Azerbaijan tra il Caspio e il Gran Caucaso in cerca di tradizioni millenarie e vulcani di fango
Baku, dove il passato e il futuro s’incontrano
La capitale Baku è la porta d’ingresso ideale per comprendere l’anima di questo Paese. Adagiata sul Mar Caspio, si rivela un ottimo punto di partenza per escursioni a raggiera in giornata. Il suo nucleo storico, Icherisheher (la Città Vecchia), è un labirinto di vicoli protetto da mura medievali e riconosciuto dall’Unesco. Qui si passeggia tra antichi caravanserragli e monumenti come il Palazzo dei Shirvanshah e la misteriosa Torre della Vergine, una struttura in pietra alta circa 29 metri che oggi ospita un museo storico. A pochi passi da questa atmosfera sospesa nel tempo, lo skyline si trasforma drasticamente: le tre Flame Towers dominano la baia con i loro profili moderni che di sera si illuminano di spettacolari giochi di luce, mentre il complesso culturale Heydar Aliyev Center, progettato dall’architetta Zaha Hadid, incanta i visitatori con le sue curve fluide e bianchissime. Per calarsi appieno nell’atmosfera locale, non c’è niente di meglio che sedersi in una tradizionale “chaykhana” (casa del tè) per assaporare il tè nero servito nei tipici bicchieri a forma di pera, chiamati “armudu”, spesso accompagnato da confetture locali di ciliegie o fichi. Raggiungerla dall’Italia è piuttosto semplice, grazie ai voli diretti di circa quattro ore e mezza operati da Azerbaijan Airlines da Milano e da Wizz Air da Roma. Con un fuso orario di sole tre ore in più rispetto all’Italia (due quando è in vigore l’ora legale) e un visto elettronico (e-Visa) richiedibile online in pochi passaggi, il Paese si propone come una meta insolita e accessibile.

