Ferrari Luce: 10 cose da sapere per conoscere tutti i segreti dell’elettrica di Maranello
Ferrari Luce motore
Il gruppo motopropulsore della Ferrari Luce è composto da quattro motori elettrici, uno per ruota. Sono motori sincroni a magneti permanenti con flusso radiale, derivati dall’esperienza della F80 e alimentati dal know how maturato da Ferrari in Formula 1 e nel World Endurance Championship. Il sistema opera a un massimo di 800 volt. La scheda tecnica indica una potenza massima di 772 kW, equivalenti a 1050 cavalli, e una coppia massima ai motori di 990 Nm. La coppia massima alle ruote è pari a 11150 Nm. L’assale anteriore sviluppa 210 kW, mentre l’assale posteriore arriva a 620 kW. I motori anteriori raggiungono un regime massimo di 30000 giri al minuto, quelli posteriori di 25500 giri al minuto. La densità di potenza dell’assale raggiunge complessivamente i 4,80 kW per chilogrammo. La configurazione con due motori per asse non è stata scelta soltanto per aumentare la potenza. La funzione principale è il controllo della coppia. Su ogni asse è possibile gestire in modo indipendente la coppia tra ruota destra e sinistra, sia in accelerazione sia in frenata. Questo permette un torque vectoring completo, con vantaggi in termini di precisione, stabilità e naturalezza di risposta. Sul retrotreno, in modalità Launch Control, sono disponibili fino a 7750 Nm trasferiti all’assale dopo la riduzione. È importante distinguere tra coppia motore, coppia di sistema e coppia alle ruote, perché nel mondo elettrico i valori di coppia possono essere letti in modo fuorviante se non contestualizzati. Sul piano tecnico, gli statori adottano avvolgimenti a poli concentrati per ridurre gli ingombri, lamierini da 0,2 millimetri per migliorare i consumi alle alte velocità, filo Litz di derivazione Formula 1 e resinatura sottovuoto con resina ad alta conducibilità termica. Nel rotore vengono impiegati magneti a montaggio superficiale con configurazione Halbach, che concentra il flusso magnetico verso lo statore, e sleeve in fibra di carbonio per resistere alle forze centrifughe ai regimi più elevati. Il risultato è uno 0-100 chilometri orari in 2,5 secondi, 0-200 in 6,8 secondi e 310 chilometri orari di velocità massima, ma la parte più specifica del progetto resta la possibilità di controllare in modo molto preciso ogni ruota. È qui che l’elettrico viene usato come elemento dinamico, non soltanto come fonte di potenza.

