremo a colpire l’Iran. Questo regime è più debole che mai, Israele è più forte che mai».

«Insieme ai nostri amici americani, continuiamo a colpire il regime terroristico in Iran», ha insistito Netanyahu. «Stiamo eliminando i comandanti, bombardando i ponti e colpendo le infrastrutture».

3 aprile 2026

Caccia di sesta generazione, firmato il primo contratto internazionale. Nel lungo periodo sostituirà l’Eurofighter

Andrea Carlidi Andrea Carli

Primo contratto internazionale del programma di Italia, Giappone e Uk per il caccia di sesta generazione Gcap IMAGOECONOMICA

Un passo importante verso il caccia di sesta generazione. Giovedì 2 aprile è stato infatti sottoscritto il primo contratto internazionale del progetto che coinvolge Italia, Giappone e Uk. L’agenzia che gestisce il programma per i tre Paesi ha affidato infatti a Edgewing - jv paritetica tra Leonardo, Japan Aircraft Industrial Enhancement e Bae Systems - un contratto da 686 milioni di sterline «che finanzia attività chiave di progettazione e ingegneria e consente al partenariato trilaterale di consolidare il proprio slancio e accelerare i tempi di realizzazione» riporta una nota. Il contratto internazionale resterà in vigore fino al 30 giugno 2026. Il programma Gcap lanciato nel 2022 punta all’entrata in servizio del nuovo velivolo da combattimento, con pilota a bordo, entro il 2035. Nel lungo periodo il caccia di sesta generazione prenderà il posto dell’Eurofighter.

«La rapidità con cui Edgewing e l’Agenzia Gcap hanno aumentato la propria operatività è stata resa possibile dal nostro obiettivo condiviso e dalla forza della collaborazione», è stato il commento dell’amministratore delegato della joint venture Marco Zoff. «Questo contratto rappresenta un momento importante per il Gcap, poiché attività precedentemente svolte nell’ambito di contratti separati delle tre nazioni saranno ora portate avanti come parte di un programma internazionale pienamente strutturato» ha sottolineato l’a.d. dell’agenzia Gcap, Masami Oka.

3 aprile 2026

Iran: Pasdaran negano responsabilità attacco in Kuwait

I Guardiani della Rivoluzione, i Pasdaran iraniani, negano di essere responsabili dell’attacco contro un impianto per la produzione di energia elettrica e per la desalinizzazione dell’acqua in Kuwait e accusano Israele. Lo riferisce il New York Times dopo che in precedenza il ministero per l’Elettricità, l’acqua e le energie rinnovabili del Kuwait aveva denunciato danni in parte del sito a causa di un attacco iraniano.

3 aprile 2026

Media Iran, «pilota caccia Usa potrebbe essere vivo e prigioniero»

Secondo indiscrezioni non confermate, un pilota statunitense potrebbe essere stato catturato dalle forze iraniane dopo essersi eiettato da un caccia di ultima generazione che, secondo le Guardie Rivoluzionarie, sarebbe stato abbattuto nell’Iran centrale. Lo scrive l’agenzia iraniana Tasnim, riferendosi all’annuncio da parte di Teheran dell’abbattimento di un F-35. Le fonti suggeriscono che il pilota statunitense sia stato catturato dalle forze militari iraniane. Secondo un corrispondente dell’agenzia Tasnim a Kohgiluyeh e nella provincia di Boyer-Ahmad, nell’Iran occidentale, in base ad alcune informazioni, dopo l’abbattimento del caccia americano da parte del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche avvenuto oggi, il pilota si sarebbe eiettato atterrando in territorio iraniano. Il corrispondente ha aggiunto che vi sono indicazioni che gli americani, credendo che il pilota fosse ancora vivo, abbiano tentato di portarlo fuori dai confini iraniani. Tuttavia, alcune fonti affermano che il pilota sarebbe stato probabilmente catturato dalle forze iraniane.

3 aprile 2026

Pakistan: crisi energetica, a Islamabad mezzi pubblici gratuiti

Il trasporto pubblico a Islamabad sarà gratuito per tutti i cittadini. Lo ha annunciato su X il ministro dell’Interno pakistano, Mohsin Naqvi, dopo che il governo ha aumentato drasticamente i prezzi del carburante a causa dell’impennata del costo mondiale dell’energia provocata dalla guerra in Iran. “Tutti i mezzi di trasporto pubblico a Islamabad saranno gratuiti per il grande pubblico per i prossimi 30 giorni, a partire da sabato”, ha scritto il ministro, aggiungendo che il governo sosterrà un onere di 350 milioni di rupie (oltre 3 milioni di euro).

3 aprile 2026

Libano: 4 morti in attacchi Israele, anche fedeli che uscivano da moschea

Secondo l’agenzia di stampa nazionale libanese, gli attacchi israeliani hanno causato la morte di quattro persone e il ferimento di altre nel Libano meridionale e orientale. Nella città di Sahmar, nella Bekaa occidentale, un attacco di droni ha preso di mira i fedeli che uscivano da una moschea, uccidendo due persone e ferendone altre undici. Altri attacchi sono stati segnalati a Qalawiya, dove una persona ha perso la vita. A Yahmar al-Shaqif, nel distretto di Nabatieh, secondo alcune fonti, è stata uccisa una persona.

3 aprile 2026

Iran, Oms denuncia attacchi contro le strutture sanitarie

Il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha denunciato oggi i “molteplici attacchi” contro le strutture sanitarie in Iran dall’inizio della guerra, lamentando in particolare che l’Istituto Pasteur non sia più in grado di operare. “Negli ultimi giorni sono stati segnalati molteplici attacchi contro strutture sanitarie a Teheran, nel contesto dell’escalation del conflitto in Medio Oriente”, ha scritto Tedros Adhanom Ghebreyesus su X.

L’Istituto Pasteur dell’Iran “ha subito danni significativi e non è in grado di proseguire le sue attività sanitarie”, ha aggiunto. Tuttavia, ha aggiunto ancora, il centro, fondato nel 1920, “opera da oltre un secolo in numerosi campi della ricerca medica” e “svolge un ruolo vitale nella protezione e promozione della salute pubblica, in particolare nelle situazioni di emergenza”.

3 aprile 2026

Iran: Idf, «distruggeremo 2 ponti nel Libano orientale per impedire trasferimenti militari»

- L’esercito israeliano ha annunciato l’intenzione di colpire due ponti nella regione della Bekaa, nel Libano orientale, avvertendo i residenti di allontanarsi dalla zona. “Le Forze di Difesa Israeliane intendono colpire i ponti di Sohmor e Mashghara al fine di impedire il trasferimento di rinforzi e attrezzature militari”, ha dichiarato su X il colonnello Avichay Adraee, portavoce in lingua araba dell’esercito. “Per la vostra sicurezza - ha detto ai cittadini - dovete continuare a spostarvi verso l’area a nord del fiume Zahrani e astenervi da qualsiasi movimento verso sud che possa mettere in pericolo le vostre vite”.

3 aprile 2026

Iran: nave della compagnia francese Cma Cgm ha attraversato lo Stretto di Hormuz

Una nave portacontainer appartenente al gruppo francese Cma Cgm ha attraversato lo Stretto di Hormuz nella giornata di ieri, uscendo dal Golfo, con il segnale di navigazione che indicava “armatore francese”. È quanto risulta dai dati di tracciamento marittimo del sito web MarineTraffic. La Kribi, battente bandiera maltese, ha attraversato lo Stretto di Gibilterra da ovest a est giovedì pomeriggio e venerdì mattina si trovava al largo di Muscat, con ancora visibile il messaggio “armatore Francia” anziché la destinazione. Questo sembra essere il primo passaggio noto di una nave appartenente a un importante gruppo di trasporto marittimo europeo attraverso lo Stretto di Hormuz, praticamente paralizzato dalla guerra in Medio Oriente. Secondo i dati di navigazione, la portacontainer è passata a nord dell’isola di Larak, vicino alla costa iraniana, seguendo una rotta apparentemente approvata dal Corpo dei Guardiani della Rivoluzione, che ha implementato un sistema di registrazione delle “navi autorizzate”.

3 aprile 2026

La Gran Bretagna dispiegherà il sistema di difesa aerea in Kuwait

Il primo ministro inglese Keir Starmer ha parlato questa mattina con sua Altezza il principe ereditario del Kuwait, Sheikh Sabah Al-Khaled Al-Hamad Al-Mubarak Al-Sabah. Lo fa sapere Downing Street, precisando che i due “hanno discusso del dispiegamento del sistema di difesa aerea britannico Rapid Sentry in Kuwait, che proteggerà il personale e gli interessi kuwaitiani e britannici nella regione, evitando al contempo un’escalation del conflitto”. Starmer, si legge nel comunicato, “ha esordito condannando l’avventato attacco notturno con droni contro una raffineria di petrolio kuwaitiana. Ha ribadito che il Regno Unito è al fianco del Kuwait e di tutti i suoi alleati nel Golfo”. “Per quanto riguarda le continue interruzioni alla navigazione globale attraverso lo Stretto di Hormuz, il Primo Ministro e il Principe Ereditario hanno accolto con favore l’incontro convocato ieri dal Ministro degli Esteri per un piano concreto di riapertura dello Stretto”, prosegue la nota, aggiungendo che i due “hanno concordato di continuare a collaborare su questo tema e di rimanere in stretto contatto nelle prossime settimane”

3 aprile 2026

Telefonata tra il Papa ed Herzog, «porre fine al conflitto»

Nella mattinata di oggi, si è svolta una telefonata tra Papa Leone XIV e Isaac Herzog, Presidente dello Stato d’Israele, in occasione delle festività pasquali. “Durante il colloquio, è stata ribadita la necessità di riaprire tutti i possibili canali di dialogo diplomatico, per porre fine al grave conflitto in corso, in vista di una pace giusta e duratura in tutto il Medio Oriente. Nel prosieguo della conversazione ci si è soffermati sull’importanza di proteggere la popolazione civile e di promuovere il rispetto del diritto internazionale e umanitario”, riferisce una nota della Santa Sede.

Guerra in Iran e Medio Oriente, 3 aprile

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3 aprile 2026

Nyt: strategia coercitiva Trump si ritorce contro gli Usa

La strategia aggressiva con cui Donald Trump sta cercando di imporre le scelte degli Stati uniti sulla scena globale, tra dazi e guerra all’Iran, fa emergere un contraccolpo sempre più evidente: alcuni paesi stanno rispondendo sfruttando il controllo sui principali punti di strozzatura dell’economia mondiale, minacciando gli Usa e l’intero sistema globale. È l’analisi del New York Times, secondo cui l’approccio più muscolare della Casa bianca sta offrendo ad avversari e rivali nuove occasioni di ritorsione economica.

Uno dei casi più evidenti è quello dello stretto di Hormuz. L’Iran, che pesa per meno dell’1% dell’economia globale, è in grado di controllare però una rotta marittima attraverso cui passa circa un quinto del petrolio e del gas mondiali. La chiusura del passaggio dall’inizio degli attacchi di Stati uniti e Israele contro l’Iran, a fine febbraio, ha bloccato spedizioni di carburante, fertilizzanti e altre merci, facendo salire con forza i prezzi della benzina e diffondendo preoccupazione tra agricoltori e produttori americani.

Un altro banco di prova di questa coercizione di ritorno, osserva il quotidiano, è cominciato un anno fa con il cosiddetto “Liberation Day”, quando Trump annunciò nel Rose Garden una nuova ondata di dazi. Se molti governi, compresa l’Unione europea, hanno in larga misura assecondato le richieste americane, la Cina ha scelto una strada diversa, introducendo un sistema di licenze per l’esportazione di terre rare e magneti che le ha dato un controllo senza precedenti su snodi cruciali della manifattura mondiale.

Case automobilistiche, produttori di semiconduttori, industria bellica e numerosi altri comparti industriali statunitensi, che Trump dice di voler rilanciare, dipendono infatti da materiali in gran parte lavorati in Cina. Pur concedendo alcune licenze e lasciando uscire una parte delle forniture, Pechino sta riducendo la disponibilità per molti produttori, mentre ha interrotto le esportazioni verso aziende che lavorano per il settore militare americano, costringendole a cercare fonti alternative.

Secondo il New York Times, le difficoltà legate alle restrizioni cinesi e alla chiusura di Hormuz mettono in luce una verità scomoda per Trump: per quanto potente, l’economia americana resta strettamente intrecciata al resto del mondo e può ancora essere messa in ginocchio dalle sue vulnerabilità esterne.

3 aprile 2026

Cnn: “Incendio a portaerei Usa Ford ha interrotto attacchi per 2 giorni”

La portaerei americana Uss Gerald R. Ford è stata in grado di effettuare attacchi solo due giorni dopo lo spegnimento di un incendio nella lavanderia avvenuto il 12 marzo. Lo scrive la Cnn riportando le dichiarazioni del comandante della Marina Usa, che ha così fornito la prima indicazione del fatto che il rogo ha ostacolato le operazioni di combattimento contro l’Iran. Un comunicato della Quinta Flotta statunitense del 12 marzo - ricostruisce la Cnn - affermava che la nave (che al momento dello scoppio dell’incendio operava nel Mar Rosso nell’ambito dell’Operazione Epic Fury) era rimasta pienamente operativa dopo l’incendio, che, secondo quanto dichiarato, non era correlato al combattimento e aveva causato ferite non gravi a due marinai. Il Capo delle Operazioni Navali, Ammiraglio Daryl Caudle, intervenendo martedì al Center for Strategic and International Studies (Csis), un think tank con sede a Washington, ha elogiato il modo in cui l’equipaggio della Ford ha gestito l’incendio nella lavanderia.

“Hanno combattuto contro l’incendio, lo hanno spento e hanno ripreso le sortite aeree due giorni dopo, quindi sono molto orgoglioso di quell’equipaggio”, ha detto. Un funzionario statunitense ha dichiarato alla Cnn il mese scorso che lo spegnimento dell’incendio, la pulizia dei danni causati dall’acqua e dalle altre sostanze utilizzate per estinguerlo, e la prevenzione di eventuali riaccensioni, hanno richiesto circa 30 ore. Il funzionario ha anche affermato che poco più di 100 letti sono stati danneggiati dall’incendio, poiché alcune zone notte si trovano adiacenti alla lavanderia dove è scoppiato l’incendio. Tuttavia, ha riconosciuto che circa 600 marinai in totale sono stati costretti ad abbandonare le proprie cuccette. La Uss Ford è stata ritirata dal servizio poco più di una settimana dopo l’incendio, con la Marina che ha dichiarato che la nave da guerra da 100.000 tonnellate sarebbe stata inviata a una base statunitense nella baia di Souda, in Grecia, per le riparazioni.

Un ciclista passa accanto alla portaerei della Marina degli Stati Uniti USS Gerald R. Ford (CVN-78), ormeggiata a Spalato, in Croazia, il 29 marzo 2026. La nave è giunta in porto per essere sottoposta a riparazioni a seguito di un incendio non legato a operazioni di combattimento verificatosi durante le operazioni nel Mar Rosso EPA/STRINGER

3 aprile 2026

Ex mininistro Esteri iraniano Zarif presenta piano di pace ma esclude Witkoff e Kushner come interlocutori Usa

L’ex ministro degli Esteri iraniano Javad Zarif ha presentato un piano di pace articolato in un intervento pubblicato sulla rivista americana ’Foreign Affairs’. Zarif, che è professore all’Università di Teheran, dove è anche vice presidente, propone che Teheran “dichiari la vittoria e faccia un accordo che ponga fine al conflitto e prevenga il prossimo”. Prima di tutto impegnandosi a non perseguire armi nucleari e ad ’annacquare’ al 3,67 per cento la sua scorta di uranio arricchito (Teheran ha oltre 400 chili di uranio arricchito al 60 per cento che, in poco tempo, possono essere portati al livello necessario per alimentare ordigni nucleari, ndr), il livello previsto dagli accordi sul nucleare del 2015 che Zarif aveva firmato, e da cui Donald Trump si è ritirato nel 2018. Zarif propone anche che Cina e Russia siano incluse in un futuro accordo per aprire un unico sito per l’arricchimento dell’uranio in Iran per l’intera regione, in cui Teheran “trasferisca tutto il suo materiale arricchito ed equipaggiamenti”

Gli Stati Uniti e i loro alleati dovrebbero allo stesso tempo sollevare le sanzioni contro l’Iran e consentire al Paese di partecipare pienamente all’economia globale. Teheran dovrebbe anche riaprire lo stretto di Hormuz, ma gli Stati Uniti devono consentire a Teheran l’uso delle loro rotte commerciali. I due Paesi dovrebbero poi firmare un patto di non aggressione in cui “entrambi i Paesi si impegnano a non colpirsi nel futuro”. Zarif non ha incarichi di governo ma ha favorito l’elezione di Masoud Pezeshkian a Presidente. Anche se è considerato un modeato e viene spesso attaccato dalle fasce più conservatrici del regime, non sembra credibile che abbia pubblicato la proposta senza il via libera di chi è davvero al potere in questo momento a Teheran.

Nell’articolo Zarif liquida Steve Witkoff e Kared Kushner, i due super negoziatori della Casa Bianca, protagonisti dei round di negoziati con la mediazione dell’Oman prima dell’inizio della guerra, “come completamente analfabeti sia in geopolitica che su questioni tecniche nucleari”, apparentemente escludendoli come possibili negoziatori dell’accordo che propone.

3 aprile 2026

Abu Dhabi chiude impianti gas Habshan per incendio dopo attacco intercettato

Abu Dhabi ha chiuso un complesso gasiero dopo che la caduta di detriti durante un attacco intercettato ha provocato un incendio nel sito. «Gli impianti di gas di Habshan sono stati chiusi mentre l’incendio viene domato», si legge nel comunicato diffuso dal Governo di Abu Dhabi su X, che aggiunge che non ci sono stati feriti.

Vista panoramica della città di Abu Dhabi dalla piattaforma panoramica delle Emirates Towers ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti, il 23 dicembre 2018. REUTERS/Hamad I Mohammed/Foto d'archivio

3 aprile 2026

La «guerra contro l’acqua»: l’altra grande paura dei Paesi del Golfo

Alberto Magnanidal nostro corrispondente Alberto Magnani

Un impianto di desalinizzazione. (Reuters)

Nairobi - In Vision 2030, la strategia lanciata un decennio fa da Mohammed bin Salman, l’Arabia Saudita insisteva sulla «diversificazione» dell’economia nazionale e l’addio alla dipendenza dal petrolio. Oggi c’è una risorsa che sembra in bilico quanto, e più, dei profitti dell’oro nero: l’acqua. Riad sta fronteggiando i rischi dell’offensiva iraniana sui centinaia di impianti di desalinizzazione distribuiti fra Riad e gli altri cinque Paesi che formano il Consiglio di Cooperazione dell’area (Barhein, Emirati arabi uniti, Kuwait, Oman, Qatar).

Già le prime incursioni di Teheran erano cadute vicino a impianti chiave per produzione e rifornimento di acqua potabile, inclusi quelli sferrati a pochi chilometri da Jebel Ali di Dubai: un complesso che ospita oltre 40 impianti di desalinizzazione, alimentati con i combustibili fossili che abbondano nel sottosuolo regionale.

3 aprile 2026

Missili iraniani colpiscono il nord di Israele

Una raffica di missili lanciati dall’Iran ha colpito il nord di Israele, ferendo lievemente una persona a Kiryat Ata e causando danni nella zona. Lo hanno riferito le autorità israeliane, secondo quanto riporta Haaretz.

Dopo il bombardamento sono stati individuati almeno sei punti d’impatto tra Haifa e Kiryat Ata. L’esercito ha affermato che la salva comprendeva diversi missili, tra cui anche munizioni a grappolo.

Il servizio di emergenza israeliano Magen David Adom ha reso noto che un uomo di circa 70 anni è rimasto ferito in modo lieve a Kiryat Ata. Diversi veicoli hanno preso fuoco e un edificio ha riportato danni.

Ad Haifa, gli attacchi hanno danneggiato anche una strada.

3 aprile 2026

Nave attraversa Hormuz dichiarando di avere un “proprietario francese”

Una nave portacontainer appartenente al gruppo armatoriale francese Cma Cgm ha attraversato lo Stretto di Hormuz ieri per lasciare il Golfo Persico, mostrando tramite il suo segnale di navigazione di avere un “proprietario francese”, secondo i dati di tracciamento marittimo del sito web MarineTraffic consultati oggi. La Kribi, battente bandiera maltese, ha attraversato lo stretto da ovest a est ieri pomeriggio e questa mattina si trovava al largo della costa di Muscat, trasmettendo ancora il messaggio “proprietario Francia” invece di indicare una destinazione.

3 aprile 2026

Cina condanna attacchi Usa contro infrastrutture civili in Iran

La Cina ha espresso oggi condanna per gli attacchi contro “infrastrutture civili” in Iran, dopo che gli Usa hanno rivendicato la distruzione nell’ambito della loro azione bellica del più importante ponte nella Repubblica islamica. La portavoce del ministero degli Esteri cinese Mao Ning, nel corso della quotidiana conferenza stampa a Pechino, ha ricordato che “le azioni militari condotte da Stati uniti e Israele contro l’Iran senza autorizzazione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite violano il diritto internazionale”.

Mao ha aggiunto che la Cina “si oppone agli attacchi contro infrastrutture civili” e ha chiesto che “le parti interessate cessino immediatamente il fuoco, tornino sul binario della soluzione politica e diplomatica ed evitino una più grave catastrofe umanitaria”.

3 aprile 2026

Zelensky: “Mosca fornisce all’Iran informazioni su siti militari in Medio Oriente”

“La Russia sta fornendo all’Iran informazioni di intelligence sulle installazioni militari in Medio Oriente. L’Ucraina ha già segnalato la cosa agli Stati Uniti in due occasioni”. Lo riporta Rbc-Ucraina citando un’intervista del presidente ucraino Volodymyr Zelensky a NewsNation. “Abbiamo la conferma dai nostri servizi segreti che la Russia ha condiviso e continua a condividere informazioni con l’Iran. Stanno trasmettendo di tutto, molte immagini satellitari di vari obiettivi sul territorio dei Paesi mediorientali”, ha affermato Zelensky. Ciò include, in particolare, immagini satellitari di impianti negli Emirati Arabi Uniti, in Arabia Saudita, in Qatar e in Giordania.

3 aprile 2026

Iran, Kirghizistan invia 129 tonnellate di aiuti umanitari

Il Kirghizistan ha inviato 129 tonnellate di aiuti umanitari all’Iran. Lo ha reso noto oggi il servizio stampa del ministero delle Emergenze della repubblica. “Questo aiuto è destinato a sostenere i civili colpiti”, sottolinea il comunicato.

3 aprile 2026

Kuwait: attacco iraniano colpisce impianto di desalinizzazione

Il Kuwait ha reso noto che un attacco iraniano ha danneggiato oggi parti di un impianto per la produzione di energia e la desalinizzazione dell’acqua, aggiungendo che le squadre di emergenza stanno operando secondo piani di contingenza per mantenere le attività e mettere in sicurezza la struttura. Lo riferisce al Jazeera.

Le autorità kuwaitiane non hanno al momento fornito ulteriori dettagli sull’entità dei danni né sull’eventuale impatto sulla produzione. Secondo quanto comunicato, i team di emergenza sono al lavoro per garantire la continuità operativa dell’impianto e la sicurezza del sito.

3 aprile 2026

Iran, ministro Difesa turco: noi vogliamo avere ruolo riequilibratore

La Turchia si candida a svolgere un “ruolo equilibratore e costruttivo” nel Medio oriente del dopoguerra, mentre il cessate-il-fuoco tra Iran e Israele appare ancora lontano e Donald Trump evoca nuove settimane di bombardamenti. A delineare la posizione di Ankara, in un’intervista pubblicata oggi dal Messaggero, è il ministro della Difesa turco Yasar Guler, secondo cui il compito prioritario resta evitare un allargamento del conflitto e costruire una nuova stabilità regionale fondata su dialogo, diritto internazionale e contenimento delle tensioni.

“Il nostro Paese può svolgere un ruolo equilibratore e costruttivo nel periodo post-bellico. Le iniziative finora intraprese lo dimostrano chiaramente”, afferma Guler, sottolineando che Ankara, “tenendo conto della propria posizione geopolitica”, punta a creare “una cintura di sicurezza e un contesto di stabilità” attorno al Paese, contribuendo al tempo stesso “alla pace internazionale”.

Di fronte all’ipotesi di una prosecuzione della guerra, il ministro avverte che la crisi “arreca danno alla vita dei civili innocenti, alla pace e alla stabilità della nostra regione, oltre a incidere profondamente sull’economia globale”. Per questo, aggiunge, Ankara intende ribadire “ancora una volta l’importanza del dialogo al fine di stabilire un cessate il fuoco duraturo e risolvere tutte le controversie attraverso mezzi pacifici”.

Secondo Guler, nonostante il deterioramento dello scenario, “vi è ancora spazio per la diplomazia” e resta “tuttora possibile risolvere le controversie tra le parti mediante il dialogo”. La Turchia, insiste, è pronta a offrire il proprio contributo, rivendicando di essere “uno dei pochi Paesi in grado di dialogare con gli attori regionali e quelli occidentali”.

3 aprile 2026

Araghchi, qualsiasi azione provocatoria Onu complicherà situazione

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha messo in guardia contro qualsiasi “azione provocatoria”, anche in seno al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, in vista del voto di domani su una proposta di risoluzione che, se approvata, autorizzerebbe gli Stati membri dell’Onu a utilizzare “mezzi difensivi” per riaprire lo Stretto di Hormuz. “Qualsiasi azione provocatoria da parte degli aggressori e dei loro sostenitori, anche in seno al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, riguardo alla situazione nello Stretto di Hormuz, non farà altro che complicare la situazione”, ha affermato Araghchi. Lo riporta Al Jazeera.

3 aprile 2026

Hormuz, in crescita numero di navi che transitano

Il numero di navi in transito nello stretto di Hormuz è in aumento, anche se il traffico resta ancora molto al di sotto dei livelli normali precedenti alla guerra. Lo riferisce oggi la società di intelligence marittima Windward, secondo quanto riporta al Jazeera. Mercoledì i transiti attraverso il passaggio strategico sono saliti a 16, segnando il terzo incremento giornaliero consecutivo, a quanto afferma Windward. Tutte e 16 le imbarcazioni hanno utilizzato una rotta che passa per l’isola di Larak.

Per la società, questo andamento indica che un numero crescente di paesi starebbe “negoziando con l’Iran per far passare le navi” e suggerisce che il ritmo dei transiti potrebbe aumentare nei prossimi giorni. Nonostante la ripresa, il traffico nello stretto resta una frazione dei livelli abituali. Prima dell’inizio della guerra, il 28 febbraio, attraverso Hormuz transitavano ogni giorno circa 130 navi, secondo i dati della Conferenza delle Nazioni unite sul commercio e lo sviluppo.

3 aprile 2026

Idf, “uccisi 15 militanti di Hezbollah nel sud del Libano”

L’aviazione israeliana ha colpito e ucciso 15 militanti di Hezbollah nel sud del Libano. Lo ha riferito l’esercito israeliano. Secondo le Idf, i militanti stavano pianificando di lanciare missili anticarro contro Israele. Nel corso dell’operazione, sono state rinvenute armi e granate in possesso dei militanti.

3 aprile 2026

Commissario Ue Jorgensen al Ft, “crisi sarà lunga, al vaglio razionamento carburante”

L’Unione europea deve prepararsi a una crisi energetica “di lunga durata” causata dalla guerra in Medio Oriente e sta valutando “tutte le possibilità” per affrontarla, compreso il razionamento del carburante e il rilascio di ulteriori riserve di petrolio. Lo ha detto il commissario Ue all’Energia, Dan Jorgensen, in un’intervista al Financial Times, avvertendo che per alcuni prodotti “critici”, come carburante per aerei o diesel, “le cose potrebbero peggiorare nelle prossime settimane”.

3 aprile 2026

Iran: “Se attaccate le nostre centrali elettriche colpiremo siti energia”

L’emittente iraniana Press Tv ha pubblicato un filmato in cui si vede il portavoce dell’esercito, Ebrahim Zolfaghari, avvertire gli Stati Uniti: “Se continuerete a minacciare attacchi contro le centrali elettriche iraniane, prenderemo di mira le infrastrutture energetiche regionali e le società di telecomunicazioni e informatica con azionisti americani”. Lo scrive al Jazeera. I funzionari militari iraniani hanno ripetutamente minacciato di prendere di mira le principali aziende tecnologiche del Medio Oriente.

3 aprile 2026

Slitta a domani voto a Consiglio Onu su risoluzione su Hormuz

Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu aveva inizialmente programmato una votazione sulla risoluzione sulla riapertura dello Stretto di Hormuz per oggi, che è un giorno festivo delle Nazioni Unite in occasione del Venerdì Santo. Ma in seguito ha annullato quella riunione e i diplomatici dell’Onu, che hanno parlato in condizione di anonimato, hanno detto che il voto dovrebbe tenersi domani. La bozza finale della proposta avanzata dal Bahrein, ottenuta ieri dall’Associated Press, autorizza azioni difensive ma non offensive per garantire che le navi possano transitare in sicurezza nello stretto. Russia, Cina e Francia, tutti paesi con diritto di veto nel Consiglio di Sicurezza composto da 15 membri, avevano espresso opposizione all’uso della forza. La proposta ora autorizza quindi i paesi “a utilizzare tutti i mezzi difensivi necessari e commisurati alle circostanze nello Stretto di Hormuz e nelle acque adiacenti” per garantire il passaggio e scoraggiare i tentativi di interferire con la navigazione internazionale “per un periodo di almeno sei mesi”.

3 aprile 2026

Media Iran: “Abbattuto un secondo caccia Usa F-35”

“Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno annunciato di aver abbattuto un secondo F-35 americano mentre sorvolava l’Iran centrale”. Lo scrive l’agenzia di stampa iraniana Fars, precisando che il caccia “è stato distrutto ed è precipitato”. Non si hanno informazioni sul pilota a causa dei gravi danni subiti dal velivolo. Al Jazeera, che ha ripreso la notizia, ha precisato che al momento non è giunto alcun commento dal comando Usa nella regione.

3 aprile 2026

Kuwait, raffineria di Mina al-Ahmadi colpita da droni iraniani

Alcuni droni iraniani hanno colpito la raffineria di petrolio di Mina al-Ahmadi in Kuwait, provocando incendi all’interno della struttura. La Kuwait Petroleum Corp., società statale, ha rilasciato una dichiarazione sull’attacco e ha affermato che i vigili del fuoco stanno lavorando per domare le fiamme. Non sono stati segnalati feriti.

3 aprile 2026

Commissario Energia Ue: Europa si prepari a shock energetico “di lunga durata”

L’UE sta valutando “tutte le possibilità”, compreso il razionamento del carburante e il rilascio di ulteriori quantità di petrolio dalle riserve di emergenza, mentre si prepara ad affrontare uno shock energetico “di lunga durata” causato dalla guerra in Medio Oriente, secondo quanto riportato oggi dal Financial Times in un’intervista con il commissario europeo per l’Energia Dan Jorgensen. “Sarà una crisi lunga... i prezzi dell’energia rimarranno elevati per molto tempo”, ha dichiarato Dan Jorgensen al FT, aggiungendo che per alcuni prodotti più ‘critici’ “ci aspettiamo che la situazione peggiori ulteriormente nelle prossime settimane”.

Per approfondire: Iran, la guerra dell’energia

3 aprile 2026

Teheran: “Abbattuto F-35 Usa, pilota non è sopravvissuto”

L’Iran afferma di aver abbattuto un caccia americano F-35 nel centro del Paese e che il pilota probabilmente non è sopravvissuto. Lo rende noto l’agenzia di stampa semi-ufficiale Mehr News. Nel corso della guerra, gli iraniani hanno più volte rivendicato l’abbattimento di aerei americani, ma queste affermazioni sono state successivamente smentite.

3 aprile 2026

“Ponte B1 attaccato dagli Usa perché utilizzato da Iran per trasportare missili”

Il ponte B1, che collega Teheran alla vicina Karaj, è stato attaccato dagli Stati Uniti poiché è utilizzato dalle forze armate iraniane per trasportare segretamente missili e componenti missilistici da Teheran verso siti di lancio nell’Iran occidentale. Lo ha riferito un funzionario americano ad Axios precisando che, secondo Washington, il ponte serve anche per fornire supporto logistico alle forze militari iraniane a Teheran.

3 aprile 2026

Azienda sostenuta da figli Trump punta a vendere droni intercettori a Paesi Golfo

Un produttore di droni sostenuto dai due figli maggiori del presidente Donald Trump sta cercando di vendere ai paesi del Golfo mentre questi sono sotto attacco da parte dell’Iran e dipendono dalle forze armate statunitensi guidate dal loro padre. La campagna di vendita della Powerus, con sede in Florida - che il mese scorso ha annunciato un accordo per coinvolgere Eric Trump e Donald Trump Jr. - mette l’azienda nella posizione di poter potenzialmente trarre vantaggio dal conflitto.

“Questi paesi sono sotto enorme pressione per comprare dai figli del presidente, affinché lui faccia ciò che vogliono”, ha dichiarato Richard Painter, ex capo legale per l’etica della Casa Bianca sotto il presidente George W. Bush. “Questa sarà la prima famiglia presidenziale a guadagnare molto denaro da una guerra, una guerra per la quale non ha ottenuto il consenso del Congresso”.

3 aprile 2026

Israele denuncia una nuova ondata di missili lanciati dall’Iran

L’esercito israeliano riferisce che dall’Iran sono stati lanciati altri missili verso il territorio israeliano. Lo riporta Al Jazzera. L’esercito israeliano ha inoltre affermato che i sistemi di difesa aerea sono in azione per intercettare l’attacco. Secondo l’Afp, al momento non sono state segnalate vittime.

3 aprile 2026

“L’Iran ha ancora migliaia di lanciatori di missili e droni”

Secondo recenti valutazioni dell’intelligence Usa dopo un mese di guerra, circa la metà dei lanciatori di missili dell’Iran risulta ancora intatta e Teheran ha ancora a disposizione migliaia di droni d’attacco. Lo riferiscono fonti informate alla Cnn. “L’Iran è ancora pienamente in condizione di seminare il caos assoluto in tutta la regione”, ha affermato una delle fonti. Secondo il rapporto Teheran ha ancora circa il 50% dei droni e una vasta quantità di missili da crociera che costituiscono una capacità strategica fondamentale per minacciare il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz.

3 aprile 2026

Trump minaccia nuove distruzioni di ponti e centrali iraniane

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha minacciato nuove distruzioni di infrastrutture civili in Iran, citando nel dettaglio ponti e centrali elettriche. “I ponti sono i prossimi, poi le centrali elettriche!”, ha avvertito il magnate americano sul suo account sul social network Truth. Trump aveva precedentemente applaudito la distruzione di un ponte emblematico vicino a Teheran. Otto civili sono stati uccisi in questo attacco contro quel ponte in costruzione, secondo i media della repubblica islamica. “I leader del nuovo regime (iraniano) sanno cosa bisogna fare, e che bisogna farlo in FRETTA!”, ha aggiunto il presidente americano, che alterna minacce e appelli a Teheran affinché accetti un accordo di cessate il fuoco.

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