L’altra Basilicata: laboratori di esperienze, natura e radici autentiche
Calvello fra pellegrinaggi religiosi ed eccellenze artigiane
Per arrivare in questo borgo si sale fino a 730 metri di altitudine, nel cuore del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese, in un territorio comunale che vanta circa 4.500 ettari di boschi e ha nei castagneti uno degli elementi caratterizzanti dell’economia locale e del paesaggio. La castagna è infatti alla base di diverse produzioni tipiche, tra cui le “pastatelle”, ed è anche la principale protagonista della Sagra dedicata ai prodotti del sottobosco in calendario tra fine ottobre e inizio novembre di ogni anno. Le origini benedettine di Calvello, documentate dalla presenza del cenobio di San Pietro e del complesso conventuale di Santa Maria de Plano; nella lista dei monumenti storici figurano anche il ponte antico all’ingresso del paese e i luoghi legati ai moti antiborbonici del 1821-22, a cominciare dalla chiesa della Madonna degli Angeli. L’altro grande vanto del borgo è il titolo ministeriale di “Città della ceramica” artistica lucana e il nucleo originario di questa tradizione è il rione “il Vallone”, oggi valorizzato attraverso un percorso espositivo all’aperto che integra oggetti della produzione artigianale e laboratori attivi che permettono ai visitatori di sperimentare direttamente le tecniche di lavorazione al tornio. Tra le esperienze culturali da vivere a Calvello c’è il percorso dei “Portali parlanti”, un itinerario tra elementi architettonici decorativi reinterpretati attraverso installazioni narrative. Sul piano naturalistico, infine, l’attrazione da non perdere è l’ascesa al Monte Saraceno, meta di pellegrinaggi religiosi che si svolgono nel mese di maggio e a settembre.

