Roma en plein air tra parchi, terrazze, esperienze culturali
Nel Parco degli Acquedotti tra storia, cinema e letteratura
L’incipit di un’altra escursione letteraria e artistica indimenticabile ha come indirizzo fisico l’angolo tra via Lemonia e Circonvallazione Tuscolana (fermata della metropolitana Subaugusta) perché vi si trova l’accesso più scenografico al Parco degli Acquedotti, quell’armonico incastro di arcate e intrico ordinato di manufatti antichi che sono appunto gli acquedotti. Sei degli undici tracciati nell’antica Roma attraversano questo tratto del Parco Regionale dell’Appia Antica che assiste appunto al passaggio di queste vie d’acqua pensili erette tra il 38 e il 52 d.C. Ci si ritrova così all’interno di un paesaggio fatto di spighe alte, macchie di papaveri e cardi che il cinema ha sempre scelto dalla Dolce Vita di Federico Fellini alla Grande Bellezza di Paolo Sorrentino, passando per Il Giovane Favoloso di Mario Martone. E soprattutto tanti artisti - tra cui Ippolito Caffi e Jean-Baptiste Camille Corot - hanno ritratto spesso e volentieri la successione di archi in marmo peperino (i conci esterni in bugnato assomigliano a diamanti) narrati da Charles Dickens, Nikolaj Vasil’evič Gogol’, François-René de Chateaubriand. Sovrapposti gli uni agli altri, mostrano tuttora i condotti delle acque che giungevano sempre in pendenza dall’Alta Valle dell’Aniene spinti dalla sola forza di gravità. Si riconoscono tratti della Via Latina, ricavando l’ombra sotto le chiome di pini domestici, salici, corbezzoli e platani. Quest’opera che si estendeva originariamente per 68 chilometri, voluta da Caligola e Claudio, si può seguire a piedi e in bicicletta sino alla trecentesca Torre del Fiscale. Per comprendere profondamente la sua storia si può poi visitare anche La Città dell’Acqua ovvero il percorso sotterraneo nei meandri del rione Trevi che ancora alimenta l’omonima, mitica fontana, la Barcaccia e la fonte dei Quattro Fiumi.
