Roma en plein air tra parchi, terrazze, esperienze culturali

2/7Weekend

Sul rooftop gourmand Cielo dell’Hotel De la Ville

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Il nome Cielo è quanto mai ideale perché il bar e il ristorante sulla terrazza dell’Hotel de la Ville sono proprio in confidenza strettissima con la volta celeste. Sedersi ai tavoli intorno alle ore 19 in una sera di maggio significa abbracciare in un solo sguardo un panorama infinito che dai Colli Albani spazia fino al Gazometro, circuisce l’Altare della Patria, flirta perfino col Quirinale e il Pantheon. Assistendo al concerto dei gabbiani, al gioco a rimpiattino degli stormi con i cirri, ecco appunto che si vede il cielo passare dall’ultimo azzurro al viola chiaro e poi al blu notte mentre si accendono di una luce tenue la Cupola di San Pietro e tutta Città del Vaticano. Anche Cielo Bar incanta quasi fosse una terrazza sospesa alla quale il recentissimo restyling curato da Paolo Moschino ha donato raffinata eleganza scegliendo arredi dai tessuti ricercati e materiali naturali. La drink list prevede il Campidoglio Margarita, che combina tequila e mezcal con note tropicali e basilico, e il Life on Mars, più intenso e strutturato, con sentori speziati e vermouth. Adagiato proprio sopra Trinità dei Monti, prima di essere un hotel, oggi appartenente al brand Rocco Forte, il De la Ville era abitato da monaci. Poi la sua trasformazione in albergo venne affidata al celebre architetto ungherese Jozsef Vágó che confermò tutto il proprio eclettismo realizzando un palazzo dallo stile liberty e al tempo stesso neoclassico. La sua corte interna richiama stilemi ottocenteschi nella sua lineare geometria, mentre gli interni sono pregni dell’atmosfera del Grand Tour grazie a carte da parati fatte a mano, tessuti italiani e arazzi storici.

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